Archivio mensile:Agosto 2015

Come illuminare la stanza da letto

Per illuminare una stanza da letto un lampadario non basta. I comodini, lo specchio, persino gli armadi richiedono una luce per tutte le attività che si svolgono in camera da letto, come leggere, guardare la tv (anche se gli esperti lo sconsigliano) e vestirsi.
Ecco perché è utile sapere quali lampade usare per la stanza da letto e dove posizionare i punti luce. Vediamo insieme qualche utile consiglio a proposito.

Luci per i comodini: quale lampade scegliere?

Come già detto, prima di andare a dormire spesso si legge un buon libro, per rilassare la mente e conciliare il sonno, oppure si fa zapping in tv. Una buona luce sul comodino deve permettere la lettura e la visione (o l’utilizzo di tablet e smartphone), ma non dev’essere troppo forte sia per questioni di risparmio energetico, sia per non disturbare il proprio compagno o la propria compagna (nel caso di una stanza matrimoniale).

abat-jourLe soluzioni sono diverse. Possiamo scegliere la classica abat-jour, come l’abat-jour Oro-Ducato di Le Prolunghe in vendita nel nostro store. Una scelta classica, economica e sempre efficiente, soprattutto se scegliamo una buona lampada a basso consumo che ci permetta di leggere agevolmente ma senza sprecare inutilmente energia elettrica.
Un’altra possibilità è data dalle applique con braccio regolabile, molto utili perché permettono di indirizzare la luce là dove serve.
Anche una classica lampada da tavolo fa il suo dovere: l’importante è che la luce sia schermata e non troppo forte. Per leggere, in ogni caso, ci si può aiutare con una lampada da lettura specifica.

Illuminare la stanza da letto: lampadari & co.

Nella stanza da letto, come abbiamo già accennato, oltre a dormire facciamo molte altre cose: leggiamo, ci vestiamo, guardiamo la tv e addirittura facciamo ginnastica. Di qui la necessità di avere un’illuminazione che si adatti di volta in volta alle nostre necessità.
Se decidiamo per il classico lampadario o per la plafoniera, è opportuno installare anche un regolatore di luminosità, per adeguare l’intensità della luce all’attività che stiamo svolgendo. Il lampadario dev’essere posto al centro della stanza.

Le lampade a piantane, magari poste ai lati del letto, rappresentano una soluzione interessante anche dal punto di vista estetico, così come le lampade a parete, che devono però essere schermate in modo che la luce non sia eccessiva.

Un’altra opzione sono i faretti da incasso, che permettono di distribuire in modo ottimale la luce.
Non dimentichiamo, infine, le luci notturne, indispensabili per evitare di accendere la luce durante il sonno. Una piccola lampada a led (o una striscia), in questo caso, rappresenta la soluzione ideale, anche per le stanze da letto dei bimbi.

Armadi e guardaroba: che luci servono?

Anche gli armadi possono essere illuminati, per evitare di dover accendere la luce del lampadario al mattino presto, quando potrebbe disturbare chi sta ancora dormendo.
Installare all’interno del guardaroba dei faretti orientabili ci permetterà di vedere con chiarezza i vestiti: il lampadario, infatti, può non essere sufficiente, soprattutto se la luce ci viene di spalle. È importante scegliere una luce “naturale”, che non alteri il colore dei vestiti: i faretti alogeni e i tubi fluorescenti rispondono perfettamente allo scopo.

E lo specchio? Va illuminato?

Sì, se abbiamo uno specchio in camera da letto va illuminato anche quello. La luce deve essere posta in alto e ai lati dello specchio: se lo specchio ha già la predisposizione al punto luce, possiamo installare lampade alogene a riflettore (massimo 10/15 W). Altrimenti, anche in questo caso, vanno bene i faretti a muro, posizionati sopra lo specchio. Come per il guardaroba, l’importante che è la luce abbia un effetto naturale, per non distorcere il colore del nostro viso e dei vestiti.

Rilevatori di gas: come si usano e come disporli

Installare un rilevatore di gas in casa significa dotarsi di un indispensabile dispositivo di sicurezza, utile soprattutto alle persone anziane che vivono da sole, ma non solo: se pensiamo che dietro il crollo degli edifici al 90% c’è una fuga di gas, capiamo bene come un rilevatore di gas e metano rappresenti più che un’opzione, ma una necessità.

In questo articolo scopriamo cosa sono e dove si installano i rilevatori di gas per un uso corretto.

Cosa sono i rilevatori di gas, in breve

I rilevatori di gas avvisano, tramite segnali acustici e luminosi, della presenza nell’ambiente di gas in concentrazioni pericolose. All’interno dell’involucro di plastica si trova il sensore di gas, in grado di accorgersi se le sostanze letali superano il limite di sicurezza. Per la precisione, esistono due tipi almeno di rilevatori di gas: c’è il rilevatore di monossido di carbonio (praticamente inodore per cui pericolosissimo), il rilevatore di gas metano (come l’Eikon Next di Vimar) e quello di gas GPL. Esistono inoltre rilevatori monogas o multigas: nel caso di integrazione con un sistema domotico, un’elettrovalvola chiude automaticamente il gas in caso di pericolo. Sempre parlando di domotica, in commercio esistono utili ripetitori di segnale, come il ripetitore LivingLight Antracite di Bticino, che trovate nel nostro store online.

I rilevatori possono essere fissi o portatili: i primi possono essere a uso esterno o interno, i secondi, alimentati da una batteria, vengono usati soprattutto dai professionisti, seppur esistano versioni domestiche. In generale, però, i rilevatori domestici sono fissi.

Dove installare i rilevatori di gas

gas-stopAvere un rilevatore di gas in casa non basta, bisogna sapere dove installarlo perché funzioni al meglio e assicuri una reale protezione dal pericolo della fuga di gas.
Il rilevatore va installato dove si accumula il gas in caso di fuga: gli esperti consigliano di installarlo a 20 centimetri (o al massimo mezzo metro) dal soffitto in caso di gas metano, a 20 centimetri o a mezzo metro dal pavimento in caso di GPL.
Bisogna fare attenzione a non installare il rilevatore vicino a prese d’aria o impianti di ventilazione, che potrebbero “disturbare” il lavoro del rilevatore e comprometterne la piena funzionalità. È importante, inoltre, che il rilevatore sia facilmente accessibile.

Facciamo attenzione a montare il rilevatore seguendo con cura le istruzioni del libretto d’installazione. Se non siamo in grado di farlo da soli, è opportuno chiamare un professionista e farlo installare da lui: affidarsi a un esperto è la migliore garanzia perché tutto funzioni alla perfezione.

Quanto costa un rilevatore di gas?

Dipende da che tipo di rilevatore si sceglie e dai lavori necessari per l’installazione. Se si scelgono i modelli domotici, che devono essere integrati in un sistema domotico, i costi salgono, ma crescono anche le prestazioni e l’affidabilità: come già accennato, al rilevatore è associata un’elettrovalvola che chiude in automatico il gas non appena la fuga sale oltre i livelli di guardia. Un comodo display, inoltre, permette di tenere tutto sotto controllo.

I prezzi variano anche in base al tipo di rilevatore: fisso ha un costo, mobile un altro.
Inoltre, va considerata anche la manodopera per l’installazione, che dipende dalla quantità di materiale e lavoro necessario.
Se c’è però un dispositivo per cui non badare a spese, quello è proprio il rilevatore di gas: la sua presenza in casa può scongiurare pericoli davvero gravi.

Hager, il controllo della temperatura via radio

Avere un cronotermostato in casa significa avere comodità e risparmio in un unico dispositivo. Decidere quale temperatura avere in una stanza, quando accendere il riscaldamento e quanto calda dev’essere l’acqua: come non apprezzare?
Nello specifico, oggi andiamo alla scoperta del cronotermostato digitale Hager, facile da installare e da programmare per avere sempre la temperatura voluta.

Perché scegliere il cronotermostato Hager?

Il termostato d’ambiente digitale Hager invia comandi di avvio e di arresto via radio al ricevitore murale, da installare vicino alla caldaia o del sistema di riscaldamento da gestire, ai quali trasmette le “istruzioni” programmate via filo. Il ricevitore è facile da installare, basta seguire con attenzioni le indicazioni riportate nel libretto allegato.

cronotermostato-hagerIl cronotermostato permette di programmare l’impianto di riscaldamento grazie a quattro differenti programmi: comfort di primo e secondo livello, che permette di scegliere la temperatura preferita durante le ore in cui siamo a casa, ridotta, da scegliere per le brevi assenze o durante la notte, e antigelo, che garantisce una temperatura minima durante la nostra assenza da casa.
È possibile inoltre regolare la climatizzazione grazie a due programmi specifici: comfort, da utilizzare quando siamo in casa, e ridotta, opzione adatta quando ci assentiamo da casa, oppure durante la notte.

In sostanza, questo cronotermostato unisce due funzioni: può regolare la temperatura adattandosi a quella esterna oppure attraverso le istruzioni date al dispositivo tramite la programmazione.

Un altro motivo per scegliere questo cronotermostato Hager è la funzione “reversibilità riscaldamento/climatizzazione“, che consente di passare dalla modalità riscaldamento alla modalità climatizzazione con pochi clic sui tasti giusti. Da segnalare anche la modalità vacanze, una funzione intelligente che protegge la casa dagli sbalzi di temperatura e dalle gelate: basta infatti impostare una temperatura dai 5 ai 30° e definire con precisione la durata dell’assenza per evitare sgradite sorprese al rientro.
Insomma, è possibile gestire riscaldamento e climatizzazione secondo i propri stili di vita e le proprie necessità, programmando con precisione ogni dettaglio del loro funzionamento attraverso il cronotermostato.

Risparmio energetico, gestione della temperatura, programmazione durante i giorni d’assenza: il cronotermostato Hager è un dispositivo davvero interessante, come si evince anche dalle recensioni dei clienti che circolano sul web, in gran lunga positive.

Hager, l’innovazione al centro di tutto

Il Gruppo Hager è un’impresa tedesca che ha nell’innovazione tecnologica e l’affidabilità la propria missione. Nel 1991 ha aperto una filiale commerciale in Italia e dal 2007 il Gruppo Hager è una Societas Europaea: nel mondo conta più di 11mila dipendenti. Una particolarità di questa azienda sta nel fatto che l 65% dei suoi prodottiha meno di tre anni, in modo da sviluppare sempre innovazione, senza fermarsi. Inoltre, per dare ai clienti e ai partner sempre il giusto prodotto, tramite i professionisti che lavorano a livello locale, si informa sulle necessità del proprio pubblico con diversi incontri ad hoc.