Come allungare i cavi elettrici è possibile farlo

Come allungare i cavi elettrici? Si può fare? Ecco qualche consiglio utile per ottenere questo risultato senza rischi per la salute per via della corrente elettrica. Per cercare i cavi giusti, invece, c’è il nostro shop.

Cosa fare?

Quando si vuole capire come allungare i cavi elettrici o come prolungare un cavo elettrico, la prima cosa da fare è sempre staccare il collegamento alla rete elettrica, per ottenere maggiore sicurezza.

Ora, allungare i cavi elettrici si può fare, basta seguire questa guida e fare un po’ di attenzione. Per iniziare, si avrà bisogno di:

  • Cavi elettrici.
  • Cacciavite.
  • Materiale isolante (nastro).
  • Materiale per saldare (pasta, stagno, saldatore elettrico se serve).
  • Mammut.
  • Spine maschio/femmine.

Non tutti i cavi possono essere prolungati, quindi, al momento della scelta, si deve fare attenzione ad alcuni particolari e all’uso del cavo. Per gli esterni, ci sono i cavi protetti da guaine, per gli interni ci sono le cassette di derivazione.

La prima cosa da fare è togliere la guaina o la protezione per la lunghezza di un centimetro. Ora, si collegano ai mammut, fissando con le viti. Se c’è una prolunga, invece, si fissa con una saldatura, isolando poi alle estremità, tra il cavo e la prolunga.

Come allungare i cavi elettrici senza mammut o prolunga? Si tolgono le protezioni dei cavi e si attorcigliano le estremità. Poi, si salda il tutto con stagno e saldatore. Prima di inserire il tutto nell’impianto elettrico, conviene sempre passare da un alimentatore esterno, per capire se la tensione c’è e se i cavi sono ben collegati in sicurezza.

Infine, si collega tutto alla spina o alla prolunga in base alle proprie esigenze.

A cosa fare attenzione

A cosa fare attenzione? La procedura non è complicata, ma se non si è pratici, conviene sempre contattare un esperto elettricista.

Per quanto riguarda la scelta dei cavi, si deve verificare che ci sia la possibilità di collegare questi ad altri cavi e che ci sia il rispetto totale delle normative vigenti (basta controllare in confezione).

In più, si deve fare attenzione quando si toglie la protezione ai cavi per unirli e che la saldatura sia ben eseguita, per evitare cortocircuiti molto pericolosi. Nel nostro negozio, tutta la cavetteria non solo rispetta la normativa, ma è fornita da aziende note perché appartenenti al Made in Italy.

Quindi, quando si sceglie un cavo da noi, si sa che sono stati fatti tutti i controlli di rito.

Conclusione

Come allungare i cavi elettrici è una manovra semplice e ideale per i piccoli lavori domestici, dove non si interviene sull’impianto elettrico principale. Scegliere i cavi giusti e avere gli strumenti migliori è la strategia migliore per prolungare i cavi e utilizzare così al meglio la corrente elettrica.

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Come creare l’effetto cielo stellato con i faretti

Come creare l’effetto cielo stellato con i faretti? Se prima era un’operazione molto complessa, oggi in commercio ci sono faretti e lampade che hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo e non hanno bisogno di troppe competenze tecniche. Per trovarli e per scoprire quali sono i componenti che servono, si può dare un’occhiata al nostro shop.

Come si fa

Come creare l’effetto cielo stellato con i faretti anche in casa, se i bambini hanno bisogno di stelle in cameretta per affrontare la paura del buio, oppure se serve all’esterno per poter decorare la propria abitazione velocemente in occasione delle feste?

Ci sono due metodi: quello di usare un proiettore e quello di usare più faretti. Nel primo caso, basta collegare lo strumento alla corrente elettrica e accenderlo. Le stelle (che possono essere anche nelle posizioni delle stelle reali, dipende dal modello scelto) verranno proiettate sulla parete (= preferibilmente bianca) finché ce ne sarà bisogno.

In qualche caso, ci sono anche dei timer, che permettono di impostare la durata della proiezione. Questa soluzione veloce si può usare anche per l’esterno. Una seconda idea, alternativa, per capire come creare l’effetto cielo stellato con i faretti, è usare una parete in cartongesso.

Per ottenere l’effetto desiderato, si devono praticare dei fori sulla parete (= uno per faretto) e collegare il cavo polarizzato rosso e nero sia ai faretti che all’alimentatore a 12 V. In più, servirà un trasformatore, per collegare i faretti al cavo e all’alimentazione.

Naturalmente, l’alimentatore deve essere semplice da sostituire o da caricare quando serve. Il numero e la distanza dai fori dipende dai propri gusti.

A cosa fare attenzione

Trattandosi di materiale elettrico, conviene sempre installare faretti o proiettore con l’alimentazione spenta o con il bottone OFF. Quando si sarà completata l’installazione, allora si potrà accendere per fare una prova e vedere se è tutto in ordine.

Quando si scelgono queste cose, è importante verificare i marchi per il rispetto delle normative e l’origine italiana dei prodotti. Visitando il nostro negozio, si ha la certezza di ottenere sempre materiali di qualità, che arrivano a casa senza l’esigenza di dover cercare per diversi negozi, perdendo tempo, quello che si sta cercando.

Conclusione

Come creare l’effetto cielo stellato con i faretti e perché farlo? Non è solo una questione di moda. Oltre ad aiutare i più piccoli ad affrontare la paura del buio, il cielo stellato rilassa e permette di godere di un momento di relax quando si ha bisogno.

Basta scegliere i prodotti migliori e, con pochi e semplici passaggi, si ottiene un cielo stellato su misura, pronto per creare la giusta atmosfera e dare un tocco vivace e romantico alla propria casa per le grandi occasioni. L’effetto sorpresa è assicurato, accanto a sonni tranquilli per i più piccoli.

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Come realizzare lanterne di carta, tutti i passaggi

Come realizzare lanterne di carta? Ecco come si fanno con una guida passo passo. Soprattutto vedremo come mettere anche le candele senza rovinare la lanterna di carta. Non si usano lampadine elettriche, ma se serve una lampadina o qualsiasi componente elettrico, si può dare un’occhiata al nostro shop!

Cosa serve

Per poter creare una bella lanterna di carta, serve:

  • Carta colorata. Si può usare la carta che si usa per la stampante, ma anche carta colorata e cartoncino leggero. Per gli ornamenti esterni, si può usare carta velina colorata.
  • Forbici.
  • Colla.
  • Bicchiere.
  • Candela.
  • Cucitrice.

Sono tutti oggetti abbastanza comuni, che si trovano in qualsiasi negozio di prodotti per la casa e in cartoleria.

Come lavorare la carta

Per realizzare lanterne di carta, la prima cosa da fare è dividere il foglio a metà per il lato lungo. A questo punto, si comincia a ritagliare. Dovrai quindi tagliare con le forbici dove trovi la piega in mezzo al foglio. La misura giusta è di 2 centimetri e mezzo.

La cosa importante è non arrivare alla fine del foglio. A quel punto, il foglio va buttato e non si potrà fare la lanterna. Ora, si riapre il foglio e si mettono insieme i lati. Per unirli, si può usare la colla, la cucitrice, oppure semplicemente del nastro adesivo.

Preparare la candela per la lanterna

Ora, si deve preparare la candela. Per farlo, basta tagliare a metà un tubo per le patatine. In alternativa, si può usare un bicchiere. Si avvolge il tubo di carta creato e si mette all’interno una candela. Questa deve essere rivestita in alluminio, in modo tale da non far incendiare la lanterna!

Il tubo dovrà essere aperto ai lati, o meglio avere delle aperture che consentano alla luce di filtrare. Ora, basta attaccare il tubo delle patatine tagliato a quello di carta. Infine, si potrà inserire con la cucitrice una maniglia. Per crearla, basta usare una striscia di cartoncino e unirla con la cucitrice alle estremità della lanterna.

Per arredamento

Realizzare lanterne di carta è divertente, ma di solito non durano a lungo. Per le camere dei bambini, però, si possono usare delle lanterne bianche già confezionate. Di solito sono tonde e si possono poi decorare tagliando la carta velina e attaccandola con la colla.

Sono l’ideale come complemento d’arredo per camerette perché si possono inserire all’interno delle piccole lampade a LED, che sono a luce fredda, quindi non si genera calore all’interno della lanterna tale da far incendiare tutto!

Se non si sa dove cercare la lampada a LED giusta, nel nostro shop c’è una vasta sezione di lampade delle migliori marche e anche di piccole dimensioni, ideale per le lanterne di carta da arredamento e per evitare di usare le candele.

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Illuminare un home-theater come fare

Illuminare un home-theater non è un’impresa semplice, ma ci sono diverse soluzioni che si adattano alla propria casa, oltre a errori da non fare quando si installa un impianto di questo genere. Per tutti i materiali, invece, si può contare sui prodotti certificati presenti nel nostro shop online.

Gli errori da evitare

Quando si installa un impianto del genere, per avere l’ “effetto cinema” che molti televisori oggi permettono, si pensa che non ci sia bisogno di illuminare un home-theater. Infatti, quando si va al cinema, la sala è completamente al buio.

Ma c’è un ma. L’impianto è ben diverso e lo schermo, ovviamente, è molto più vicino. Ci sono soluzioni economiche e non per poter ottenere un’illuminazione valida, che permetta di non stancare gli occhi e di “godersi lo spettacolo” al massimo. Ecco quali sono.

Gli impianti domotici

Gli impianti domotici sono ideali per capire come dare la giusta atmosfera a un Home Theater. Infatti, grazie ai sensori di movimento e a quelli di luce, questi sistemi sono in grado di “capire” qual è la luce giusta.

In genere, la luce dovrebbe essere soffusa. In questo modo, non c’è buio completo e la luce troppo forte non incide poi sulla stanchezza dell’occhio. Perché usare gli impianti domotici per illuminare un home-theater?

Ci sono due vantaggi:

  1. Con un solo telecomando si accende l’impianto, si ottiene la luce soffusa e si chiudono le tapparelle.
  2. C’è il programma automatico che permette di ottenere in automatico la luce giusta senza mettere mano alle impostazioni.

Questa soluzione “comoda” si può pensare quando si deve rifare l’impianto di casa. Scegliendo un impianto domotico, si ottiene subito anche la soluzione per l’impianto “Cinema”.

Cosa fare in alternativa

Se non è possibile rifare l’intero impianto di casa solo per illuminare un home-theater, allora conviene scegliere dei lampadari o delle lampade a terra (ce ne sono tantissime, che sono anche ottimi complementi di arredo) che sono compatibili con un dimer.

Così, creare una luce soffusa non sarà affatto un problema, anzi. Anche senza una programmazione dedicata, si potranno ottenere luci di intensità diversa in base alla situazione. Spesso, infatti, questi impianti sono installati in soggiorno, dove si accolgono gli ospiti.

Quindi, utilizzare delle lampade con dimer permette di ottenere una luce diversa in base alla circostanza: per vedere la TV tutti insieme, servirà una luce soffusa. Al termine, questa deve essere più intensa, per dare la possibilità agli ospiti di prendere uno snack e commentare lo spettacolo.

Quale scegliere?

In realtà, entrambe le soluzioni sono valide. Per motivi di budget, forse conviene puntare sui complementi di arredo per l’illuminazione. Altrimenti, un impianto domotico è anche un ottimo investimento per poter ottenere il massimo e ridurre i costi in bolletta elettrica, oltre che per godersi l’impianto di Home Theater senza compromessi.

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Cavi elettrici per ambiente Atex, come vanno scelti e installati

I cavi elettrici per ambiente Atex devono essere scelti seguendo normative e caratteristiche ben precise. Tutti i cavi e i componenti elettrici presenti nel nostro shop rispettano questi parametri, ma è importante capire cosa vedere sulle confezioni e quali sono le reali caratteristiche di cavi che devono reggere ad ambienti a rischio esplosione.

Cos’è l’ambiente Atex

Per “ambiente Atex”, si fa riferimento alla Direttiva Europea 94/9/CE. “Atex” sta letteralmente per “Atmosfera Esplosiva”, ovvero quegli ambienti dove si usano materiali potenzialmente esplosivi. La normativa non è riferita solo agli impianti elettrici, ma a tutti quegli impianti dove si usano sostanze pericolose per la salute o potenzialmente esplodenti.

La normativa ha il suo corrispettivo in Italia con il Decreto 233/2003.

Caratteristiche dei cavi: come scegliere

Quindi, i cavi elettrici per ambiente Atex sono dei cavi che devono resistere a pressioni, infiltrazioni e molto altro. Ci sono diverse indicazioni in etichetta, che permettono di capire se il cavo è valido o meno. Per esempio, il rispetto della Direttiva 94/9/CE è attestato dal simbolo di un 3 rovesciato con la x all’interno di un esagono. Ci sono, però, altri simboli da vedere:

  • Numeri romani I/II. Indicano se si tratta di una miniera esplodente o no.
  • Numeri arabi 1-2-3. Indicano la categoria.
  • Lettere: G/D (anche insieme). G indica impianti con gas, mentre D per impianti ricchi di polvere.
  • n. Si tratta di vedere il livello di protezione. Questo dipende dalla lettera accanto alla n.
  • II+lettera. Indica il rispetto della normativa EN 60079-0 per impianti a gas.
  • T+numero. Indica la resistenza alla temperatura.
  • identifica i cavi che sono adatti agli ambienti Atex.

In questo modo, è semplice controllare la scheda tecnica e capire se è il cavo giusto!

Come installare i cavi elettrici per ambiente Atex

Per installare i cavi elettrici per questi ambienti, è importante avere un ottimo progetto, che tenga conto di tutte le difficoltà ambientali. Detto questo, chi si occuperà dell’installazione dovrà verificare la connessione tra tubazioni e pressacavi. In più, tutto il sistema deve essere integrato e subire diverse prove stabilite per legge.

Quindi, serve un esperto elettricista, che valuti come organizzare sia il quadro elettrico, ben lontano dalle fonti di esplosione, sia i cavi elettrici, che dovranno essere anche in linea con le normative anticombustione.

In più, durante l’installazione, sono previsti diversi livelli di protezione, che vanno dalla tubazione esterna alla guaina all’interno. Ne consegue che, in base alla pressione e al tipo di ambiente, l’installatore dovrà stabilire delle connessioni rinforzate tra i cavi, in modo che tutto proceda non solo secondo normativa, ma anche per garantire la sicurezza di chi lavora nei comparti industriali.

Infatti, gli ambienti Atex sono soprattutto impianti industriali di medie dimensioni, dove il fai da te è assolutamente vietato in tutti i Paesi del mondo.

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Come fare un impianto elettrico americano, informazioni utili

Un impianto elettrico americano non si basa sulle normative europee, ma rispetta solo quelle statunitensi. I materiali di qualità, però, di solito hanno entrambe le certificazioni (europee e americane). Per esserne certi, basta guardare le confezioni. Per i pezzi, si possono valutare le soluzioni presenti nel nostro shop.

Le differenze tra Paesi

Il mondo degli impianti elettrici si distingue in due categorie normative:

  1. IEC.
  2. NEC.

Entrambi sono gruppi di leggi, che indicano chiaramente:

  1. Come ottenere un impianto sicuro.
  2. Come evitare che ci sia autocombustione.
  3. Installare, monitorare, fare la manutenzione degli impianti elettrici.
  4. Differenze tra impianti residenziali e industriali.

La normativa IEC si sviluppa in Europa, con le varie leggi come le ISO. La normativa NEC, invece, è usata negli Stati Uniti. Il Canada, invece, ha preferito dotarsi di proprie normative.

Come fare un impianto americano a norma: leggi in merito

Per fare un impianto americano a norma, quindi, si segue la normativa NEC. Per gli impianti industriali c’è il codice Industrial Machinery NFPA 79. Si parte dalle normative di isolamento IEC 60204-1 e si applica la normativa seguendo anche vie dettate dal buon senso.

Per esempio, si spiega la necessità di inserire un’indicazione per i quadri elettrici esterni (= sezionatore generale esterno) e l’obbligo di interbloccare le porte del quadro.

Per gli impianti residenziali, c’è la legge NFPA 70. Si tratta di una serie di accorgimenti pratici che si usano per un impianto elettrico americano. Si prende spunto dalla IEC 60364, dalle normative canadesi e da quelle europee, oltre alle soluzioni per gli impianti industriali. Viene aggiornato ogni 3 anni.

Chiamare un progettista

Un impianto di questo tipo ha bisogno di professionisti specializzati che lavorano anche negli Stati Uniti. Si tratta di personale qualificato e anche un po’ oneroso. In ogni caso, garantirà aderenza alle leggi e sicurezza dell’impianto, soprattutto nel gestire i sovraccarichi (ed evitarli!).

A quel punto, si potrà installare l’impianto, ricordando quali sono le normative corrispondenti EU. Infatti, alcune leggi tra nazioni diverse possono proporre gli stessi accorgimenti tecnici. Per esempio, la messa a terra viene fatta diversamente, ma ha lo stesso obiettivo.

A cosa serve: pro e contro dell’impianto americano

In realtà, non ci sono reali vantaggi nel fare un impianto americano rispetto a uno italiano/europeo. Il vantaggio è nella minore tensione. La nostra corrente viaggia a 230 V, quella americana a 120 V. Questo comporta prese diverse, per cui quando si viaggia si usa l’adattatore.

C’è chi, però, vorrebbe avere un impianto elettrico americano. Quindi, il progetto dovrà partire da queste norme.

Conclusione

Realizzare un impianto americano non è uno scherzo, ma si può ottenere con l’aiuto di esperti. Si potrà dare, però, una mano, per il reperimento dei materiali, assicurandosi di avere quelli migliori anche per il mercato americano (basta controllare le confezioni).

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Come montare strisce LED, qualche consiglio

Per montare strisce LED, si deve capire dove posizionarle e come si usano. Altrimenti, si rischia di non poter tornare indietro. Infatti, queste componenti hanno il retro adesivo. Questo è un vantaggio, ma, una volta installate le strisce, non sarà possibile staccarle per riutilizzarle. Dove si trovano? Per questo, vale la pena dare un’occhiata al nostro shop.

Cosa sono

Si tratta di fasce dallo spessore di qualche millimetro. Si trovano in rotoli per due motivi:

  1. La fascia non si arrotola, causando cortocircuiti.
  2. Tagliare i punti giusti è più facile.

Infatti, le strisce LED non si possono tagliare dove si vuole. Si rischia di tagliare una parte importante del circuito! Invece, ci sono delle linee che indicano dove tagliare per ottenere la metratura giusta. I LED sono disposte in file, in modo tale che, ogni 3 LED, ci sia una linea per tagliare.

Infine, il sistema è dotato di uno strato adesivo, protetto con della carta. In questo modo, l’applicazione dei LED dove si vuole è più semplice.

Procedere al montaggio

Prima di procedere, controllare sempre se ci sono fili scoperti: se sì, è bene saldare la striscia per evitare cortocircuiti pericolosi. In qualche caso, può essere utile saldare con lo stagno.

Quando si tratta di montare strisce LED, il problema non è incollarle, ma trovare il collegamento elettrico per ottenere il corretto funzionamento della striscia. La prima cosa da fare è trovare un trasformatore da 220 a 12 V (= cioè che passi dal voltaggio della corrente elettrica di casa a quella della striscia).

Come per tutti i collegamenti elettrici, è bene agire non collegati al circuito e rispettare le polarità. In realtà, è molto facile: ci sono le indicazioni +/- di legge sia sulla striscia che sul trasformatore. Il sistema dovrà essere poi collegato a un interruttore e questo, infine, all’impianto elettrico principale.

In alternativa, si può creare un circuito con alimentatore a batteria, in modo che la striscia sia indipendente dall’impianto elettrico domestico. In questo caso, l’interruttore si posizionerà direttamente sull’alimentatore.

Consigli utili

Per evitare una luce più intensa in un punto e meno intensa in un altro, conviene tagliare la striscia in due prima di montarla. Così, i collegamenti andranno poi verso il trasformatore, quindi all’interruttore e all’impianto in modo sicuro.

Ci si assicurerà anche che la corrente illumini tutti i LED della striscia e non solo quelli più vicini. Questo vale anche nei circuiti autonomi, dove la batteria andrà collegata a entrambi i capi della striscia divisa. In caso di circuito autonomo, la batteria sarà da 12 V.

Dove trovare gli accessori

Per montare strisce LED servono anche un trasformatore, una batteria e un interruttore. Per trovare materiale elettrico sicuro, il consiglio è di dare un’occhiata al nostro shop, che mostra anche tutte le caratteristiche tecniche.

 

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Come montare un cancello automatico

Per montare un cancello automatico, gli strumenti giusti sono nel nostro shop. Invece, per capire come fare e tutti i passaggi, basta continuare a leggere!

Da dove iniziare

Prima di tutto, si deve capire se si tratta di un cancello scorrevole o battente. In questo modo, si terrà conto del movimento del cancello prima di passare alle manovre per montarlo. Di solito, oltre alle porte, c’è un kit di automazione, che è il cuore del cancello.

Serve, infatti, per passare la corrente elettrica e usare l’energia per muovere il cancello a comando. Questo kit di solito contiene:

  • Motore con centralina.
  • Piastra di fissaggio.
  • Telecomandi.
  • Fotocellule.
  • Selettore con chiave.
  • Luce con antenna.

Dopo aver inserito gli infissi e il binario necessario per far scorrere la cremagliera (= sistema con ingranaggio e asta dentata per consentire il movimento), è importante partire dalla centralina. Questa verrà posizionata da un esperto lontano da terra, in modo che non ci sia passaggio d’acqua. La centralina deve essere collegata alla rete elettrica, alla messa a terra e al motore, oltre a essere vicinissima al cancello.

In alternativa, questa potrà essere inserita vicino a un interruttore, in modo che il tutto si avvii solo dopo aver premuto il pulsante. Se non è possibile inserire la centralina direttamente sulla parete, si può inserire un tubo, al quale poi avvitarla.

Come collegare tutti gli elementi

In questo tipo di installazione, il cablaggio è già stato fatto. Naturalmente, si deve sempre lavorare non collegati alla corrente per motivi di sicurezza. A questo punto, si dovrà fissare molto bene il supporto per il motore elettrico, sempre incluso nel kit, assicurandosi che sia ben saldo una volta avvitato il tutto.

A questo punto, si dovrà fissare l’anta al motore elettrico tramite saldatura. Si dovrà poi fare una prova, aprendo l’anta per vedere se è tutto ben collegato.

Una volta fissato, si collega alla centralina. Si passa, quindi, al montaggio manuale degli altri elementi e alla prova finale con l’utilizzo della corrente.

La differenza con i cancelli a battente

I cancelli a battente pesano più di 350 chili. Di conseguenza, servono dei pistoni e un motore idraulico, che sfruttino sia la corrente elettrica che il movimento dell’acqua. Per un esperto installatore, tutto si risolve velocemente e bene, facendo delle prove tecniche al termine del lavoro.

Come funzionano i kit

Ogni kit, infatti, mostra i vari passaggi da eseguire modello per modello. Per evitare errori e fare sì che le normative siano rispettate, conviene contattare un elettricista esperto.

Una volta chiuso, il cancello non dovrebbe essere facile da aprire. Si tratta di una misura di sicurezza, in linea con le normative EN 12453 ed EN 12445.

I migliori kit sono a disposizione nel nostro store online, pronti per l’installazione!

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Come fare un impianto elettrico per bar

Per fare un impianto elettrico per bar a norma è necessario sapere quali saranno le fonti di consumo principali e disporre, successivamente, di tutte le certificazioni in caso di controlli. Per tutto il materiale necessario, ci si può rivolgere al nostro shop.

Da dove cominciare

Per l’impianto elettrico commerciale, è importante ricordare che questo dovrà alimentare:

  • L’illuminazione.
  • Il condizionatore o comunque il sistema di condizionamento.
  • Le macchine necessarie per l’attività.
  • La sorveglianza.

In genere, questo impianto ha un “costo” in termini di consumi di circa 3 kWh, ma la legge invita caldamente i gestori a creare un impianto che sostenga il doppio dei consumi, per sicurezza.

Per essere a norma, questo impianto complesso deve essere progettato in base alla planimetria del locale commerciale. In più, va verificato se l’impianto esistente è adeguato o se c’è da cambiare qualcosa.

Quindi, si dovrà chiedere all’esperto di fare un progetto valido, sicuro e rispettoso delle normative. Solo a quel punto, si potrà procedere con i lavori.

Come procedere ai lavori

La cosa importante è verificare la presenza di cavi fondamentali, come:

  • Quello per la fase di corrente. Colore: nero/marrone.
  • Il neutro. Colore: blu.
  • Messa a terra. Colore: giallo/verde.

In più, si dovranno valutare le posizioni di prese (massimo 30 centimetri da terra) e interruttori (un metro da terra minimo). Infine, si deve verificare che, per fare un impianto elettrico per bar, ci siano anche spazi per il contatore e il quadro elettrico, oltre alle scatole di derivazione e quelle di incasso necessarie per il corretto funzionamento dell’impianto stesso.

Per un sistema completo, è bene scegliere una classificazione di livello 3, che garantisca sicurezza anche in caso di installazione di apparecchi di sorveglianza e di condizionamento.

Documentazione e prezzi

Una volta terminato il lavoro, la ditta che si occupa di fare un impianto elettrico per bar deve consegnare un documento di conformità, in linea con la legge CEI 186/1968. In questo modo, in caso di controlli, il gestore potrà avere tutto a portata di mano.

I prezzi sono variabili dai 3000 ai 10mila Euro. Naturalmente, molto dipende dalla planimetria e da quante fonti di consumo ci sono. In ogni caso, un impianto a norma funziona bene per molti decenni, al netto di un’accurata manutenzione.

Nei costi, andranno valutate anche le relative tasse, oltre a eventuali consulenze necessarie per ottenere un impianto davvero in linea con la normativa vigente.

A chi rivolgersi

Per un impianto simile, è bene non procedere con il fai da te, ma scegliere una ditta di professionisti, che abbia magari anche un portfolio con lavori già eseguiti. Verificare i preventivi ricevuti è una sicurezza anche per capire quali sono i tempi di realizzazione e quando poter inaugurare dopo aver scelto il locale da dove cominciare con la propria attività.

Come si fa un impianto elettrico antideflagrante

Cos’è un impianto elettrico antideflagrante e come si fa? Ecco una guida pratica. Per tutti i materiali, si può dare un’occhiata al nostro shop.

Cos’è

Si tratta di un impianto elettrico che può incendiarsi ed esplodere facilmente. Per questo, si attuano delle strategie (in base alla normativa ATEX del 2003) per prevenire gli incidenti e rendere l’impianto sicuro al 100%. Cosa dice questa legge?

La normativa ATEX

Si tratta di una legge europea, che da ai proprietari di un appartamento o agli imprenditori i criteri per verificare che l’impianto elettrico antideflagrante sia in regola. La legge individua tre zone di rischio per tipo di materiale, più clausole speciali per industrie particolari e miniere.

  • Le zone 0, 1, 2 sono le zone degli impianti dove ci possono essere gas.
  • Le zone 20, 21, 22 indicano le zone dove ci possono essere polveri.

In base al materiale di contatto, si definisce se il rischio è: permanente, frequente, oppure occasionale.

A loro volta, i gasi sono divisi in gruppi.

  1. I Metano.
  2. IIA Propano.
  3. IIB Etilene.
  4. IIC Idrogeno/Acetilene.

Quando si costruisce un impianto del genere, si deve pensare anche alla temperatura. La normativa prevede 6 livelli di temperatura, divisi per pericolosità e per materiale.

Utilizzare l’impianto in tubo

Questo sistema è il più utilizzato per un impianto elettrico antideflagrante. Utilizzato soprattutto dalle industrie chimiche e petrolchimiche, questo impianto ha diversi vantaggi:

  • Ci sono tre livelli: i cavi, le custodie e i tubi.
  • Tra la custodia e i tubi, ci sono dei raccordi di bloccaggio.
  • Tutto viene sigillato, per fare in modo che, in caso di esplosione, questa non si propaghi.

Per un impianto domestico, invece, è importante che il professionista usi tutte le precauzioni del caso. In particolare, questo tipo di impianto potrebbe essere richiesto in cucina o dove c’è la possibilità che si accumulino polveri o gas.

Il professionista andrà a installare un sistema che prevede:

  • Il corretto smistamento dei cavi.
  • Il raccordo.
  • La tubazione di sostegno.

Naturalmente, rispetto a un impianto di tipo industriale, il rischio è più basso e la progettazione dell’impianto sarà più semplice.

Per gestire al meglio tutti gli aspetti del circuito elettrico, è fondamentale che sia un esperto qualificato a fare l’installazione e la manutenzione periodica dell’impianto. In questo modo, si ridurranno i rischi e tutto funzionerà a dovere.

In questo tipo di impianti, il fai da te non basta. Infatti, anche in una casa, il sistema elettrico è complesso e sarà necessario vedere quali sono i vari collegamenti e come è messa tutta la struttura.

Cosa fare

La cosa principale è verificare che tutto sia in regola. Per questo, è sempre bene affidarsi a ditte specializzate e valutare ogni aspetto del progetto prima di procedere ai lavori. La sicurezza e il rispetto delle normative servono a proteggere le persone, anche in casa!