Responsabilità degli impiantisti nell’automazione dei cancelli

1. Premessa: Responsabilità degli impiantisti

Sempre più di frequente capita che un installatore elettrico debba alimentare elettricamente un cancello motorizzato e spesso è proprio l’elettricista stesso che si assume la responsabilità dell’intera opera rilasciando una dichiarazione di conformità che comprende lavori non di sua competenza. Vi sono anche casi dove l’installatore diventa anche il realizzatore dell’intera “macchina”. Infatti, già dal 1996 l’Italia ha recepito la direttiva europea conosciuta come “Direttiva Macchine” in base alla quale i cancelli automatici sono considerati “macchine”. In questi casi l’installatore diventa di fatto il “costruttore della macchina”

In questi casi quali dichiarazioni dovrà allora rilasciare?

Bisogna tener presente che quando l’installatore diventa di fatto il “costruttore della macchina” egli ha una serie di obblighi che si possono riassumere nei seguenti punti:

a) Effettuare un’analisi completa dei rischi al fine di progettare correttamente la macchina.

b) Eseguire l’installazione seguendo dettagliatamente le istruzioni di assemblaggio dei produttori di ciascun componente dell’automazione, verificando che ogni componente possieda marcatura e dichiarazione CE.

c) Effettuare un collaudo funzionale dell’automazione e dei singoli componenti e realizzare le prove e le misure sui meccanismi di protezione utilizzati (es. dispositivi di limitazione della forza, dispositivi di sicurezza) attraverso l’uso di strumenti di misura certificati. I risultati delle prove devono essere documentati in appositi rapporti di prova.

d) Predisporre il fascicolo tecnico contenente una raccolta di documenti costituenti una vera e propria carta d’identità della chiusura motorizzata.

e) Applicare sulla chiusura motorizzata la marcatura CE, la quale testimonia visivamente la sua conformità alle Direttive applicabili: Macchine e Compatibilità Elettromagnetica.

f) Realizzare il manuale d’uso e manutenzione.

g) Far firmare al cliente un documento di ricezione della macchina/chiusura motorizzata e proporre eventualmente un contratto di manutenzione. Il quadro normativo/legislativo è piuttosto articolato e con queste note intendiamo fornire indicazioni utili agli installatori per capire il problema e comportarsi conseguentemente in maniera corretta, anche considerando le possibili responsabilità a fronte di eventuali incidenti.

2. Legislazione di riferimento

DM 37/08: campo di applicazione e limiti

I cancelli automatici posti al servizio degli edifici e delle relative pertinenze rientrano pienamente nel campo di applicazione del DM 37/081, ma solo fino al punto di allacciamento dell’automazione. Quindi la dichiarazione di conformità dell’elettricista dovrà essere limitata alla realizzazione dell’impianto elettrico fino al punto di alimentazione del cancello. Fino al Quadro di comando (che fa già parte della “macchina”) il cavo deve essere CPR se l’alimentazione parte da dentro il fabbricato. A valle del punto di alimentazione non si applica più il DM 37/08, in quanto da quel punto il cancello viene considerato una “macchina” e si applicano le direttive europee che disciplinano i requisiti di sicurezza delle macchine.

Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (DLgs 81/08)

Prescrive un obbligo di rispondenza delle attrezzature di lavoro a requisiti generali di sicurezza, oltre a prevedere una periodica manutenzione delle stesse attrezzature. È considerata un’attrezzatura di lavoro qualsiasi macchina o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro. Si noti che luogo di lavoro può anche essere un condominio qualora vi sia almeno un dipendente. Il responsabile della sicurezza è Il datore di lavoro e/o l’RSPP3 e/o l’Amministratore di Condominio. In assenza dipendenti il DLgs 81/08 non si applica.

3. Le Direttive Europee

Le chiusure automatiche sono disciplinate dalle Direttive Europee Specifiche che regolano i requisiti essenziali di sicurezza dei prodotti. Le Direttive sono leggi Europee che una volta recepite dai singoli Stati diventano leggi nazionali. La Conformità di un prodotto ad una Direttiva è dichiarata nel momento in cui il prodotto rispetta i requisiti essenziali indicati dalla Direttiva. La Marcatura CE di un prodotto è subordinata al rispetto di tutte le Direttive applicabili a quello stesso prodotto. Le Norme Tecniche (ad es. norme CEI e norme UNI) definiscono i requisiti minimi di sicurezza ed i criteri di costruzione imposti dalle Direttive. L’obbligo della marcatura CE implica l’assunzione di responsabilità da parte del costruttore, il quale dichiara la conformità del prodotto alle Direttive Europee. Nel caso di porte e cancelli industriali, commerciali e di garage, la norma generale di riferimento è la UNI EN 132411 (norma di prodotto) che, adeguatamente rispettata, consente al produttore di godere della presunzione di conformità alle Direttive Europee.

4. Norme europee che regolano il settore delle chiusure automatiche/automatizzate

UNI-EN 13241:2016 Norme di supporto per porte e cancelli industriali commerciali e da garage (conformità CE).

UNI-EN 12453:2017 Sicurezza in uso di porte motorizzate – Requisiti e metodi di prova (integra la exEN12445).

UNI-EN 16005:2013 Porte pedonali motorizzate – Requisiti e metodi di prova.

UNI-EN 60335-2-95:2015 Porte da garage singole residenziali a movimento verticale.

UNI-EN 12978:2009 Dispositivi di sicurezza di porte e cancelli motorizzati – Requisiti e metodi di prova.

CEI-EN 60204-1:2017 Equipaggiamenti elettrici delle macchine.

UNI EN 12604:2017 “Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage – Aspetti meccanici – Requisiti e metodi di prova”

5. Procedure per l’installazione dell’impianto elettrico

Per impianto elettrico dei cancelli o porte automatiche si intende il circuito elettrico fino al punto di alimentazione dell’automatismo (Quadro). Per questa parte abbiamo già visto che valgono le stesse regole degli impianti elettrici degli edifici e c’è quindi l’obbligo di applicare la Regola dell’Arte e il rilascio della dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08. Alla Dichiarazione di Conformità bisogna allegare obbligatoriamente almeno i seguenti documenti:

– Progetto dell’impianto elettrico (se obbligatorio per l’edificio di pertinenza: ad es. in un condominio se la potenza impegnata dei servizi condominiali è superiore a 6 kW);

– Relazione con la tipologia dei materiali utilizzati;

– Schema dell’impianto realizzato;

– Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell’impresa installatrice.

6. Parte meccanica Procedura:

Installare il cancello con relativa guida e cremagliera.

– Si può automatizzare un cancello solo se è conforme alla norma EN12604. In caso contrario deve essere reso conforme prima di procedere con l’installazione degli altri componenti.

– Per rispettare i limiti imposti dalla EN 12453, se durante il movimento la forza di picco supera il limite normativo, è necessario ricorrere all’installazione della rilevazione di presenza attiva (fotocellule)

– L’installatore prima di procedere con il montaggio deve prevedere l’analisi dei rischi della chiusura automatizzata finale e la messa in sicurezza dei punti pericolosi identificati (seguendo le norme EN 12453).

Analisi dei rischi comprendente le soluzioni adottate

Con l’analisi dei rischi si devono affrontare le principali problematiche di sicurezza correlate agli organi meccanici in movimento. La forza d’impatto/schiacciamento generata dal motore elettrico è potenzialmente pericolosa per le persone e le cose presenti o di passaggio nell’area interessata. A questo proposito, la norma EN 12453:2017 descrive le possibili situazioni di pericolo che debbono essere prese in considerazione per l’adozione delle opportune misure di prevenzione: si va dal rischio impatto/schiacciamento, ma anche di convogliamento, cesoiamento, uncinamento, ecc. fino alle problematiche che possono sorgere quando viene a mancare l’energia elettrica oppure quando quest’ultima dovesse ritornare inaspettatamente.

Misure della forza d’impatto

Le forze d’impatto (relative al bordo principale della chiusura) devono essere misurate con l’apposito strumento descritto all’interno della Norma EN12453; deve poi essere prodotto un report di stampa. Lo strumento deve avere determinate caratteristiche (meccaniche e costruttive) e una precisione ben definita, perché le prove devono fornire risultati concreti, affidabili e ripetibili.

Dichiarazioni di conformità dei singoli componenti CE

L’automazione nel suo complesso è costituita da più parti elettriche o elettromeccaniche assemblate tra loro. Nel caso in cui le parti siano provenienti da vari produttori, sarà necessario fornire adeguata documentazione (Dichiarazione CE, Manuali ecc.). Nel caso frequente in cui i componenti dell’automazione sono forniti da un unico costruttore, ci si comporta allo stesso modo, cioè il costruttore dovrà fornire la documentazione di ogni singolo componente.

Altre indicazioni operative per l’installatore

– L’installatore dovrà rilasciare all’utente finale un libretto di istruzioni e manutenzione.

– L’installatore dovrà applicare in prossimità dei comandi o del cancello delle etichette di attenzione sui pericoli da intrappolamento o schiacciamento in un punto molto visibile o in prossimità di eventuali comandi fissi.

– L’installatore dovrà redigere un fascicolo tecnico come richiesto dalla Direttiva Macchine 98/37/EEC e dalle direttive 93/68/EEC – 73/23/EEC – 89/336/EEC – 92/31/EC

– Il cablaggio dei vari componenti elettrici esterni all’operatore (ad esempio fotocellule, lampeggianti, ecc.) deve essere effettuato secondo la EN 60204-1 e le modifiche a questa apportate dal punto 5.2.2 della EN 12453.

Nota importante: I documenti che debbono essere realizzati, di seguito descritti, possono essere prodotti con l’ausilio della modulistica messa a disposizione dalle aziende produttrici delle apparecchiature di automazione;

Esempio di realizzazione del fascicolo tecnico

Deve essere predisposto un “fascicolo tecnico” che deve comprendere:

– Disegno complessivo del cancello con le zone di rischio;

– Schema dei collegamenti elettrici e dei circuiti di comando del cancello automatico a valle del punto di allaccio;

– Elenco dei componenti installati;

– Analisi dei rischi comprendente le soluzioni adottate;

– Misure della forza d’impatto;

– Dichiarazioni di conformità dei singoli componenti CE;

– Istruzioni per l’uso e avvertenze generali per la sicurezza;

– Registro di manutenzione;

– Dichiarazione di conformità CE del complesso del cancello automatico

 

7. Uso – Manutenzione – Registro di manutenzione

Istruzioni per l’uso e avvertenze generali per la sicurezza

Le istruzioni per l’uso (schemi elettrici, dichiarazioni CE, raffigurazioni meccaniche ecc..) in genere possono essere reperite dai produttori dei componenti. Le istruzioni contengono tutte le informazioni necessarie all’utente per l’utilizzo corretto della chiusura automatica, comprese le modalità di manutenzione e le indicazioni sui rischi e la sicurezza.

La manutenzione è resa obbligatoria dalla direttiva macchine.

Nelle istruzioni di manutenzione il costruttore deve indicare i componenti del cancello soggetti ad usura, il metodo di smaltimento le attività richieste e gli intervalli di manutenzione. La manutenzione è di fondamentale importanza per il mantenimento efficiente della chiusura automatica. Nel caso in cui il cancello automatizzato sia installato in zone “ad alta intensità di persone” (luoghi pubblici, aziende, ospedali) è opportuno realizzare un registro di manutenzione che deve contenere chiaramente le seguenti indicazioni:

– Dati del cliente, dati tecnici dell’automazione – Indicazione della data di prima installazione (o successiva manutenzione)

– Lista dei controlli/operazioni da effettuare – Spazio per la descrizione delle attività di manutenzione/riparazione

– Spazio per la descrizione dei rischi residui e dell’uso improprio prevedibile.

Il Registro di Manutenzione deve essere conservato dall’utente e reso disponibile nel caso di ispezioni da parte degli organi autorizzati o delle autorità competenti.

Le operazioni più importanti relative al Registro di Manutenzione sono:

– Le verifiche dei requisiti di sicurezza meccanici ed elettrici;

– Il rispetto dei limiti delle forze d’impatto e relativi test con lo strumento previsto dalla EN12453.

– Il funzionamento dei dispositivi di sicurezza.

8. Compilazione e stampa della dichiarazione di conformità CE

Come abbiamo visto, spesso l’’installatore assume la figura di “costruttore della macchina” e in quanto tale deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità.

 

9. Applicazione della targhetta di marcatura CE

Sulla chiusura automatica deve essere applicata la targhetta con i riferimenti per la marcatura CE.

La targa col marchio CE deve riportare:

– Nome e Indirizzo del Costruttore

– Tipo di automazione

– Numero di serie (se presente)  Anno di Produzione

– Norme di Riferimento

Riepilogando, la documentazione da rilasciare al committente è:

– Dichiarazione di conformità CE per la “macchina Cancello”

– Dichiarazione di conformità 37-08 Impianto elettrico

– Manuale uso e manutenzione.

Il fascicolo tecnico deve essere mantenuto a disposizione dall’installatore/costruttore per eventuali controlli da parte delle autorità ispettive.

Fonte: UNAE Emilia Romagna

Le Prolunghe serie Sasso

Le prolunghe serie Sasso hanno la garanzia di materiali ad alta conduttività e un’azienda che ha fatto della tecnica una scelta ben precisa per la sicurezza di chi usa la propria dotazione elettrica. Ecco una recensione completa sulle prolunghe di questa realtà italiana e sulle migliori, mentre per trovarle si può cercare sul nostro shop.

Caratteristiche delle prolunghe serie Sasso

Caratteristica principale dei prodotti serie Sasso è il fatto che siano testati rigorosamente dall’azienda. Quando si tratta di piccoli impianti, può darsi che si abbia bisogno di più pezzi. Per garantirne la qualità, la società preferisce la scelta dei singoli pezzi piuttosto che dei kit.

Poco male, perché si può fare lo stesso un ordine unico con tutti i pezzi che servono. In particolare, le prolunghe serie Sasso sono ideali per gli impianti esterni, o che si vedono in casa.

Infatti, si può tranquillamente tenere un interruttore o un dispositivo “a vista”, dato che si utilizza spesso la pietra leccese. Questa viene lavorata per diventare quasi un complemento di arredo. Così, si tengono i fili in ordine, si garantisce sicurezza e si ottiene anche un ottimo impatto estetico in casa, il che non guasta.

Questo aspetto si nota molto bene nei pulsanti e negli interruttori, ma riguarda anche le prese e le prolunghe.

Il prezzo oscilla dai 13 ai quasi 30 Euro
, in base al pezzo scelto. Dato che si tratta di prodotti durevoli, di alta qualità e con la garanzia di un’azienda storica in attività, questi prezzi sono da considerare assolutamente in linea con il mercato.

L’alternativa sarebbe scegliere prodotti di scarsa qualità, che possono mettere in pericolo la salute della propria famiglia (oltre che dell’impianto elettrico, che potrebbe essere completamente da rifare).

Le Prolunghe: storia dell’azienda

Le Prolunghe è un’azienda del Trentino, nota per la qualità dei suoi componenti elettrici. Oltre a essere completamente italiana, la società ha dalla sua diversi marchi di qualità e indici di conformità, che si possono trovare in tutte le confezioni.

Per esempio, ci sono gli indici: IMQ, CSQ e la certificazione dei test eseguiti in azienda, oltre al rispetto delle normative ISO 9001 (immancabile per i prodotti di alta qualità).

L’azienda ha una storia di 30 anni: nasce, infatti, nel 1986, e da allora ha prodotto sempre in sede, spedendo però in tutto il mondo. In più, la società ha due direzioni fondamentali: il rispetto per l’ambiente, con l’utilizzo di materiali naturali dove possibile e il rispetto per le persone, con una personalizzazione dei propri prodotti anche rispettando i gusti estetici dei clienti finali.

Le Prolunghe assicura anche un servizio di assistenza clienti via telefono e via e-mail, oltre a quello della rete di distribuzione e la garanzia su tutti i propri prodotti. Quindi, le prolunghe serie Sasso sono le migliori per usare la corrente senza sprecarla.

Misuratore di potenza e consumo elettrico: Techly

Qual è il rapporto tra misuratore di potenza e consumo elettrico? Ecco cosa c’è da sapere su questo prodotto, a cosa serve, una recensione sui migliori e dove trovarli.

Cos’è e a cosa serve

Il misuratore di potenza e consumo elettrico è un piccolo sistema per capire quanto si consuma in una casa come elettricità. In più, installato su un elettrodomestico, indica esattamente quanto consuma e di quanta potenza ha bisogno, senza guardare alla documentazione di fabbrica.

Ci sono anche strumenti che, oltre a mostrare i dati, li salvano. In questo modo, si può fare un confronto mese per mese su quanto si spende e come. In base al modello, ci sono sistemi che agiscono in modalità wireless e strumenti che, invece, vanno appoggiati sulla fonte di consumo.

In ogni caso, gli ultimi modelli hanno una precisione maggiore e non hanno bisogno di particolare manutenzione per funzionare a dovere.

Recensione al Techly Misuratore di potenza e consumo elettrico

Il misuratore di Techly è un buon prodotto, che offre una serie di informazioni senza essere dei programmatori informatici. Tutto si basa su due batterie a bottone LR44, non incluse nella confezione, ma facili da reperire.

Per usarlo, basta accenderlo, posizionarlo dove serve e lasciar fare tutto ai sensori. Ci sono solo 4 pulsanti da usare per le impostazioni principali.

Una volta utilizzato, sullo schermo LCD compariranno:

  • Potenza in Watt;
  • Tensione in Volt;
  • Corrente in Ampere;
  • Frequenza in Hertz;
  • Fattore di potenza.

In questo modo, si riesce a ottenere una stima immediata dei consumi e si potranno fare due stime. La prima è quella sui consumi energetici di tutta la casa. La seconda, invece, si potrà fare su quegli elettrodomestici che consumano di più, per capire quali usare meno e risparmiare.

Il prodotto è consigliato per la sua semplicità, ma anche per la precisione e per la possibilità di visualizzare più parametri per il consumo della corrente elettrica. In più, visto che usa le batterie, non incide sui consumi.

Techly: notizie sull’azienda

Techly è una realtà italiana molto giovane. Di proprietà della Intracom Italia S.P.A., l’azienda ha sviluppato una rete di vendita soprattutto online, dove presenta i cataloghi e fornisce assistenza clienti tramite operatore.

Gli operatori sono dei veri e propri esperti informatici, che possono seguire con precisione le esigenze dei clienti sui vari prodotti. La società, infatti, si occupa di: accessori /per PC, smartphone e tablet), cavi e adattatori, strumenti video/audio, router, staffe e persino armadi, sedie e scrivanie per l’ufficio.

La società ha punti vendita anche in tutta Italia. Quindi, scegliendo il misuratore di potenza e consumo elettrico di questa società da noi, si ha la certezza di un servizio di assistenza affidabile, accanto a un prodotto di buona qualità e dal prezzo in linea con le funzioni dell’apparecchio.

Cronotermostato TH/450 GSM

Cronotermostato TH/450 GSM: caratteristiche, resa e notizie sull’azienda per questo termostato per la casa disponibile direttamente sul nostro shop.

Caratteristiche e resa

Il Cronotermostato TH/450 GSM è un concentrato di tecnologia e praticità. Con uno spessore di 19 millimetri e due colori intercambiabili (bianco/azzurro), questo piccolo elettrodomestico è in grado di far gestire da remoto la temperatura della propria casa.

Ideale per chi utilizza caldaie e vuole risparmiare in bolletta, questo prodotto consente di gestire fino a tre livelli di temperatura. In questo modo, si può scegliere quando accendere o spegnere l’impianto, oltre ad anticipare/posticipare accensione e spegnimento.

La caratteristica migliore di questo prodotto è che è completamente autonomo. Infatti, se non è più disponibile l’alimentazione dall’impianto elettrico principale, c’è un supporto a batteria. Si tratta di tre batterie ministilo ricaricabili, che si possono trovare tranquillamente in commercio.

Questa caratteristica consente di non perdere le impostazioni anche se ci sono blackout. Infine, molto interessante è il supporto delle app. Tramite queste, è possibile gestire la temperatura all’interno dell’abitazione anche da remoto.

Le app sono disponibili sia per sistemi iOS che per Android. Quindi, tutto è davvero a portata di touch. Naturalmente, il Cronotermostato TH/450 GSM si può utilizzare direttamente, grazie ai pulsanti ai lati e al display retroilluminato.

In più, il prodotto è garantito da una grande azienda italiana, come la BPT.

Quindi, ci si può sentire al sicuro, perché si tratta di un prodotto garantito e frutto di severi controlli già al momento della realizzazione.

BPT: storia dell’azienda

Il nome BTP sta per “Brevetti Plozner Torino”. L’azienda è, infatti, italiana e nasce nel 1953. Già dai primi anni di attività partono i primi brevetti (1953 e 1968). A questa azienda si deve anche il primo cronotermostato, datato 1983.

Il primo termostato non si poteva gestire da remoto, ma si poteva impostare in un certo modo. Così, la temperatura sarebbe cambiata in base a orari e condizioni esterne. Dello stesso anno è anche il primo videocitofono brevettato da BPT.

Nel 2000 inizia l’attività nella domotica. Oggi, l’azienda appartiene al gruppo CAME, che ha permesso a BPT di espandersi in ben 50 Paesi, garantendo sempre la qualità e l’affidabilità dei propri prodotti.

In particolare, la società si occupa di:

  • Cronotermostati;
  • Citofoni/Videocitofoni;
  • Domotica;
  • Illuminazione a Led;
  • Impianti di sicurezza domestici.

Il Cronotermostato TH/450 GSM è, alla prova sul campo, un cronotermostato semplice da utilizzare, sia da remoto che sul posto. Oltre a orari e livelli di temperatura, le impostazioni sono personalizzabili senza troppa fatica e con percorsi guidati per l’utente non troppo lunghi.

Infine, il servizio di assistenza clienti di BPT e le certificazioni di qualità fanno sì che il prodotto si possa considerare affidabile e l’ideale per chi vuole installare uno strumento pratico per gestire al meglio i consumi in casa.

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Simboli impianto elettrico, quali sono e come leggerli

Quando si scelgono i componenti per gli impianti, si trovano diversi simboli impianto elettrico. Tra lettere, numeri e sigle è difficile orientarsi. Cosa significano questi elementi e come fare per leggerli? In questa guida si trovano i simboli più frequenti con il loro significato. Per trovare la soluzione giusta per il proprio impianto elettrico, si può dare un’occhiata alle offerte dello shop.

Perché si usano i simboli?

Perché si usano i simboli impianto elettrico? Per tre motivi:

  1. Non ci sarebbe spazio per mettere tutte le normative e le indicazioni. Con il simbolo, si riduce lo spazio e si rende tutto agevole in qualsiasi confezione.
  2. I simboli sono convenzioni per moltissimi Paesi. Quindi, quando si vende un prodotto in diversi Paesi, diventa più semplice far capire come usarlo e quali sono le normative rispettate.
  3. Ogni simbolo non rappresenta solo avvertenze, ma anche i controlli effettuati. L’esempio più semplice è la ISO 9001, che si può ottenere solo se si fanno delle verifiche periodiche.

Quindi, quando si sceglie un prodotto elettrico per un impianto, è importante non solo verificare che i simboli ci siano, ma anche cosa significano. In più, si deve ricordare che negli Stati Uniti i simboli sono diversi dai nostri, perché si segue un codice di norme diverso.

I simboli più usati e cosa significano

Qui di seguito si trovano i simboli impianto elettrico che si usano nei progetti:

simboli impianto elettrico

Lettere e sigle

Ci sono poi, lettere, numeri e simboli che consentono di capire se il prodotto elettrico è sicuro o meno. Ecco quali sono:

  • Unità di misura: V (= Volt), A (= Ampere), W (= Watt), VA (= Volt Ampere), Var (= potenza reattiva, usato nei dispositivi domotici), ?V (= differenza di potenziale), C (= Coulomb), °C (= Celsius), Ah (= Ampere/ora), atm (= atmosfera), CV (= cavallo vapore), emu (= unità elettromagnetiche), F (= Farad), °F (= grado Fahrenheit), J (= Joule), Hz (Jertz), lm (= Lumen), kWh(= Chilowattora).
  • Lettera: r (= resistenza elettrica), T (= tensione), U (= energia potenziale), A (= Assemblaggi), B (= Trasduttori), C (= Condensatori), D (= Sistemi binari), E (= presenza di più materiali), F (= Dispositivi di protezione), G (= Generatori),  H (= Dispositivi di segnalazione), K (= Relè e contattori), L (= bobine), N (= Sistemi analogici), P (= Strumenti di misura), Q (= Apparecchi per circuiti di potenza), T (= Apparecchi per circuiti di comando), V (= Tubi elettronici e semiconduttori), W (= Materiale di trasmissione), X (= Terminali).
  • Sigle. Le sigle sono di solito riferite a delle normative specifiche. Per esempio, la CEI-64 e la ISO 9001.

Gli altri simboli

Ci sono tantissimi simboli quando si parla di impianti elettrici, ma con questi si può leggere un impianto elettrico, le sue caratteristiche e se i dispositivi elettrici sono davvero sicuri per la propria casa e per gli impianti industriali.

Ora, quando c’è un simbolo, si saprà come leggerlo sulle confezioni e sulle schede tecniche! Se si cercano prodotti sicuri, il nostro negozio online è a disposizione!

Illuminazione originale? Ecco un’idea!

Cercare un’illuminazione originale quando si ha un arredamento realizzato con gusto o solo per creare la giusta atmosfera quando arrivano gli amici a casa per un aperitivo, è un’esigenza per tantissime famiglie. Ecco, allora, un’idea innovativa che potrai trovare direttamente nel nostro shop!

Cos’è?

Per trovare l’illuminazione originale per ogni occasione, spesso basta ripensare al passato in chiave moderna. Questo succede con questa lampada, che funziona esattamente come le bombole a gas, ma con diverse novità che la rendono non pericolosa e assolutamente unica nel suo genere in termini di design.

In passato, le bombole utilizzavano il metano pesante, comunemente “il gas” per cucinare e per accendere il fuoco, oppure per scaldarsi. Oggi, questo metodo è caduto in disuso, per una serie di motivi.

Il primo è che non si sapeva dove mettere questa bombola e di solito si “sprecava” lo spazio di un mobile per questo motivo. Poi, era ovviamente pericoloso.

Oggi, invece, si utilizza il gas che viene trasportato con condutture pubbliche, per gestire tutto in maniera più sicura.

In questa lampada, invece, non si usa il metallo pesante, ma il GPL, più leggero e usato anche per l’auto. Il modello è molto piccolo, quindi anche la quantità per l’alimentazione è minima, per ottenere più sicurezza.

In più, la fiamma è piccolissima, quanto una candela, verso il basso, protetta non solo dal fondo della bombola, ma anche da uno strato protettivo a parte. Queste dimensioni permettono di inserirla dove si vuole, ottenendo migliori condizioni di luce e una splendida atmosfera.

Perché usarla?

L’illuminazione originale convince per diversi vantaggi:

  1. Non utilizza la corrente elettrica, va solo alimentata quando si usa. Quindi, riduce i consumi, soprattutto nelle ville.
  2. Ha un design stupendo, con un colore rosso simile al corallo, facile da abbinare in qualsiasi contesto.
  3. Si può mettere ovunque, anche dove si penserebbe non ci sia spazio (per esempio, in un angolo).
  4. Illumina “a modo suo”, in maniera originale e unica. Infatti, grazie alla struttura “a buchi”, riesce a illuminare una stanza intera, creando l’atmosfera giusta in salotto o in soggiorno, dove la lampada offre il meglio di sé.

Alcune attenzioni

La lampada è sicura, perché rispetta anche tutte le normative vigenti. Ovviamente, il consiglio è di utilizzarla subito dopo averla alimentata e lasciare che si spenga da sola. In più, non prevede dispersioni.

Utilizzabile all’interno e all’esterno, perché non ha bisogno di essere costantemente alimentata, è davvero perfetta in ogni contesto. L’unica cosa è, ovviamente, non lasciare la lampada in zone potenzialmente infiammabili, come non si lasciano cavi elettrici scoperti vicino a una fonte d’acqua!

Conclusione

Un’illuminazione originale e a tratti retrò, la lampada GPL rossa è la migliore scelta per chi ama stupire gli amici e non vuole consumare troppa corrente elettrica.

Come allungare i cavi elettrici è possibile farlo

Come allungare i cavi elettrici? Si può fare? Ecco qualche consiglio utile per ottenere questo risultato senza rischi per la salute per via della corrente elettrica. Per cercare i cavi giusti, invece, c’è il nostro shop.

Cosa fare?

Quando si vuole capire come allungare i cavi elettrici o come prolungare un cavo elettrico, la prima cosa da fare è sempre staccare il collegamento alla rete elettrica, per ottenere maggiore sicurezza.

Ora, allungare i cavi elettrici si può fare, basta seguire questa guida e fare un po’ di attenzione. Per iniziare, si avrà bisogno di:

  • Cavi elettrici.
  • Cacciavite.
  • Materiale isolante (nastro).
  • Materiale per saldare (pasta, stagno, saldatore elettrico se serve).
  • Mammut.
  • Spine maschio/femmine.

Non tutti i cavi possono essere prolungati, quindi, al momento della scelta, si deve fare attenzione ad alcuni particolari e all’uso del cavo. Per gli esterni, ci sono i cavi protetti da guaine, per gli interni ci sono le cassette di derivazione.

La prima cosa da fare è togliere la guaina o la protezione per la lunghezza di un centimetro. Ora, si collegano ai mammut, fissando con le viti. Se c’è una prolunga, invece, si fissa con una saldatura, isolando poi alle estremità, tra il cavo e la prolunga.

Come allungare i cavi elettrici senza mammut o prolunga? Si tolgono le protezioni dei cavi e si attorcigliano le estremità. Poi, si salda il tutto con stagno e saldatore. Prima di inserire il tutto nell’impianto elettrico, conviene sempre passare da un alimentatore esterno, per capire se la tensione c’è e se i cavi sono ben collegati in sicurezza.

Infine, si collega tutto alla spina o alla prolunga in base alle proprie esigenze.

A cosa fare attenzione

A cosa fare attenzione? La procedura non è complicata, ma se non si è pratici, conviene sempre contattare un esperto elettricista.

Per quanto riguarda la scelta dei cavi, si deve verificare che ci sia la possibilità di collegare questi ad altri cavi e che ci sia il rispetto totale delle normative vigenti (basta controllare in confezione).

In più, si deve fare attenzione quando si toglie la protezione ai cavi per unirli e che la saldatura sia ben eseguita, per evitare cortocircuiti molto pericolosi. Nel nostro negozio, tutta la cavetteria non solo rispetta la normativa, ma è fornita da aziende note perché appartenenti al Made in Italy.

Quindi, quando si sceglie un cavo da noi, si sa che sono stati fatti tutti i controlli di rito.

Conclusione

Come allungare i cavi elettrici è una manovra semplice e ideale per i piccoli lavori domestici, dove non si interviene sull’impianto elettrico principale. Scegliere i cavi giusti e avere gli strumenti migliori è la strategia migliore per prolungare i cavi e utilizzare così al meglio la corrente elettrica.

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Domotica detrazioni: consigli ed informazioni utili

Per la domotica detrazioni previste per il 2018 sono quelle che rientrano nell’Ecobonus. Cioè, il legislatore inserisce i sistemi domotici come un modo per risparmiare e, quindi, premia a sua volta con un bonus dal punto di vista fiscale. Se si sta cercando un sistema domotico di qualità, si possono trovare i modelli migliori nel nostro shop.

Requisiti di accesso

Per ottenere domotica detrazioni con l’ecobonus domotica 2018, la Legge di Stabilità 2016 comma 88 e la Circolare 20/E 2016  stabiliscono che i sistemi domotici devono mostrare quanto si consuma in casa, con la possibilità di inviare informazioni agli organi di controllo se serve.

In più, tra i dati richiesti in automatico ai sistemi domotici ci sono: temperatura dell’impianto, condizioni funzionamento correnti e la possibilità di poter accendere/spegnere/programmare gli impianti al bisogno.

Quindi, quando si sceglie un pannello domotico, si deve tener conto di questi fattori per poter ottenere domotica detrazioni.

Come funziona

Si ottiene una detrazione diretta del 65% sulle spese fatte a partire dal 1° Gennaio 2016 per:

  • Acquisto materiali.
  • Installazione impianto domotico.
  • Interventi di riqualificazione energetica attraverso la domotica.

Quindi, rientrano tutte le spese fatte per ottenere l’impianto che andrà poi a ridurre i consumi energetici grazie al monitoraggio della temperatura e dei consumi.

Documenti da presentare

Per poter richiedere l’ecobonus domotica 2018, si devono prima di tutto conservare tutte le fatture e la copia dei bonifici fatti per la realizzazione degli impianti. Così, si potranno compilare direttamente sul sito ENEA del Ministero l’allegato E per indicare un impianto domotico senza installazione di generatori di calore o di impianti fotovoltaici.

Altrimenti, sempre sul sito, al posto dell’allegato F, chi ha installato anche un impianto fotovoltaico può registrarsi e indicare nel form “scheda descrittiva” del sito la presenza di questo impianto.

Non finisce qui. Per ottenere la domotica detrazioni, si deve fare la dichiarazione dei redditi. Chi fa il 730 deve inserire le detrazioni nelle righe E1- E6 cod 7. Chi fa la dichiarazione dei Redditi PF2018, deve invece usare le righe RP61-RP 64 cod 7.

Un motivo in più per scegliere un impianto domotico

Accanto ai vantaggi di chi usa un impianto domotico, quest’anno ci sono anche le detrazioni, quindi vale la pena di approfittarne, anche perché non si sa se queste agevolazioni ci saranno anche per l’anno successivo.

Quindi, per sbrigare queste pratiche, il consiglio è di rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato, presentando tutte le prove dei pagamenti effettuati per andare sul sicuro.

Il consiglio è anche quello di farsi aiutare da un esperto quando si fa la procedura all’ENEA, perché un errore potrebbe essere difficile da riparare.

Quindi, un impianto domotico fa risparmiare tutto l’anno, aumenta il valore della casa, migliora la vita di tutti i giorni e adesso ci sono anche le detrazioni. Cosa desiderare di più?

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Kit videocitofono Bifamiliare digitale cxModo Mikra, completo ma semplice

Il Kit videocitofono Bifamiliare digitale cxModo Mikra è un sistema completo, che permette di vedere chi citofona e di rispondere immediatamente con un’installazione semplificata. Se si vuole sapere come trovarlo, si può passare dal nostro shop.

Caratteristiche del kit

Quando si parla di kit, si parla di un sistema integrato, che consente di ottenere un’installazione semplificata del videocitofono. In particolare, questo set contiene:

  • n. 1 cod. 1722/111 Pulsantiera Mikra ad appoggio parete in Zama con telecamera CCD a colori e posto esterno.
  • n. 2 cod. 1722/87 Monitor CX Modo 7’’ touch screen.
  • n. 1 cod. 1722/20 Alimentatore 2 fili.
  • n. 1 cod. 1722/55 Distributore video.

Ora, vale la pena dare un’occhiata per capire se questo kit è davvero valido. Allora, si tratta di un kit che serve a due famiglie, quindi ad appartamenti bifamigliari, oppure dove ci sono piccoli condomini, dove è necessario monitorare chi entra e chi esce.

Mentre dal lato esterno c’è una sola pulsantiera, verso l’interno, naturalmente, i monitor sono due, uno per ogni nucleo familiare. Il Kit videocitofono Bifamiliare digitale cxModo Mikra sfrutta la migliore tecnologia disponibile su misura per la propria casa.

Come funziona? Chi arriva viene ripreso grazie alla telecamera della pulsantiera, che si appoggia direttamente alla parete. Per rispondere, non serve più alzare la cornetta o premere un bottone. Basta toccare lo schermo touch da 7 pollici per verificare la situazione e rispondere in tempo reale.

Il distributore video va a gestire il segnale, e, ovviamente, ha un ingresso e due uscire, così come l’alimentatore a due fili.

Il risultato è un kit dal prezzo contenuto e insostituibile, ideale per chi si trova in zone isolate e ha bisogno di maggiore sicurezza.

L’azienda

La società che progetta e realizza questo kit è Urmet. La società Made in Italy inizia la sua attività nel 1937 e già dagli anni ’50 inizia la sua attività nei telefoni pubblici. Negli anni Ottanta arriva la svolta dei citofoni.

Urmet diventa quindi la prima a creare centralini e videocitofoni. Oggi, la società si occupa di sistemi domotici, videocitofoni e strumenti digitali. Tutti i prodotti Urmet hanno la certificazione ISO 9001.

Per richiedere l’assistenza clienti, si può usare il numero a pagamento 199.110.120. Il numero è attivo dalle 08:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:50, dal Lunedì al Venerdì. In più, c’è la possibilità di scaricare in PDF i manuali di tutti i prodotti nella sezione “Download” del sito se si dovesse perdere il manuale presente nella confezione che arriva a casa.

Conclusione

Il Kit videocitofono Bifamiliare digitale cxModo Mikra è un prodotto dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Garantito da una grande azienda, assicura una buona resa nel tempo. Non servono altri accessori oltre a quelli del kit per installarlo e il montaggio è abbastanza semplice. L’utilizzo dello schermo touch rende tutto più immediato: prodotto certamente promosso a pieni voti!