Lampada fluorescente in mano

Lampade fluorescenti, cosa sono e come funzionano

Nel linguaggio comune le lampadine fluorescenti vengono anche chiamate lampade o tubi al neon: sono lampadine presenti nelle nostre case ormai da molto, anche se negli ultimi anni sono state sostituite da modelli aggiornati a causa di alcuni problemi riscontrati dagli utilizzatori e dalla creazione di prodotti più innovativi e a basso consumo.

I principali vantaggi delle lampade fluorescenti

Ideate dal celebre Nikola Tesla negli ultimi anni del diciannovesimo secolo, le lampade fluorescenti hanno sostituito le classiche lampadine a incandescenza. Sono utilizzate comunemente in qualsiasi edificio, visti i loro consumi elevatissimi e la durabilità ridotta. Grazie all’innovazione portata dalle CFL (questo il nome tecnico delle lampade fluorescenti) è arrivata l’era del risparmio energetico. Rispetto a quelle a incandescenza, le CFL infatti riescono ad abbassare i consumi di elettricità fino all’80% . Questo prodotto dura anche tra gli otto e i dieci anni circa, un’infinità di tempo rispetto alle predecessori a incandescenza.

Gli svantaggi delle lampade fluorescenti

Nonostante gli incredibili vantaggi dal punto di vista economico che dal punto di vista energetico, le lampadine a fluorescenza hanno diversi svantaggi. Il primo riguarda la piccola percentuale di mercurio contenuta nella composizione della lampadina, che ne impedisce il riciclo presso i normali punti di raccolta, ma necessita di specifiche procedure da effettuare nelle isole ecologiche. Il secondo, un po’ meno serio del primo, riguarda invece la lentezza con cui il gas nobile all’interno della lampadina si riscalda generando luce.

Come sono fatte le lampade fluorescenti

Le lampadine a fluorescenza vantano un approccio smart: create in modo da ingombrare il meno spazio possibile e sprecare la minor quantità consentita di energia elettrica. Le CFL hanno forma tubulare e colore bianco. Tra le altre particolarità, montano un attacco E27. Il processo di produzione avviene ricoprendo la superficie interna del tubo di un materiale fluorescente (solitamente una polverina di colore bianco). A seguire viene effettuato il vuoto d’aria. A questo punto viene inserito all’interno del tubo un gas, obbligatoriamente nobile come ad esempio l’argon o il neon, insieme ad una piccola quantità di mercurio (la cui maggior parte evapora a contatto con il gas).

Come funzionano le lampade fluorescenti

Visto il procedimento di creazione di una lampadina a fluorescenza, vediamone il funzionamento. Ai due poli estremi del tubo viene applicato un elettrodo: una volta che la corrente fluisce all’interno del tubo, stimola il gas nobile (fuso con il mercurio) che genera una radiazione di tipo ultravioletto; questa sollecita e stimola il materiale fluorescente (la polverina bianca di cui abbiamo accennato prima) che emette a sua volta luce, riscaldandosi lentamente fino ad illuminare tutto l’ambiente in cui viene posta.

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