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Pubblicato da il 27 Dic 2016 in Come Fare, Ultime notizie | 0 commenti

Come fare a capire se l’impianto elettrico non è a norma

Come fare a capire se l’impianto elettrico non è a norma

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Avere un impianto elettrico a norma è indispensabile sia per ragioni di sicurezza, sia per evitare danni di tipo legale con le normative vigenti, sia per limitare i consumi.

Impianto elettrico: alcune nozioni di base

L’impianto elettrico è un sistema che serve a distribuire energia elettrica, sia in un contesto domestico, che in ambito produttivo, all’interno di un’attività commerciale, un ufficio, un’azienda. Riguardo l’istallazione degli impianti elettrici, è necessario che questi rispettino i requisiti imposti dalla legge.

Tra le prime normative in merito in Italia, c’è la legge 46/90 che regola appunto l’istallazione di impianti elettrici a norma, sia relativamente alle apparecchiature da utilizzare che riguardo la corretta procedura di montaggio e stabilisce che la responsabilità dell’istallazione è a carico di chi effettua il montaggio. Nel 2008 invece è stato approvato il decreto ministeriale n.37, con il quale si prevede che un impianto a norma deve essere corredato di un certificato di conformità.

Oggi, ad ogni modo, sono soprattutto le normative europee a regolare la messa a norma degli impianti elettrici.

Come capire se l’impianto elettrico (non) è a norma

La responsabilità dell’impianto elettrico ricade sull’istallatore che lo ha certificato, quindi è opportuno prestare attenzione all’istallazione e al suo rispetto delle direttive europee vigenti. Una cosa semplice da fare è verificare che i prodotti che sono montati nell’impianto rechino il marchio CE o CEI: se questo marchio è assente, vuol dire che il prodotto non rispetta le normative europee.

Per valutare se un impianto sia o meno a norma, è possibile valutare la presenza o no di alcuni elementi, poiché alcuni di essi fanno parte necessariamente di un impianto elettrico a norma. Se questi dovessero essere assenti, l’impianto non sarà a norma.

Un impianto a norma possiede le seguenti caratteristiche:

  • l’impianto deve essere dotato di interruttori differenziali ad almeno 2 unità, per avere la continuità dell’energia elettrica a 2 linee, e le linee di alimentazione dei grandi elettrodomestici devono essere differenziate rispetto a quelle della luce;
  • deve esserci un interruttore generale di emergenza, un sistema di messa a terra e un salvavita nella centralina da cui parte il cablaggio dei fili dell’impianto: l’impianto deve essere protetto da sovracorrenti, grazie alla presenza di un interruttore che interrompe il passaggio dell’energia elettrica in caso di pericolo, dovuto ad esempio a fili bruciati o guasti;
  • le prese elettriche devono essere tali da sopportare il carico dei dispositivi elettrici che si andranno a collegare;
  • devono essere istallate luci di emergenza e di sicurezza che si azionano nel caso di mancanza temporanea della corrente elettrica;
  • non devono esserci nel sistema conduttori in tensione a vista o facilmente accessibili, perché questi possono costituire un pericolo; per lo stesso motivo non devono esserci fili volanti o coperti da nastro isolante o posti in prossimità di una fonte di acqua e i cavi devono essere disposti in canaline.

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