Archivio mensile:Ottobre 2017

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Termoconvettore Microsol, caratteristiche e vantaggi

I termoconvettori stanno prendendo il posto dei termosifoni con sempre più frequenza all’interno delle abitazioni e degli uffici. Se da una parte esistono diversi vantaggi in una loro installazione, dall’altra si nascondono diversi lati negativi: prendendo in esempio Microsol, della Vortice, vedremo perché conviene scegliere i termoconvettori.

Vortice, orgoglio tutto italiano

L’azienda è nata nel lontano 1955 e deve il suo nome ad uno dei primissimi modelli brevettati, un’aspirapolvere che è valsa all’azienda una menzione speciale per il premio Compasso d’Oro. Il marchio si è piano piano espanso, diventando uno dei più famosi in Italia e in Europa, fornendo al mercato prodotti all’avanguardia, realizzati per essere sempre al massimo dell’efficienza e soddisfare i bisogni di ogni cliente. Ad oggi, la Vortice continua ad avere il suo centro operativo in Italia, più precisamente nella provincia di Milano.

Perché scegliere un convettore

Molte volte, durante l’inverno, le bollette del gas salgono in maniera esorbitante a causa dell’accensione dei termosifoni per restare al caldo. Grazie ai termoconvettori questo non sarà più un problema: infatti questi apparecchi non sfruttano nessun liquido per funzionare, anzi, utilizzano semplicemente l’aria dell’ambiente in cui si trovano. Non sono per nulla ingombranti e pulirli è molto semplice, oltre al fatto che non necessitano di alcun tipo di manutenzione specifica. Altro vantaggio sta nel fatto che i termoconvettori non disperdono nell’aria, sia di casa che esterna, alcun agente nocivo, essendo quindi a tutti gli effetti eco-friendly.

Quali possono essere gli svantaggi

Se da un lato abbiamo visto come il termoconvettore possa definirsi come l’alternativa perfetta e, anzi, il sostituto ideale per il termosifone, presenta comunque alcuni aspetti negativi, primo fra tutti, e già citato prima, il risparmio: infatti se verrà scelto il modello “sbagliato” di termoconvettore, optando quindi per un modello che consuma molto, i costi della bolletta elettrica saliranno alle stelle, mandando in fumo i buoni propositi di risparmio. Bisognerà quindi scegliere con attenzione il modello più adatto alle proprie esigenze. Altro svantaggio, lamentato dagli utilizzatori, sta nel fatto che l’aria fredda “dispersa” dal termoconvettore vada a terra e che quindi il pavimento nella zona dell’apparecchio sia sempre freddo e gelido.

Il termoconvettore Microsol

Sono già tantissimi i clienti Vortice che si sono affidati a Microsol, uno dei modelli più acquistati per ciò che concerne il ramo dei termoconvettori. Questo gioiellino, oltre ad occupare pochissimo spazio, presenta tantissime funzioni innovative: prima fra tutte, la funzione “no frost”, che fa in modo che il modello si attivi da solo riscaldando la stanza quando la temperatura percepita scende oltre i 5 gradi; non di meno, non avendo un vero e proprio motore, Microsol non emette particelle nocive; ultimo, ma non per importanza, è il termostato in dotazione, che permetterà al cliente di gestire la temperatura di Microsol in qualsiasi momento senza che questa subisca gravi sbalzi e senza pesare inutilmente sulla bolletta.

Come nascondere i cavi della TV, consigli e dritte

Capita spesso, dopo aver montato una nuova televisione, di trovarsi invasi da cavi di vario genere: non solo sono brutti e sgradevoli da vedere, ma se lasciati così in disordine possono diventare un serio problema. Esistono diverse soluzione per nascondere ed ordinare i cavi, vediamone qualcuna.

Il mobile

La soluzione più semplice ed immediata per nascondere i cavi della televisione è quella di acquistare un qualsiasi mobile abbastanza grande (e con abbastanza spazio all’interno) da poter alloggiare le prese e i cavi ingombranti. Altra soluzione che riguarda sempre la mobilia è quella di comprare un mobile che piuttosto che “ospitare” i cavi al suo interno, li copra, lasciando ovviamente il dovuto spazio qualora servisse tirare fuori i cavi stessi. In ogni caso, bisognerà scegliere un mobile adatto alla situazione dei cavi, ma il consiglio è quello di non coprirli, ma di tenerli sempre a vista (acquistando quindi un mobile in cui allocarli) nel caso capiti qualcosa.

Canaline portacavi

Un’altra soluzione molto congeniale e parecchio utilizzata (specie per le televisioni agganciate alle pareti) è quella delle canaline portacavi: queste vengono utilizzate parecchio specie nel settore industriale proprio per tenere in ordine i cavi del sistema elettrico. L’applicazione è semplice: basterà attaccare la canalina (scegliete voi se tramite apposite colle o con viti) sotto la televisione, farvi scorrere i cavi all’interno e questi saranno ordinati e nascosti. Il consiglio resta quello di dividere i cavi tra quelli di alimentazione e quelli per accessori esterni, in modo da non fare confusione e poter sempre intervenire in caso di necessità.

Il pannello a muro

È possibile nascondere i cavi della televisione in un pannello posto dietro la stessa e staccato leggermente dal muro. Solitamente questi pannelli sono prodotti con dei fori appositi per far passare i cavi da nascondere al loro interno. Inoltre esistono pannelli mobili in grado di spostarsi insieme alla tv senza comprometterne la stabilità e senza esporre i cavi. Scegliendo l’opzione del pannello bisognerà verificare quale sia il più adatto alla propria televisione per evitare imprevisti.

Nascondere i cavi nel muro

Soluzione del tutto simile alla precedente ma con qualche lavoro di muratura in più. Solitamente, come è facile intuire, questa soluzione viene adottata per tutte quelle televisioni che vengono affisse al muro: essa consiste nel rompere il muro alle spalle della tv per nascondervi i cavi all’interno. Ovviamente parliamo di un lavoro che deve essere fatto con la massima cura e precisione, quindi bisognerà rivolgersi a degli esperti per poter avere un risultato ottimale e preciso.

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Luminanza, cos’è e a cosa si differenzia dall’illuminamento

Luminanza e illuminamento sono due termini tecnici e si riferiscono entrambi alla luce emessa da una superficie, ma presentano delle differenze piuttosto sostanziali. Per poterle verificare, è necessario prima di tutto analizzare il quadro generale che riguarda l’intensità luminosa.

Che cos’è il flusso luminoso

Il flusso luminoso esprime la quantità di luce che una determinata fonte emette in un dato lasso di tempo. L’unità di misura del flusso luminoso è il Lumen, espresso come lm. Il lumen è definito come quel flusso luminoso che viene emesso nell’angolo solido unitario da una fonte molto piccola (indicata generalmente come puntiforme) che viene messa al centro di una sfera che presenta un’intensità luminosa di 1 cd in qualsiasi direzione.

Che cos’è l’intensità luminosa

Abbiamo citato precedente cd (ovvero Candela) l’unità di misura dell’intensità luminosa. Ma cos’è quest’ultima? L’intensità luminosa serve ad esprimere quanta energia luminosa venga effettivamente emessa in una data direzione. Per calcolarla occorre effettuare il rapporto tra flusso luminoso emesso da un angolo solido e l’angolo solido stesso, espresso dalla formula: I = df/dw.

Che cos’è la luminanza

Passiamo adesso al punto centrale della nostra “analisi”, ossia la luminanza. La luminanza serve ad esprimere l’effettiva entità di un fascio luminoso che ha come sorgente una superficie, di dimensioni piuttosto estese, presa in considerazione nella direzione dell’osservatore della luce stessa. In termini matematici, la luminanza viene espressa come il rapporto tra intensità luminosa della sorgente posta in direzione dell’osservatore e la superficie per come viene percepita dall’osservatore stesso, espressa con la formula L = dI / (dA * cos u) (dA è l’area della sorgente, cos u è il coseno dell’angolo compreso tra l’osservatore e l’asse della superficie che emette luce).

Che cos’è l’illuminamento

Analizziamo invece adesso il nostro secondo punto di interesse, ossia l’illuminamento. A differenza della luminanza, l’illuminamento esprime sì l’entità di luce che investe una particolare superficie, ma senza tenere presente il punto di vista dell’osservatore. In termini matematici, l’illuminamento viene definito come il rapporto tra il flusso luminoso che termina su una superficie e l’area della superficie che viene presa in considerazione, espresso tramite la formula E = dI /dA.

Grazie all’illuminamento, è stato possibile scoprire alcune particolarità sulla distribuzione della luce nello spazio: man mano che ci si allontana dalla fonte (più precisamente, al quadrato della distanza precedente) la quantità di luce che colpisce una superficie diminuisce di 1/4; allo stesso modo, è stato possibile notare come, per far sì che una superficie venga investita dalla maggior parte della luce possibile, essa debba trovarsi in perpendicolare con la fonte luminosa.

Kit citofonico Ikall, tradizione e innovazione per la tua casa

Non è raro che, a causa degli agenti atmosferici o semplicemente delle componenti ormai obsolete, i citofoni possano guastarsi, causando diversi problemi. La scelta per un nuovo citofono non può che ricadere sul kit Ikall, uno dei prodotti più venduti del gruppo Comelit.

Una tradizione lunga sessant’anni

Nel 1956, la Comelit faceva il suo ingresso nel mercato dei prodotti elettronici: da quel punto di partenza, l’azienda si è evoluta, divenendo in tutto e per tutto leader dei mercati nazionali e mondiali. Sono, infatti, oltre 70 i Paesi in cui il marchio esporta i propri prodotti, dalla Cina all’America, passando per il Medio Oriente. La filosofia di innovazione e avanguardia, base portante del brand, ha fatto sì che il marchio potesse conseguire una tale espansione e successo e negli anni a venire si prevede un’ulteriore crescita.

Perché installare un nuovo citofono

Tra i vari prodotti che offre Comelit, i citofoni sono tra i più acquistati. Ma perché bisogna cambiare il proprio citofono? Le ragioni possono essere molteplici e tutte di natura diversa: si va dalla più semplice, ossia la necessità di rinnovare il proprio sistema sostituendo quello ormai obsoleto che si possiede; si passa per ragioni più serie, come può invece essere un guasto irreparabile dell’attuale citofono, causato solitamente da forti piogge o da un urto molto energico. In ogni caso, sostituire il proprio citofono porta diversi vantaggi, primo fra tutti la consapevolezza di avere un prodotto nuovo, moderno e affidabile.

Il bonus per le detrazioni fiscali

Forse non tutti sanno che… Esistono delle detrazioni fiscali che interessano i lavori di ristrutturazione di uno stabile (abitazione o ufficio che sia): questi bonus riguardano non solo la copertura di una percentuale sulla spesa di acquisto di mobili per l’arredamento (armadi, letti, cucine e via discorrendo) ma anche di dispositivi elettronici volti a preservare la sicurezza degli abitanti dello stabile. Sono inclusi in questa speciale categoria anche i citofoni e i videocitofoni, una delle prime misure di sicurezza in caso di tentato ingresso nell’abitazione da parte di estranei malintenzionati. Chi è interessato a usufruire del bonus dovrà conservare tutte le ricevute per l’acquisto e l’installazione del citofono, per poi dichiararle alle autorità competenti entro Dicembre del prossimo anno.

Il Kit Ikall

Questa tipologia di Kit, una delle più vendute da Comelit, contiene tutti gli elementi indispensabili per il montaggio di un nuovo citofono: infatti, esso comprende il modulo audio, l’alimentatore per il prodotto e il tastierino fornito con due bottoni di colore nero. Ikall è ideale per chi cerca un prodotto sicuro, affidabile e non troppo complicato da montare e utilizzare: in ogni caso, la supervisione di un esperto sarà raccomandabile, per evitare di fare qualche manovra accidentale e di compromettere l’intera linea elettrica del vostro stabile.

Prese telecomandate, cosa sono, come funzionano e come programmarle

Negli ultimi le prese telecomandate hanno preso il sopravvento sul mercato, conquistando il consenso di moltissimi clienti. Ma cosa sono e come funzionano? Cercheremo di capirlo, analizzando anche la loro programmazione.

Cosa sono le prese telecomandate

Molte volte capita di dimenticare le luci di una stanza accesa o di avere in casa una presa molto fastidiosa da raggiungere poiché dietro un mobile. La soluzione? Le prese telecomandate. Come il nome suggerisce, queste pratiche e innovative prese elettriche possono essere letteralmente spente a comando, semplicemente premendo un tasto sul telecomando. In questo modo, possiamo spegnere qualsiasi lampada anche se non ci troviamo nella stessa stanza o evitare di infilare le mani in angoli non proprio facili da raggiungere.

Come funzionano le prese telecomandate

Il funzionamento di questi prodotti innovativi è molto semplice e si sta tutt’ora evolvendo. I primi modelli di presa telecomandata funzionavano a infrarossi e quindi obbligavano la persona che desiderasse spegnere a distanza la presa a non essere troppo lontana. Adesso, le nuove prese telecomandate presenti sul mercato hanno implementato la tecnologia wireless, che permette di allontanarsi fino a 40 metri dalla presa con la possibilità di attivarle o disattivarle a proprio piacimento senza preoccuparsi troppo dei muri e delle pareti. Questo sistema permette quindi di spegnere qualsiasi presa in qualsiasi zona della casa da qualsiasi zona della casa.

Come programmare le prese telecomandate

Oltre alle classiche prese con telecomando, esistono anche quelle dotate di spegnimento a timer. Queste prese, dopo un lasso di tempo preimpostato, si spengono, non fornendo più energia all’apparecchio ad esso collegato. Questo sistema è molto utile in caso si tema di poter lasciare qualche elettrodomestico acceso (ad esempio la televisione) per lunghi periodi senza che nessuno effettivamente la guardi. Per impostare il timer sarà un vero e proprio scherzo: non bisognerà fare altro che ruotare la manovella per impostare tra quanto tempo il circuito dovrà spegnersi, in modo da evitare inutili sprechi di energia.

Il motivo del successo

Se da un lato il successo delle prese telecomandate può essere spiegato dall’innovazione che portano ad un prezzo ragionevolmente contenuto, da un altro bisogna guardare in faccia alla realtà: il mondo si sta progressivamente impigrendo e non possiamo fare nulla per fermarlo (forse). Piuttosto che fare attenzione e spegnere qualcosa quando questa non serve più si è preferito optare per una presa elettrica che se ne ricordi per noi o che dopo un certo periodo di tempo smetta di funzionare. La novità introdotta dal prodotto è ottima, permette di risparmiare energia e ridurre gli sprechi ma la sua natura “da risparmio” è facilmente confondibile con quella “da pigrizia”.