Archivio mensile:Gennaio 2016

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Tatto e Voip Ip100 della Saiet: telefoni diversi per esigenze diverse

Se si ha bisogno di un telefono nuovo, gli apparecchi dell’italiana Saiet sono un’opzione da non sottovalutare, sia che si cerchi un telefono con le funzioni base che si cerchi un telefono con funzionalità avanzate. In questo post andiamo alla scoperta di due telefoni diversi, adatti a soddisfare esigenze diverse: Tatto e il Voip IP100.

Tatto, semplice e funzionale

saiet-tatto-bluIl telefono a filo ultracompatto Tatto è l’ideale per chi cerca un telefono che faccia il suo mestiere senza troppi fronzoli. Tatto è un telefono dalle dimensioni ridotte, è maneggevole e occupa poco spazio. Si può fissare a parete oppure poggiare su un ripiano: la sua versatilità lo rende adatto a ogni tipo di arredo.

Il tasto per la ripetizione dell’ultimo numero (Redial) consente di risparmiare tempo prezioso, così come il tasto dedicato ai servizi speciali di telefonia, Flash, rendono questo apparecchio comodo e pratico. La possibilità di regolare il volume lo rende l’ideale anche per gli anziani e le persone con piccoli problemi di udito, mentre il silenziatore temporaneo permette di concentrarsi sul lavoro o godersi piacevoli momenti di relax senza essere disturbati da una telefonata inopportuna.

Nel nostro store potete trovare il telefono Tatto bordeaux oppure la versione in Blu Avio, un azzurro tenue e delicato: quale preferite? A voi la scelta!

Economico, resistente, poco ingombrante, dal design gradevole, confortevole, con un’ottima qualità del suono e della ricezione: se cercate un telefono facile da usare e poco costoso, avete trovato il modello che fa per voi.

Voip IP100: fai il pieno di funzionalità

ip-100Il telefono IP100 è un voip, permette cioè le chiamate tramite rete internet. Questo telefono svolge la funzione anche di agenda grazie alla capiente rubrica, che consente di archiviare ben 140 nomi. La possibilità di avere 10 numeri in selezione abbreviata permette di risparmiare tempo e chiamare velocemente il numero che serve. Inoltre, l’IP100 ha le funzioni messa in attesa, trasferta di chiamata e deviazione. Non manca un chiaro display retroilluminato, per visualizzare chi ci sta chiamando.

Grazie a questo telefono è possibile organizzare conferenze a tre: ciò lo rende utile per brevi call di lavoro oppure per fare una bella chiacchierata fra amici. Con l’IP100 è possibile regolare il volume e collegare una cuffia per avere una maggiore privacy nelle conversazioni

Completa il tutto la possibilità di aggiornare il firmware da remoto e di collegare 3 account Sip. Anche il Voip Ip100 è disponibile nel nostro store: se si desidera un telefono Voip ricco di funzionalità, questo modello della Saiet è la scelta giusta.

Saiet, dal 1962 prodotti e servizi innovativi

Tatto e IP100 sono apparecchi della Saiet, azienda nata a Bologna nel 1962: in tutta la sua storia ha sempre messo la ricerca di tecnologie innovative al centro della propria attività industriale. Nel 2003, Saiet è diventata partner della divisione TLC Samsung; nel 2007 è entrata nel mercato consumer Telecon con il telefono Shark. I prodotti della Saiet sono garantiti dalla certificazione UNI EN ISO 9001:2008.

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Illuminazione di un campo di calcio: tutto quello che c’è da sapere

Un campo da calcio necessita di un ottimo impianto di illuminazione per soddisfare le esigenze di giocatori, arbitro, addetti ai lavori e spettatori. Sia i calciatori che il pubblico devono vedere in modo chiaro il campo di gioco e le aree circostanti (come l’ingresso nell’impianto sportivo), sia che si parli di Serie A che di categorie inferiori.

L’impianto di illuminazione di un campo di calcio, oltre a essere perfettamente funzionante, dev’essere anche sicuro e facile da gestire. Il corretto funzionamento passa da una buona manutenzione: gli operatori devono poter accedere facilmente alle strutture dell’impianto, ai comandi e alle torri portalampade per la sostituzione delle luci.

La fase di progettazione e installazione

La progettazione dell’impianto riguarda l’alimentazione sia dei dispositivi di illuminazione esterna che degli apparecchiature elettriche nei locali di servizio (gli spogliatoi, ad esempio).

I componenti elettrici devono essereconformi ai requisiti CE e IMQ. L’intero impianto deve garantire protezione contro i contatti diretti e indiretti, sovraccarichi e cortocircuiti.

I quadri elettrici devono riportare il nome e il marchio del costruttore, il tipo di quadro, la corrente nominale, la natura della corrente e della frequenza, la tensione nominale e il grado di protezione. Ovviamente, devono essere dotati di interruttori differenziali, la cui corrente nominale dev’essere maggiore del flusso effettivo della corrente elettrica. I quadri elettrici vanno posti in contenitori con grado di protezione IP54 (contro polvere e spruzzi d’acqua).

I cavi elettrici, a loro volta, devono essere isolati con gomma G7 e avere una guaina in Pvc.

Le torri portalampade, che illuminano il campo, possono avere dimensioni dai 16 ai 30 metri e avere una forma tronco-conica, oltre a essere dotate di una “scala” con dispositivo anticaduta e “terrazzini” di riposo ogni 10 metri (per consentire un’agevole sostituzione delle lampade).
Ogni torre dev’essere dotata di un “armadio” con apparecchiature di alimentazione e protezione, costituito da materiale resistente a urti e sollecitazioni elettriche. Cavi da collegare ai proiettori montati nelle torri devono essere tripolari.

Una volta progettato e installato l’impianto elettrico nella struttura sportiva, vanno eseguiti le verifiche e i collaudi previsti dalle norme di legge: un primo esame a vista, la verifica della resistenza all’isolamento, della caduta di tensione, del quadro elettrico, dell’impianto di terra e di protezione.

Illuminazione del campo: quali sono i criteri da seguire

Come già accennato, l’illuminazione di un campo da calcio dev’essere adeguata a rispondere alle esigenze di addetti ai lavori e spettatori.

I parametri da rispettare sono diversi: illuminazione verticale, orizzontale, direzionalità e uniformità della luce, limitazione dell’abbagliamento e resa dei colori.
L’illuminazioni orizzontale e verticale sono fondamentali sia per il campo che per le zone limitrofe: ci dev’essere un adeguato “contrasto” per permettere al pubblico di distinguere i giocatori e far sì che i giocatori, che necessitano di luce in tutte le direzioni, riescano a seguire bene la traiettoria del pallone.

La direzionalità, altro parametro imprescindibile, dev’essere misurata a 1,5 metri dal terreno di gioco. L’uniformità dell’illuminazione, invece, va calcolata in base al rapporto fra i valori massimi e i valori minimi della luminosità. La resa dei colori, infine, dipende dal valore di indice di resa cromatica RA: più questo valore si avvicina a 100, migliore è la resa.

Le lampade ideali per un campo da calcio sono a ioduri metallici e luce bianca, con RA superiore a 80. Le lampade devono essere certificate IEC e CE.
I proiettori possono essere a fascia circolare o rettangolare: se le torri portalampada sono disposte lungo i lati maggiori, meglio scegliere un proiettore a fascia rettangolare, se invece sono disposte lungo le diagonali del campo è preferibile optare per le fasce circolari. I proiettori devono avere una classe di isolamento I e IP65, le unità di alimentazioni delle luci classe di isolamento IP20.

Infine, non può mancare l’illuminazione d’emergenza, obbligatoria per la sicurezza di spettatori durante l’uscita dalle strutture sportive.

Quali sono le principali norme di riferimento?

Le norme di riferimento sono la UNI EN 12193, relativa all’illuminazione nelle installazioni sportive, la UNI EN 12665, la norma CEI 64-8 variante V2 (impianti elettrici di illuminazione pubblica) e, infine, la UNI EN ISO 9001.

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Cos’è un interruttore crepuscolare e come funziona

Cos’è un interruttore crepuscolare? Dove e come si usa? Come funziona? Quando conviene? Quali sono i suoi pro e contro? In questa guida c’è tutto ciò che c’è da sapere. Per trovare questi prodotti, ci sono speciali occasioni sul nostro shop.

Cos’è un interruttore crepuscolare?

L’interruttore crepuscolare accende le luci al tramonto, senza interventi esterni. Per “capire” quando attivarsi, il dispositivo ha una fotoresistenza (= più c’è luce solare, meno si attiva, e viceversa). Questo permette di ridurre i consumi e di evitare sprechi.

Il dispositivo si collega a: lampade crepuscolari, sensore crepuscolare da esterno, ecc.

Dove si usa l’interruttore crepuscolare

Si usa per illuminare gli esterni di notte, o meglio, dal crepuscolo fino all’alba. Si può installare sia su nuove lampade crepuscolari LED, sia a lampade già scelte in passato. Più funzioni ci sono, più il prezzo del dispositivo aumenta. Questo consente di scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze.

In generale, i modelli più usati sono quelli elettromeccanici (= relè + fotoresistenza), ma ci sono modelli anche programmabili. Per esempio, il modello astronomico.

Quando il sole raggiunge la posizione di -18° sotto l’orizzonte si attiva. Per ottenere questo risultato, sta inserire longitudine e latitudine della località di installazione. L’interruttore crepuscolare calcola da solo quando attivarsi. Di solito, si usa per l’illuminazione stradale o nelle imprese.

Come funziona l’interruttore crepuscolare e come si installa

La fotoresistenza funziona come se fosse un sensore di rilevamento luce. Quindi, basta che la luce si “spenga” idealmente per attivare il dispositivo. Tra i modelli disponibili, ci sono gli interruttori crepuscolari a tempo. Sono deterrenti, perché si attivano quando passa un intruso.

Per via del suo funzionamento, deve essere posizionato in una zona esposta al sole. Altrimenti, la fotoresistenza non potrà attivare le lampade crepuscolari tramite l’interruttore.

Vantaggi dell’interruttore crepuscolare

bticino-crepuscolareIl dispositivo fa risparmiare energia. Sfrutta meglio la luce solare e permette di dire addio agli sprechi.

Il secondo vantaggio è l’effetto deterrente, che, accanto a sirene e sistemi di rilevamento, consente di stanare gli intrusi.

Contro dell’interruttore crepuscolare

La fotoresistenza non funziona con una fonte di luce vicina, anche se artificiale. In questi casi, il dispositivo non si attiva.

Quando piove, il dispositivo può accendersi quando non serve.

Nonostante questi piccoli problemi, che si possono risolvere con un sensore crepuscolare da esterno, i pro superano i contro, soprattutto se si pensa al costo contenuto di questi strumenti salva-bolletta.

 

Luci notturne a Led e fluorescenti: per il crepuscolo. I migliori modelli

Nel nostro store ci sono diversi modelli di luci notturne. Si usano come lampade crepuscolari e di cortesia. Per esempio, il modello di luce a Led BeTwilight della Bticino si attiva automaticamente come luce crepuscolare, ma può essere sfruttata anche come luce di cortesia nella modalità manuale. Inoltre, particolare non da poco, è possibile regolare l’intensità della luce grazie alla funzione dimmer.

L’interruttore crepuscolare non dovrebbe mancare mai a chi ha un piccolo giardino, un’azienda, oppure semplicemente desidera un sistema di illuminazione notturna automatica!

Linea Cotto di Le Prolunghe, gusto classico per la propria casa

Se è vero che negli ultimi anni si sono affermati gli stili moderni come l’urban-chic e l’ecletic industrial, è altrettanto vero che gli stili classici per l’arredamento non sono certo scomparsi, anzi: il classico è sempre attuale. Una casa arredata in stile classico è ospitale, calda, piena di fascino: se la vostra intenzione è dare un aspetto classico al vostro arredamento, potete trovare nella Linea Cotto dell’azienda trentina Le Prolunghe.

La Linea Cotto di Le Prolunghe è costituita da raffinati rosoni lavorati e lisci, dal diametro di 70 o 90 cm, l’ideale per dare ai lampadari un delizioso tocco di delicata classicità: il cotto, si sa, oltre a essere un materiale di pregio è anche resistente agli urti e alle intemperie, scelto spesso per dare un aspetto di grande eleganza alla propria casa.

Arredare una casa con la linea Cotto: quali stili scegliere?

cotto-02La Linea Cotto è perfetta per lo stile classico e il classico contemporaneo, caratterizzato da mobili in legno (principalmente noce massello), da divani con imbottiture, da tonalità calde, da complementi d’arredo in porcellana. La casa in stile classico è per definizione una casa accogliente e affascinante.

Lo shabby-chic è un altro stile che si sposa a meraviglia con i rosoni della Linea Cotto: shabby-chic significa letteralmente “trasandato chic”, è apparentemente poco curato, ma in realtà è uno stile di interior design molto raffinato. Il legno e il lino sono due materiali che non possono mancare, così come i complementi d’arredo vintage: porcellane, piatti, utensili di latta. Questo stile predilige colori pastello (avorio, beige, bianco, grigio chiaro), mobili slavati in bianco e morbidi cuscini qua e là. Lo shabby-chic denota grande attenzione all’interior design: se volete sorprendere gli amici, è quello che fa per voi!

Ma non finisce qui: la Linea Cotto ben si adatta anche a stili come il nordic retrò e l’etnico. Il 2016 sarà il ritorno a motivi di ispirazione naturale: c’è qualcosa di meglio del color terra del cotto?

La Linea Cotto di Le Prolunghe è perfetta per arredare le case al mare, dove trionfano i colori chiari, gli chalet di montagna, dalle tonalità calde e naturali, e i rustici in campagna o al lago.

Le Prolunghe, l’orgoglio del “prodotto italiano”

Le Prolunghe è un’azienda trentina nata nella Val di Non nel 1987. Come si evince dal nome, inizialmente l’azienda produceva principalmente prolunghe elettriche, ma nel corso del tempo ha esteso la propria linea di prodotti (dagli avvolgicavo alle lampade portatili), mettendo sempre al centro la qualità.
Dopo un primo trasferimento a Mori, nel 2005 l’azienda si trasferisce a Rovereto, dove attualmente ha la sede.

La linea più interessante dell’azienda trentina, di cui fa parte la Linea Cotto, è C’era una volta, intelligente rivisitazione dei “vecchi impianti elettrici” che unisce il calore dei materiali di una volta con la sicurezza della tecnologia moderna.

Come sostituire un interruttore unipolare con uno bipolare

Può capitare di dover sostituire un interruttore unipolare con uno bipolare per adeguare la presa a una nuova esigenza dell’impianto. Anche se si tratta di un’operazione abbastanza semplice, per sostituire un interruttore unipolare con un bipolare bisogna eseguire ogni passaggio con attenzione.
In questo post scopriremo come fare: ma prima chiariamo la differenza fra interruttore unipolare e interruttore bipolare.

Cosa sono l’interruttore unipolare e l’interruttore bipolare

L’interruttore unipolare, quello che di solito controlla le luci, può interrompere solo la fase o il neutro, aprendo e chiudendo il circuito. Da questo interruttore, dunque, si può scollegare solo la fase.

L’interruttore bipolare, che si usa per i grandi elettrodomestici (frigo, asciugatrice, forno, lavatrice e lavastoviglie), garantisce l’isolamento totale perché interrompe entrambe i poli, sia la fase che il neutro. Questo tipo di interruttore si trova anche nel contatore nelle linee del quadro elettrico principale.
L’interruttore bipolare è caratterizzato dalla presenza di quattro fori e dai numeri 0 e 1.

Sostituire un interruttore unipolare con uno bipolare

interrutore-bipolare-livinglightPrima di procedere con la sostituzione, accertiamo di aver staccato la corrente e di aver radunato tutti gli attrezzi necessari: l’interruttore, della stessa serie delle presa in cui va installato, un cavo nero e un cavo blu, entrambi da 2,5 mm e abbastanza lunghi da permettere di collegarli alla scatola di derivazione, una spellafili e una molla per infilare i cavi nei tubi.

La prima cosa da fare è aprire la scatola di derivazione più vicina, aggiungere due cavi (neutro e fase), svitare le viti che tengono fissati i cavi dello stesso colore e spellarli per il collegamento. A questo punto, nei cappellotti elettrici colleghiamo la fase con la fase e il neutro con il neutro attorcigliando i fili di rame: per evitare errori, facciamoci aiutare dai colori. Attenzione: il filo giallo-verde, la messa a terra, non va toccato. Ora dobbiamo portare i cavi elettrici alla presa dove dobbiamo collegare il nuovo interruttore: una sonda può tornare molto utile.

Il passaggio successivo è quello di collegare la coppia fase-neutro ai quattro fori dell’interruttore bipolare, sia in ingresso (mandata) che in uscita (ritorno): i cavi in ingresso vanno collegati ai fori in alto, i cavi in uscita a quelli in basso. La messa a terra, ovvero il filo giallo-verde (chiamato anche conduttore di protezione) va collegato all’impianto di terra.

Se abbiamo fatto tutti i collegamenti nel modo giusto, possiamo agganciare l’interruttore al frutto, il frutto al supporto, avvitare il supporto e inserire la placca. Il lavoro è terminato: non ci resta che riattaccare la corrente e scoprire se abbiamo fatto tutto per bene.

Nel caso in cui sorga qualche problema, il consiglio di chiamare un elettricista è sempre valido: meglio evitare problemi sul nascere che doversi trovare a risolvere grane peggiori più in là nel tempo.

Materiale di qualità: l’unica scelta possibile

Nel nostro store trovate tutti gli apparecchi di comando necessari per il vostro impianto elettrico, fra cui l’interruttore bipolare Plana di Vimar, azienda storica che fa della qualità dei materiali la propria mission. Acquistare materiale elettrico di buona fattura è l’unica scelta possibile per