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Impianto elettrico trifase, cos’è e cosa si tratta?

Un impianto elettrico trifase è un sistema sicuro e affidabile. Si utilizza sia per i sistemi industriali che per quelli domestici (= per case di medio/grandi dimensioni). I motivi di questa scelta sono diversi: migliore gestione della corrente, minori consumi, non è necessaria troppa manutenzione, ecc.

Se si deve rifare l’impianto elettrico, conviene scegliere quello trifase. Tutto quello che serve per installarlo è presente sul nostro shop.

Cos’è

Per capire di cosa si tratta, si deve fare chiarezza sul termine “trifase”. Un impianto elettrico trifase è un sistema a corrente alternata. Si basa su tre conduttori a tensione sfasata a 120°. Per riconoscerli, ogni cavo ha la sua lettera.

Le sigle utilizzate sono: R – S – T, oppure L1, L2, L3. Si collegano i cavi a tre generatori monofase (a stella o a triangolo in base all’organizzazione dell’impianto). Dove necessario, si può inserire un cavo N, che fa da neutro.

I cavi di utilizzo hanno una tensione di 400 V, mentre il cavo di neutro è da 230 V, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, che segue le normative europee.

Vantaggi

Perché usare un impianto elettrico trifase? Rispetto all’impianto monofase, la corrente viene ottimizzata meglio, quindi si consuma meno. In più, i tre generatori lavorano in sinergia, quindi l’impianto funziona a dovere per molto tempo.

Infine, se si consumano in casa 6 kW o più, il sistema conviene perché evita l’accumulo di calore e di corrente elettrica, garantendo maggiore sicurezza (= basti pensare agli impianti industriali, dove si consuma davvero tanta energia).

L’unico svantaggio è che si deve cambiare contatore elettrico, perché il cambio da monofase a trifase comporta un modo diverso di calcolare la corrente che passa. Quando serve, per esempio negli impianti di riscaldamento autonomo, si può usare una pompa di calore accanto all’impianto.

In questo caso, conviene scegliere la tariffa D1 quando si sceglie il fornitore di energia elettrica, per evitare di pagare troppo.

Dove si usa

Questo tipo di impianto si usa tranquillamente su impianti industriali e domestici. Tutto dipende dai consumi. Quindi, chi consuma fino a 3kW non ha bisogno di un impianto del genere.

Chi, invece, per la casa o per l’industria, ha bisogno di gestire una corrente maggiore di 6 kW, deve puntare all’impianto trifase senza pensarci due volte.

Come farlo?

La prima cosa da fare è contattare un elettricista e un progettista, che possano trasformare quelle che sono le esigenze domestiche/aziendali in un impianto efficiente.

Oltre alla progettazione, che deve essere sempre in linea con le normative vigente, serve anche un esperto che sappia collegare cavi e generatori in modo ottimale, per non muovere più l’impianto una volta completata la procedura.

Quindi, quando si parla di impianto elettrico trifase e se vale la pena sceglierlo, si devono vedere i consumi in bolletta e organizzarsi di conseguenza.

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Cos’è un utilizzatore elettrico e a cosa serve

Spesso si sente parlare di utilizzatore elettrico, soprattutto quando si fa riferimento ai circuiti elettrici di base e agli elettrodomestici. Cos’è questo dispositivo e a cosa serve? Se si sta cercando un utilizzatore elettrico per il proprio impianto, si può dare un’occhiata al nostro shop.

Cos’è?

Come dice la parola stessa, l’utilizzatore elettrico è un apparecchio che funziona con un’alimentazione elettrica continua. Quindi, non utilizza la batteria, ma direttamente una presa di corrente. Nei circuiti di base, serve a capire se la corrente passa o meno.

Per esempio, se in un circuito elettrico di base si inserisce una lampadina e questa si illumina, la lampadina farà da utilizzatore, perché userà l’energia elettrica per illuminarsi. Questo segnale farà capire che nel circuito sta passando corrente elettrica.

Se, invece, la corrente si interrompe per via di un interruttore, allora la lampadina si spegne da sola.

Differenza tra utilizzatore e apparecchi elettrici

Ci sono tantissimi apparecchi elettrici che usano la corrente per eseguire un’operazione. Sono tutti utilizzatori? No. L’utilizzatore, infatti, usa la forza elettromotrice. Quindi, per passare dal polo a basso potenziale a quello a potenziale maggiore, si utilizza la forza elettromotrice, alimentata a corrente elettrica.

Negli apparecchi elettrici, invece, non si usa questo sistema. Sono semplicemente alimentati a corrente elettrica.

Quando si deve scegliere un utilizzatore elettrico, si deve fare molta attenzione alla voce MAX. Indica la potenza massima che quel dispositivo può reggere.

A cosa serve?

Per capire se un utilizzatore è valido per l’uso che se ne vuole fare, si deve vedere nella scheda tecnica e/o nella confezione la potenza in Watt (W) o Ampere (A). Questi parametri esprimono anche il consumo.

L’utilizzatore serve a compiere delle azioni, così come serve un apparecchio elettrico. Infatti, gli utilizzatori sono utilizzati per l’illuminazione e per quelli che sono i piccoli e i grandi elettrodomestici di casa. Si possono usare anche per determinati impianti elettrici, come nel caso delle prolunghe.

Perché gli elettrodomestici sono considerati utilizzatori elettrici?

Gli elettrodomestici sono utilizzatori elettrici. Perché? Perché usano l’energia elettrica per: lavare i panni (= lavatrice), lavare i piatti (= lavastoviglie), cucinare (= forno), e altri compiti di tutti i giorni.

Se ci si fa caso, anche per gli elettrodomestici c’è una potenza in Watt e in Ampere (oltre a una valutazione del consumo con l’utilizzo delle classi), oltre alla potenza massima “MAX” che gli elettrodomestici possono sopportare per non saltare in aria.

Naturalmente, per scegliere gli utilizzatori giusti, serve anche verificare la conformità alle normative vigenti. Quindi, la certificazione ISO 9001 e tutte le normative per quanto riguarda la resistenza elettrica devono essere messe nero su bianco con i relativi simboli.

Quindi, quando si parla di utilizzatori per impianti elettrici, è bene farsi spiegare il modello che serve, per andare sul sicuro.

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Cavi scaldanti, cosa sono e a cosa servono

Cosa sono i cavi scaldanti e dove fanno davvero la differenza? In questa guida vediamo quali sono i contesti migliori dove usarli e quali sono le differenze con i cavi elettrici semplici. Per trovarli, invece, basta andare sul nostro shop.

Cosa sono i cavi scaldanti

I cavi scaldanti, o meglio, i cavi scaldanti autoregolanti, sono dei cavi che hanno particolari caratteristiche. Quali sono?

  • Possono essere usati sia in impianti domestici, sia in quelli industriali, sia all’interno che all’esterno.
  • Sono di piccole dimensioni, quindi si possono usare sia dentro ai tubi, sia su una superficie che si possa poi riscaldare con questi cavi.
  • Sono molto facili da usare. Soprattutto in edilizia, è importante usare questi cavi quando si vuole ottenere subito una superficie scaldante.

Infine, questi cavi non hanno bisogno di sostituzioni, non hanno bisogno di troppa manutenzione e, grazie alla loro versatilità, si possono mettere in posa in pochissimo tempo.

A cosa servono i cavi scaldanti

I cavi scaldanti servono per scaldare in inverno quelle strutture che, se non fossero riscaldate, non sarebbero in grado di funzionare correttamente. La possibilità di utilizzare i cavi di questo tipo in ambienti umidi (con le relative protezioni), permette di utilizzare molto questi cavi in ambito edile.

Per esempio, nei tubi esterni per portare l’acqua nelle case. In alternativa, anche in strade e marciapiedi, dove è necessario trasportare corrente elettrica a qualsiasi temperatura, si può pensare di usarli. In casa, se si deve fare un impianto di riscaldamento, oppure un impianto di isolamento termico, non si può fare a meno di usare questo tipo di cavetteria.

Anche su terrazze e grondaie, i cavi scaldanti sono ideali per garantire un effetto antigelo. Non a caso, l’effeto autoregolatore di questi cavi permette di ottenere una temperatura costante, senza dover intervenire sempre sul termostato.

In ambito aziendale, si possono trovare tantissime situazioni dove sono necessari questi cavi. Per esempio, in ambienti che devono essere freddi per esigenze di produzione, oppure dove è necessario tenere costanti queste temperature.

Come scegliere i cavi scaldanti

Per scegliere questa cavetteria, è importante rivolgersi ad aziende italiane, che garantiscono massima trasparenza. In più, rivolgersi ad aziende italiane, o comunque europee, significa avere la certezza che tutti i controlli siano stati fatti.

Per esserne certi, basta verificare la presenza delle normative nazionali ed europee sulle schede tecniche. In particolare, molta attenzione va data ai materiali e al voltaggio dei singoli cavi. Come sempre, è importante che la cavetteria risponda alle esigenze di chi ha messo in piedi il progetto.

Rivolgersi sempre a un elettricista qualificato per i cavi scaldanti aiuterà a dare una reale risposta al primo freddo autunnale/invernale e per tenersi pronti per quando l’impianto di riscaldamento dovrà essere messo in moto. Controllare sempre la descrizione dei prodotti aiuta!

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Domotica vocale, di cosa si tratta e come funziona

Cos’è la domotica vocale e come funziona? Perché si dovrebbe pensare di installare qualcosa del genere e in quali contesti? Per tutte le informazioni, basta proseguire la lettura! Per i materiali, invece, si può fare riferimento al nostro shop!

Cosa è la domotica vocale

La domotica vocale è un impianto che riconosce i comandi vocali. In questo modo, al termine dell’installazione, tutti i componenti della famiglia possono dare dei comandi vocali e vedere la casa reagire in base ai comandi.

In passato, questa prospettiva era considerata fantascienza, ma oggi è possibile grazie a diverse innovazioni e alla riduzione dei costi per gli apparecchi di riconoscimento vocale. Come non pensare alla svolta di Amazon e di Google in tal senso: queste multinazionali hanno dato impulso al settore con apparecchi semplici e dai costi contenuti, ma che da soli non bastano.

Infatti, serve un impianto elettrico e non solo completo, che trasformi la voce in impulso elettrico e, quindi, nella realizzazione dei comandi più semplici, come può essere accendere una luce o la TV. Come funziona e come è possibile tutto questo?

Come funziona la domotica vocale

Quando si parla di domotica vocale si parla dell’intero impianto, dall’apparecchio che riceve il comando vocale e lo decodifica alle varie applicazioni impiantistiche. Una volta installato l’impianto, per il riconoscimento vocale ogni componente della famiglia registra la propria voce con il dispositivo.

Così, questo sarà in grado di riconoscere sia il comando, sia chi lo fa. Ora, i comandi sono abbastanza standard, come “Spegni la luce”, “Accendi la TV”. In più, l’apparecchio di riconoscimento vocale ha un sistema operativo (iOS/Android, come quelli degli smartphone), che permette di fornire informazioni a tutto l’impianto.

Per funzionare, serve una connessione Wi-Fi molto potente. Infine, nell’impianto vengono installate delle placche, collegate tra loro tramite Wi-Fi. Queste sono invisibili, perché sono all’interno del muro. Infine, una volta dato il comando, sono proprio le placche a “eseguirlo”.

C’è anche un pratico pannello di controllo: si tratta di un pratico schermo LCD per gestire tutte le impostazioni.

Oltre alle placche, ci sono anche dei sensori, che permettono alla casa di “gestire da sola” illuminazione, temperatura, ecc. Questi sistemi si possono anche regolare a comando.

Costi

I costi dipendono dall’estensione dell’impianto. Per i materiali, invece, i costi sono molto ridotti: si parla anche di meno di 100 Euro per il sistema di riconoscimento vocale. Per saperne di più, conviene chiedere un preventivo alla ditta che si occupa dei lavori, per ottenere una stima per la propria abitazione.

Campi di applicazione della domotica vocale

Di solito, questi sistemi  si trovano nelle case e nei piccoli uffici. In particolare, è possibile gestire con questo sistema:

  • Temperatura.
  • Umidità in casa.
  • Elettrodomestici grandi e piccoli.
  • Tecnologia che supporta la rete wi-Fi.

La prima cosa da fare per avere un sistema del genere è chiamare una ditta valida, che offra un progetto competitivo e sicuro di domotica vocale.

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Cavi elettrici antichizzati quali scegliere e perché

I cavi elettrici antichizzati sono dei componenti elettrici che si possono usare a vista e che offrono un buon effetto decorativo. Per trovarli, si può cercare sul nostro shop. Ecco quali scegliere in base a quello che si vuole fare.

Cosa sono i cavi elettrici antichizzati

I cavi elettrici antichizzati sono, all’interno, dei comuni cavi in rame intrecciati. Assicurano buona conduttura, facilità di utilizzo e sicurezza come da normative vigenti sui componenti elettrici.

Rispetto ad altri componenti, però, hanno un rivestimento diverso. Il rivestimento, è infatti, in diversi tessuti e colori. Si può usare il cotone, ma anche la tela. Il cavo può essere intrecciato o meno. Si può scegliere tra i cavi elettrici antichizzati quelli che stanno meglio in casa.

Come usare

Questi cavi si possono usare all’esterno, come elemento decorativo. Quindi, sono usati soprattutto per:

  • Installare abat-jour.
  • Impianti a vista.
  • Per cantine/soffitte.
  • Per rendere più confortevole il soggiorno.
  • Canaline/centraline di sicurezza.

Il sistema a treccia di questi particolari cavi consente anche la possibilità di attorcigliarli senza disperdere calore e mantenendo isolata la corrente elettrica. Quindi, questa è una scelta anche di sicurezza.

Per l’installazione, senza collegamento alla corrente elettrica, basta che l’esperto colleghi le estremità in base alla polarità e faccia una prova per capire se è tutto a posto. Il consiglio è di non fare mai da soli e di chiedere all’esperto il tipo di cavo di cui ha bisogno.

Come scegliere i giusti cavi elettrici antichizzati

Per scegliere i cavi giusti, è necessario capire la lunghezza che serve. Di solito, questi cavi si vendono al metro (minimo 10 metri, massimo quanto ne serve). Quindi, la prima cosa da fare è verificare quanti metri ci sono nel progetto.

A questo punto, l’esperto dovrà vedere gli agganci. I cavi sono scoperti, ma devono essere lo stesso ben fissati al muro. Infine, si dovrà sempre avere a che fare con cavi in linea con la normativa vigente.

Quindi, è fondamentale che:

  • I cavi arrivino ben sigillati.
  • La confezione riporti tutte le disposizioni: CE, ISO9001, ecc. Naturalmente, devono essere tutte reali e non contraffazioni.
  • L’azienda deve essere affidabile e garantire anche assistenza clienti.

Per quanto riguarda i nostri cavi elettrici antichizzati, assicuriamo i prodotti venduti. Sono delle migliori aziende italiane ed europee. Garantiscono controlli già a livello di produzione in linea con le leggi vigenti e hanno sempre una sede legale e un sito di riferimento per poter chiedere una mano.

Di norma, questi cavi sono affidabili e molto resistenti. Una volta usati negli impianti a vista, non c’è alcun motivo per muoverli. Non ci sono particolari manutenzioni da fare dopo l’installazione. I materiali sono anche semplici da riciclare, per chi ama il risparmio energetico e ha un occhio all’ambiente. Vale la pena usarli nelle rifiniture e negli impianti a vista che possono fare parte di un arredamento di gusto.