Archivio mensile:Agosto 2015

Impianti elettrici a livelli: come installarli

La norma CEI 64-8 dedica il capitolo 37 agli “ambienti residenziali” e stabilisce tre livelli per l’impianto elettrico (come abbiamo già visto in precedenza): il livello base, il livello standard e il livello domotico. Ma che significato hanno questi livelli, e qual è il livello più adatto per la nostra casa? In questo post andremo ad approfondire le dotazioni minime di ogni livello e valuteremo pro e contro di ognuno di essi.

Livello 1: il livello base

Come si può intuire, il livello base è per chi cerca un impianto elettrico essenziale, senza fronzoli.
Il livello base protegge dai malfunzionamenti e dai cortocircuiti, pericolosi per la salute umana e per gli elettrodomestici, e dà garanzia di un’erogazione costante della corrente elettrica a favore del risparmio energetico.
Ogni ambiente deve avere un numero preciso di punti prese, punti luce e prese tv: la cucina cinque punti prese (2 sul piano di lavoro) e un punto luce, nel soggiorno, in camera da letto e nello studio quattro punti prese, un punto luce e una presa tv in caso di stanza dagli 8 ai 12 metri, a salire nel caso di stanze più grandi.

È importante sottolineare che “livello base”  non significa “poco sicuro” o “fatto con materiali scadenti”. La norma stabilisce un livello minimo di sicurezza che dev’essere rispettata.

Livello 2: il livello standard

Il livello 2 prevede maggiore sicurezza rispetto al livello 1. Nel livello standard sono obbligatori infatti videocitofoni e sistemi antintrusione, per ridurre al minimo il pericolo di furti da parte dei “topi” d’appartamento.
Oltre alla protezione da intrusione esterne, è l’impianto stesso ad avere un grado di sicurezza superiore rispetto al livello 1: aumentano i punti luce, i punti presa e gli interruttori differenziali. Inoltre, sono presenti sistemi di controllo dei carichi.
Migliora la sicurezza e diminuiscono anche gli sprechi energetici.
Facciamo un esempio concreto: le prese da installare in cucina sono 6, una in più rispetto al livello standard, e due i punti luce.
Nel soggiorno, in camera da letto e nello studio i punti presa e luce crescono all’aumentare della grandezza della stanza, proprio come per il livello 1.

Livello 3: il livello domotico

Comfort, risparmio, gestione delle funzioni casalinghe: la domotica ben presto entrerà in tutte le nostre case e cambierà il nostro modo di intendere la vita domestica.
Il livello 3 prevede sistemi di gestione carichi e dispositivi antrintrusione, come il livello 2, ma anche rilevatori di presenza, comandi per la gestione di luci e temperatura, rilevatori di sostanze pericolose, un sistema anti-allagamento. Grazie alla domotica, possiamo usare con maggior criterio l’elettricità, programmando le funzioni in base alla nostre abitudini.
Questo livello è consigliato ai più esigenti, a chi desidera comodità e elevato risparmio energetico, a chi ama la tecnologia e vuole una casa con un “cervello”.
Non dimentichiamo che la domotica fa salire il valore della casa: un altro punto a favore del livello 3.
Insomma, se vogliamo una casa proiettata nel futuro, un futuro prossimo, possiamo optare per la domotica.

Impianto a livelli: quali vantaggi?

Avere delle indicazioni chiare su come progettare e installare un impianto elettrico a norma è il principale vantaggio del capitolo 37 della norma CEI 64-8.
Possiamo decidere quale livello è ideale per la nostra casa e le nostre esigenze abitative e sapere immediatamente quali parametri dobbiamo rispettare per avere una casa a norma. Anche il livello base, come già detto, dà ampie garanzie di sicurezza.
L’importante è attenersi con cura alle indicazioni della norma e ricordare che al di sotto del livello 1 non bisogna scendere.

A tal proposito, ricordiamo che l’impianto dev’essere installato da un professionista che, ultimati i lavori, rilascerà una dichiarazione di conformità dell’impianto alla norma, non prima di averlo testato.
La norma vale sia per gli impianti nuovi che per quelli da rifare perché ormai troppo vecchi, dispendiosi o pericolosi.

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Aspiracenere Cenerello, la soluzione per i camini e non solo

I caminetti e le stufe ci riscaldano durante l’inverno, i barbacue ci permettono di fare grandi grigliate con gli amici: ma la cenere? Ecco un problema non da poco: raccogliere o aspirare la cenere è un lavoro noioso e rischia pure di rovinarci l’aspirapolvere. Pensiamo per esempio ai camini: raccogliere la cenere tutti i giorni manualmente è davvero stancante.
Per risolvere questi problemi c’è Cenerello, l’aspiracenere dello storica azienda italiana Vortice. Scopriamone le caratteristiche e i vantaggi legati all’uso di questo apparecchio.

Cenerello: la cenere non è più un problema

cenerelloSe dobbiamo eliminare la cenere da caminetti, stufe a pellet, a legna o dai barbacue, ma anche calcinacci e terra, Cenerello è la soluzione giusta. Si collega a qualsiasi tipo di aspirapolvere e, grazie a un filtro in acciaio zincato, raccoglie la cenere e impedisce di intasare il sacco dell’aspirapolvere, prolungandone la vita e garantendoci un gran risparmio economico. È un apparecchio che si collega ai più comuni aspirapolveri grazie a un adattatore: con tutta probabilità, anche l’aspirapolvere che abbiamo in casa è compatibile, ma prima di comprare Cenerello è bene fare una verifica. Sono esclusi i modelli a batteria o ricaricabili.

Utilizzando Cenerello per raccogliere la cenere, avremo pulizia e ordine in casa in un attimo: non dovremo più preoccuparci di usare scomode scope e palette o il nostro aspirapolvere, inadatto a questo tipo di pulizia. Inoltre, Cenerello può essere usato per raccogliere trucioli, segatura e terra dal pavimento: è un apparecchio flessibile e potente.

Una volta raccolta la cenere, basterà svuotare il fusto di Cenerello direttamente nella spazzatura: niente di più comodo!
Il fusto di Cenerello è in acciaio stagnato, materiale di qualità che dà garanzia di lunga durata, ed è molto capiente: non è necessario svuotarlo ogni volta che lo si usa, ma solo ogni tanto, un bel risparmio di tempo e di energia elettrica. Una valvola antimplosione impedisce che il fusto si accartocci se la bocchetta dell’aspiracenere è otturata. Infine, un deviatore di flusso evita l’intasamento del filtro. Non c’è nulla lasciato al caso, come in tutti i prodotti Vortice.

Leggero (solo 3 Kg) e di dimensioni non eccessive, Cenerello si trasporta e si svuota con facilità grazie a una maniglia.

Come si usa Cenerello

È davvero semplice: per prima cosa, bisogna inserire il tubo d’aspirazione dell’aspirapolvere nell’adattatore del coperchio di Cenerello, poi è sufficiente accendere l’apparecchio e avviare la pulizia con tubo e bocchetta (in acciaio), che depositerà la cenere e gli altri materiali aspirati nel fusto di Cenerello.
Attenzione: bisogna far raffreddare le ceneri prima di aspirarle. Cenerello è inadatto ad aspirare ceneri calde e liquide.

Se in casa abbiamo camini, stufe a pellet o barbacue, Cenerello è un apparecchio indispensabile per la pulizia della casa dalla fastidiosa cenere.

Come illuminare la zona TV

Alla sera, dopo una lunga giornata di lavoro, non c’è nulla di meglio che accomodarsi sul divano e guardare un bel film. Grazie al Dolby Surround, poi, possiamo ricreare un piacevole effetto cinema. Per evitare però di affaticare la vista, è importante illuminare adeguatamente la zona tv: è un aspetto che in molti sottovalutano, sbagliando, perché una cattiva illuminazione disturba la visione e stanca gli occhi. Cerchiamo di capire dunque come illuminare al meglio la zona tv per goderci la visione della tv senza problemi.

La zona tv non è il cinema: dove posizionare la luce

Spesso, per ricreare l’atmosfera del cinema in casa, si lascia la zona tv al buio. Be’, niente di più sbagliato. Al cinema lo schermo occupa tutto lo spazio visivo, per questo non affatica più di tanto la vista. Lo schermo della tv, anche delle tv più grandi, è decisamente più piccolo e non occupa di certo tutto lo spazio visivo: si finisce così per creare una differenza di luminosità tra la tv e il resto della stanza e i nostri occhi, spaziando nell’ambiente, devono continuamente adeguarsi a questa differenza. Il risultato? Occhi stanchi e visione del film rovinata.

strisce-ledÈ importante dunque illuminare la zona tv con una luce fioca per alleggerire il lavoro dei nostri occhi: grazie alla luce, infatti, la differenza di luminanza fra lo schermo e il resto della stanza si attenua, permettendoci una visione più piacevole. La luce va posta dietro la tv e diretta verso il basso o verso il muro, evitando di puntarla direttamente verso lo schermo.
Possiamo anche scegliere di installare luci nel controsoffitto, in modo che illuminino la zona retrostante la tv  (oppure che puntino verso l’altro), creando un piacevole effetto relax: in questo caso, una buona soluzione è rappresentata dalle striscie a LED.

Se invece la zona tv è in una stanza dove si fa altro oltre a guardare la tv, è necessario avere un’illuminazione adatta sia alla visione della televisione che alle altre attività. In questo caso, una luce regolabile è la scelta più indicata.

Oltre a un’adeguata luminosità, per un’ottima visione è importante tenere alla giusta distanza il televisore.

Quale tipo di lampada per la zona tv?

Le opzioni sono diverse. Si può scegliere una piccola lampada da tavolo, da mettere dietro il televisore, puntando la luce verso l’alto o verso il muro: le lampade consigliate sono le fluorescenti compatte, ma ricordiamo di scegliere una luce debole, non troppo potente.
Un’altra soluzione è data dalle lampade da terra, con piantana e paralume, magari dotata di un dispositivo di regolazione della luminosità. Questo tipo di lampade sono anche un pezzo d’arredamento, aspetto da non trascurare.
Va benissimo anche il classico lampadario, magari con un dimmer che permetta di regolare la luminosità a seconda delle esigenze del momento.
Le striscie a LED, installate sul controsoffitto, rappresentano una possibilità interessante, a patto che siano lievi e adatte al relax serale: un strip a LED da 60 W può essere sufficiente.
Infine, una soluzione meno pratica, ma più d’effetto: i faretti da incasso, da installare sul soffitto. Sono sufficienti faretti da 1 W, che emettano circa 90 lumen, per creare un’illuminazione ideale per guardare la televisione in totale relax, senza sforzare la vista.

Prese elettriche: diversi tipi in casa

Collegare una spina alla presa elettrica, accendere il computer, la tv o la lavatrice e staccare la spina quando non serve più sono gesti naturali che compiamo ogni giorno. E allora, perché non saperne di più sui diversi tipi di prese elettriche che abbiamo in casa?

Cosa in intende con “presa elettrica”?

La presa è la parte “finale” di un impianto elettrico. Detta in modo semplice, la corrente elettrica entra in casa attraverso il conduttore di fase e il neutro, che vengono collegati al contatore e all’interruttore. Di lì, i cavi raggiungono tutte le prese della casa insieme al filo della messa a terra.
I tre fori delle prese, a cui sono collegati i tre fili, sono costantemente in tensione: ecco perché bisogna fare attenzione a come si usano.

Le prese in Italia

Tempo fa parlammo dei diversi tipi di presa elettrica nel mondo, questa volta proporremo un approfondimento su quelle italiane. La presa standard italiana è la presa di tipo L, per intenderci quella dotata dei tre ingressi per la spina, può essere da 10 A (Ampere) e da 16 A. Le prese da 10 A sono quelle dotate di fori più piccoli, le prese da 16 A hanno fori più grandi e distanziati. I tre fori conducono ai poli: quello centrale per la messa a terra, quelli esterni per fase e neutro.

Le prese da 10 A tollerano carichi elettrici fino ai 10 Ampere, le prese da 16, come si può intuire, fino ai 16 Ampere. Esistono prese ambivalenti, che possono tollerare carichi da 10 e da 16 A purché l’impianto sia dimensionato per la carica superiore. L’inserimento della spina non ha verso obbligato.

Un altro tipo di presa molto diffuso nelle nostre case è il tipo tedesco (tipo F), che a differenza del nostro non ha un foro per la messa a terra, ma due morsetti. È il tipo di presa che si usa comunemente per elettrodomestici di grandi dimensioni: frigoriferi, lavatrici, forni, in taluni casi anche computer. Se non è presente la presa adatta ad accogliere la presa “tedesca”, si collega all’impianto elettrico tramite un adattatore.

Infine, possiamo avere altri due tipi di presa: la presa multistandard e la presa universale.

Le prese multistandard e le prese universali

Le prese multistandard consentono l’uso di diverse spine perché uniscono due o più tipi di prese: la più comune unisce il tipo L con il tipo tedesco (dette anche Schuko). Non sempre, però, le multiprese garantiscono sicurezza: c’è la possibilità infatti di toccare accidentalmente i dentini delle spine Schuko e rischiare la folgorazione. Le prese multistandard, quindi, vanno usate con estrema cautela e solo se è indispensabile.

La presa universale, infine, accetta prese di tipo A, C, F, E, E/F ibride ed L, sia da 10 A che da 16 A.

Vi ricordiamo che nel nostro negozio online trovate un ottimo assortimento di prese elettriche, spine e adattatori

Usare in sicurezza le prese elettriche

Spesso stacchiamo e attacchiamo le spine con non curanza, non rendendoci conto che, quando inseriamo la spina in una presa, di fatto chiudiamo il circuito elettrico permettono alla corrente di arrivare al dispositivo che abbiamo collegato. È importante attaccare e staccare le spine con cautela.

Le prese devono essere dotate di schermi di protezione, dei piccoli coperchi mobili in plastica, che proteggano i fori delle prese in tensione (tranne il foro della messa a terra).
Se si usano gli adattatori, accertiamoci che siano in buone condizioni, ma non colleghiamone mai uno sull’altro.

Le prese multiple e le ciabatte devono essere messe lontane da zone in cui possono essere danneggiate in qualsiasi maniera (schiacciate, bagnate e rotte). Meglio usare le ciabatte che le multiple.
Se abbiamo bisogno di usare una prolunga, ricordiamoci che deve trattarsi di una soluzione provvisoria e non definitiva. Facciamo attenzione all’integrità della stessa e, durante l’uso, evitiamo di calpestarla.

Qualche idea per difendersi dagli insetti

Zanzare, mosche, tafani, vespe e calabroni: l’estate, purtroppo, non è solo la stagione del sole e del mare, ma anche degli insetti.
Per difenderci dalle fastidiose punture degli insetti abbiamo tante possibilità, dall’installazione di zanzariere alla lozioni repellenti.
Un’altra soluzione interessante è rappresentata dagli elettroinsetticidi: efficaci, facili da usare, sicuri, sono una risorsa da tenere in considerazione.
In questo articolo, nello specifico, ci occuperemo di tre diversi elettroinsetticidi: uno ad aspirazione, uno a scarica e uno a carta collante. A voi la scelta del più adatto per le vostre necessità.

Elettroinsetticida Plug-A ad aspirazione

elettroinsetticida-2L’elettroinsetticida Plug-A ad aspirazione si basa sulla tecnologia a raggi ultravioletti. La luce blu attrae le zanzare che poi finiscono per essere aspirate nel cassetto. Il suo essere silenzioso, inoltre, lo rende adatto anche alle stanze da letto.
Una curiosità: i led luminosi incastonati nel dispositivo sono ottimi come luce notturna o come segnapassi.
Di piccole dimensioni, leggero, questo elettroinsetticida è consigliatissimo in tutti gli ambienti della casa, in particolare nelle camere da letto vista la doppia funzione di insetticida e luce di cortesia.

Elettroinsetticida a scarica Cri Cri Professional Mo-El

Un altro modo per difendersi dagli insetti è dato da questo elettroinsetticida a scarica: caratterizzato da un buonissimo rapporto qualità-prezzo, è dotato di una lampada UV-A da 20W che funziona nel raggio di 200 mq. I porta lampada a tenuta stagna sono sicuri perché evitano la dispersione eccessiva di agenti inquinanti: parliamo dunque di un dispositivo sicuro, efficace, garantito 2 anni da Mo-El e approvato da IMQ, ente che valuta le certificazione di qualità dei prodotti, per la classe IPX4 (protezione dagli spruzzi d’acqua).
Unica cosa di cui tener conto è la sostituzione delle lampade, che dev’essere fatta ogni anno.

Elettroinsetticida a carta collante Mo-Fly

elettroinsetticida-prosciuttiEcco un elettroinsetticida a carta collante costruito secondo le direttive dell’HACCP (Analisi dei pericoli e controllo dei punti critici), il che lo rende adatto non solo alle case, ma anche a ristoranti, pizzerie, paninoteche, ecc.
Questo dispositivo in alluminio può essere sia installato a muro che poggiato su un piano ed è dotato di due lampade UV-A da 30 W di potenza, in grado di funzionare nel raggio di 100 mq.
La carta collante si sostituisce con facilità e le lampade sono protette da una copertura trasparente infrangibile: l’attenzione alle norme igieniche ne fanno un prodotto sicuro, da installare anche negli ambienti dove si prepara e si consuma cibo.
Il modello, inoltre, è classe IP65, ovvero è protetto dalla polvere e dai getti d’acqua.

Come funziona un elettroinsetticida?

A differenza degli spray, delle piastrine e delle spirali, gli elettroinsetticidi non sfruttano sostanze chimiche per eliminare gli insetti, ma…l’inganno. Le lampade attirano gli insetti grazie ai raggi ultravioletti di tipo A (gli UV-A, appunto), innocui per le persone, che a contatto col calore crea una sostanza, il diossido di titano, irresistibile per le zanzare e gli altri insetti. Una tecnologia pulita, semplice, adatta a chi non sopporta le piastrine e altri rimedi meno salubri.
L’elettroinsetticida, insomma, è una possibilità di cui tener conto per combattere le zanzare e gli altri sgraditi ospiti delle nostre case.