Ventilatore: tipologie e vantaggi

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Ruggero /
22/06/2022

 Che sia in ufficio o a casa, tutti abbiamo bisogno di aria fresca in estate. Che si tratti di ventilatori a piantana, a colonna oppure ventilatori da soffitto, questi dispositivi possono rappresentare una soluzione alla problematica, perché forniscono ventilazione e aria fresca.  

In commercio ne possiamo trovare moltissimi modelli con funzionalità aggiuntive, come lo ionizzatore, il nebulizzatore e tante altre ancora. Con questi presupposti, nelle prossime righe vedremo insieme quali sono le tipologie in circolazione e i vantaggi.

Come scegliere un ventilatore

Per scegliere un ventilatore è possibile fare riferimento a tre criteri principali, ovvero:

  • Il luogo e la posizione dove il dispositivo verrà installato.
  • Il flusso d’aria che è capace di emettere.
  • Eventuali optional che consentono di migliorare prestazioni e comfort, tra cui il nebulizzatore per una sensazione di freschezza, lo ionizzatore per migliorare il benessere generale, un sistema di programmazione dotato di timer, l’umidificatore per evitare la secchezza dell’aria e il telecomando per controllarne le impostazioni a distanza.

Inutile sottolineare come un basso grado di rumorosità possa essere considerato tra gli elementi capaci di influenzare l’acquisto.

Come funziona un ventilatore e tipologie

A differenza dell’aria condizionata, la ventilazione ha un funzionamento davvero molto semplice. Lo spostamento d’aria creato dal ventilatore nella stanza movimenta i flussi caldi e freddi. 

Ciò aumenta il tasso di evaporazione sulla pelle, con un abbassamento della temperatura corporea e di conseguenza un aumento della sensazione di fresco. Maggiore è la quantità di aria spostata, tanto più grande sarà la sensazione di freschezza percepita.

Il volume d’aria spostata varia in base alle dimensioni e alla potenza del ventilatore. È importante sapere però, che anche un ventilatore molto potente non può ridurre la temperatura di una stanza in modo così significativo come invece può fare un condizionatore d’aria. 

Ad ogni modo,  è possibile suddividere i ventilatori in tre tipologie: ventilatori assiali, ventilatori centrifughi e ventilatori senza pale.

  • Ventilatori assiali con pale. Tecnicamente parlando, un ventilatore con pale è il più semplice. L’elica è collegata direttamente all’albero del motore, che la fa ruotare, creando così il movimento dell’aria. Questi ventilatori variano in potenza da pochi watt (W) a oltre 200 W per quelli più grandi. I ventilatori con pale vengono solitamente posizionati su basi con piedini, ma la stessa tecnologia è  utilizzata anche per ventilatori da soffitto o grandi ventilatori da pavimento, detti anche miscelatori d’aria. Quest’ultima tipologia è spesso usata nelle officine o nei garage. La dimensione dell’elica è variabile, da pochi centimetri per un ventilatore da tavolo a più di 50 centimetri di diametro per un modello da officina. In generale, questo tipo di ventilatori sono piuttosto rumorosi.
  • Ventilatori centrifughi a colonna. I ventilatori centrifughi provengono dall’industria. In termini di funzionamento, non è più un’elica a produrre il movimento dell’aria, ma una ruota. Questa ruota (dotata di alette) gira in un apposito carter. L’aria espulsa dal ventilatore può essere più o meno canalizzata. Questa tecnologia è impiegata nei  ventilatori a colonna, noti anche come ventilatori a torre. Rispetto ai ventilatori assiali, i ventilatori centrifughi sono meno rumorosi perché è necessaria meno potenza a parità di volume d’aria, e quindi si consuma anche meno energia. Un ventilatore di questo tipo si rivela ottimo per le stanze che richiedono un certo silenzio, ma ha anche dei limiti quando si tratta di rinfrescare stanze di grandi dimensioni.
  • Ventilatori senza pale. I ventilatori senza lama rappresentano una nuova generazione che adotta. una tecnologia abbastanza complessa, ideata dal famoso produttore britannico di aspirapolvere senza sacchetto (Dyson, e successivamente adottata da molti marchi). I ventilatori di questo tipo sono davvero molto silenziosi e decisamente efficienti (in termini di quantità di aria spostata), ma sono anche nettamente più costosi di altri tipi di ventilatori.

Ventilatori: funzioni supplementari

Per definizione, spostare l’aria è lo scopo di un ventilatore, ma il mercato offre anche modelli alternativi dotati di optional per migliorarne le prestazioni. Oltre alla tecnologia utilizzata per creare il movimento dell’aria, alcune ventole forniscono infatti funzionalità aggiuntive come la nebulizzazione, l’umidificazione o la ionizzazione. Tutte queste modalità sono capaci di modificare l’aria ambiente per donare una maggiore sensazione di fresco.

A seconda del modello, si creano fenomeni di depurazione dell’aria che possono limitare anche l’insorgere di patologie respiratorie come l’asma. Vediamo come funzionano:

  • Nebulizzazione.  La nebulizzazione consente di far circolare oltre all’aria anche dell’acqua in pressione per un maggiore raffreddamento. I ventilatori dotati di questa funzionalità possono essere sia fissi che portatili.
  • Umidificazione. Un effetto umidificatore su un ventilatore permette di aumentare l’umidità dell’aria nell’ambiente (come un umidificatore) in modo che non diventi troppo secca e possa essere causa di problemi respiratori.
  • Ionizzazione. La ionizzazione altera le proprietà chimiche dell’aria caricandola di ioni negativi con lo scopo di stabilizzarla. Per ottenere una sensazione di benessere infatti, è fondamentale rispettare l’equilibrio tra ioni positivi (cationi) e ioni negativi (anioni). Nelle abitazioni e negli uffici questo equilibrio si raggiunge raramente a causa di campi elettromagnetici, vapori di cucina, solventi, polveri e altro. Proprio per questi motivi si consiglia l’apporto di anioni.

Come anticipato, oltre a queste importanti tecnologie, i ventilatori possono essere dotati di ulteriori funzionalità, tra cui:

  •   Programmazione. Le opzioni di programmazione consentono di selezionare un periodo di funzionamento o un avvio ritardato. Questo è un modo davvero molto pratico per evitare che i ventilatori possano funzionare tutta la notte oppure per assicurarsi che la stanza sia già fresca al proprio arrivo.
  • Telecomando. Quella del telecomando non è sicuramente una funzionalità essenziale, ma può tornare comunque utile, dal momento che consente di regolare il movimento del ventilatore a distanza, magari comodamente seduti dal divano.
  • Velocità e oscillazione. Oramai quasi tutti i modelli in circolazione sono dotati di regolazione della velocità (solitamente  3 impostazioni) e della funzione di oscillazione per evitare che lo spostamento d’aria si concentri solamente su un punto. La maggioranza dei ventilatori ha un’oscillazione di 180°, ma alcuni modelli di fascia più alta arrivano anche a 360°.

Concludiamo dicendo che la scelta di un ventilatore non è poi molto difficile, e che spesso una spesa di poco superiore permette di ottenere comunque prestazioni migliori e funzionalità aggiuntive come quelle analizzate.

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