Archivio mensile:Maggio 2015

Come installare un campanello

Per annunciare l’arrivo di ospiti nella propria casa, un suono piacevole, che si diffonda per tutta la casa, ma che non disturbi o irriti, è l’ideale: che sia il classico dlin dlon oppure una suoneria ispirata a un famoso tema musicale, un campanello ben funzionante è un dispositivo fondamentale per la propria abitazione. Le opzioni sul mercato sono tante: dai più comuni campanelli da “allacciare” all’impianto elettrico fino ai campanelli wireless, possiamo scegliere il modello che più ci piace, ricordando sempre che la funzionalità è l’aspetto più importante da considerare. Ecco una breve spiegazione su come installare un campanello.

Installare un campanello: pochi facili passaggi

campanello-b-ticinoInstallare un campanello è un’operazione semplice e rapida. Una volta scelto il modello di campanello preferito, basterà armarsi di cacciavite e nastro isolante e procedere all’installazione. Come sempre, se si ha poca confidenza con l’elettricità è bene affidarsi alle mani esperte di un professionista: e non dimentichiamo, prima di cominciare, di staccare la corrente elettrica!

Suoneria a corrente alternata, pulsante e trasformatore sono i componenti dell’impianto di un campanello. Il trasformatore riduce il voltaggio della corrente casalinga a quei 12-16 volt sufficienti per far funzionare il campanello: prima di comprarlo, dunque, bisogna assicurarsi che sia adatto a fornire la tensione giusta. Nei modelli più recenti, il trasformatore è integrato nell’unità e non è necessario comprarlo separatamente.

Il trasformatore va messo in una scatola elettrica apposita e murato: a questo punto, i cavi conduttori neutro e fase vanno collegati ai morsetti del trasformatore. I morsetti del secondario andranno collegati ai fili di suoneria e pulsante, rispettivamente il conduttore rosso e il conduttore nero, e poi si dovrà collegare fra loro i due fili bianchi. La scatola del trasformatore va poi inserita nel muro e chiusa con una mascherina dotata di fori di ventilazione. Quindi, una volta collegati i fili conduttori ai morsetti, si dovranno incassare la suoneria e il pulsante nella scatola elettrica a muro, bloccandola, e la mascherina. Il campanello è così pronto per essere testato.

Ricordiamo di fare tutte queste operazioni in sicurezza e, se non si ha molta confidenza con gli impianti elettrici, facendosi aiutare da un elettricista esperto. I cavi devono essere ben isolati e l’impianto elettrico dev’essere sicuro: anche per una cosa semplice come installare un campanello, ci vogliono prudenza e attenzione.

Un dispositivo a batteria, com’è ovvio, è molto più facile da installare perché non c’è necessità di trasformatori e collegamenti elettrici. È importante valutare bene le proprie esigenze e scegliere un campanello adatto a soddisfarle in maniera ottimale.

Il campanello senza fili: semplice e pratico

campanello-wi-fiIl campanello wireless è un’ottima soluzione per chi non ha voglia di mettere le mani sull’impianto elettrico casalingo. Dotato di batteria, i campanelli senza fili sono costituiti da un trasmettitore e un ricevitore: il ricevitore può essere a batterie oppure fornito di un cavo di alimentazione da collegare alla presa elettrica; il trasmettitore, che emette un segnale di frequenza radio, può essere messo accanto alla porta (o al cancello) d’ingresso fissandolo con un adesivo specifico o con delle viti.

I vantaggi di scegliere un campanello senza fili sono diversi: la facilità di installazione rispetto al “classico” campanello elettrico e la possibilità di mettere il ricevitore dove si vuole e di spostarlo a seconda delle esigenze del momento. Inoltre, è possibile installare più trasmettitori e più ricevitori.

Rispetto ai campanelli “tradizionali”, i costi sono in genere di poco superiori, ma la spesa maggiore è compensata dalla facilità e dalla comodità d’uso: per esempio, può essere utilissimo in caso di ristrutturazione, oppure se si vive in una casa in affitto e non si può o vuole fare alcun lavoro a livello “strutturale”, seppur minimo come l’installazione di un campanello. In alcuni modelli, quelli più economici, può capitare qualche interferenza nella trasmissione del segnale, causa di malfunzionamento: il consiglio è sempre quello di acquistare prodotti di qualità medio-alta. Per maggiori informazioni abbiamo scritto tutto in questo articolo.

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Condizionatori portatili: Kryo Polar, la proposta di Vortice

L’estate è alle porte e ben presto il caldo torrido renderà più faticoso lavorare e studiare: senza aria condizionata, ogni attività diventa più difficile e la produttività cala. Se in inverno vi abbiamo parlato di termoconvettori, in vista della bella stagione potrebbe essere utile dotarsi di un condizionatore portatile, che all’efficacia dei condizionatori fissi uniscono la comodità di poterlo spostare a piacimento.

Una soluzione sia per raffreddare le case al mare senza condizionatori fissi, sia per quegli ambienti che necessitano di un condizionamento ma in cui non è possibile installare un sistema a parete. Oggi parleremo di due modelli, entrambi prodotti dell’azienda lombarda Vortice: il Kryo Polar 10 e il Kryo Polar 12.

Kryo Polar 10

vortice-10Ecologico, efficiente, pratico: il Kryo Polar 10 è condizionatore in grado di garantire prestazioni di alto livello e consumi energetici contenuti. Le 4 funzioni (modalità automatica, raffreddamento, deumidificazione e ventilatazione) ne fanno un elettrodomestico versatile e completo. La caratteristica più interessante è la modalità di funzionamento acqua-aria, detta anche adiabatica, un’opzione che offre una refrigerazione più efficace e una resa energetica migliore.

Il Timer permette di programmare nell’arco di 12 l’accensione e lo spegnimento del condizionatore, la funzione Sleep ottimizza i consumi durante la notte. Completano il tutto un display LCD e il telecomando infrarossi, per gestire a distanza il condizionatore e avere sotto controllo il funzionamento.
Kryo Polar 10 non ha bisogno di essere installato: è sufficiente che un tubo di scarico che espella l’aria calda dalla stanza o dall’ambiente in cui lo metteremo.

Kryo Polar 12

Questo modello è del tutto analogo al precedente, ma ha una potenza di raffreddamento maggiore che lo rende più adatto a stanze e ambienti grandi. Come il modello più piccolo, anche il Kryo Polar 12 è un sistema tutto in uno che fa uso del gas refrigerante  R 410 A, una miscela che non danneggia l’ozono. Non manca la funzione acqua-aria (adiabatica), più efficiente rispetto alla funzione aria-aria, e le quattro modalità di uso: automatica, raffreddamento, deumidificazione e ventilatazione. Timer e Sleep permettono, anche in questo caso, di programmare l’uso del condizionatore per evitare sprechi energetici; il telecomando e il display rendono più facile la gestione del condizionatore.

Come il gemello più piccolo, nemmeno Kryo Polar 12 ha bisogno di alcun intervento di installazione. Infine, c’è da segnalare la presenza di un filtro ai carboni attivi e dei filtri lavabili garantiscono una buona qualità dell’aria e l’assenza di cattivi odori.

Rispetto al modello precedente, i costi salgono leggermente, vista la potenza maggiore: resta comunque ottimo il rapporto qualità/prezzo.

Vortice, l’azienda italiana del Compasso d’Oro

L’azienda produttrice dei modelli Kryo Polar è Vortice, nata nel 1955 a Milano. Il nome Vortice è ispirato al primo aspirapolvere creato dall’azienda, il Vortice appunto, che otterrà la segnalazione d’onore da parte della giuria del Premio Compasso d’Oro, il più prestigioso e antico al mondo nell’ambito del design industriale.

Nonostante la feroce concorrenza, Vortice è arrivata fino ai nostri giorni grazie alla costante attenzione alla qualità e all’estetica dei prodotti, tanto da farle ricevere, nel 1987, il premio Compasso d’oro alla carriera, “per la continuità dell’impegno posto nella qualificazione della propria produzione attraverso il design nel settore della elettroventilazione”.

Eikon di Vimar: eleganza e tecnologia avanzata

Vimar  è un brand storico di prodotti elettrici, che negli ultimi tempi ha dedicato una particolare attenzione alla domotica. Azienda nata a Marostica, in provincia di Vicenza, nel 1945, ha fatto della qualità il volano della sua crescita, puntando da sempre sul made in Italy: la produzione, infatti, non si è mai spostata dalla città natale, dove l’azienda progetta, crea e testa i suoi dispositivi elettrici ed elettronici.

eikon-2Sono tre le certificazioni di cui Vimar si può vantare: la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008, la UNI EN ISO 14001:2004, che indica la presenza di un corretto sistema di gestione ambientale e la OHSAS 18001:2007, la certificazione relativa alla sicurezza sul posto di lavoro.
Tra prodotti elettrici e software per privati e imprese, Vimar ha posto l’accento sull’innovazione  tecnologica, con un occhio di riguardo alla qualità dei materiali.

Nuovi stili abitativi: la domotica secondo Vimar

La domotica è uno dei settori su cui Vimar sta scommettendo di più: i “nuovi stili abitativi”, come li chiama l’azienda sul proprio sito web, sfruttano la tecnologia domotica per migliorare la qualità della vita domestica. Il sistema domotico By-me, compatibile con le reti Konnex, ha l’obiettivo di aumentare sicurezza, comfort e risparmio energetico delle abitazioni: dal rilevatore di gas e metano all’illuminazione, dall’impianto di condizionamento alla gestione dei carichi, grazie a By-me si potrà gestire con facilità ogni funzione della casa, per una casa sempre più sicura e comoda.
Le serie pensate per il controllo dei punti luce, Eikon, Arké, Idea e Plana, uniscono design e tecnologia avanzata.
In questa sede ci concentreremo sulle quattro linee di Eikon, concepite tutte attorno all’idea che anche i dispositivi elettrici ed elettronici debbano combinare funzionalità elevata e gusto estetico.

Serie Eikon, quattro visioni del lusso

eikon-3Le quattro linee di Eikon sposano quattro diverse concezioni di lusso: Eikon Tactil, linea caratterizzata dal pannello touch con sensore proximity e da un’eleganza sobria, Eikon Evo, dal design sottile in alluminio, Coran e legno, Eikon Chrome, la cui cornice cromata racchiude  e Eikon Total Look, tasti e placche in metallo dalle forme essenziali e dallo stile classico. In base al proprio gusto estetico, all’architettura della casa e alle proprie esigenze tecnologiche, si può scegliere una delle quattro diverse serie.

La linea Eikon Total Look offre due stili di design: le forme sempreverdi delle placche Classic e le forme arrotondate delle placche Round. I tasti e i comandi sono disponibili in grigio antracite, bianco con finitura satinata e argento Next, un colore dal “sapore” tecnologico. Tutta la linea è in metallo, una scelta allo stesso tempo estetica e funzionale: andiamo dunque alla scoperta di alcuni dei prodotti più interessanti di Eikon Total Look,.

Il cronotermostato Bianco Eikon permette di scegliere quando riscaldare o raffreddare una stanza, anche attraverso la programmazione giornaliera o settimanale, e dà la possibilità di controllare il tutto da remoto grazie a un combinatore telefonico. È il dispositivo ideale per un uso intelligente dei sistemi di condizionamento: il risparmio energetico è garantito.

La lampada di emergenza a LED  è la soluzione nei casi di emergenza: come tutti i dispositivi della linea, fa della sobrietà e dell’efficienza le sue caratteristiche vincenti.

Il rilevatore di gas/metano è un prezioso dispositivo di sicurezza: nel momento in cui rileva la diffusione in casa di questi due gas, avvisa del pericolo tramite un segnale acustico e ottico e chiude l’elettrovalvola immediatamente e in modo automatico.

Anche i pulsanti di controllo appaiono eleganti nella loro semplicità: il commutatore doppio con frecce , con la sua linea essenziale, si inserisce discretamente nel design della casa, la soluzione per chi vuole combinare tecnologia di alto livello con un design raffinato.

Questi sono solo alcuni esempi, ma eleganza, stile, tecnologia sono queste le parole chiave di tutti i prodotti della serie Eikon.

Come fare un impianto a LED

Ci sono tanti buoni motivi per scegliere una lampada a LED: il risparmio energetico, la vita media più lunga, la possibilità di scegliere luci colorate e la manutenzione, davvero esigua. Ecco perché l’idea di fare un impianto a LED casalingo può interessare a chi vuole tagliare i costi dell’energia elettrica e, allo stesso tempo, dare un tocco di personalità alla casa. 

Così come un ufficio, anche le stanze di una casa devono essere ben illuminate: attività come leggere, stare al computer, studiare, ma anche semplicemente guardare la TV, hanno bisogno di una buona quantità di luce. Il LED è un’ottima scelta anche in questo caso, a patto di comprare lampade con un lumen adeguato.

Fare un impianto a LED casalingo è piuttosto semplice, ma in caso di scarsa esperienza o insicurezza, è bene chiedere l’intervento di un elettricista esperto o del venditore, soprattutto se l’installazione dell’impianto richiede l’uso di strumenti come il saldatore.

In questo articolo spiegheremo come fare un impianto a LED essenziale, senza troppe complicazioni. In ogni caso, il nostro consiglio è di chiamare sempre un professionista del settore se si pecca di inesperienza o si ha qualche dubbio: avere a che fare con l’elettricità richiede prudenza, sempre.

Impianto con strisce a LED: efficienza e impatto estetico

Eimpianto-led-3cco una soluzione per chi cerca per la propria casa un’illuminazione originale e ad effetto: le strisce a LED sono rettangolari e flessibili, spesse 2 millimetri circa e larghe 20 mm, e hanno bisogno di un alimentatore di una potenza leggermente superiore a quello della striscia (con una tensione di uscita di 12 o 24 Volt). In commercio troviamo le strisce a luce bianca, calda o fredda, oppure a colori variabili (forniti di un controller con telecomando).

Se si scelgono le strisce a luce bianca, quindi non variabile, il materiale necessario sarà l’alimentatore e un connettore per collegare l’ingresso della striscia con l’uscita dell’alimentatore. È possibile tagliare una striscia in un punto ben preciso (di solito ogni 5 cm); le varie strisce si possono unire saldandole fra loro a stagno con fili di rame isolati oppure collegarle ad un connettore: in questo caso, richiedere l’aiuto di un elettricista è più che consigliato. Le strisce uniche con colore variabile, hanno bisogno di un controller con telecomando RGB compatibile con la striscia scelta. Il controller in questo caso adatterà l’uscita dell’alimentatore all’ingresso della striscia LED.
È possibile, nelle strisce dimmerabili, applicare un dimmer per regolare l’intensità luminosa.

Le strisce LED possono essere usate da sole ( in questo caso meglio scegliere quello con densità di LED più elevata), oppure come complemento dell’illuminazione “tradizionale”, un mix che unisce efficienza e impatto estetico.

Lampade a LED, faretti e pannelli: sostituire le vecchie lampade

impianto-led-2Alternative alle strisce, le lampade a LED possono sostituire abbastanza facilmente le “vecchie” lampade fluorescenti, alogene e le vecchie (e ormai da rottamare) lampade ad incandescenza
Le lampade a LED possono sostituire le lampade ad incandescenza purché abbiano lo stesso attacco (a vite larga, E27, oppure a vite stretta, E14). I faretti a 230V possono essere montati nei porta faretti al posto delle alogene: nessun intervento elettrico è necessario, e il risparmio è davvero notevole (circa il 70% del consumo energetico). Anche in questo caso, occorre fare attenzione agli attacchi (GU10 a 230 V e GU5.3 a 12V). I faretti ad incasso a 12V, al contrario, hanno bisogno di un proprio alimentatore.

Una possibilità di cui tener conto quando si decide di installare un impianto a LED è quella rappresentata dai pannelli, un supporto in plastica che al suo interno ha un numero variabile di led. I pannelli, della dimensione di una piastrella, si possono montare usando delle viti o un adesivo specifico e vanno collegati alla rete con un terminale a due poli. Le caratteristiche migliori dei pannelli sono la scarsa dispersione termica – caratteristica in comune con tutte le lampade a LED – e la potenza della luce. Da segnalare la presenza sul mercato dell’evoluzione dei pannelli LED, i pannelli OLED, che hanno un angolo di diffusione e un’intensità luminosa maggiore rispetto ai LED.

Quali lampade scegliere?

Attenzione: è vero che le lampade a LED possono sostituire le vecchie lampade negli apparecchi “tradizionali”, ma la resa maggiore si ha installandole negli apparecchi predisposti per il LED. Quando si comprano le lampade, poi, bisogna stare attenti ad alcuni parametri: la temperatura di colore (meglio che sia tra i 2800 e i 3000 k), la resa di luce (superiore ai 400 lumen), i Watt e l’Indice di Resa Cromatica (CRI), che indica quanto gli oggetti illuminati dal LED sembrino naturali. Al momento dell’acquisto della lampada, dunque, controlliamo bene sulla confezione il valore di questi parametri.

Come illuminare un ufficio

La creazione di un ambiente di lavoro confortevole è importante per avere il massimo del rendimento dalle persone. Uno dei fattori a cui spesso non si pensa, ma che in realtà è un aspetto da tenere in grande considerazione, è l’illuminazione. Così come per i negozi, anche gli uffici devono essere illuminati in modo adeguato, per garantire a chi lavora una buona visibilità.
In questo articolo del nostro blog proviamo a capire quali soluzioni adottare per avere un luogo di lavoro ben illuminato.

Come distribuire la luce

ufficio-2Quando si tratta di decidere come distribuire la luce in un ufficio, sono due le cose da evitare: l’abbagliamento e la scarsa luminosità.
L’abbagliamento si ha quando la luce è tanto forte da “accecare”, una situazione che provoca, come si può ben pensare, fastidio e disagio.
La scarsa luminosità è ugualmente da evitare: anche in questo caso, la vista finisce per affaticarsi, con conseguenze non da poco sulla produttività lavorativa.

Prima di scegliere dove mettere i punti luce nell’ufficio, è necessario valutare come sfruttare al meglio la luce naturale. Finestre ampie e lucernari aiutano a far entrare la luce negli ambienti di lavoro, ma non bisogna dimenticare adeguati “sistemi di oscuramento” (cioè persiane, serrande, tende e tapparelle) per evitare che troppa luce causi abbagliamento e riflessi. L’ideale è combinare in maniera virtuosa luce naturale e luce artificiale, sia per ragioni di distribuzione della luce, sia per ridurre il consumo energetico.
Accanto alle classiche lampade a sospensione e da parete, si può considerare l’idea di posizionare delle lampade a terra, le cosiddette piantane, per una migliore diffusione della luce in tutto l’ambiente. Lo stesso discorso vale per le lampade da tavolo, ottime per aumentare la visibilità in caso di necessità.
Per il risparmio energetico, poi, si può optare per l’installazione di sensori di presenza, a patto che sia garantita sempre una buona luminosità.

Scegliere come distribuire la luce vuol dire anche valutare la direzionalità della stessa: sbagliare questa scelta può causare la comparsa di zone d’ombra, che sono da evitare. Per una persona che usa la mano destra, ad esempio, è importante che la luce arrivi da sinistra: al contrario, un mancino preferirà che la luce gli arrivi da destra.

ufficio-3Un altro aspetto da considerare è la resa dei colori degli oggetti, che dev’essere il più naturale possibile: scegliere la giusta temperatura di colore delle luci aiuta anche a far apparire le persone in buona salute, un fattore da non trascurare (anche dal punto di vista psicologico). Le tonalità di colore da preferire sono quelle calde, o al massimo neutre, tra i 3000 e i 4000 K.

In generale, dunque, tutti gli ambienti di lavoro dovrebbero essere ben illuminati, in modo da evitare zone d’ombra o, al contrario, abbagliamenti e riflessi.

Quali luci scegliere

Strettamente legato alla distribuzione dei punti luce è la scelta del tipo di lampada da usare. Tra fluorescenti tubolari, fluorescenti compatte e LED le possibilità sono numerose. In linea di massima, bisogna saper combinare le esigenze di luminosità dell’ambiente con il risparmio energetico. Le fluorescente tubolari T5, dal diametro di 16 mm, sono una buona soluzione dal punto di vista dell’efficienza e della qualità della luce, così come le fluorescenti compatte.
Un’altra soluzione, anche se più costosa rispetto alle altre, è rappresentata dalle lampade LED che, oltre a riscaldare meno, sono in grado di offrire una maggiore illuminazione per punto luce.
Le alogene, infine, sono da preferire per le lampade da tavolo.

Cosa dicono le norme riguardo all’illuminazione dei posti di lavoro?

L’illuminazione nei posti di lavoro è regolata dalla norma UNI EN 12464 – 1:2011, “Luce e illuminazione – Illuminazione dei posti di lavoro – Parte 1: Posti di lavoro in interni”. Sono tre i parametri fondamentali considerati dalla norma: il comfort visivo, il rendimento visivo e la sicurezza. Ciò significa che ogni scelta riguardante l’illuminazione di un ufficio deve mettere al centro il benessere delle persone durante le ore di lavoro: ecco perché è così importante valutare attentamente come distribuire i punti luce, quale direzione dargli e come sfruttare la luce naturale.