Archivio mensile:Gennaio 2017

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Kit centralino livello 1 – 50 mq Bticino

Il Kit centralino è essenziale per realizzare impianti elettrici ad uso domestico che siano conformi alla normativa CEI 64-8.

Cosa prevede la norma CEI 64-8

Riguardo gli ambienti residenziali, la norma CEI 64-8. indica le caratteristiche specifiche in tema di prestazioni, risparmio energetico e confort abitativo devono avere gli impianti elettrici. La norma si applica agli impianti nuovi o al rifacimento degli impianti preesistenti in sede di ristrutturazione, mentre esclude gli impianti che si trovano negli edifici di pregio culturale, sottoposti al Codice dei beni culturali e del paesaggio. 

La nuova norma introduce finalmente una concezione dell’impianto elettrico adeguato alle nuove tecnologie: negli ultimi anni, infatti, al progresso tecnologico non si era accompagnata una modernizzazione degli impianti di supporto, per cui nuove tecnologie viaggiavano su impianti elettrici obsoleti.

In particolare, la norma introduce tre livelli di prestazione e fruibilità, cui si deve far riferimento per realizzare l’impianto elettrico domestico. Ogni livello deve possedere delle dotazioni minime, che garantiscono la possibilità per le abitazioni di contenere anche i dispositivi tecnologici più evoluti. Le dotazioni minime impongono di ripensare il tradizionale impianto elettrico, incrementando i punti di prelievo dell’energia, come gli interruttori magnetotermici e differenziali e introducono sistemi automatici che possono interagire con le tecnologie digitali. Il livello 1 è il livello base, destinato a chi sceglie l’essenziale. Il livello 2 è il livello Standard, che offre un livello di fruibilità e confort maggiore, il livello 3 è il livello domotico, per l’utente che desidera una casa che rispetti i massimi standard di efficienza e di confort.

Kit centralino livello 1 Bticino, caratteristiche

Il Kit centralino livello 1- 50 mq è adatto ad abitazioni o unità immobiliari che siano ampi massimo 50 metro quadrati. Questo kit comprende un interruttore magnetotermico e due interruttori magnetotermici differenziali. L’eventuale contenitore e scatola da incasso sono disponibili ma si acquistano separatamente.

L’interruttore generale serve a mettere in tensione tutto l’impianto e deve essere facilmente accessibile all’utente che, in caso di necessità, può togliere tensione all’impianto. L’interruttore magnetotermico è un tipo di interruttore generale che protegge i dispositivi ad esso collegati.

Gli interruttori differenziali vanno posti sui singoli circuiti e servono a garantire la continuità del servizio: in caso di un guasto, l’interruttore differenziale interromperà il circuito verso terra, proteggendo le persone da contatti indiretti e diretti.  Secondo la norma CEI 64-8, i circuiti dell’abitazione devono essere suddivisi su almeno due interruttori differenziali.

Elementi utili ad arricchire l’impianto elettrico 

Il kit centralino livello 1 non è l’unico kit centralino disponibile, prodotto da Bticino. In base alla grandezza dell’appartamento, si potranno infatti scegliere livelli diversi del kit centralino.

Esistono alcuni dispositivi, da abbinare ai kit centralino, che possono essere acquistati per arricchire l’impianto. Questi sono:

  • il trasformatore per campanelli e il kit di riarmo automatico Stop & go, che serve a verificare il livello di isolamento dell’impianto (questi due dispositivi sono adatti a tutti i livelli di kit centralino);
  • il modulo di gestione dei carichi prioritari, che consente di visualizzare in modo istantaneo la potenza, segnalando visivamente il sovraccarico e distaccando i carichi non prioritari quando la soglia di consumo impostata è stata superata (questo dispositivo è adatto ai kit centralino di livello 2);
  • il limitatore di sovratensione autoprotetto, che scarica la sovratensione ed è dotato di fusibile di protezione integrato (questo dispositivo è adatto ai kit centralino di livello 3).
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Come valorizzare il giardino con la giusta illuminazione

Prendersi cura del proprio giardino significa anche valorizzarlo con l’illuminazione giusta, che riesca a donare il giusto risalto agli spazi, ai vialetti e ai vari punti di passaggio. Ecco alcune idee per farlo nel modo migliore.

Come illuminare il giardino per valorizzarlo

Per capire come illuminare il giardino, si devono considerare sia la conformazione degli spazi, sia la presenza di ingombri come piante o panchine, sia lo stile che si vuole dare e il modo in cui si utilizza il giardino, così da progettare un’illuminazione personalizzata sulle proprie esigenze.

È importante scegliere l’intensità luminosa che si vuole dare. In passato, si tendeva ad illuminare pochi punti con luci molto intense, con il risultato che il resto del giardino era buio e sembrava non esistere. Era una pratica sbagliata, in uso anche perché permetteva di ridurre i costi dell’energia, poiché non esistevano ancora lampade al LED o altri sistemi di illuminazione a risparmio energetico, che consentono di contenere i consumi.

Nella disposizione delle luci nel giardino, bisogna tenere presente due aspetti, quello funzionale e quello scenografico.

L’aspetto funzionale è utile ad illuminare le parti essenziali del giardino, come il vialetto di ingresso e la porta di casa, poiché è importante che noi e i nostri ospiti vediamo bene dove mettiamo i piedi.

L’aspetto scenografico si concentra su un tipo di illuminazione che evidenzi alcuni aspetti peculiari del giardino, come una pianta rara o una parete decorata, oppure una fontana.

Una soluzione per illuminare aree molto estese è rappresentata dai lampioni, che saranno più bassi, con la luce maggiormente ravvicinata al suolo, se si vuole creare un ambiente più raccolto. I lampioni bassi evitano anche la dispersione della luce, marcando meglio i confini tra le luci e le ombre.

Un’altra possibilità è offerta dalle luci a picchetto, che possono valorizzare alberi e siepi o illuminare i sentieri da percorrere; in questo ultimo caso, meglio che la luce  sia diretta a terra, per evitare di abbagliare e per illuminare meglio il percorso.

Un ulteriore effetto scenografico è fornito dall’uso di una lamiera forata, con le luci all’interno, che si può usare per delimitare gli spazi.

La luce delle lampade dovrebbe essere bianca o gialla e in generale semplice e mai colorata, per evitare un effetto kitsch e sicuramente poco raffinato.

È importante che i materiali scelti per illuminare il giardino siano tutti specificamente da esterno, per resistere ala corrosione, agli agenti atmosferici e all’umidità.

Come rendere più sicuro il giardino con l’illuminazione giusta

La giusta illuminazione in giardino, può essere anche utile a rendere questo spazio più sicuro, creando ambientazioni e atmosfere diverse, ma senza lasciare nessun angolo completamente al buio.

Per ragioni di sicurezza, come abbiamo visto, è opportuno rivolgere il fascio di luce nelle zone di passaggio verso il basso, per non offuscare la vista, ma anche disporre delle luci segna-passo sui gradini, per renderli visibili anche nelle ore più buie; in fase di progettazione, i faretti possono anche essere incassati nei gradini e, se l’illuminazione è comunque scarsa, l’effetto può essere rafforzato da una striscia di luci al LED sul bordo inferiore del gradino. Se la scalinata è realizzata in materiali particolari come il vetro, che riflettono la luce, l’effetto scenografico sarà ancora maggiore.

Per ragioni di sicurezza, sarebbe poi meglio che le luci sulla porta e sul viale di passaggio restassero sempre accese, al massimo con un’intensità che si riduce quando non passa nessuno e aumenta quando è rilevata qualche presenza. Anche lungo il vialetto, si possono incassare dei faretti nel pavimento, facendo attenzione a sottolineare, con la luce, la presenza di angoli meno visibili o asimmetrici.

Se la casa ha una facciata posteriore, è opportuno che questa sia sempre illuminata con un fascio di luce fisso, che, secondo l’effetto desiderato, si può orientare verso l’alto, verso il basso o in senso orizzontale.

colonna montante

Cos’è la colonna montante di un impianto elettrico

La colonna montante è la parte della conduttura che collega il quadro elettrico degli edifici residenziali al contatore dell’ente che eroga l’energia elettrica, nonché punto in cui l’energia è consegnata. Di solito, questo punto è centralizzato per tutti gli impianti che fanno parte

di un condominio e si trova in un locale accessibile a tutti, come lo scantinato o il sottoscala.

Caratteristiche della colonna montante

La colonna montante è una conduttura di solito verticale,  ma che può essere anche orizzontale.

Il cavo di collegamento tra contatore e cavo elettrico ha una sezione minima di 6 mmq, anche se è frequente che si decida di sovradimensionare la sezione, così che, in caso di potenziamenti successivi, l’impianto non debba essere modificato. In linea di massima, la sezione del montante viene calcolata così che la sua portata sia adeguata alla potenza che l’impianto utilizzatore assorbe e che la caduta di tensione, in ogni parte dell’impianto non sia maggiore dei limiti consentiti dalla legge.

Se alla base del montante è presente un interruttore differenziale, elemento obbligatorio nel caso in cui siano presenti masse tra il quadro elettrico dell’abitazione e il contatore generale, questo deve garantire una selettività totale. Ciò significa che tutte le protezioni differenziali devono essere tarate in modo che, in caso di dispersione, possa intervenire solo la protezione che si trova a monte del punto di erogazione, senza che per questo l’intero impianto smetta di funzionare.

Come proteggere il montante

È necessario che il montante sia protetto da un dispositivo, di solito istallato a valle del contatore, che assicuri l’impianto contro eventuali cortocircuiti e sovraccarichi, a meno che una simile protezione non sia già garantita dai dispositivi che sono istallati nel punto in cui il montante entra nell’unità immobiliare, cioè nel quadretto d’appartamento.

Il dispositivo di protezione può essere posto nel quadretto d’appartamento invece che a valle del montante, quando:

  • ci sia un interruttore automatico del distributore, accessibile per l’utente;
  • le protezioni presenti nel punto in cui il montante entra nell’unità immobiliare riescano a proteggere il montante dai sovraccarichi;
  • il montante sia fatto in modo tale da ridurre al minimo i rischi di corto circuito e proteggere da umidità o sollecitazioni termiche e meccaniche.

Riguardo la protezione dai contatti indiretti cui è sottoposto il montante, questa non è necessaria se lungo il percorso il montante non entra in contatto con parti metalliche e cioè se i tubi protettivi e le cassette che fanno parte del montante sono realizzate in materiale isolante.

Se la conduttura è collegata direttamente al contatore dell’utente invece che al contatore che alimenta l’intero condominio, è necessario che ci sia un interruttore magnetotermico differenziale che protegga tale conduttura.

L’istallazione dei montanti è un processo delicato che deve essere eseguito esclusivamente da elettricisti professionisti.

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Aspiratore centrifugo Flux 

La circolazione dell’aria negli ambienti chiusi, domestici, lavorativi o pubblici è fondamentale ad evitare l’inquinamento che dipende dalla presenza dell’uomo e dalle attività che questo svolge. Per questo è necessario che siano istallati prodotti di areazione e ventilazione, che migliorino la qualità dell’aria degli spazi in cui viviamo e  che soddisfino i requisiti previsti dalla legge.

Differenza tra aspiratori in linea, aspiratori elicoidali e aspiratori centrifughi

Gli aspiratori o estrattori di aria hanno diametri e funzionalità diverse, in base agli ambienti in cui devono essere istallati. Sono indispensabili per il ricambio dell’aria negli ambienti chiusi, per espellere calore e umidità in eccesso e per prevenire la formazione delle muffe.

In base alle specifiche esigenze di ognuno, è possibile scegliere tra differenti tipologie di aspiratori: gli aspiratori assiali o aspiratori in linea, gli aspiratori elicoidali e gli aspiratori centrifughi. 

Gli aspiratori in linea sono aspiratori che possono essere istallati direttamente nella condotta. Al pari degli aspiratori elicoidali, l’aspirazione e lo scarico avvengono paralleli all’asse motore, così che si crei un semplice trasferimento dell’aria. Questi estrattori possono essere usati sia per immettere che per estrarre l’aria, ma non sono consigliati a trasportare l’aria in condotte medio lunghe.

Gli aspiratori elicoidali muovono grossi volumi di aria a bassa pressione. Sia l’aspirazione che lo scarico si verificano in parallelo all’asse motore, così che si crei un semplice trasferimento di aria. Sono aspiratori consigliati nei casi in cui non ci sia la necessità di percorrere lunghi tratti tramite le condotte e se si ha necessità di muovere quantità di aria elevate.

Gli aspiratori centrifughi, infine, possono muovere bassi volumi di aria ad alta pressione. L’aria viene estratta in senso parallelo all’asse motore, mentre lo scarico è perpendicolare a questo. La caratteristica di questi aspiratori è la presenza di una camera a chiocciola all’interno, che attira l’aria centrifugata dalla ventola. Dato che la pressione fornita da questi aspiratori è forte, essi possono essere la soluzione migliore quando l’aria deve attraversare lunghi condotti di estrazione prima di raggiungere l’esterno, anche se non hanno uuna potenza particolarmente elevata.

Aspiratore centrifugo Flux: caratteristiche e vanttaggi

Nell’ambito della ventilazione in ambiente residenziale, Elicent è un’azienda d’eccellenza nella produzione di sistemi di areazione e ventilazione. Il brand realizza sistemi di aspirazione a norma per la casa, l’ufficio e gli ambienti pubblici che rispondono ad ogni specifica esigenza.

Tra gli aspiratori Elicent, un posto di primo piano è occupato dalla serie Flux.

Gli aspiratori Flux sono stati concepiti per avere due potenze:

  • Flux 100 è l’aspiratore centrifugo adatto ad ambienti piccoli come il bagno, il ripostiglio o la cabina armadio;
  • Flux 250 è invece un aspiratore centrifugo consigliato per ambienti più grandi, come la cucina o il soggiorno.

Poiché si tratta di aspiratori centrifughi  i prodotti della serie FLUX riescono a vincere la resistenza di lunghi condotti.

L’aspiratore agisce espellendo l’aria aspirata nel condotto verso l’esterno; le sue dimensioni sono estremamente compatte e l’aspiratore può essere istallato alla parete oppure al soffitto. Ha un boccaglio di uscita posteriore posto centralmente ed è adatto ad essere istallato anche in ambienti umidi, come il bagno, poiché dotato di una protezione contro gli spruzzi dell’acqua e di un motore ad induzione protetto termicamente. La presenza dell’autolubrificante Bronzione Long life assicura lunga durata e silenziosità all’apparecchio, mentre la chiusura posteriore fa sì che l’aria espulsa non rientri all’interno.

Gli apparecchi sono dotati di un interruttore separato per l’accensione e lo spegnimento, di un timer che ritarda lo spegnimento fino ad un massimo di 25 minuti, di un sensore per l’umidità e di un filtro di protezione estraibile e lavabile.

impianto elettrico

Come si fa il computo metrico di un impianto elettrico

Chiunque si sia trovato ad affrontare i lavori di ristrutturazione in casa potrebbe avere avuto l’esigenza di fare un impianto elettrico a norma o di doverlo ristrutturare.

La normativa sull’impianto elettrico: un po’ di storia

Fino agli anni ’50 i livelli di sicurezza  relativi agli impianti elettrici erano molto bassi poiché non esistevano leggi che ne regolamentavano l’istallazione. Solo nel 1968 il CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, ha ricevuto l’incarico di elaborare e divulgare le norme tecniche relative agli impianti elettrici. Una prima legge sugli impianti elettrici è stata elaborata nel 1968 mentre è del 2012 la nuova versione della normativa CEI 64-8, con il suo più recente aggiornamento V3, che fornisce indicazioni sulle prestazioni, la sicurezza e la progettazione dell’impianto elettrico in ambiente domestico.

Computo metrico per la progettazione dell’impianto elettrico

Nel caso in cui si debba istallare o rifare un impianto elettrico nella propria casa, la prima cosa da fare è la progettazione. Il progetto deve essere realizzato da personale specializzato, che valuterà la disposizione dell’impianto elettrico a partire dalla planimetria della casa. Nella progettazione, è importante che i tecnici tengano anche conto della disposizione dei grandi elettrodomestici in casa, dell’arredamento e della disposizione che le prese elettriche dovranno avere nell’appartamento, per essere maggiormente funzionali.

Nella fase di progettazione il computo metrico dell’impianto elettrico è essenziale. Si tratta di un documento, normalmente redatto in formato Exel, con il quale l’istallatore fa una stima dei costi dei lavori per l’impianto, relativi a materiali e manodopera. Il computo metrico può essere realizzato prima dei lavori, ed in questo caso è detto estimativo o dopo i lavori, ed allora è detto consuntivo. Il computo metrico è insieme allo schema elettrico dell’impianto e al progetto finale, uno dei tre documenti essenziali alla progettazione dell’impianto elettrico.

Le stime di prezzo del computo metrico possono essere fatte sia “a corpo” quando le componenti non fanno parte di unità dell’impianto specifiche e definite, sia “a misura”, relative alle specifiche quantità per ogni tipologia di impianto.

Di solito l’importo indicato comprende tutte le finiture e le lavorazioni necessarie a consegnare gli impianti funzionanti in ogni loro parte.

Bisogna tenere presente che l’impianto elettrico è l’impianto che ha il maggior numero di voci nel proprio computo metrico, poiché comprende numerose variabili, tra cui gli interruttori e le prese, l’impianto salvavita, la linea elettrica e la messa a terra.

Il Committente dei lavori, sotto la propria responsabilità e in accordo con il progettista dell’impianto, può modificare le quantità e le forniture in corso d’opera o richiedere di non eseguire alcune forniture, con una modifica degli importi finali del lavoro.

Per essere corretto, il computo metrico deve avere degli elementi fissi e invariabili. Spesso alcuni di questi elementi mancano nel computo metrico che le ditte fanno ai loro clienti anzi, talvolta le ditte si limitano ad elaborare un preventivo scarno, che non ha neanche un computo metrico vero e proprio ma che ha solo un elenco sintetico delle lavorazioni che si stima di dover fare.

Per valutare la correttezza di un computo metrico, bisogna verificare che questo presenti:

  • una suddivisione delle categorie del lavoro
  • una descrizione dettagliata d ogni singola voce del lavoro
  • una misurazione attenta di ogni specifica quantità
  • un prezzo €/ metro quadro, cioè il prezzo unitario per ogni singola lavorazione
  • un prezzo complessivo derivato dalla moltiplicazione del prezzo unitario per la quantità da realizzare.

Questa suddivisione rende più chiara l’analisi dei costi per l’impianto e più semplice valutare l’importo complessivo del singolo preventivo rispetto agli altri presentati da altre ditte, tra cui è possibile scegliere.