Archivio mensile:Agosto 2016

cronotermostato

Come sostituire un cronotermostato

Il cronotermostato è un dispositivo di nuova generazione che permette agli abitanti di gestire in modo accurato le condizioni climatiche dell’ambiente domestico. Lo scopo è di garantire il massimo comfort, monitorando quali sono i consumi energetici che interessano l’impianto di riscaldamento e di raffrescamento presente in casa.

Il cronotermostato è spesso legato al concetto di domotica e gli ultimi modelli presenti in commercio sono particolarmente raffinati e ricchi di buone caratteristiche. I sistemi permettono infatti di programmare con esattezza quali sono i tempi e le modalità di accensione e di spegnimento degli impianti, quindi di stabilire il periodo di funzionamento, al fine di massimizzare le risorse, salvaguardando energia e alleggerendo i consumi in casa.

Cronotermostato: come scegliere il più adatto

In commercio posiamo reperire diverse tipologie di cronotermostato, ma per orientarci alla scelta possiamo leggere l’interessante articolo del blog Punto Luce. Il post approfondisce quali sono le caratteristiche del cronotermostato e ci aiuta a prendere la decisione giusta in base alle nostre esigenze e allo spazio che abbiamo a nostra disposizione.

Il cronotermostato può diventare un amico inseparabile in casa, un punto di riferimento che ci permette di programmare con cura l’accensione degli impianti, quindi di pianificare al meglio l’impiego delle risorse e di cui la casa dispone. Non solo, perché il buon funzionamento del cronotermostato si lega alla ‘salute’ degli impianti, quindi è buona norma controllare il suo funzionamento con i giusti sistemi di controllo ed eventualmente sostituire o riparare il cronotermostato che non si propone efficiente.

Come sostituire il cronotermostato

La prima regola da seguire quando decidiamo di sostituire il cronotermostato è legata alla sicurezza e ci chiede di verificare che tutti gli apparecchi e tutti i dispositivi a cui si sta scollegando la linea che si presenta collegata al termostato stati staccati dalla rete elettrica.

Una volta accertata la mancanza di flusso elettrico è importante indossare dei dispositivi di protezione evitando di toccare a mani nude o di esporre il corpo a strumenti o morsetti. Il dispositivo deve quindi essere spento e disalimentato, quindi bisogna togliere la mascherina di copertura assieme alla scatola di contenimento, che è speso fissata la muro con un sistema di viti.

Una volta rimosso il vecchio cronotermostato bisogna staccare i cavi elettrici che alimentano e controllano il sistema che devono momentaneamente essere fissati alla parete con del nastro adesivo. Può quindi iniziare la fase di installazione del nuovo cronotermostato, che chiede di essere scelto in versioni moderne, sicure e rispettose delle norme in merito. Se cerchiamo uno shop sicuro e controllato dove acquistare il nuovo cronotermostato possiamo affidarci alla rivendita online Punto Luce, dove possiamo reperire modelli interessanti quanto moderni e affidabili.

Una volta scelto il giusto modello è importante valutare se la posizione del nuovo cronotermostato può essere la stessa della precedente, oppure se è utile cambiare posizione, valutando un luogo asciutto, privo di sostanze pericolose o polvere, elementi che potrebbero pregiudicarne il corretto funzionamento.

L’installazione deve quindi essere eseguita da personale specializzato seguendo le direttive allegate al sistema, che possono essere variabili, ma che di base chiedono di collegare i cavi elettrici etichettati e quindi spinti all’interno del muro. Possiamo quindi concludere l’installazione mettendo il corpo nella scatola di supporto e completare il lavoro con il montaggio della mascherina frontale.

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Rilevatore di fumo: come funziona e come scegliere

La sicurezza in casa non è mai troppa e il rilevatore di fumo si propone come un sistema utile per prevenire e contrastare in modo veloce le eventuali perdite di gas e gli incendi in casa. In fase di progettazione dell’impianto elettrico è importate predisporre la presenza di apparecchiature di questo tipo, che sono in grado di rilevare il fumo, le fiamme e le temperature troppo intense.

Si tratta di dispositivi elettronici che in base a fenomeni fisici connessi allo sviluppo di incendi rivelano delle presenze anomale e quindi avvertono gli abitanti sull’imminente pericolo.

Rilevatore di fumo: come funziona

Il rilevatore di fumo è normato dalla Uni 9795, dove sono contenute le indicazioni standard che interessano il suo posizionamento nell’ambiente domestico. In commercio si possono reperire diverse tipologie di rilevatore ed essi si dividono principalmente in tre grandi ‘famiglie‘.

  • I rilevatori di temperature e di calore: sistemi che sono sensibili ad un innalzamento della temperatura interna all’ambiente;
  • I rilevatori di fiamma: sistemi che sono sensibili alle eventuali radiazioni;
  • I rivelatori di fumo: sistemi che sono sensibili alle particelle prodotte in fase di combustione.

Nel dettaglio, il rilevatori di fumo devono essere disposti nell’ambiente in base al modello e al raggio di azione che riescono a coprire. E’ importante che in fase di installazione non vi siano sorgenti di fumo che potrebbero dare origine a falsi allarmi. La norma stabilisce infatti che il rilevatore di fumo venga posizionato in un’area che non è direttamente interessata da fumi prodotti da lavorazioni di prodotti, o da flussi che vengono prodotti dalla ventilazione, dal condizionamento o dall’aerazione.
Il numero di rilevatori è stimato in base alla superficie di interesse la norma di riferimento si impegna a stabilire nel dettaglio come devono avvenire l’installazione la manutenzione degli stessi, al fine di poter contare su un ambiente sicuro e protetto.

Rilevatore di fumo: come scegliere quello giusto

Il rilevatore di fumo si impegna quindi a verificare la presenza di gas nocivi in ambiente domestico. Si tratta di un contenitore riempito di gas ionizzabile e da due componenti basi. Una componente è un anodo e una è un catodo, quindi il sistema si attiva quando viene rilevata la presenza di un gas nocivo e si allerta emettendo segnali che possono essere luminosi, acustici o una combinazione di entrambi.

Come scegliere il migliore rilevatore di fumo? La prima regola si basa sull’affidarsi a rivenditori sicuri, che propongono sistemi di rilevazione fumo di qualità e conformi alle normative vigenti in Unione Europea, come quelli proposti dall’affidabile punto vendita on line Punto Luce. E’ importante considerare che i rilevatori di fumo sono in grado di percepire la presenza di gas quali l’anidride carbonica, il metano e il biossido di zolfo e molto spesso lavorano attivamente chiudendo in autonomia la valvola di erogazione del gas.

Tutti i rilevatori di fumo devono essere infine installati da personale tecnico abilitato e devono essere sottoposti alla giusta manutenzione, quindi sostituiti in base alla durata che viene indicata per ogni elemento.

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Citofono Livinglight BTicino Terraneo, un’ampia collezione

Quanto conta avere a disposizione un citofono o un videocitofono in casa e in ufficio? La riposta è molto, soprattutto se l’abitazione o la postazione professionali sono molto distanti dall’accesso all’immobile. La funzionalità del citofono è infatti innegabile e, grazie alle migliorie apportate nel settore, oggi si può contare su soluzioni belle, facili e ricche di tecnologia.

Possiamo ricercare un bell’esempio nel citofono Livinglight BTicino, una proposta che si inserisce in una collezione di prodotti ampia, pensata per riprendere al meglio alle esigenze domestiche e professionali. In particolare, si tratta della gamma 100, che propone citofoni e videocitofoni ricchi di funzionalità e molto piacevoli dal punto di vista estetico.

Citofono Livinglight BTicino: la serie 100

La classe 100 dei citofoni Livinglight BTicino è disponibile per diverse installazioni, perché può essere inserita a parete, incassata oppure posizionarsi sul tavolo secondo esigenze. La collezione vanta un design moderno ed essenziale, che le permette di inserirsi con discrezione in ogni ambiente e domestico e professionale per svolgere al meglio sua funzione, senza interferire nell’arredo o nei volumi.

Quali sono le caratteristiche principali del citofono LivingLight BTicino? La collezione mostra le classiche e affidabili doti tecniche che sono proprie dell’azienda, da sempre sinonimo di qualità e di ricerca tecnologica. Si tratta di una collezione pensata per associare ad un design piacevole le funzionalità maggiormente richieste dai clienti. Il design si propone con finitura bianca effetto vetro e lo spessore degli elementi è decisamente ridotto, al fine di impegnare scarsi volumi e di potersi inserire al meglio anche negli ambienti più piccoli.

Per quanto riguarda l’installazione, la ditta BTicino ne assicura la flessibilità e la semplicità e l’installazione può essere effettuata ad incasso,a parete, con cornetta affiancata oppure prevedere il display orientabile.

 Citofono LivingLight BTicino: le proposte della collezione

Molte sono le proposte della collezione di citofono Livinglight BTicino presenti nello shop di materiale elettrico Punto Luce. Si tratta di uno spazio sicuro e affidabile, che ha scelto di trattare il brand e di proporre le ultime novità e i classici di catalogo per offrire ai clienti un’ampia varietà di scelta.

Fanno parte della collezione gli elementi della Classe 100. Si tratta di citofoni e videocitofoni molto piacevoli e funzionali, come il modello Classe 100V12E che presenta un viva voce a colori e un teleloop che ne permette una facile installazione secondo esigenza. Il videocitofono è accessoriato con display LCD e in dotazione viene offerta la possibilità di attivare il posto esterno, di aprire la serratura dell’entrata e di comandare le luci delle scale.

Interessantissima e altamente configurabile è anche la soluzione di citofono Livinglight BTicino, che permette di monitorare i consumi energetici, associando alle classiche funzioni del citofono la possibilità di integrarsi con un sistema di monitoraggio di energia e di visualizzare graficamente i consumi nel display annesso.

La collezione si completa con una proposta semplice, dedicata a chi cerca un citofono compatto ed essenziale. Si tratta della Classe 100V12B che può essere installata a parete o a tavolo e che si lega alla funzionalità del modello Classe 100A12M, una classicissima soluzione audio con cornetta che può essere installata a parete o a tavolo. In questo caso la dotazione guarda alla funzionalità, con la possibilità di aprire le serrature, di comandare le luci e di configurare come più di preferisce i quattro tasti a disposizione del sistema.

Il citofono LivingLight BTicino e i videocitofoni della collezione sono accessoriabili con supporti meccanici che rendono l’installazione facile e immediata, perché propongono profili sottili, display inclinabili per chi ricerca il top delle prestazioni e cornette dedicate a chi desidera contare su una soluzione tradizionale e o necessita di privacy nel corso delle comunicazioni con l’esterno.

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Come fare un impianto elettrico per piscina

Le piscine chiedono di essere dotate del giusto impianto elettrico e in questo caso si tratta di un sistema particolare, perché bisogna considerare la presenza dell’acqua. I requisiti che interessano l’impianto elettrico per piscina sono particolari, molto tecnici e devono essere realizzati da personale abilitato esperto.

Impianto elettrico per piscina: la norma di riferimento

La norma di riferimento per l’impianto elettrico della piscina è la 64-8, sezione 702, la quale interessa i provvedimenti aggiuntivi da impiegare quando viene realizzato un impianto elettrico destinato alle piscine e alle fontane.

La norma interessa le piscine non accessibili o non raggiungibili senza l’aiuto di scale o supporti. Sono escluse le piscine che vengono trattate con specifiche norme di prodotto, i laghi, i bacini naturali e le aree costiere a meno che non si tratti di costruzioni espressamente impiegati come piscine.

La norma ha quindi individuato tre zone che servono per definire l’impianto elettrico in relazione alla sua pericolosità e ai provvedimenti che devono essere adottati per garantire la sicurezza d’uso.

La zona 0 (zero) corrisponde all’acqua, ovvero al volume interno della vasca, la zona 1 è il volume della superficie verticale che si trova a due metri dal bordo vasca o dalla superficie destinata alla sosta delle persone e dal piano orizzontale che si trova a 2 metro e mezzo di altezza da questa superficie. Se la piscina è dotata di trampolini o di aree dedicate ai tuffi questa zona si dilata per 1.5 metri nella sezione orizzontale e per 2.5 metri in quella verticale.

La zona 2 è infine il volume che circonda la zona 1 e che si sviluppa in sezione verticale, correndo parallelamente ad una distanza di 1.5 metri orizzontale e di 2.5 metri dal piano del pavimento o della superficie dove possono sostare le persone in sezione verticale.

A cosa servono le zone? Si tratta di divisioni basilari, che supportano la creazione dell’impianto elettrico per piscina e lo implicano a seguire certe regole definite applicate alle diverse zone. A causa della vicinanza con l’acqua, la struttura elettrica deve infatti essere trattata con estrema precisione e delicatezza.

Impianto elettrico per piscina: a chi affidarsi

Un impianto elettrico per piscina è diverso da un canonico impianto elettrico, perché oltre alla divisione a zone interessa accorgimenti, regole e procedure diverse. E’ quindi fondamentale rivolgersi a personale che possa vantare conoscenze teoriche e pratiche della normativa di riferimento e sia abituato ad operare su questa tipologia di strutture.

La conoscenza dell’impianto elettrico può inoltre essere approfondita leggendo interessanti articoli, come quelli presenti nel blog del sito rivendita di materiale elettrico Punto Luce. La letteratura in merito è infatti vastissima e chi deve inserire impianti elettrici nella propria abitazione, locale commerciale o professionale può conoscere molti aspetti sulla realizzazione degli impianti, sulle normative di riferimento e sui materiali elettrici migliori da impiegare in corso d’opera.