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Costo impianto elettrico a norma, cosa sapere

Lo scorso agosto è stata approvata la norma CEI 64-8/8-1, che contiene accorgimenti e raccomandazioni per progettare un impianto elettrico a bassa tensione che consenta il maggior risparmio di energia elettrica consumata.

La norma si applica sia agli impianti nuovi che alla ristrutturazione di quelli esistenti ed è entrata in vigore il 1 novembre 2016.

Ma quanto costa ristrutturare un impianto elettrico?

Impianto elettrico, quali sono i costi

Il costo di un impianto elettrico a norma dipende da una serie di fattori.

In primo luogo dipende dal numero di circuiti che partono da un minimo di due, uno per l’illuminazione e uno per gli elettrodomestici. È evidente che se aumenta il numero dei circuiti, sarà più facile individuare e isolare i guasti all’impianto elettrico, senza che tutti gli ambienti restino privi di corrente durante il guasto.

Il costo varia anche in funzione dei punti luce, delle prese, degli interruttori e in generale dalle esigenze dello spazio che deve contenerlo.

Il prezzo dipende comunque dalle dimensioni dell’immobile: in base ai metri quadri, sarà necessario inserire un determinato numero di punti luce. Normalmente il costo di un punto luce, incluso di manodopera e materiali, si aggira intorno ai 50,00 euro, ma il prezzo può variare molto in base alla natura del punto luce da installare, e ad un eventuale abbinamento dei lavori di impianto elettrico ad una ristrutturazione complessiva della casa.

Circa un terzo della spesa complessiva è costituito dalle opere murarie di apertura e chiusura delle tracce nei muri, nel pavimento e nel soffitto per far passare i fili dell’impianto. Spesso inoltre il rifacimento dell’impianto elettrico è proprio abbinato ai lavori di ristrutturazione, poiché una nuova distribuzione dei mobili e delle pareti può richiedere una nuova distribuzione dei punti luce.

Cosa deve avere un impianto per essere a norma?

Un impianto elettrico, per essere a norma, deve rispettare i requisiti minimi delle norme CEI/UNI vigenti. 

La messa a norma deve essere fatta da un’azienda registrata alla camera di commercio, in cui operano professionisti, iscritti all’albo di competenza.

L’interruttore deve avere un salvavita, che interrompe la circolazione della corrente nel caso di dispersione e folgorazione. Al salvavita devono essere associati gli interruttori magnetotermici, per proteggere da cortocircuiti.

L’impianto a norma deve poi possedere la messa a terra, per disperdere nel suolo le scariche elettriche, e barriere che impediscono qualsiasi contatto fisico con le componenti elettriche e che dipendono dalla tipologia di ambiente in cui sono istallate (ad esempio all’aperto, in interno, in luogo umido). I cavi devono essere disposti in apposite canaline oppure sottotraccia. Prese e interruttori saranno fissati al muro e coperti dalle apposite placche e non devono assolutamente essere volanti.

L’impianto elettrico deve essere soggetto costantemente a manutenzione, per garantire un livello di efficienza e sicurezza sempre elevato.

 

Fonte immagine: Sungai Long Malaysia

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