Illuminazione di un campo di calcio: tutto quello che c’è da sapere

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Punto Luce /
26/01/2016

Un campo da calcio necessita di un ottimo impianto di illuminazione per soddisfare le esigenze di giocatori, arbitro, addetti ai lavori e spettatori. Sia i calciatori che il pubblico devono vedere in modo chiaro il campo di gioco e le aree circostanti (come l’ingresso nell’impianto sportivo), sia che si parli di Serie A che di categorie inferiori.

L’impianto di illuminazione di un campo di calcio, oltre a essere perfettamente funzionante, dev’essere anche sicuro e facile da gestire. Il corretto funzionamento passa da una buona manutenzione: gli operatori devono poter accedere facilmente alle strutture dell’impianto, ai comandi e alle torri portalampade per la sostituzione delle luci.

La fase di progettazione e installazione

La progettazione dell’impianto riguarda l’alimentazione sia dei dispositivi di illuminazione esterna che degli apparecchiature elettriche nei locali di servizio (gli spogliatoi, ad esempio).

I componenti elettrici devono essereconformi ai requisiti CE e IMQ. L’intero impianto deve garantire protezione contro i contatti diretti e indiretti, sovraccarichi e cortocircuiti.

I quadri elettrici devono riportare il nome e il marchio del costruttore, il tipo di quadro, la corrente nominale, la natura della corrente e della frequenza, la tensione nominale e il grado di protezione. Ovviamente, devono essere dotati di interruttori differenziali, la cui corrente nominale dev’essere maggiore del flusso effettivo della corrente elettrica. I quadri elettrici vanno posti in contenitori con grado di protezione IP54 (contro polvere e spruzzi d’acqua).

I cavi elettrici, a loro volta, devono essere isolati con gomma G7 e avere una guaina in Pvc.

Le torri portalampade, che illuminano il campo, possono avere dimensioni dai 16 ai 30 metri e avere una forma tronco-conica, oltre a essere dotate di una “scala” con dispositivo anticaduta e “terrazzini” di riposo ogni 10 metri (per consentire un’agevole sostituzione delle lampade).
Ogni torre dev’essere dotata di un “armadio” con apparecchiature di alimentazione e protezione, costituito da materiale resistente a urti e sollecitazioni elettriche. Cavi da collegare ai proiettori montati nelle torri devono essere tripolari.

Una volta progettato e installato l’impianto elettrico nella struttura sportiva, vanno eseguiti le verifiche e i collaudi previsti dalle norme di legge: un primo esame a vista, la verifica della resistenza all’isolamento, della caduta di tensione, del quadro elettrico, dell’impianto di terra e di protezione.

Illuminazione del campo: quali sono i criteri da seguire

Come già accennato, l’illuminazione di un campo da calcio dev’essere adeguata a rispondere alle esigenze di addetti ai lavori e spettatori.

I parametri da rispettare sono diversi: illuminazione verticale, orizzontale, direzionalità e uniformità della luce, limitazione dell’abbagliamento e resa dei colori.
L’illuminazioni orizzontale e verticale sono fondamentali sia per il campo che per le zone limitrofe: ci dev’essere un adeguato “contrasto” per permettere al pubblico di distinguere i giocatori e far sì che i giocatori, che necessitano di luce in tutte le direzioni, riescano a seguire bene la traiettoria del pallone.

La direzionalità, altro parametro imprescindibile, dev’essere misurata a 1,5 metri dal terreno di gioco. L’uniformità dell’illuminazione, invece, va calcolata in base al rapporto fra i valori massimi e i valori minimi della luminosità. La resa dei colori, infine, dipende dal valore di indice di resa cromatica RA: più questo valore si avvicina a 100, migliore è la resa.

Le lampade ideali per un campo da calcio sono a ioduri metallici e luce bianca, con RA superiore a 80. Le lampade devono essere certificate IEC e CE.
I proiettori possono essere a fascia circolare o rettangolare: se le torri portalampada sono disposte lungo i lati maggiori, meglio scegliere un proiettore a fascia rettangolare, se invece sono disposte lungo le diagonali del campo è preferibile optare per le fasce circolari. I proiettori devono avere una classe di isolamento I e IP65, le unità di alimentazioni delle luci classe di isolamento IP20.

Infine, non può mancare l’illuminazione d’emergenza, obbligatoria per la sicurezza di spettatori durante l’uscita dalle strutture sportive.

Quali sono le principali norme di riferimento?

Le norme di riferimento sono la UNI EN 12193, relativa all’illuminazione nelle installazioni sportive, la UNI EN 12665, la norma CEI 64-8 variante V2 (impianti elettrici di illuminazione pubblica) e, infine, la UNI EN ISO 9001.

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