Archivio mensile:Giugno 2017

trifase

Sistema trifase a stella e a triangolo, quali sono le differenze

Si sente parlare, sempre più spesso, di sistema di alimentazione trifase: generalmente, questo sistema è utilizzato nelle centrali di produzione e nei tralicci della distribuzione. Insieme vedremo qual è il funzionamento di questo sistema e quali sono le due diverse tipologie dello stesso.

A cosa serve un sistema trifase

Questa tipologia di impianti viene utilizzata, a causa dell’affidabilità e sicurezza che li contraddistingue, nelle centrali di produzione elettrica. Questo sistema viene scelto, inoltre, perché abbatte i costi e la dispersione energetica e venendo per cui, di fatto, utilizzato in tutta la rete nazionale. Grazie al sistema è possibile infatti portare più energia lungo la rete, per distanze più lunghe e con una dispersione energetica praticamente nulla.

Come è fatto un sistema trifase

Ma come funziona questo incredibile impianto? È presto detto. Un impianto trifase è formato da più circuiti a corrente alternata e viene ottenuto tramite il collegamento tre generatori monofase sinusoidali alla stessa frequenza. I tre conduttori su cui si basa il sistema avranno la stessa tensione sfasata di 120°. Le tipologie di sistema trifase conosciute sono due: a stella e a triangolo, di cui parleremo dopo.

I principali utilizzi del sistema trifase

Solitamente per le potenze superiori a 6 kW, vengono utilizzati per tutti gli impianti di ambito industriale o artigianale. Nel caso in cui un’abitazione abbia un consumo elettrico molto grande è possibile installarvi sistemi trifase. Se ci troviamo in questa situazione, solitamente, si preferisce utilizzare più sistemi monofase collegati tra loro, in modo da avere una migliore distribuzione dell’energia. Se, però, gli abitanti della casa utilizzano elettrodomestici o macchinari specifici, potrebbe essere il caso di installare dei puri sistemi trifase, in modo da supportare meglio il funzionamento di tali apparecchi.

Le differenze tra sistemi a stella e a triangolo

Vediamo adesso le principali differenze fra le due principali tipologie di sistema trifase: a triangolo e a stella. La prima tipologia sopracitata si caratterizza per il fatto che ogni generatore è collegato tramite collegamento in serie al generatore successivo in modo che, nel disegnare la diffusione dell’energia, questa formi un triangolo. I generatori vanno connessi nello stesso verso di scorrimento delle fasi per evitare pericoli come i cortocircuiti. Nel collegamento a stella un singolo terminale è invece comune a tutti i generatori. La corrente che viene assorbita nel collegamento a triangolo è 3 volte maggiore rispetto a quella assorbita nel collegamento a stella. Questo vuol dire che, nell’esempio dell’abitazione con alti costi energetici e con macchinari o elettrodomestici che necessitano di potenti generatori, il collegamento a triangolo verrà preferito rispetto a quello a stella per tenere la massima efficienza su tutta la linea elettrica.

ave-domus-air

Aspiratori Ave, scopriamo la linea DomusAir

Molti di noi hanno problemi con il ricambio di aria in alcune stanze delle nostre abitazioni come, ad esempio, il bagno: ciò è dovuto dalla presenza di finestre troppo piccole o da stanze troppo grandi che non permettono un corretto cambio d’aria. Il problema può essere risolto grazie agli aspiratori, come quelli della AVE, azienda che produce alcuni tra i migliori modelli presenti sul mercato.

Che cosa sono gli aspiratori

Gli aspiratori, chiamati più specificamente aspiratori elicoidali, sono utili per il ricambio di aria negli ambienti privati quanto negli ambienti pubblici. Ad oggi, sul mercato è possibile reperire tre diverse tipologie di aspiratori: quelli da applicare alle pareti o al soffitto, quelli da applicare vicino a vetri e quelli utili per utilizzi industriali. La sua composizione è abbastanza semplice: è dotato di un motore elettrico e di una ventola a cui viene applicata una griglia esterna per proteggerlo da volativi (in caso di applicazioni esterne) o per scongiurare infortuni. Il funzionamento è ancora più elementare: il dispositivo si occupa di prendere l’aria dall’interno e di “buttarla” fuori; per il funzionamento è previsto un interruttore specifico o, per le stanze cieche, viene solitamente associato all’interruttore che accende la luce nella stanza.

A cosa servono gli aspiratori

Anche se può sembrare che l’utilizzo di tali dispositivi possa essere del tutto opzionale, alcuni leggi ne impongono l’utilizzo in determinati ambienti: ad esempio nelle cucine, poiché l’accumularsi di odori e fumi può rendere l’ambiente poco igienico e l’aria irrespirabile; per lo stesso motivo, la loro applicazione è obbligatoria in stanze cieche, come i bagni. Certe volte è bene anche installarli in locali destinati a fare da deposito, visto che l’aria non deve ristagnare e diventare impossibile da respirare per chi ci lavora.

L’azienda AVE

Abbiamo parlato del prodotto, adesso parliamo di una delle aziende che ha fatto la storia degli aspiratori sul territorio italiano, tanto da guadagnarsi il titolo di Eccellenza Italiana del Made in Italy: parliamo di AVE S.p.a., leader sul fronte nazionale e internazionale nella produzione e vendita di prodotti elettronici. L’azienda venne fondata nel lontano 1904 e, sin da allora, produce modelli e apparecchiature sempre all’avanguardia, venendo incontro alle tante necessità dei clienti, fornendo loro dei modelli sempre più efficienti e affidabili.

Gli aspiratori AVE: ecco la linea DomusAir

E adesso andiamo a proporvi proprio una gamme di prodotti AVE, nello specifico degli aspiratori elicoidali, pensati per il ricambio dell’aria in bagni e altri piccoli ambienti di questo genere. La linea DomusAir è stata pensata, progettata e prodotta per essere una vera e propria luce guida nel settore: tutti i prodotti appartenenti a questa linea, infatti, sono stati pensati per svolgere al meglio la propria funzione di aspiratori e per funzionare sempre al massimo dell’efficienza. Fanno parte di questa linea anche aspiratori di tipo Ventilazione Meccanica Controllata o modelli sviluppati con la classica ventilazione assiale, per dare ai clienti un prodotto performante con consumi molto ridotti.

scanalature-muro

Come fare le scanalature per impianto elettrico

Molte volte vi sarete trovati nella situazione in cui, per montare le canaline del nuovo impianto elettrico, l’elettricista vi abbia consigliato di effettuare delle “scanalature” nei muri. Insieme vedremo cosa sono queste scanalature, a cosa servono e la maniera migliore per farle senza lasciare traccia sul muro.

Perché si fanno le scanalature per impianto elettrico

In parole povere, le scanalature servono per inserire nella muratura le nuove centraline elettriche per l’impianto della nostra abitazione o ufficio. Questa pratica, ovviamente, viene effettuata per un motivo preciso: con il passare del tempo, i fili, le canaline, le prese o altre parti dell’impianto potrebbero rovinarsi o non essere più a norma e quindi rappresentare un pericolo per l’abitazione e di conseguenza per i suoi abitanti; fare le scanalature e installare nuove centraline è un ottimo metodo per prevenire questi inutili rischi e far sì che l’impianto risulti conforme alle ultime normative europee sulla sicurezza.

Come fare le scanalature per impianto elettrico

Ma come fare le scanalature sul muro? Le soluzioni possibili sono in effetti due: o vi armate di scalpello, martello e buona volontà (oltre che di attenzione e buon senso) e iniziate a picchiettare sul muro fino a raggiungere i mattoni oppure quella ampiamente consigliata, di contattare uno specialista che, tramite l’utilizzo di specifici macchinari, potrà effettuare il lavoro in maniera più pulita e senza il minimo rischio per la sicurezza. Uno degli strumenti in questione, acquistabili presso qualsiasi negozio specializzato, è lo scanalatore: dotato di due lame parallele, è in grado di effettuare la scanalatura nel muro in maniera molto precisa, lasciando poi a noi il compito di dare gli ultimi colpi di martello per effettuare in maniera definitiva il buco nel muro.

Le fasi della scanalatura

Vediamo adesso nello specifico il procedimento con cui vengono effettuate, di norma, le scanalature. Prima di passare alla rottura del muro, bisogna tracciarvi sopra i percorsi di ciò che vi dobbiamo installare, siano essi verticali o orizzontali. Vi consigliamo di evitare di tagliare in maniera inclinata se non quando strettamente necessario, come nel caso di un impianto che deve terminare nel soffitto. Anche in questi casi, però, potrete usare dei percorsi alternativi, rivolgetevi sempre prima ad un esperto per evitare danni inutili. A questo punto si procede, tramite i vecchi martello e scalpello, o tramite lo scanalatore, a effettuare la bucatura del muro seguendo i percorsi che avevamo precedentemente tracciato sul muro per l’installazione delle nuove cassette. A questo punto vengono inseriti i tubi, i cavi o le cassette nell’alloggio creato con la scanalatura e il tutto viene poi ricoperto con malta cementifera in modo da non farlo uscire dal muro.

interruttore-differenziale-1

Tipi di interruttore differenziale, ecco una guida

Forse non lo sapete, ma questa tipologia di interruttore è presente in tutte le nostre case: stiamo parlando di quelle componenti elettroniche note comunemente con il nome di “salvavita”, che si trovano sui vostri contatori. Andiamo insieme a vedere quali sono le diverse tipologie di interruttori differenziali e come funzionano.

Che cosa sono gli interruttori differenziali

Prima di tutto, vediamo nello specifico che cosa intendiamo per interruttore differenziale. Questa particolare tipologia di interruttore, che molto probabilmente vi sarà più familiare se la chiameremo col termine più comune con cui è noto, ossia “salvavita”, è un utilissimo e indispensabile dispositivo elettronico capace di aprire un circuito (e quindi interromperne la diffusione di elettricità) se esso rileva nel circuito stesso un contatto anomalo fase-terra oppure se rileva una particolare e irregolare dispersione di energia verso terra. Nonostante ciò, il dispositivo non è pensato per contrastare e ridurre i danni causati da cortocircuiti e cali di tensione causati da guasti di tipo “magnetotermico”. Nonostante ciò, esistono in commercio diversi modelli che offrono entrambe le tipologie di protezione.

Come funzionano gli interruttori differenziali

Ma, esattamente, come funziona un interruttore differenziale? Parlando in maniera del tutto “fisica”, il processo che sta alla base del funzionamento di questa tipologia di interruttore va ricercato nell’enunciato della prima legge di Kirchhoff, che attesta che la somma algebrica di tutte le energie entranti e uscenti in un determinato nodo debba essere necessariamente uguale a 0. Parlando invece in maniera più “meccanica”, il dispositivo semplicemente tiene costantemente sotto controllo il valore delle correnti in entrata e in uscita ai suoi morsetti e, in caso di valori anomali, esso interviene aprendo il circuito e interrompendo il flusso di energia per evitare cortocircuiti.

Le diverse tipologie di interruttori differenziali

Partendo dalla capacità degli interruttori differenziali di intervenire a seconda delle diverse tipologie di correnti differenziali che potrebbe causare un cortocircuito, sono state istituiti quattro denominazioni che indicano le quattro diverse tipologie di interruttori e su quali tipi di correnti vanno a operare meglio. Secondo queste normative, gli interruttori differenziali sono stati suddivisi in: interruttori di tipo AC, di tipo A, di tipo F e di tipo B.

La prima tipologia, ossia l’interruttore AC è molto efficace con le correnti alternate sinusoidali differenziali applicate in maniera improvvisa o crescente in maniera lenta all’intero sistema.

L’interruttore di tipologia A, invece, assicura estrema efficacia contro le correnti alternate sinusoidali differenziali e contro le correnti unidirezionali differenziali pulsanti applicate in maniera improvvisa o crescente al sistema.

La Tipologia F non differenzia molto dalla tipologia A, essendo anch’essa assicurata contro le correnti sinusoidali differenziali quanto contro quelle unidirezionali essendo, però, più efficaci contro quest’ultime rispetto all’interruttore di tipo A.

La Tipologia B, infinite, è strettamente legata all’intervento contro correnti continue o ad alta frequenza, legate a circuiti non lineari.

bticini-x8000

Bticino Smarther X8000, il cronotermostato intelligente

Molte persone, sempre più spesso, collegano dei termostati alle caldaie, in modo da avere nelle proprie abitazioni delle temperature sempre ottimali grazie al controllo di questi ultimi su termosifoni o sistemi di aerazione. Quello che andiamo a presentarvi oggi è un cronotermostato della Bticino, il Cronotermostato Smarther, la cui peculiarità sta nel poter essere controllato tramite app dal proprio smartphone.

Che cos’è un termostato e a cosa serve

Il cronotermostato è un apparecchio elettronico utilissimo: infatti, esso permette di regolare e tenere sotto controllo la temperatura ambiente della vostra casa nei diversi momenti della giornata. Se poi acquistate uno dei modelli di ultima uscita avrete a vostra disposizione un sistema che permette di impostare la temperatura per ogni stanza della casa in modo diverso a seconda delle vostre preferenze. Grazie alla sua capacità di “capire” quando è necessario, il cronotermostato attiva i riscaldamenti (o gli impianti di aerazione) scongiurando salassi in bolletta. Uno degli esempi più lampanti è quello del periodo invernale: se durante le fredde mattina d’inverno vorrete trovare una stanza, ad esempio il soggiorno, calda, vi basterà attivare il cronotermostato per le ore mattutine e questi si spegnerà una volta esaurito il suo compito, lasciandovi una stanza calda e accogliente come voi desiderate, senza sprecare energia e senza contraccolpi sulla bolletta.

I vantaggi del cronotermostato

Come abbiamo anticipato (e potete approfondire in questo articolo), il cronotermostato è utilissimo sia per risparmiare sulla bolletta che per abbattere gli sprechi di energia: infatti, grazie alle sue caratteristiche, il cronotermostato è capace di evitare qualsiasi tipo di spreco e di riscaldare le stanze solo quando necessario. In ogni caso, vi raccomandiamo di gestire bene i tempi di accensione del prodotto, anche se questi è capace di gestirsi da solo, sarà bene impostare intervalli di accensione idonei: per esempio, come detto prima, volete trovare una stanza al caldo al mattino, vi converrà far sì che il cronotermostato si accenda almeno un’ora prima del vostro arrivo nella stanza, in modo da trovarla già calda e che si spenga un po’ prima che voi la lasciate, per far sì di evitare gli sprechi. Ovviamente vi converrà effettuare delle prove in modo da verificare un quanto tempo effettivo la stanza si riscaldi, in modo da evitare ulteriori sprechi e ottimizzare i tempi.

Bticino Wi-Fi Smarther

Uno dei modelli più famosi ed efficienti presenti sul mercato è sicuramente lo Smarther della Bticino: essenzialmente questo modello, noto anche come X8000 è un cronotermostato con linea Wi-Fi, incredibilmente semplice da utilizzare. Il cronotermostato, abbinato all’app Thermostat, permette di controllare e regolare la temperatura in dati ambienti della nostra abitazione in qualsiasi momento; il grande vantaggio di questo dispositivo sta proprio nel fatto che la maggior parte delle sue funzioni possano essere controllate in maniera remota grazie all’applicazione per smartphone. Sempre tramite l’applicazione potrete verificare e tenere sotto controllo la temperatura di ogni stanza nella vostra casa. Grazie, inoltre, alla funzione “Boost” potrete aumentare la potenza dei riscaldamenti per un periodo che varia dai 30 ai 90 minuti, ignorando le indicazioni già impostate precedentemente.