Archivio mensile:Aprile 2016

elettricista-mette-presa

Come installare le prese di corrente: i nostri consigli

Può capitare di dover installare una nuova presa elettrica in una scatola a muro o magari di doverne sostituire una che si è danneggiata, ma non volete o non potete rivolgervi ad un professionista. Bene, se vi trovate in questa situazione la guida che state leggendo vi sarà sicuramente utile perché vogliamo condividere i passi necessari per installare la vostra presa di corrente (processo molto semplice e alla portata di tutti), ma lo vogliamo fare inserendo anche alcuni consigli che abbiamo imparato dalla nostra esperienza.

Dove installare la presa elettrica

Innanzitutto individuate la posizione in cui verrà installata la vostra presa elettrica, che può essere al posto di una vecchia presa che è stata rimossa ma anche all’interno di una scatola di derivazione che, magari, era stata prevista per queste situazioni nel momento in cui l’impianto elettrico è stato installato.

Procuratevi il materiale adatto

A questo punto procurate tutto ciò di cui avete bisogno quindi, oltre alla presa ovviamente, tenete a portata di mano un cacciavite, una placca per coprire la presa elettrica, un tappo per coprire eventuali spazi lasciati vuoti e delle forbici da elettricista o, ancora meglio, uno spella cavi (potete trovare quello che vi serve qui).

Prima di iniziare scollegate la corrente

Quando avete tutto il materiale scollegate la corrente dell’impianto dal quadro generale, questo è il consiglio più importante che possiamo darvi perché, per quanto siano utili tutti gli altri consigli generali, questo può addirittura salvarvi la vita. Quindi non mettetevi al lavoro se prima non avete scollegato la corrente e verificato la sua assenza con un tester (basterà posizionare i puntali nei 2 fori esterni).

I passi per installare una presa di corrente

Ora dovreste trovarvi con la scatola da incasso vuota davanti a voi e, la prima cosa da fare è inserire i frutti nel supporto della presa, quindi, se dovessero rimanere degli spazi vuoti inserite i tappi che vi siete procurati. A questo punto, con le vostre forbici (o spellafili) avete bisogno di spellare i fili dell’impianto che dovrebbero essere 3 (fase, neutro e terra).

Se i fili sono continui e non “un’entrata” e “un’uscita” (può capitare se state inserendo la presa di corrente in una scatola di deviazione) tagliateli a metà e spellate le estremità. Ora dovrete collegarli, facendo attenzione soprattutto al filo gialloverde che corrisponde alla terra, mentre il neutro e fase (di solito di colore marrone e blu) vanno inseriti nei morsetti esterni senza un ordine specifico.

Un volta effettuati tutti i collegamenti verificate la loro tenuta e fissate la presa alla scatola inserita nel muro, di solito basta avvitare 2 semplici viti. Quindi, non vi resta che inserire la placca e riattivare la corrente nell’impianto per provare la vostra nuova presa.

Consigli finali

Un altro consiglio importante che ci sentiamo di darti, oltre ovviamente a quello di staccare la corrente (il consiglio più importante di tutti) è di usare degli spezzoni di filo per collegare più frutti in parallelo. Può capitare infatti che una presa elettrica abbia anche altri frutti, in questo caso è sufficiente prendere un filo di qualche centimetro, spellarlo all’estremità e collegarlo nei morsetti in modo da creare un ponte che porta la corrente dal primo frutto (quello alimentato direttamente dalla rete) a tutti gli altri (collegati in parallelo).

A questo punto la vostra presa elettrica è collegata e pronta per l’uso, non vi resta che provarla con qualsiasi elettrodomestico o, eventualmente, vedere con un tester se c’è corrente, nel caso non funzionasse correttamente togliete nuovamente la corrente dall’impianto, smontate la presa e controllate di aver collegato correttamente tutti i fili.

citofono-rumore

Il citofono fa rumore: quali sono le cause e cosa fare

A volte capita che un citofono perfettamente funzionante fino ad oggi, inizi improvvisamente ad emettere fastidiosi rumori che possono addirittura impedirne l’utilizzo. In certi casi questo problema si verifica quando viene sostituita una delle unità del citofono, o magari quando vengono eseguiti dei lavori all’impianto elettrico condominiale, in altri casi anche un citofono appena installato può iniziare fin da subito ad emettere questi rumori.

Se vi trovate in una situazione simile, prima di chiamare un tecnico che a volte si limita semplicemente a dire che bisogna rifare da zero l’impianto perché vecchio, continuate a leggere questo articolo fino alla fine. Nelle prossime righe infatti abbiamo voluto racchiudere i problemi più comuni e le soluzioni che potete mettere in pratica per risolvere il problema.

Innanzitutto, prima di prendere in esame le varie cause possiamo fare subito una distinzione sul tipo di rumore perché può capitare che, avvicinando la cornetta all’orecchio, sentite un ronzio fastidioso oppure un effetto di ritorno.

Già questa distinzione può darvi delle indicazioni importanti e, per capire di cosa si tratta, possiamo dire che il rumore di ritorno (chiamato effetto Larsen) è molto simile a quel rumore che sentite quando provate ad avvicinare un microfono ad una cassa acustica. Il suono che circola in una specie di circuito chiuso produce quel fastidioso rumore.

Le cause più comuni

A volte il problema è talmente semplice che nemmeno ci si pensa, infatti, sono tanti i casi in cui la cornetta di uno dei condomini (o di un altro punto della vostra casa) non viene posizionata correttamente, quando capita una situazione simile dovreste sentire un fischio che disturba la comunicazione.

Un’altra causa molto comune riguarda l’alimentatore che, per qualsiasi motivo, non funziona più correttamente (magari per l’usura) e quindi non filtra più nella maniera corretta la corrente di rete. Gli alimentatori dei citofoni vengono alimentati dalla corrente alternata a 220 V e restituiscono una corrente continua a 12 V o 24 V, a seconda del modello di citofono. Se il vostro alimentatore non riesce più a filtrare la corrente, dovreste sentire il tipico ronzio della corrente alternata.

Oltre alle cornette male posizionate e agli alimentatori danneggiati, il rumore che sentite nel vostro citofono può essere causato dai cablaggio dei collegamenti. Si verifica solitamente nelle nuove installazioni, dove magari i fili vengono posizionati male e producono un corto circuito. Nei vecchi citofoni può capitare che i contatti si siano logorati ma si tratta di un’eventualità più remota.

Sempre parlando delle nuove installazioni, capita che la regolazione del posto esterno non sia impostata in maniera corretta, o che venga spostata da qualcuno. Infine, una casistica più rara e più difficile da risolvere riguarda i cavi dell’impianto elettrico del condominio perché, se i cavi che portano il segnale al citofono corrono molto vicini ai cavi di rete, questi ultimi possono disturbare la voce che sentite.

Che cosa fare per eliminare il rumore?

Il nostro consiglio è di procedere sempre seguendo una procedura ben precisa, come quella che stiamo per condividere. In questo modo, soprattutto se non siete certi della causa, potete procedere per tentativi: dal problema più semplice al più complicato.

Innanzitutto è bene capire se è solo un problema tuo o se riguarda tutti i condomini, perché nel primo caso potrebbe trattarsi è sicuramente da escludere il problema di una cornetta posizionata male. Se invece il problema riguarda solo te, la prima cosa da fare è il controllo dei morsetti che non devono essere logori e devono essere collegati correttamente (di solito nella scatola del citofono ci sono gli schemi di collegamento).

Se il problema non si risolve nemmeno in questo modo e, avete notato che il rumore è comparso dopo un qualsiasi lavoro fatto dal condominio, allora potrebbe riguardare la regolazione del posto esterno che potete modificare fino a trovare il punto migliore di ascolto.

Infine, se non riuscite a trovare una soluzione o il problema è molto serio e volete ricorrere ad un rimedio temporaneo, potete aprire la cornetta e posizionare davanti all’altoparlante dell’ovatta o della gommapiuma, se il rumore non era troppo forte dovreste aver risolto il vostro problema.

logo-vortice

Agitatore Nordik della Vortice, versatilità per tutti gli ambienti

Oggi vogliamo parlarvi di un tipo di ventilatori da soffitto di ultima generazione sviluppati da un’azienda estremamente competente, stiamo parlando degli agitatori Nordik progettati, sviluppati e prodotti dalla Vortice. Si tratta di un tipo di ventilatore prodotto in diversi modelli che si distinguono soprattutto per dimensioni e design.

Le caratteristiche

ventilatore-nordikI ventilatori Nordik della Vortice hanno tutti un alto rendimento alle basse velocità grazie, soprattutto, al motore a rotore esterno. Questa caratteristica contribuisce al silenzio (portato all’estremo dalla linea Evolution che vedremo più avanti) che si percepisce nella stanza mentre è in movimento.

Fra le caratteristiche più innovative c’è anche la funzione di reversibilità, che rende questi ventilatori in grado di invertire il flusso d’aria per fare in modo che segua il percorso pavimento-soffitto. La funzione di reversibilità permette agli agitatori Nordik della Vortice, di generare un flusso d’aria non più diretto ma avvolgente, più omogeneo e meno fastidioso per le persone che si trovano nella stanza. Ad ogni modo l’azienda italiana ha diviso i ventilatori principalmente in 3 linee di prodotti che andremo a vedere più da vicino nelle prossime righe e, che puoi visitare anche in questa pagina del nostro shop.

La linea Evolution

Considerata come la linea standard fra gli agitatori Nordik della Vortice, i ventilatori Evolution sono adatti ad ogni locale perché il loro design è estremamente versatile. Oltre ad un attento lavoro nell’estetica, sono state utilizzate anche le tecnologie più avanzate, a partire dal profilo delle pale disponibili nei colori bianco, argento, nero e radica.

Infatti, dopo un attento studio da parte dei tecnici di Vortice, è stato sviluppato un profilo che permette al ventilatore di rinfrescare l’ambiente con il massimo silenzio. L’obiettivo fin dall’inizio era quello di creare un ventilatore che non disturbasse le persone nella stanza. Questa è una caratteristica particolarmente interessante, soprattutto, per tutti quei periodi estivi in cui il caldo intenso persiste anche di notte e un agitatore d’aria può essere molto utile per rinfrescare l’ambiente.

Linea Decor

La particolarità degli agitatori Nordik appartenenti alla linea Decor sono gli inserti in acciaio ottonato che rende questi modelli ideali per ambienti sofisticati. Ovviamente il particolare design è accompagnato dai materiali di qualità e le tecniche all’avanguardia che contraddistinguono tutti i ventilatori da soffitto prodotti dalla Vortice.

Linea International Plus

Si tratta di un genere di ventilatori studiati e prodotti specificamente per ambienti esterni e per tutti quegli ambienti dove l’umidità è particolarmente elevata. La loro caratteristica principale è la resistenza all’ossidazione grazie al trattamento che viene fatto in fase di produzione. Ad esempio i ventilatori Nordik della linea International Plus sono particolarmente adatti per verande, gadzebi, balconi ma anche serre e officine dove la corrosione dovuta all’umidità può essere particolarmente elevata.

Le dotazioni

Tutti i ventilatori di soffitto della Vortice, indipendentemente dalla linea di appartenenza, sono dotati di un telecomando per il controllo delle 5 velocità e, nei casi in cui sono presenti più ventilatori, è possibile installare il dispositivo VOLT DELTA T. Si tratta della novità introdotta nel 2015 che è in grado di regolare automaticamente, grazie a 2 sensori di temperatura, fino a 16 ventilatori contemporaneamente.

campeggio

Come fare una prolunga per campeggi

Tutti sappiamo che prima di andare in campeggio è importante dotarsi della giusta attrezzatura e, alcuni strumenti hanno bisogno della corrente elettrica per funzionare. Ad esempio alcuni fornelli o certe lampade per la notte se non sono dotati di gas o batterie devono essere collegati ad una rete elettrica, per questo motivo tutte le aree di sosta hanno a disposizione dell colonnine per la sua distribuzione.

A volte però non è possibile sostare a fianco di una colonnina, perché lo spazio potrebbe essere già occupato e potrebbero non esserci a disposizione delle prolunghe. Ecco perché nel camper (o in tenda) è sempre bene dotarsi di una prolunga da campeggio propria che può essere costruita anche sul momento, basta seguire le indicazioni che stiamo condividendo in questa pagina.

Quali materiali procurarsi?

Vediamo prima di tutto i materiali necessari che servono per costruire una prolunga da campeggio. In realtà si tratta solo di 3 componenti, oltre ovviamente ai classici strumenti di un elettricista (soprattutto forbici e cacciavite).

Hai bisogno di un cavo, una presa e una spina che andranno collegate alle estremità del cavo. Iniziamo proprio da quest’ultimo e vediamo quali caratteristiche deve avere: il nostro consiglio è innanzitutto di scegliere un cavo H07RN-F per la sua flessibilità e resistenza alle sollecitazioni meccaniche (ad esempio una persona o un’auto che passa sopra al cavo).

Le altre caratteristiche fondamentali del cavo sono dettate dalla normativa CEI che stabiliscono la larghezza minima del conduttore (2,5 millimetri quadrati), e la lunghezza massima del cavo che non deve superare i 25 metri (visto che il camper o la tenda devono trovarsi a massimo 20 metri dalla colonnina). A questo punto vi servono solamente una presa e una spina, l’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è di scegliere prese e spine industriali e, di evitare quelle usate comunemente in casa per evitare falsi contatti o di ridurre la portata del cavo.

I passi per creare una prolunga da campeggio

Ora che avete tutto il necessario vediamo passo-passo come creare la vostra prolunga. Innanzitutto avete bisogno di spellare il cavo togliendo la guaina esterna con delle forbici (fai attenzione a non danneggiare i conduttori) ad una delle estremità del cavo.

A questo punto aprite la spina e fate passare il cavo all’interno del pressa-cavo, quindi spellate i 3 fili interni di in modo da esporre il conduttore di circa 1 centimetro. Adesso dovreste inserire i 3 fili nei contatti della spina facendo attenzione a distinguere i colori tipici di terra, fase e neutro. Una volta fatto anche questo passaggio controllate la tenuta dei contatti e stringete il pressa-cavo con la spina.

Si tratta di alcuni piccoli passaggi molto semplici e che richiedono pochi minuti, e che vanno poi ripetuti anche all’altra estremità del cavo per collegare la presa. Togliete quindi la guaina esterna del cavo, aprite la presa, inserite il cavo nel pressa-cavo, collegate i 3 fili nella presa e chiudete la presa con il pressa-cavo.

Consigli finali

Dovreste avere la vostra prolunga pronta per essere collegata alla rete elettrica ma, prima di procedere vogliamo darvi un ultimo consiglio per una prolunga perfetta. Oltre alla scelta dei materiali che devono avere le specifiche della normativa CEI, evitate di usare avvolgicavi (se proprio non potete farne a meno srotolate tutto il cavo quando usate la prolunga). Questo per evitare di limitare la portata della prolunga, dopodiché non vi resta che collegare la prolunga alla colonnina più vicina alla vostra tenda o camper.

Se questa guida non vi basta, potete dare uno sguardo al video, con un tutorial semplice.

elettricità

Quali sono le differenze tra un sistema trifase e uno monofase

Si sente parlare spesso di corrente elettrica monofase e corrente elettrica trifase soprattutto quando si mette mano ad un impianto elettrico, ma per i non addetti ai lavori questi termini tecnici possono essere un po’ complicati. Ecco perché in questo articolo abbiamo deciso di fare chiarezza sull’argomento e, in particolare, sulle differenze fra queste 2 tipologie di impianti.

Innanzitutto bisogna precisare che monofase e trifase riguardano i circuiti elettrici dove scorre la corrente alternata, infatti, entrambi i sistemi hanno un’andatura oscillatoria e l’unica cosa che cambia è, come suggerisce il nome, il numero delle fasi. Cerchiamo però di procedere per gradi e analizziamoli per gradi.

Che cos’è un sistema monofase?

Partiamo dagli impianti elettrici più semplici: i circuiti monofase che sono costituiti da una sola fase, di solito a 220 V, e presentano 2 conduttori: uno per il neutro e uno per la fase. Si tratta del sistema più diffuso nelle nostre abitazioni e che viene utilizzato principalmente per alimentare le utenze finali come elettrodomestici, e componenti a bassa potenza.

Di solito infatti il passaggio da corrente trifase (che vedremo fra poco) a corrente monofase avviene nelle cabine elettriche, dove l’elettricità esce con una sola fase e alimenta il quadro elettrico dell’abitazione. Questo tipo di corrente viene infatti utilizzata principalmente per l’illuminazione e il riscaldamento, soprattutto, quando ci troviamo di fronte ad utenze di bassa potenza dove ,quindi, il risparmio derivante dalla corrente trifase è praticamente nullo.

Considerando poi il fatto che la correte monofase ha generalmente una tensione minore (220 V), si cerca di preferirla negli impianti elettrici residenziali per limitare la pericolosità delle scosse elettriche. Di contro, i sistemi monofase non generano un campo magnetico fondamentale per far funzionare i motori industriali.

Che cos’è un sistema trifase?

Come suggerisce il nome si tratta di tutti quei sistemi composti da 3 circuiti elettrici dove nel suo insieme scorre una corrente alternata composta da 3 fasi di pari tensione e frequenza ma, sfasate di 120°. Generalmente il voltaggio di questi impianti è di 380 V, anche se non mancano casi di vecchi impianti (anche domestici) alimentati con una corrente trifase a 220 V.

Viene utilizzata principalmente negli impianti industriali perché a parità di potenza (soprattutto quando parliamo di grandi potenze) i costi per i materiali dei generatori e dei cavi è all’incirca dimezzato. Il grande risparmio economico ci fa capire perché questi sistemi vengono utilizzati per trasportare l’energia elettrica quando deve affrontare grandi distanze.

Il taglio dei costi però non è l’unico motivo infatti i sistemi trifase, oltre ad essere più semplici da realizzare, sono anche più affidabili , funzionali e potenti riducendo  notevolmente anche la sezione dei cavi. Per avere dei riferimenti, possiamo dire che i sistemi trifase vengono utilizzati in presenza di potenze superiori ai 6KW che è decisamente maggiore rispetto ai canonici 3KW presenti negli impianti elettrici delle nostre abitazioni.

Inoltre, questo tipo di sistemi viene usato principalmente negli impianti industriali perché permette di alimentare il motore asincrono trifase, componente molto diffuso nelle industrie italiane e non solo. Quali sono quindi gli svantaggi della corrente trifase?

Possiamo dire che è l’esatto opposto della corrente monofase, visto che questi impianti sono sconvenienti per usi domestici . Se quindi vi stavate chiedendo quale dei 2 sistemi è migliore, la risposta è nessuno dei 2 perché in realtà ognuno ha le sue peculiarità che li rende più adatti per certe applicazioni piuttosto che per altre.