Spostare un punto luce richiede lavori di muratura e intervento sull’impianto fisso — quindi un elettricista abilitato e la dichiarazione di conformità (DM 37/2008).
Esistono però anche soluzioni alternative senza tracce nel soffitto, più rapide e reversibili. In questa guida vediamo entrambe le strade.
Indice dei contenuti
Come spostare un punto luce: procedura con traccia
Stacca sempre la corrente dal quadro generale prima di iniziare. Per interventi sull’impianto fisso è obbligatorio affidarsi a un elettricista abilitato.
1. Stacca la corrente dal quadro generale e verifica l’assenza di tensione con un tester.
2. Smonta il lampadario — con i lampadari pesanti fatti aiutare da qualcuno.
3. Scollega i morsetti e lascia i cavi fuoriuscire di alcuni centimetri dal soffitto.
4. Traccia il percorso del nuovo cavo sul soffitto o a parete fino al nuovo punto luce.
5. Crea la traccia con scalpello o fresa — attenzione ai travetti portanti nel soffitto.
6. Fai scorrere il cavo nella traccia. Se il vecchio è troppo corto aggiungine uno nuovo con giunzione in cassetta di derivazione — mai con nastro isolante su impianto fisso.
7. Collega il nuovo lampadario.
8. Chiudi la traccia con intonaco e ripristina la corrente.
I problemi più comuni
Se sei fortunato il nuovo punto luce sarà solamente un prolungamento dell’attacco del vecchio lampadario ma, in alcuni casi potrebbe succede di dover curvare rispetto alla direzione precedente (a volte anche di 90°). Questo può essere un problema spinoso perché potresti ad esempio incontrare dei travetti che servono per sostenere il soffitto.
Certe volte invece potresti non voler fare una traccia nel soffitto perché sarà comunque visibile e non si tratta certo di una soluzione molto elegante. Esistono allora delle soluzioni alternative?
Soluzioni alternative
La prima soluzione, piuttosto semplice da applicare, è quella di collegare la lampada attraverso un cavo in sospensione. A primo impatto potrebbe sembrare una soluzione orribile, in realtà apre la strada a molte soluzioni creative che possono diventare dei veri e propri punti di forza del tuo arredamento.
Un’altra soluzione molto semplice, e in grado di fare comunque una bella figura, consiste nel sostituire il lampadario con una lampada a terra ad arco o, le caso in cui non ti piacciano con una lampada a sospensione con bracci orientabili che, anche se collegati nel vecchio punto luce, ti permettono di scegliere l’effettiva posizione del lampadario.
Infine, se il tuo è un caso particolare e queste soluzioni non sono riescono a darti l’effetto che desideri, puoi sempre chiedere l’aiuto ad un interior designer che sarà sicuramente in grado di trovare la soluzione migliore per il tuo caso specifico.
Normativa sulla messa a terra
La messa a terra è obbligatoria per legge in Italia per tutti gli edifici. I riferimenti normativi principali sono:
- CEI 64-8 — norma tecnica per impianti elettrici negli edifici civili
- DPR 462/2001 — obbligo di verifica periodica dell’impianto di terra da parte di un organismo notificato (ogni 5 anni per abitazioni, ogni 2 anni per luoghi a maggior rischio)
- DM 37/2008 — obbligo di dichiarazione di conformità per qualsiasi intervento sull’impianto
La messa a terra deve essere unica per tutto il condominio e deve includere anche impianti idraulici, gas e strutture metalliche dell’edificio.
Domande frequenti
Come si verifica se la messa a terra funziona?
Con un misuratore di resistenza di terra (telluometro). Il valore deve essere inferiore a 200Ω per impianti civili — soglia che garantisce l’intervento del differenziale in caso di dispersione.
Con quale frequenza va verificata la messa a terra?
Ogni 5 anni per abitazioni private, ogni 2 anni per luoghi con maggior rischio (DPR 462/2001).
La verifica deve essere eseguita da un organismo notificato (es. INAIL o organismi accreditati).
Una casa senza messa a terra è a norma?
No. Tutti gli edifici devono avere un impianto di terra. In assenza, l’impianto non è a norma e l’interruttore differenziale da solo non garantisce protezione sufficiente.
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