Archivio mensile:Agosto 2017

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Impianti elettrici automatici, cosa sono e come funzionano

Intorno al termini sono nati diversi dibattiti: cosa significa e cosa si intende per automazione?  Cerchiamo di capirlo insieme, andando non solo a spiegare bene cosa siano gli impianti automatici, ma anche come essi funzionino.

Che cosa si intende per automazione

L’automazione ha fatto la sua comparsa per la prima volta durante la Rivoluzione industriale, quando James Watt inventò il motore a vapore che rivoluzionò per sempre il mondo dei trasporti. In quel senso, automazione si riferiva al trasporto, appunto, automatico, per lo più via nave. Ma cosa significa effettivamente, automazione? Per anni il dibattito circa il vero significato della definizione di automazione ha occupato l’interesse di esperti e studiosi. Alla fine, si è giunti ad una conclusione comune: l’automazione altro non è che la sostituzione del lavoro umano; più precisamente, l’automazione è un insieme di processi  tecnologici automatici che permette di svolgere funzioni altrimenti effettuate dall’essere umano; parliamo di calcoli, operazioni manuali, di manutenzione e molto altro. C’è, come in ogni cosa, chi difende a spada tratta l’automazione e chi invece in essa vede un enorme pericolo.

Alcuni esempi di impianti elettrici automatici

Per capire meglio di cosa stiamo effettivamente parlando, vi forniamo alcuni esempi di tutti quegli apparecchi che, anche quotidianamente, utilizziamo per svolgere mansioni altrimenti di competenza dell’essere umano. Primo su tutti, il computer: sia esso un super computer progettato e sviluppato per l’acquisizione di specifici dati da determinati sensori (e per la loro analisi e comprensione) oppure sia esso il personal computer che usiamo in casa tutti i giorni per mansioni comuni come calcoli, organizzazione della nostra agenda, visualizzazione di notizie e contenuti multimediali e via dicendo, il computer (chiamato infatti “ordinatore” in francese) cos’altro fa se non sostituire l’uomo in alcune mansioni un po’ noiose e in certi casi complicate? Ecco, in maniera basilare ed elementare, cos’è l’automazione. Se la pensiamo in larga scala, invece, possiamo parlare delle catene di montaggio robotiche nelle fabbriche, dei moderni robot da cucina e la lista continua…

Il dibattito sull’automazione

Quell’ala di persone che vorrebbero a tutti i costi rimuovere da fabbriche, casa e uffici tutti gli apparecchi che fanno il lavoro al posto dell’uomo, perché in essi vedono una concreta minaccia: la sostituzione su larga scala dell’essere umano potrebbe portare, in un futuro nemmeno troppo lontano, alla totale eliminazione della mano umana nel lavoro, a favore di quella robotica, a costi ovviamente abbattuti e con una produzione più elevata. D’altro canto chi è invece a favore dell’automazione vede in essa un semplice modo di migliorare l’efficienza delle fabbriche e delle imprese, affiancando all’uomo la macchina. La verità sta nel mezzo, come in molti altri casi, ma è comunque vero che dal momento in cui le macchine hanno affiancato l’uomo.

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Impianti elettrici e ammortamento aliquota

Con la pubblicazione della circolare n. 4/E del 30 marzo 2017 scritta in collaborazione dal Ministero dell’Economia e dall’Agenzia delle Entrate, le aziende saranno incentivate ad ammodernare i propri impianti e a digitalizzarsi sempre di più. Vediamo insieme a quanto ammontano gli ammortamenti per investimento.

Il super ammortamento

Una delle tipologie di agevolazione introdotte dalla circolare è il cosiddetto “super ammortamento”. Esso consiste in un’agevolazione in cui il costo fiscale subisce un incremento del  40% per tutti i beni materiali che sono stati acquistati in un arco di tempo compreso tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016. Se un bene è stato acquistato ad un bene maggiore, attraverso alcune manovre extracontabili, è possibile dedurlo dal reddito.

L’iperammortamento

Esiste inoltre una seconda tipologia di agevolazione, riservata questa volta ai soli imprenditori: l’iper ammortamento. Esso consiste in una maxi maggiorazione che incrementa fino al 150% il costo deducibile di tutta la strumentazione e di tutti i beni acquistati per aggiornare e digitalizzare la propria impresa. Si tratta di tutti quei macchinari e di quegli apparecchi riportati nella lista allegata alla circolare stessa. Ovviamente l’agevolazione viene effettuata solo se i macchinari, oltre a comparire in lista, rispettano le linee guida dettate dal Ministero dello Sviluppo Economico. In caso abbiate dubbi circa la regolarità di un macchinario o vogliate sciogliere qualsiasi problema riguardante la possibilità di ottenere l’ammortamento, potete richiedere un parere tecnico direttamente al Ministero.

Quali beni sono compresi nell’ammortamento

Ma, nello specifico, quali sono i beni che rientrano nelle due tipologie di agevolazione? Come abbiamo accennato brevemente prima, qualsiasi apparecchiatura acquistata per l’ammodernamento della propria impresa può essere dedotta  con le agevolazioni. In un certo qual modo, l’ammortamento riguarda anche l’acquisto di veicoli, ovviamente tutti specificati negli allegati della circolare. Tra questi, ad esempio, figurano sicuramente i veicoli acquistati per un’azienda di trasporto in taxi.

Gli impianti fotovoltaici sono compresi nell’ammortamento

Anche gli impianti di energia alternativa, come possono essere ad esempio gli impianti fotovoltaici o eolici, sono compresi nella circolare. Ma qual è la percentuale dedotta per questo tipo di impianti? Semplicemente, non essendo essi compresi nella lista degli allegati, finiscono automaticamente nella sezione dei beni appartenenti ad altri settori. Per tutti questi apparecchi e materiali, il costo deducibili ammonta a circa il 4 per cento del costo fiscale totale. Ovviamente per avere maggiori delucidazioni, potrete contattare sia il Ministero quanto l’Agenzia delle Entrate, a seconda se il vostro dubbio sia di natura fiscale o tecnica.

Lampada portatile d’emergenza ricaricabile IlluminaLED Beghelli

Avete bisogno di una lampada portatile per le emergenze come, ad esempio, i blackout? Nessun problema, la Beghelli ha pensato ad una soluzione accessibile ed efficace: l’IlluminaLED, che soddisferà qualsiasi cliente.

Cenni storici sull’azienda

Il gruppo Beghelli nasce nel 1982 dalla mente di Gian Pietro Beghelli: in pochissimi anni l’azienda cresce prospera e diventa sempre più un punto di riferimento per gli italiani. Non a caso oggi, a distanza di più di trent’anni, il marchio Beghelli è leader nel mercato per ciò che riguarda i prodotti elettronici di illuminazione sia tecnica che professionale, oltre ad essere in cima alle classifiche di vendita per quanto concerne i sistemi di illuminazione di emergenza. Tra le altre, negli ultimi anni, il gruppo Beghelli ha iniziato la produzione di sistemi di sicurezza per gli ambienti domestici e industriali, insieme a quelli di sistemi elettronici per la domotica.

Beghelli, un marchio internazionale

Il successo nazionale non è stato l’unico incontrato dall’azienda durante il suo periodo di attività. Infatti, proprio grazie al primato nei mercati nazionali, l’azienda è riuscita a espandersi oltre i confini italiani e persino oltre quelli europei. Il gruppo Beghelli, oltre alle varie sedi italiane, conta sedi anche in: Repubblica Ceca, a Brno; in Germania, a Dinslaken; in Polonia e Ungheria; fuori dai confini europei troviamo sedi del gruppo Beghelli in Cina, ad Hong Kong, in Canada, Messico e Stati Uniti. Ciò non può che essere una conferma dell’incredibile lavoro svolto dall’azienda nel corso degli anni.

I prodotti Beghelli

Come è facile immaginare, tutti i prodotti del marchio Beghelli sono contraddistinti da una grande qualità e da un’accurata ricerca da parte dei team di sviluppo. Per ogni apparecchio del brand vengono impiegati solo i migliori materiali disponibili e, una volta completati i progetti, le apparecchiature sono testate per garantire sicurezza e longevità. Non a caso, come abbiamo specificato prima, l’azienda italiana si è espansa nel mondo proprio grazie a questa sua costante aspirazione a migliorare, a perfezionarsi: senza l’impegno, la passione e la meticolosità che la contraddistinguono, oggi non parleremo di Beghelli come il marchio Leader in Italia, ma solo come una semplice azienda produttrice di articoli di elettronica.

La lampada IlluminaLED

Questo prodotto è stato pensato e sviluppato per garantire un’illuminazione duratura ed efficace in caso di blackout: è dotata, infatti, di ben 8 luci a LED e di una batteria dalla lunga durata. Parlando di batteria a lunga durata: i LED sono a basso consumo energetico e le batterie interne, ricaricabili, permettono di eliminare per sempre il problema del cambio batterie. La lampada è dotata di due diversi livelli di illuminazione regolabili rispetto alla luce che desidera produrre. Inoltre, la lampada presenta due luci che indicano il corretto funzionamento e quando invece c’è bisogno di caricarla.

Quali requisiti bisogna avere per firmare un impianto elettrico

Quando si deve realizzare un impianto elettrico per una società o comunque per un ambiente lavorativo, ci si chiede sempre chi debba essere a porre la propria firma sull’impianto: non tutti, infatti, possono farlo e chi invece può deve rispondere a dei criteri ben precisi.

La necessità della firma sull’impianto

Potrà sembrare banale e scontato, ma la firma sull’impianto rappresenta uno dei passi fondamentali nella realizzazione dello stesso: senza questo importante passaggio, infatti, l’intero progetto resterebbe in cantiere senza mai andare veramente in porto.

La firma serve non solo a decretare la sicurezza dell’impianto, la sua piena agibilità e che, soprattutto, all’interno della struttura presso cui è collocato ci sia qualcuno in grado di occuparsene sia per la manutenzione che per la riparazione in caso di guasto o di malfunzionamento. La firma dell’impianto non va assolutamente falsificata o apposta da qualcuno che non rispetti i criteri di scelta del firmatario che vi riportiamo di seguito.

Perché è obbligatoria la firma sull’impianto

Date le ultime leggi in vigore e per garantire sicurezza all’intero stabile e per far fronte ad eventuali guasti o malfunzionamenti dell’impianto elettrico, bisogna indicare una persona dotata dei giusti requisiti tecnico-pratici e teorici come indicato dall’ art. 4 del Decreto n. 37 del 22/01/2008, che possa apporre la propria firma sull’impianto e svolgere le mansioni di manutenzione e controllo. Il firmatario può svolgere questa funzione per una sola impresa e non può addossarsi altre attività continuative a parte questa.

Chi può essere scelto per la firma

Prima di tutto si può ricercare la figura del responsabile dell’impianto e suo firmatario direttamente tra i membri della società: il titolare, membri del consiglio amministrativo o dipendenti, infatti, sono tutti egualmente eleggibili se aventi almeno uno dei requisiti richiesti. Per essere “eletti” è sufficiente infatti possedere solo uno dei seguenti criteri: Laurea conseguita presso università statale o riconosciuta legalmente in materia tecnica specifica; Diploma conseguito presso un Istituto statale o uno riconosciuto legalmente, seguito da almeno due anni di esperienza presso una struttura professionale riconosciuta; titolo di qualifica professionale conseguito presso istituti riconosciuti legalmente seguito da almeno quattro di esperienza maturati presso una struttura qualificata.

Casi particolari

Esistono dei casi particolari per designare il firmatario di un impianto, come: soci dell’azienda che partecipano attivamente al lavoro nella stessa, iscritti all’INAIL nel settore specifico e dotati della capacità necessarie per il lavoro di responsabili; esperienza lavorativa oppure titolo di studio maturato all’estero, che dovrà necessariamente riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico per essere considerato valido.

Kit Faac Leader Green: scopriamo una delle linee più sicure

Avete bisogno di un kit per l’apertura automatica del vostro cancello e desiderate un prodotto fatto solo con i migliori materiali, di qualità e soprattutto affidabile? Allora scegliete il Leader Green di Faac, assoluto leader del mercato e uno dei prodotti più acquistati in assoluto della ditta.

Cenni storici sulla Faac

La storia di questa leggendaria azienda italiana inizia nel 1965: il fondatore, Giuseppe Manini, cerca un modo per evitare di dover scendere dall’auto per chiudere il cancello di casa propria. L’intuizione lo porta a realizzare il 750 interrato, primo vero modello della Faac, che rivoluzionerà il mondo delle apertura automatiche per sempre. Al 750 seguirono altri modelli parecchio importanti come il 400, primo modello a battente esterno. Di lì a pochi anni, l’imprenditore creerà una produzione di massa dei suoi prodotti, creando modelli sempre nuovi che soddisfano qualsiasi tipologia di cliente.

L’era moderna della Faac

Con il passare degli anni la tecnologia si evolve e, con essa, di pari passo anche l’azienda. Ne è un esempio l’adottamento della tecnologia SMT che utilizza schede elettroniche di dimensioni ridotte, per degli apparecchi sempre meno ingombranti e più funzionali. Negli ultimi anni, in particolar modo, l’azienda si è impegnata nella produzione non solo di apparecchi sempre più sicuri e funzionali, ma anche che siano rispettosi per l’ambiente, con consumi ridotti al minimo e realizzati con materiali eco-friendly. La linea Green Tech è un chiaro esempio di questa filosofia aziendale.

La linea Green Tech

Questa collezione di prodotti è pensata per l’ambiente: prima di tutto, i materiali con cui vengono costruiti i prodotti di questa linea sono quasi del tutto di riciclo; in secondo luogo, tutti i prodotti che presentano il bollino “Green Tech” sono certificati come apparecchi elettrici dai consumi estremamente ridotti, strizzando l’occhio sia alla bolletta della luce quanto all’ambiente. Fanno parte di questa collezione diversi prodotti della Faac, tra cui il famoso Kit Leader, uno dei migliori apparecchi per ciò che concerne la collezione Green Tech.

Il Kit Leader della linea Green Tech

Questo prodotto, dalla potenza di 230 Volt, è pensato per i cancelli a battente esterno. Grazie alla sua incredibile tecnologia oleodinamica, è praticamente nullo qualsiasi rischio di schiacciamento. Inoltre è adatto a spazi ristretti, dovuto ai suoi attuatori compatti. Il Kit comprende tutti i componenti essenziali per il suo corretto funzionamento oltre che ad un cartello che ne segnali la presenza. Non c’è da stupirsi che il Kit Leader sia uno dei più venduti e apprezzati: in fondo, ce l’ha nel nome!