Per garantire la sicurezza degli impianti elettrici, nel 2008 il Governo ha introdotto nuove normative. La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico, prevista dal DM 37/08, certifica che l’impianto è stato realizzato secondo le norme di sicurezza vigenti.
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Che cos’è la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico
La normativa sulla sicurezza degli impianti elettrici nasce con la Legge n. 46 del 1990. Nel 2008 il Decreto Ministeriale 37/08 ha riordinato e aggiornato tutta la normativa esistente. Il decreto stabilisce che gli impianti realizzati dopo il 2008 devono rispettare precisi standard di sicurezza. Alla fine dei lavori, l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico. Questo documento certifica che l’impianto è stato installato secondo le normative vigenti. Per gli impianti realizzati prima del 2008, invece, si utilizza la Dichiarazione di Rispondenza (DIRI). Questo documento viene rilasciato da tecnici qualificati indicati nell’articolo 7 del DM 37/08.
Per chi è obbligatoria la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico
Contrariamente a quanto possa sembrare ad un primo sguardo, la dichiarazione di conformità è obbligatoria per qualsiasi tipologia di immobile, e quindi per tutti gli impianti a loro collegati, tra cui figurano: i classici impianti elettrici; gli impianti di protezione dagli agenti atmosferici; impianti per porte e cancelli automatici;
impianti per le televisioni e le radio; impianti per i riscaldamenti, per il climatizzatore il condizionatore; impianti per la distribuzione dell’acqua; impianti a gas o per la distribuzione di questo; impianti di sollevamento come ascensori, scale mobili e montacarichi; impianti di allarme e protezione contro gli incendi.
Come è strutturata la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico
Oltre al certificato in sé, la dichiarazione deve contenere alcuni documenti imprescindibili, senza i quali non sarà possibile ottenere la conformità dell’impianto, che sono: l’intero progetto dell’impianto, che diventa obbligatorio specialmente per impianti di una certa dimensione; in caso non sia possibile recuperare il progetto dell’impianto lo si può sostituire con uno schema dell’impianto; l’elenco completo di tutti i materiali che compongono l’impianto; il documento che certifica l’iscrizione alla Camera di Commercio dell’azienda che possiede l’impianto. Importante è fare più copie della dichiarazione da distribuire all’utilizzatore e al committente, due delle quali vanno firmate come ricevuta, di cui una va presentata allo Sportello Unico dell’Edilizia del comune in cui è ubicato l’impianto.
Sanzioni per impianti elettrici senza dichiarazione di conformità
La Camera di Commercio ha il compito di stabilire le sanzioni per chi non rispetta il decreto di legge e la Camera ha anche la funzione di annotare il mancato adempimento della messa in sicurezza fino alla sospensione delle aziende che non provvedono a effettuarla. In caso di errori o mancanza di rispetto delle norme previste, installatori e collaudatori possono essere soggetti a sanzioni da parte dei rispettivi ordini. Se poi i committenti si affidano a imprese non autorizzate o certificate, possono anch’essi incorrere in sanzioni.






ho posato in una baita di montagna di cui sono comproprietario un miniimpianto elettrico a 12v costituito da 5 punti luce per un totale di 20w di potenza alimentati da una batteria. Sono tenuto a produrre una dichiarazione di conformità?