Nuova norma CEI 64-21 a sostegno delle utenze deboli

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13/09/2021

Impianti in ambienti residenziali adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità

1.Premessa

È stata pubblicata a luglio la nuova Norma CEI 64-21, che sostituisce completamente la Specifica Tecnica CEI 64-21 del dicembre 2016 e che fornisce le prescrizioni da applicarsi agli impianti elettrici di unità immobiliari ad uso residenziale situate all’interno dei condomini o di unità abitative mono o plurifamiliari.
Tali impianti dovranno risultare adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità (definite PNA) nei casi espressamente richiesti dal committente, il quale indicherà le proprie esigenze all’installatore o al progettista per concordare l’esecuzione dell’impianto che corrisponda alle proprie esigenze;
In pratica l’applicazione di questa norma non è obbligatoria ma fornisce le caratteristiche impiantistiche da realizzare nel caso vengano richieste dalle varie PNA.
La norma CEI 64-21 ha tenuto conto dei requisiti contenuti nel DM236 del 14.06.1989 “Prescrizione tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”.

2.Definizioni

PNA – Persona con disabilità o specifica necessità
Persona con ridotta o impedita capacità motoria e/o sensoriale in forma permanente o temporanea, causata da infortuni, menomazioni, malattie o età avanzata, non in grado di fruire degli spazi in cui risiede e delle relative attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
Le disabilità che la norma prende in considerazione sono le seguenti:
PNA di età avanzata (D1)
Persona di età avanzata con poca forza fisica, difficoltà di movimento, problemi di equilibrio ma senza difficoltà cognitive
PNA a causa di difficoltà motoria negli arti inferiori (D2)
Persona con difficoltà di movimento degli arti inferiori e che comporti l’utilizzo di ausili esterni quali ad esempio sedie a rotelle o deambulatore.
PNA a causa di difficoltà motoria negli arti superiori (D3)
Persona con impossibilità o difficoltà nell’uso di ambedue gli arti superiori
PNA a causa di difficoltà nella percezione visiva (D4)
Persona con un visus residuo visivo non superiore a 2/10 oppure una riduzione del campo visivo non superiore al 50%.
PNA a causa di cecità (D5)
Persona con un visus residuo visivo non superiore a 1/20 oppure un residuo perimetrico binoculare inferiore al 10%.
PNA a causa di sordità parziale (D6)
Persona con difficoltà nel percepire i suoni e le parole dovuta a disfunzione dell’apparato uditivo;
PNA a causa di sordità totale (D7)
Persona con incapacità nel percepire i suoni e le parole dovuta a disfunzione dell’apparato uditivo;
• PNA a causa dell’incapacità o difficoltà di parlare (D8)
Persona con incapacità o difficoltà di comunicare per mezzo della voce o della parola.
PNA a causa di difficoltà cognitive (D9)
Persona con difficoltà cognitive che possono manifestare comportamenti imprevedibili in grado di mettere in pericolo la propria e l’altrui incolumità;
• PNA a causa di sordità parziale (D6)
Persona con difficoltà nel percepire i suoni e le parole dovuta a disfunzione dell’apparato uditivo;
PNA a causa di sordità totale (D7)
Persona con incapacità nel percepire i suoni e le parole dovuta a disfunzione dell’apparato uditivo;
• PNA a causa dell’incapacità o difficoltà di parlare (D8)
Persona con incapacità o difficoltà di comunicare per mezzo della voce o della parola.
PNA a causa di difficoltà cognitive (D9)
Persona con difficoltà cognitive che possono manifestare comportamenti imprevedibili in grado di mettere in pericolo la propria e l’altrui incolumità;

Le prescrizioni impiantistiche fornite dalla norma CEI 64-21 sostituiscono, modificano o integrano quelle del Capitolo 37 della norma CEI 64-8 e riguardano in particolare la realizzazione e la definizione di alcune parti dell’impianto e l’introduzione di alcuni sistemi operativi di gestione quali: punto di consegna, con particolare attenzione alla protezione dal rischio di incendio ed alla selettività fra le protezioni (art. 4).

Quadro dell’unità abitativa (art. 5).
Nella norma si consiglia di effettuare la protezione dei circuiti contro le sovracorrenti e contro i contatti indiretti rispettivamente con interruttori magnetotermici e con interruttori magnetotermici differenziali ad aumentata resistenza agli scatti intempestivi o dotati di dispositivo di richiusura automatica (ARD).
Si consiglia inoltre di installare, su ogni linea interruttori del tipo magnetotermico-differenziali e di predisporre condutture separate e propri dispositivi di protezione per i circuiti di alimentazione di eventuali apparecchi elettromedicali .
Nel caso di persona “PNA” con difficoltà cognitive (D9) il quadro dovrà essere dotato di chiusura ed apertura esclusivamente con chiave.

Gestione degli accessi interni ed esterni al fine di ridurre l’impatto delle barriere architettoniche (cap.6);

art. 6.1 – per le disabilità di tipo D1, D2 e D3 il centro del citofono o il videocitofono, dovrà essere posizionato tra 110 cm e 130 cm rispetto al piano di calpestio oppure essere dotato di un sistema di risposta alle chiamate tramite dispositivi portatili

art. 6.2 – dispositivi di comando (luci, tapparelle, campanello, ecc., quando richiesti , dovranno:
a) nel caso di persona di tipo D1 (età avanzata) e D2 (difficoltà motoria arti inferiori) essere posizionati, come il quadro, ad altezza compresa tra 0,75 m e 1,40 m, o azionabili a distanza;
b) nel caso di persone di tipo D3 (difficoltà motoria arti superiori) i dispositivi devono essere azionabili a distanza (comandi vocali o telecomandi);
c) nel caso di persone di tipo D4 (difficoltà nella percezione visiva) i dispositivi devono essere dotati di spia di segnalazione di avvenuta accensione o di una apposita indicazione acustica; quest’ultima funzione è richiesta anche nel caso di persona di tipo D5 (cecità).

art. 6.3, 6.4 e 6.5 – relativi rispettivamente alle porte di ingresso dell’unità abitativa, alle porte interne e alle finestre che dovranno essere dotate di particolari dispositivi automatici di apertura e chiusura che non richieda l’utilizzo di chiavi; per le porte interne e le finestre i dispositivi automatici devono essere disattivabili.

art. 6.6 – sistemi di oscuramento (tendaggi delle finestre o vetrate) che dovranno essere gestibili a distanza o in modo automatico. Ove necessario tale sistema deve essere disattivabile.

art. 6.7 – scale o cambiamenti di livello non provvisti di rampe o ascensori, che dovranno essere dotate di dispositivi motorizzati atti a consentire il superamento dei dislivelli. Tali dispositivi debbono funzionare anche in caso di mancanza dell’energia elettrica al servizio dell’abitazione e avere un comando di blocco/sblocco.

Gestione dell’illuminazione (art. 7);
Le prescrizioni per la gestione dell’illuminazione riguardano:

art. 7.1 – l’accensione, lo spegnimento e la regolazione dell’illuminazione, tali funzioni potranno essere automatiche (sensori di presenza, di luminosità, ecc.) o in alternativa eseguibili tramite telecomando. Nel caso di disabilità di tipo D9 (difficoltà cognitive) gli apparecchi di illuminazione a posa fissa e a portata di mano devono essere dotati di schermi protettivi rimovibili con l’uso di attrezzi.

art. 7.2 – l’illuminazione notturna, come ad esempio i segna-passo indicanti percorsi particolari (ad esempio dal letto al bagno o simili); si raccomanda che l’accensione avvenga automaticamente con rivelatori di presenza e che siano installati ad una altezza di circa 30 cm.

art. 7.3 – l’illuminazione di emergenza, da realizzare con apparecchi in grado di garantire un illuminamento adeguato negli ambienti frequentati dalla persona PNA;

Gestione termica per la regolazione della temperatura degli ambienti, che deve preferibilmente essere dotata di un sistema automatico (art. 8);

Gestione degli allarmi (art. 9); occorrerà prevedere, quando ciò sia richiesto in funzione delle necessità e della sicurezza delle persone PNA (si veda allegato A), una serie di allarmi tecnici quali:

art. 9.1 – rivelatori di gas con elettrovalvola di chiusura, rivelatori di CO con attivazione di un sistema di estrazione (ventole) o di apertura automatica delle finestre, rivelatori di allagamento con elettrovalvola di chiusura della condotta dell’acqua.

art. 9.2 – rubinetti di erogazione dell’acqua con sensori automatici (per poterli alimentare è necessario predisporre tubi, cassette e scatole in prossimità dei lavelli).

art. 9.3 – segnalazioni di apertura di porte, finestre e di varchi di accesso dall’esterno.

art. 9.4 – allarmi che consentano la rivelazione di comportamenti anomali imprevisti della persona PNA, da inviare alle persone di supporto (ad esempio eccessiva presenza in bagno, uscita all’esterno o su balconi, permanenza a letto oltre un certo orario).

art. 9.5 ove richiesto l’unità abitativa deve essere dotata di un sistema di antintrusione.

art. 9.6 – occorre prevedere una segnalazione degli allarmi che ne garantisca la percezione da parte della persona PNA (ad esempio in caso di sordità totale si dovrà prevedere un allarme visivo, mentre in caso di cecità occorrerà un allarme sonoro).


Gestione dell’assistenza, (art. 10); molto importante è la gestione dell’assistenza, con impianti in grado di interfacciarsi e comunicare con l’esterno, per monitorare, controllare e assistere, la persona PNA quali:

art. 10.1, 10.2, e 10.3 – chiamate di soccorso verso l’esterno (con eventuale apertura contemporanea della porta di ingresso per l’accesso dei soccorritori), chiamate di aiuto verso l’interno (ad esempio da bagni, docce, ecc;), impianto di videocontrollo (occorre valutare l’aspetto riguardante la privacy).

art. 10.4 se opportuno, per migliorare l’utilizzo e la gestione dell’impianto l’unità abitativa può essere dotata di un sistema di scenari (automatico o comandabile a distanza).

Continuità di servizio e del controllo carichi (art. 11)
La definizione della continuità del servizio elettrico è riconducibile a:

art. 11.1 – continuità dell’energia, ove occorre valutare la necessità di dotare l’impianto di una sorgente di sicurezza (es. UPS) che consenta di alimentare i servizi per almeno 1h e che commuti entro 5s, per l’alimentazione di servizi particolari (es, apparecchi medicali), serrature elettriche, illuminazione segna passo, antifurto, ascensori o montascale (l’alimentazione di emergenza dovrà consentire di raggiungere almeno un piano di sbarco).

art. 11.2 – controllo dei carichi con l’identificazione dei carichi prioritari, sempre allo scopo di garantire la continuità di servizio.

Le unità abitative ove sono ritenute necessarie le dotazioni impiantistiche sopra descritte sono indicate nella tabella sottostante dove sono riportate le varie necessità in funzione della diverse tipologie di PNA.
Nella figura viene evidenziato in particolare che il quadro di appartamento deve essere posizionato ad una altezza compresa tra 0,75 m e 1,4 m dal piano di calpestio.

Quote di installazione delle apparecchiature per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Fonte UNAE Emilia Romagna

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