Archivio mensile:Dicembre 2016

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Termoconvettore elettrico Microrapid: piccolo elettrodomestico dai grandi vantaggi

Quando il freddo in casa è davvero intenso, il riscaldamento tradizionale con impianto a gas e termosifoni può non essere sufficiente a riscaldare l’ambiente, soprattutto quando si ha l’esigenza di riscaldare una stanza in particolare come il bagno durante la doccia oppure la stanza dei bambini. In questo caso un termoventilatore o un termoconvettore rappresentano la soluzione migliore. Tutto ciò che serve è la corrente elettrica e una presa cui collegarli.

Termoconvettore o termoventilatore?

Termoconvettori e termoventilatori hanno la funzione simile di riscaldare un ambiente di dimensioni ridotte in breve tempo oppure quando il riscaldamento tradizionale non basta. Tra i due elettrodomestici esistono tuttavia alcune differenze.

La prima differenza riguarda il modo in cui il calore è generato. Nei termoventilatori il calore ha origine da una resistenza elettrica che si riscalda; attraverso una ventola, il calore viene poi diffuso all’ambiente circostante. Nei termoconvettori l’aria è riscaldata sempre attraverso una resistenza elettrica ma il calore si diffonde attraverso il processo di convezione naturale, ossia quel fenomeno per cui l’aria calda sale, mentre l’aria fredda scende e viene aspirata dallo stesso termoconvettore, attraverso uno scambiatore di calore. Il funzionamento di propagazione del calore è simile a quello dei termosifoni tradizionali ma il vantaggio è quello di evitare gli inutili sprechi di energia dovuti all’accensione della caldaia, offrendo un beneficio anche all’ambiente, oppure di risparmiare tempo, grazie ai tempi di riscaldamento molto rapidi.

Il peso del termoventilatore è generalmente inferiore a quello del termoconvettore ma di solito il termoventilatore è molto più rumoroso del termoconvettore che non emette alcun suono e che si presta anche ad essere utilizzato in ambienti più grandi, come il salotto o la camera da letto.

Termoconvettore elettrico Microrapid

Il Termoconvettore elettrico Microrapid 1000-VO è un termoconvettore di dimensione ridotta, ma di potenza elevata, adatto ad essere utilizzato in ambiente domestico, anche in spazi ridotti, come quello del bagno. Ha un sistema che lo protegge dagli spruzzi dell’acqua e che gli permette di essere istallato anche in spazi umidi. Non emette rumore e i suoi comandi sono protetti da uno sportellino. Il termoconvettore ha una comoda funzione “no frost” che ne consente l’accensione automatica se la temperatura è inferiore ai 5°C. Può essere facilmente istallato a parete ed è molto leggero, poiché pesa solo pochi kilogrammi.

Per ragioni di sicurezza, si consiglia di inserire direttamente la presa in corrente, senza utilizzare adattatori o prese multiple.

 

 

impianto elettrico a norma

Come fare a capire se l’impianto elettrico non è a norma

Avere un impianto elettrico a norma è indispensabile sia per ragioni di sicurezza, sia per evitare danni di tipo legale con le normative vigenti, sia per limitare i consumi.

Impianto elettrico: alcune nozioni di base

L’impianto elettrico è un sistema che serve a distribuire energia elettrica, sia in un contesto domestico, che in ambito produttivo, all’interno di un’attività commerciale, un ufficio, un’azienda. Riguardo l’istallazione degli impianti elettrici, è necessario che questi rispettino i requisiti imposti dalla legge.

Tra le prime normative in merito in Italia, c’è la legge 46/90 che regola appunto l’istallazione di impianti elettrici a norma, sia relativamente alle apparecchiature da utilizzare che riguardo la corretta procedura di montaggio e stabilisce che la responsabilità dell’istallazione è a carico di chi effettua il montaggio. Nel 2008 invece è stato approvato il decreto ministeriale n.37, con il quale si prevede che un impianto a norma deve essere corredato di un certificato di conformità.

Oggi, ad ogni modo, sono soprattutto le normative europee a regolare la messa a norma degli impianti elettrici.

Come capire se l’impianto elettrico (non) è a norma

La responsabilità dell’impianto elettrico ricade sull’istallatore che lo ha certificato, quindi è opportuno prestare attenzione all’istallazione e al suo rispetto delle direttive europee vigenti. Una cosa semplice da fare è verificare che i prodotti che sono montati nell’impianto rechino il marchio CE o CEI: se questo marchio è assente, vuol dire che il prodotto non rispetta le normative europee.

Per valutare se un impianto sia o meno a norma, è possibile valutare la presenza o no di alcuni elementi, poiché alcuni di essi fanno parte necessariamente di un impianto elettrico a norma. Se questi dovessero essere assenti, l’impianto non sarà a norma.

Un impianto a norma possiede le seguenti caratteristiche:

  • l’impianto deve essere dotato di interruttori differenziali ad almeno 2 unità, per avere la continuità dell’energia elettrica a 2 linee, e le linee di alimentazione dei grandi elettrodomestici devono essere differenziate rispetto a quelle della luce;
  • deve esserci un interruttore generale di emergenza, un sistema di messa a terra e un salvavita nella centralina da cui parte il cablaggio dei fili dell’impianto: l’impianto deve essere protetto da sovracorrenti, grazie alla presenza di un interruttore che interrompe il passaggio dell’energia elettrica in caso di pericolo, dovuto ad esempio a fili bruciati o guasti;
  • le prese elettriche devono essere tali da sopportare il carico dei dispositivi elettrici che si andranno a collegare;
  • devono essere istallate luci di emergenza e di sicurezza che si azionano nel caso di mancanza temporanea della corrente elettrica;
  • non devono esserci nel sistema conduttori in tensione a vista o facilmente accessibili, perché questi possono costituire un pericolo; per lo stesso motivo non devono esserci fili volanti o coperti da nastro isolante o posti in prossimità di una fonte di acqua e i cavi devono essere disposti in canaline.
riscaldamento elettrico

Riscaldamento elettrico e consumi: quello che c’è da sapere

Tra i sistemi di riscaldamento esistenti, si sta manifestando un interesse crescente per i sistemi elettrici. Cerchiamo di capire quali sono i vantaggi, quali gli svantaggi e quali i costi.

Tipologie di riscaldamento elettrico

La forma più antica e tradizionale di riscaldamento elettrico è la stufetta elettrica. Utilizzata già dalle nostre nonne, questa produceva calore solo nelle zona di immediata prossimità e andava spostata da una stanza all’altra; nonostante la sua efficacia relativa, il suo consumo incideva abbastanza sulla bolletta elettrica.

Oggi la tecnologia ha fatto progressi, con l’introduzione di pannelli a parete e riscaldatori che irradiano principalmente energia sotto forma di raggi infrarossi.

Questi sistemi di riscaldamento elettrico posseggono degli elementi conduttori che, attraversati dalla corrente, si riscaldano e scaldano in modo uniforme l’ambiente circostante.

La potenza dei pannelli varia di solito dai 200 ai 1000 watt; questi possono essere istallati alla parete in modo semplice e per funzionare hanno solo bisogno che la spina sia inserita.

Generalmente hanno anche una centralina programmabile, con la quale si può decidere la temperatura da avere in base all’ora del giorno e alla stanza in cui si trovano, in modo da contenere i consumi.

Il vantaggio del riscaldamento a infrarossi è che questo ha un’azione simile ai raggi del sole, scaldando in modo diretto corpi ed oggetti che si trovano nell’ambiente, ma diffondendo le radiazioni anche al soffitto, alle pareti e al pavimento, che assorbono il calore e mantengono la temperatura costante a lungo. Il riscaldamento tradizionale invece produce temperatura non in modo uniforme, ma più alta nella parte superiore dell’ambiente, più fredda in basso, sollevando e mettendo in circolo la polvere, con svantaggi per le persone allergiche.

Vantaggi del riscaldamento elettrico sui consumi

Il riscaldamento elettrico ha un vantaggio rispetto al tradizionale riscaldamento a metano o combustibile, soprattutto se la casa è ben isolata termicamente, altrimenti c’è il rischio che una parte dell’energia prodotta sia sprecata.
Per avere un’idea di costo, si può considerare che in media per una casa di classe energetica D e un’ampiezza di circa 80 mq sarebbero necessari circa 3000/4000 Watt per 8 ore al giorno, con un consumo giornaliero di circa 24-32 kWh. In una casa del centro-nord Italia, la stima della bolletta elettrica è di circa 1300/1700 euro l’anno, costo destinato a scendere se la zona è più calda, se la casa è ben isolata termicamente o se l’utente si produce da solo una parte di energia, ad esempio con i pannelli solari o fotovoltaici. La potenza del contatore dovrebbe però essere superiore ai 3kW, di solito presenti nelle case italiane.

Includendo il prezzo dei pannelli e gli adeguamenti all’impianto, il prezzo dell’istallazione di un impianto elettrico è più economica dell’istallazione di un impianto a gas o a pompa di calore, per i quali sono da considerare anche costi di manutenzione più elevati.

Grazie ai suoi vantaggi, il riscaldamento elettrico si sta facendo strada anche in Italia, soprattutto negli appartamenti con classe energetica alta e in cui è possibile abbinarlo al fotovoltaico.

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Serie Civili Gewiss Playbus: confort e sicurezza garantiti

Se in un sito di vendita di materiale elettrico cerchiamo gli elementi per rifare o rimodernare il nostro impianto elettrico, tutto il necessario si troverà nella sezione serie civili. Cosa sono?

Caratteristiche di una serie civile

Per serie civile si intende l’insieme degli strumenti di comando, delle prese, dei supporti e delle placche che comporranno il nostro impianto elettrico; ogni serie ha i suoi componenti che non possono essere mescolati con quelli di altre serie, anche se appartengono alla stessa casa produttrice. Le case costruttrici sono molte e tante sono le serie che queste producono e che si differenziano per le forme, le finiture, gli spessori e i colori, i frutti. Il frutto è il singolo pezzo, ad esempio l’interruttore, il pulsante, la presa, il deviatore, che viene montato in un supporto e che ci da la possibilità di far funzionare il nostro impianto.
Nella scelta della nostra serie civile, l’elemento più importante da considerare, oltre al design e al nostro gusto estetico, è il livello di sicurezza che questa ci garantisce.

Le serie civili Gewiss

Tra le numerose serie civili presenti nel mercato, oggi ci soffermiamo sulle serie civili Gewiss, sulle loro caratteristiche e sui vantaggi che queste offrono.
Le serie civili Gewiss sono progettate per semplificare e rendere più confortevole la vita di ogni giorno, attraverso sistemi che prelevano l’energia, la controllano e ne trasmettono i segnali. La scelta di colori, linee e finiture è talmente ampia da riuscire a rispondere al gusto e alle esigenze di ognuno, integrandosi alla perfezione all’ambiente architettonico e l’arredo in cui sono inserite.
Tutte le serie civili Gewiss sono realizzate in tecnopolimero, materiale in grado di garantire l’isolamento elettrico oltre che la durata del colore e delle finiture, intatti nel tempo.

Serie civile Gewiss Playbus

La serie civile Gewiss Playbus è concepita per trasmettere il massimo del confort e dell’eleganza attraverso una domotica razionale e un uso semplificato delle componenti elettroniche, basato sulla presenza di tasti neri. Le funzioni offerte sono numerose e consentono un’elevata facilità di utilizzo, oltre che soddisfare ogni esigenza di controllo, sicurezza e confort in qualsiasi tipo di edificio. La serie Playbus è disponibile con due versioni di placche, proponendo le linee arrotondate e leggere Young, oppure  le classiche e rigorose Playbus lucide.

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Come montare il binario portafaretti

L’illuminazione a faretti è un tipo di illuminazione di grande effetto estetico, sempre più diffusa sia nell’illuminazione di interni che di esterni, perché si adatta generalmente bene alle moderne scelte in tema di arredamento, ma anche alle soluzioni più classiche. Una soluzione ideale per chi non ama lampade e lampadari e ricerca una resa luminosa uniforme e integrata all’ambiente.

Illuminazione a faretti: le tipologie

L’illuminazione a faretti può essere da incasso o a scomparsa.

I faretti ad incasso possono essere modificati in base alle esigenze e, nella loro istallazione, bisogna prestare particolare attenzione alle misure e all’ambiente in cui saranno collocati, calcolando bene le distanze tra un punto luce e l’altro. I faretti da incasso possono essere istallati in superfici diverse, con soffitti e controsoffitti, pareti, mensole e in generale su tutte le superfici in cui è possibile praticare un foro. Una volta montati, i faretti da incasso fuoriescono dal muro.

I faretti a scomparsa sono invece perfettamente integrati nella controsoffittatura, così che la struttura architettonica dell’ambiente assuma maggiore forza e venga maggiormente valorizzata.

In ogni caso, i faretti per essere istallati nel soffitto o nelle pareti hanno bisogno di una guida metallica, cioè di un binario portafaretti.

Binario portafaretti, cos’è e come si istalla

Il binario portafaretti è una guida metallica che si deve utilizzare per istallare e far scorrere i faretti necessari ad illuminare un ambiente. Alcuni binari hanno contatti elettrici che vanno collegati alla rete, altri invece fungono solo da supporto per i faretti e ottengono la tensione elettrica da un cavetto autonomo. In genere il binario porta faretti sostiene diversi tipi di porta lampada e permette dii scegliere la posizione delle luci, oltre che di variare l’inclinazione della luce in base all’area che si vuole illuminare.

Nell’istallazione dei faretti e dei binari è sempre bene ricorrere all’intervento di un elettricista.

La prima cosa da fare è considerare i supporti del binario, misurare le distanze dei fori presenti nel binario e riportarli alla parete, per poi procedere a fissare i supporti con le viti, che devono essere ben strette. Il binario va poi inserito nei supporti e ben centrato. In un secondo momento si deve tagliare il cavo elettrico del binario in base alla lunghezza necessaria e poi realizzare i collegamenti tra i vari cavi e conduttori. Dato che molti faretti hanno una scanalatura di lato per prevenire un montaggio errato, bisogna ruotare la leva a 90 gradi, per aprire l’attacco, fissare il faretto al binario e successivamente ruotare la leva per bloccarlo, quando si è raggiunta la posizione che si desidera.