Archivio mensile:Aprile 2017

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Cos’è un teleruttore, come funziona e a cosa serve

Il teleruttorerelè o contattore, è un apparecchio elettronico molto utile per gestire la corrente all’interno di un circuito e per far sì che l’impianto compia determinate azioni. Andiamo a vedere insieme quali sono queste funzioni e quali sono le caratteristiche di un teleruttore. I migliori teleruttori, invece, si trovano nel nostro shop.

Che cos’è?

La normativa CEI 17-3 definisce un teleruttore come un apparecchio in grado di interrompere o stabilire la corrente all’interno di un circuito. Per farlo, l’apparecchio apre e chiude i canali di contatto tra l’impianto e la struttura di alimentazione. Insomma, una specie di interruttore da usare per ogni evenienza.

Relè o teleruttore: quale scegliere

Anche se chiamati nello stesso modo di solito, teleruttore e relè non sono la stessa cosa. Quando scegliere l’uno e quando preferire l’altro? In realtà, è tutto molto semplice. Tutto dipende dalla potenza del macchinario da accendere/spegnere.

Se il macchinario è domestico o ha una potenza minima, allora si usa il relè. Altrimenti, si sceglie senza ulteriori dubbi il teleruttore, più versatile e in grado di gestire una potenza maggiore.

D’altra parte, un occhio non esperto non nota la differenza, perché anche il tipo di pulsante è lo stesso.

Come funziona un teleruttore dall’interno

Al suo interno, questo apparecchio funziona in modo molto semplice. Ci sono:

  • Elettromagnete.
  • Bobina.
  • Nucleo mobile.
  • Nucleo dei contatti.
  • Contatti principali e ausiliari.
  • Molle antagoniste.

Ognuno di questi pezzi ha un compito ben preciso. Allora, l’elettromagnete è avvolto nella bobina. Entrambi devono generare un campo magnetico quando passa la corrente nella bobina. Questo campo magnetico attira il nucleo mobile, che a sua volta attira il nucleo dei contatti.

Se l’operazione comporta molta energia, si usano i contatti principali; altrimenti quelli secondari. Quando il lavoro è terminato, si interrompe la corrente, il campo magnetico perde forza fino a scomparire e le molle antagoniste rimettono il nucleo mobile al suo posto, fino al successivo utilizzo.

Dove si usa un teleruttore

L’apparecchio si usa tutti i giorni, ma non ci si accorge finché non ci si pensa. Un esempio pratico di funzionamento è quello dell’ascensore. Quando si preme il bottone con il piano che si vuole raggiungere, si aziona il teleruttore che aziona a sua volta il motore dell’ascensore e lo fa muovere.

Una volta raggiunto il piano selezionato, l’apparecchio si spegne e l’ascensore si ferma. Ovviamente il ciclo può ripetersi più volte. Questo basta a far capire l’importanza di questo dispositivo: non c’è una persona che aziona il motore dell’ascensore, tutto dipende solo e unicamente dall’apparecchio.

In questo modo, si ottiene anche un reale risparmio energetico, perché si usa la corrente solo quando serve. In più, si mantiene in buona salute l’impianto, visto che, oltre alle interruzioni controllate della corrente alternata, ci sono queste interruzioni. Si evitano così pericolosi sovraccarichi.

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Vapormaster, un ferro da stiro dalla massima affidabilità e sicurezza

La scelta del ferro da stiro, negli ultimi tempi, è assai ardua: tutti cercano un modello sicuro, affidabile e dalle prestazioni eccezionali e dai risultati costantemente perfetti. A tutte queste richieste risponde il Vapormaster della Melchioni, un modello ispirato ai grandi classici, ma in tutto e per tutto all’avanguardia.

La scelta del ferro da stiro

Può sembrare banale e scontato, ma la scelta del ferro di stiro è molto importante. Dobbiamo infatti trovare un apparecchio che riesca non solo, appunto, a stirare i nostri vestiti dopo il bucato, ma che non sia minimamente a rischio per la sicurezza nostra e della nostra casa. Come vedremo a breve, non sono rari i casi in cui il ferro da stiro si sia rivelato un spina del fianco piuttosto che un modo elettrodomestico.

Tanti modelli, ma poco affidabili

Anno dopo anno, ma anche mese dopo mese, le grandi aziende “sfornano” e presentano nuovi modelli, promettendo di rivoluzionare le nostre vite tramite i loro prodotti. Non tutte, sono però in grado di mantenere queste promesse: il tutto dipende dal fatto che, molte volte, i modelli non sono costruiti benissimo e ciò porta a malfunzionamenti che possono mettere in pericolo l’utilizzatore quanto la sua abitazione. Secondo una stima risultante da uno studio svolto ultimamente, il ferro di stiro è il principale responsabile degli incidenti domestici, soprattutto quelli legati alle ustioni. Vi raccomandiamo, quindi, di scegliere il vostro modello con la massima cautela e attenzione. E Vapormaster potrebbe fare al caso vostro.

Melchioni, un po’ di storia

Il marchio Melchioni è stato da sempre indice di affidabilità, qualità e convenienza, conquistando il mercato del nostro paese fino ad estendersi in Europa e nel resto del mondo. L’azienda nasce nel lontano 1947 e, in pochissimi anni, trova diversi consensi, specie nei grandi brand oltreoceano che la scelgono come distributrice dei loro prodotti. Anno dopo anno, la Melchioni cresce, fino a creare una propria linea di elettrodomestici e raccogliendo un successo tale da permetterle l’espansione sia nel resto d’Europa che, con apertura della sede quest’anno stesso, in Asia.

Il Vapormaster Melchioni

Il vero fiore all’occhiello di questa azienda, vero vanto del nostro paese, è il Vapormaster: un ferro da stiro professionale, sicuro, affidabile e dai risultati eccellenti. Sono veramente tante le sue caratteristiche, tra cui non possiamo fare a meno di citare: il suo sistema stirante “professional” con una potenza di 2200 W, formato dalla potente caldaia, che arriva fino a 1350W e dal Ferro da stiro professionale con potenza 850W; è dotato inoltre di un Manometro che indica quanta pressione è presente nella caldaia, avvisandoci in caso si superi il limite massimo; altro aspetto che migliora la sicurezza è la presenza di tasti indipendenti tra ferro e caldaia, in modo che le due possano essere gestite senza compromettersi a vicenda. Parlando ancora di sicurezza, poniamo la nostra attenzione sul doppio sistema di sicurezza incorporato in questo modello, che lo rende in assoluto uno dei più affidabili sul mercato.

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Come mettere le luci sullo specchio

Utilizziamo lo specchio innumerevoli volte durante l’arco della giornata: che sia per una specchiata veloce per vedere se abbiamo tutto in ordine, che sia per controllare se abbiamo qualcosa tra i denti o per aiutarci a pettinarci, lo specchio è davvero indispensabile. A volte, però, la luce che ci serve per specchiarci non è abbastanza. A questo problema esiste una soluzione, vediamo insieme come mettere le luci sullo specchio.

I vari usi dello specchio

Come abbiamo già brevemente accennato lo specchio, e in maniera particolare quello del bagno, ci è di grande aiuto durante tutto l’arco della giornata svolgendo diverse “mansioni”: dalla semplice pettinata al truccarsi passando per la rasatura, lo specchio è un alleato insostituibile. Ma se l’illuminazione è scarsa, sarà impossibile per lo specchio fornire un riflesso chiaro e preciso, in particolar modo se la stanza del bagno non ha finestre o se la luce non filtra abbastanza da esse. Al problema c’è una soluzione: vedremo insieme come applicare delle luci per i vostri specchi, i posti dove è più consigliabile applicarle e la tipologia di materiale da utilizzare.

Prima di iniziare…

Come vedremo nel dettaglio in seguito, bisognerà adattare i materiali che intendiamo utilizzare alle dimensioni dello specchio sul quale vogliamo operare. Le dimensioni, infatti, ci faranno immediatamente capire in quali punti sarà necessario montare l’illuminazione, mentre la forma dello specchio ci aiuterà nella scelta della tipologia di materiali. Non esistono infatti delle procedure standard per illuminare gli specchi, ma solo soluzioni da adattare alle diverse situazioni.

Luci per specchi piccoli e di medie dimensioni

Per gli specchi con dimensioni ridotte potrà essere necessario installare anche una sola lampadina, di dimensioni e forma che rispettino quelle dello specchio e che forniscano un’illuminazione adeguata. Per quelli medi, invece, potranno bastare anche due luci, poste ai lati dello specchio; sono considerate ottime soluzioni sia i faretti orientabili che le applique. Se la vostra scelta cade sui faretti, vi consigliamo caldamente le versioni da 35 e da 50 W.

Luci per specchi grandi

Per gli specchi di dimensioni più elevate saranno necessari almeno tre faretti (che potrete trovare a scelta all’interno del nostro store), mentre se le dimensioni sono veramente macroscopiche il numero può crescere. Come per gli specchi medi, potrete adottare faretti sia da 35 W che da 50 W, regolandovi in base all’ambiente in cui lo specchio si trova e se esistono anche altre fonti di luce naturale. Per gli specchi di grandi dimensioni, sarà necessario adottare lo stesso metodo utilizzato dai truccatori professionisti. Se vi siete mai recati in uno studi di trucco professionale li avrete sicuramente notati: si tratta di specchi molto grandi da cui la luce proviene in maniera uniforme grazie all’applicazione di illuminazione lungo tutta la lunghezza di esso. Applicare proprio questo metodo per gli specchi di grandi dimensioni sarà fondamentale per ottenere un’illuminazione omogenea e totale, specialmente sugli specchi molto grandi.

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Inquinamento luminoso, che cos’è e normative

Se ne sente parlare molto spesso, ma pochi sanno cosa effettivamente sia e quali siano i problemi causati da questa tipologia di inquinamento molto sottovalutata: l’inquinamento luminoso è un problema serio, che viene preso sottogamba dalla maggior parte della popolazione.

Che cos’è l’inquinamento luminoso

Quello dell’inquinamento luminoso è un problema che anno dopo anno continua a peggiorare: esso consiste in un disturbo della visibilità del cielo da parte delle luci artificiali, come quelle delle nostre case o di quelle di palazzi e strada. Infatti quasi tutte le tipologie di impianti di illuminazione degli edifici moderni, dagli stadi ai semplici pali della luce, disperdono la maggior parte della luce da loro prodotta verso il cielo. Questa “dispersione” genera diversi disturbi, sia alla visibilità che agli astronomi, che trovano difficoltà a fotografare il cielo.

Quali sono i danni dell’inquinamento luminoso

Ma non bisogna limitarsi soltanto ai danni che questo fenomeno ha sulla vita dell’uomo: infatti, l’inquinamento luminoso provoca moltissimi danni anche agli animali e alle piante, come testimoniato da diversi studi condotti in merito. Come abbiamo detto, l’illuminazione artificiale crea un vero e proprio “velo” che copre il cielo, non permettendo alla luce degli astri di filtrare. Ciò potrebbe apparire, a prima vista, come un problema che riguarda solo e unicamente gli astronomi, che non posso più condurre i loro studi sugli astri della nostra galassia. Invece gli squilibri riguardano anche la fauna: col cielo illuminato i normali cicli di sonno possono essere disturbati e le piante possono andare incontro ad alcune condizioni dovute dalla troppa presenza di luce.

L’importanza della lotta all’inquinamento luminoso

Sono vari i problemi che causa l’inquinamento luminoso, e sta diventando sempre più importante organizzare delle vere e proprie azioni per far sì che il fenomeno venga contenuto. Si conti che a causa di questo problema sta diventando praticamente impossibile fotografe il cielo notturno e studiarlo, ragion per cui gli osservatori astronomici stanno diventando sempre più rari e costruiti solo in posti del tutto isolati. Un altro problema riguarda l’incredibile spreco di energia di cui l’inquinamento luminoso è testimone: tutta l’energia dispersa verso l’alto non può essere in alcun modo recuperata e, anno dopo anno, le emissioni si fanno sempre più pesanti. Per avere un’idea di quanto sia esteso il fenomeno, basta osservare le foto satellitari degli Stati Uniti.

La risposta statale

Nel nostro paese, grazie soprattutto alle attività di diverse associazioni che da anni combattono contro questo fenomeno, siamo riusciti ad ottenere diverse normative che regolano e contengono il problema della dispersione di luce nel cielo. Ovviamente questi provvedimenti impongono: un certo tipo di fabbricazione degli apparecchi di illuminazione; un limite per l’uso di energia elettrica; orari in cui l’illuminazione va tolta. Tra le più importanti, non si possono non citare: L.R. Lombardia 17/2000 integrata da D.G.R. Lombardia 2611/2000, L.R. Lombardia 38/2004 e regolamento di attuazione D.G.R. Lombardia 7/6162/2001, L.R. Marche 10/2002, L.R. Emilia-Romagna 19/2003, L.R. Umbria 20/2005, L.R., Abruzzo 12/2005, L.R. Puglia 15/2005. L.R. Friuli-Venezia Giulia 15/2007, L.R. Liguria 22/2007. Attualmente sono 5 le regioni italiane che non hanno ancora adottato un piano anti-inquinamento, ma nel giro di pochi anche queste ultime dovrebbero entrare nel programma di risparmio energetico.

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LogiLink LL SC0006, il rilevatore di fumo facile da installare

Sempre più persone stanno installando in casa propria dei rilevatori di fumo: ciò consente loro di avere meno preoccupazioni per ciò che concerne gli incendi. Andiamo a vedere insieme l’importanza di tali apparecchi e uno dei modelli più acquistati e migliori sul mercato, il LogiLink LL SC0006.

Come funzionano i rilevatori di fumo ottico

Questi apparecchi sono progettati per essere ultrasensibili alle particelle dei prodotti della reazione di combustione o di pirolisi (in parole povere, quando qualcosa prende fuoco) che sono sospesi nell’ambiente e che successivamente si addensano, formando la classica colonna di fumo. Possiamo suddividere i rilevatori di fumo in varie categorie, che si distinguono in base al principio di funzionamento proprio dell’apparecchio.

I più comuni e diffusi nelle abitazioni sono i cosiddetti puntiformi e, grazie alla grande abbondanza e varietà di modelli, essi sono applicabili in qualsiasi zona dell’abitazione e dell’ambiente. Buona norma è quella di installarli in zone della casa in cui non sono presenti colonne di fumo non pericolose e prodotte normalmente dall’ambiente, in modo da non attivarlo inutilmente.

A cosa servono i rilevatori di fumo ottico

Abbiamo già ampiamente parlato di come funzionano nello specifico questi apparecchi, ma, in fin dei conti, oltre a rilevare il fumo, a cosa servono? La loro funzione è semplice e intuitiva: in caso di incendio, di corto circuito o di qualsiasi pirolisi causata da un malfunzionamento nelle nostre abitazioni o in un qualsiasi ambiente chiuso, i rilevatori iniziano a suonare e, se dotati di tale funzionalità, allertano immediatamente le autorità competenti, come i vigili del fuoco.

Insomma, un’innovazione utilissima, che va a incrementare la sicurezza sia sui posti di lavoro che nelle nostre case, in modo da rendere ancora più sicura, appunto, la nostra permanenza in questi ambienti.

Il modello LL SC0006 della LogiLink, top di gamma

Uno dei modelli più apprezzati e acquistati è questo gioiellino prodotto dalla LogiLink, azienda tedesca ormai leader nel mercato degli apparecchi elettronici di qualsiasi genere e grandezza. In particolare questo modello possiede tantissime qualità, tra cui possiamo sottolineare: questo piccolo ma incredibile apparecchio possiede l’importantissima e prestigiosa approvazione VdS; è completamente senza fili ed è stato progettato in modo da essere di facile installazione, oltre ad essere dotato di tutti gli attrezzi per il montaggio già all’interno dello scatolo; può essere installato praticamente in qualsiasi stanza, visto che può essere montato sia su una superficie verticale, come un muro, che su una orizzontale, come il soffitto; è provvisto inoltre di un LED lampeggiante e di un allarme ad alto volume non appena rivela il minimo pericolo di incendio; possiede inoltre le batterie già incluse e un comodissimo pulsante per testarne il funzionamento in qualsiasi momento.