Archivio mensile:Maggio 2018

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Lampade alogene Century, perché sceglierle per la tua casa

Le lampade alogene Century consentono di risparmiare fino al 30% del consumo elettrico famigliare e sono in regola con le normative vigenti. Per trovarle, basta andare alla sezione dedicata del nostro shop. Ecco quali sono tutte le caratteristiche in una recensione completa.

Lampade alogene Century: recensione

Le lampade alogene sono una via di compromesso tra le vecchie lampade a incandescenza e le lampade a LED. Infatti, di partenza sono delle lampade a incandescenza, ma con caratteristiche che rispettano le nuove normative.

Quindi, sono convenienti e permettono di risparmiare in casa. I formati disponibili sono davvero tanti e Century garantisce fino a 6000 ore di autonomia. Se si deve sostituire la lampadina sul momento per un’emergenza, allora non c’è soluzione migliore.

Rispetto ad altre lampade di questo tipo presenti in commercio, Century consente di ottenere il massimo con un ottimo impatto anche estetico. Infatti, in casa tutti gli elementi sono di arredamento. Quindi, una lampada a forma di oliva installata nel lampadario è “più bella” rispetto a una di forma tonda, ideale, invece, per scrivanie e lampade da comodino.

I prezzi sono in linea con il mercato, il che rende anche interessante questa scelta per la casa.

L’azienda

Century è un’azienda abbastanza giovane, ma molto affidabile. La sua attività parte nel 1995. L’azienda di Latina opera in tutto il mondo e coglie come opportunità le novità normative. Infatti, ora che non sono più in commercio le lampade a incandescenza, l’azienda è stata in grado di intercettare questo mercato e di trovare soluzioni innovative.

100% Made in Italy, Century ha diversi contatti, oltre che un indirizzo e-mail (info@century-italia.com) e una rete di vendita che si occupa anche di assistenza. Si occupa di illuminazione a ogni livello e ha i manuali a disposizione nella sezione Download del sito ufficiale.

La società offre tutte le garanzie sui propri prodotti e questo è certamente un segnale positivo, oltre alla possibilità di contatto diretto in caso di imprevisti.

Conclusione

Le lampade alogene Century sono l’ideale per risparmiare qualcosa e per sostituire le vecchie lampadine. Sono ideali per illuminare soggiorni, camere da letto e uffici. Il cambiamento in bolletta si vede dal mese successivo.

Century è una realtà italiana, alla quale si possono chiedere informazioni in qualsiasi momento. Un’azienda che c’è davvero, accanto alla professionalità di tutta la rete di vendita.

I prezzi sono in linea con il mercato e offrono un netto risparmio, soprattutto se si devono sostituire le lampadine di un intero appartamento. Quindi, conviene farne una scorta per evitare di non trovarne più dopo per esaurimento.

Le lampade alogene Century sono un prodotto convincente e anche un occhio all’estetica non guasta. Semplici da installare, hanno una lunga tenuta e un’ottima resa. Quindi, si possono tranquillamente consigliare sia per l’ambito lavorativo che per quello domestico.

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Cavi elettrici per ambiente Atex, come vanno scelti e installati

I cavi elettrici per ambiente Atex devono essere scelti seguendo normative e caratteristiche ben precise. Tutti i cavi e i componenti elettrici presenti nel nostro shop rispettano questi parametri, ma è importante capire cosa vedere sulle confezioni e quali sono le reali caratteristiche di cavi che devono reggere ad ambienti a rischio esplosione.

Cos’è l’ambiente Atex

Per “ambiente Atex”, si fa riferimento alla Direttiva Europea 94/9/CE. “Atex” sta letteralmente per “Atmosfera Esplosiva”, ovvero quegli ambienti dove si usano materiali potenzialmente esplosivi. La normativa non è riferita solo agli impianti elettrici, ma a tutti quegli impianti dove si usano sostanze pericolose per la salute o potenzialmente esplodenti.

La normativa ha il suo corrispettivo in Italia con il Decreto 233/2003.

Caratteristiche dei cavi: come scegliere

Quindi, i cavi elettrici per ambiente Atex sono dei cavi che devono resistere a pressioni, infiltrazioni e molto altro. Ci sono diverse indicazioni in etichetta, che permettono di capire se il cavo è valido o meno. Per esempio, il rispetto della Direttiva 94/9/CE è attestato dal simbolo di un 3 rovesciato con la x all’interno di un esagono. Ci sono, però, altri simboli da vedere:

  • Numeri romani I/II. Indicano se si tratta di una miniera esplodente o no.
  • Numeri arabi 1-2-3. Indicano la categoria.
  • Lettere: G/D (anche insieme). G indica impianti con gas, mentre D per impianti ricchi di polvere.
  • n. Si tratta di vedere il livello di protezione. Questo dipende dalla lettera accanto alla n.
  • II+lettera. Indica il rispetto della normativa EN 60079-0 per impianti a gas.
  • T+numero. Indica la resistenza alla temperatura.
  • identifica i cavi che sono adatti agli ambienti Atex.

In questo modo, è semplice controllare la scheda tecnica e capire se è il cavo giusto!

Come installare i cavi elettrici per ambiente Atex

Per installare i cavi elettrici per questi ambienti, è importante avere un ottimo progetto, che tenga conto di tutte le difficoltà ambientali. Detto questo, chi si occuperà dell’installazione dovrà verificare la connessione tra tubazioni e pressacavi. In più, tutto il sistema deve essere integrato e subire diverse prove stabilite per legge.

Quindi, serve un esperto elettricista, che valuti come organizzare sia il quadro elettrico, ben lontano dalle fonti di esplosione, sia i cavi elettrici, che dovranno essere anche in linea con le normative anticombustione.

In più, durante l’installazione, sono previsti diversi livelli di protezione, che vanno dalla tubazione esterna alla guaina all’interno. Ne consegue che, in base alla pressione e al tipo di ambiente, l’installatore dovrà stabilire delle connessioni rinforzate tra i cavi, in modo che tutto proceda non solo secondo normativa, ma anche per garantire la sicurezza di chi lavora nei comparti industriali.

Infatti, gli ambienti Atex sono soprattutto impianti industriali di medie dimensioni, dove il fai da te è assolutamente vietato in tutti i Paesi del mondo.

Trovi i cavi elettrici ed altro materiale sul nostro shop punto luce.

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Domotica vocale, di cosa si tratta e come funziona

Cos’è la domotica vocale e come funziona? Perché si dovrebbe pensare di installare qualcosa del genere e in quali contesti? Per tutte le informazioni, basta proseguire la lettura! Per i materiali, invece, si può fare riferimento al nostro shop!

Cosa è la domotica vocale

La domotica vocale è un impianto che riconosce i comandi vocali. In questo modo, al termine dell’installazione, tutti i componenti della famiglia possono dare dei comandi vocali e vedere la casa reagire in base ai comandi.

In passato, questa prospettiva era considerata fantascienza, ma oggi è possibile grazie a diverse innovazioni e alla riduzione dei costi per gli apparecchi di riconoscimento vocale. Come non pensare alla svolta di Amazon e di Google in tal senso: queste multinazionali hanno dato impulso al settore con apparecchi semplici e dai costi contenuti, ma che da soli non bastano.

Infatti, serve un impianto elettrico e non solo completo, che trasformi la voce in impulso elettrico e, quindi, nella realizzazione dei comandi più semplici, come può essere accendere una luce o la TV. Come funziona e come è possibile tutto questo?

Come funziona la domotica vocale

Quando si parla di domotica vocale si parla dell’intero impianto, dall’apparecchio che riceve il comando vocale e lo decodifica alle varie applicazioni impiantistiche. Una volta installato l’impianto, per il riconoscimento vocale ogni componente della famiglia registra la propria voce con il dispositivo.

Così, questo sarà in grado di riconoscere sia il comando, sia chi lo fa. Ora, i comandi sono abbastanza standard, come “Spegni la luce”, “Accendi la TV”. In più, l’apparecchio di riconoscimento vocale ha un sistema operativo (iOS/Android, come quelli degli smartphone), che permette di fornire informazioni a tutto l’impianto.

Per funzionare, serve una connessione Wi-Fi molto potente. Infine, nell’impianto vengono installate delle placche, collegate tra loro tramite Wi-Fi. Queste sono invisibili, perché sono all’interno del muro. Infine, una volta dato il comando, sono proprio le placche a “eseguirlo”.

C’è anche un pratico pannello di controllo: si tratta di un pratico schermo LCD per gestire tutte le impostazioni.

Oltre alle placche, ci sono anche dei sensori, che permettono alla casa di “gestire da sola” illuminazione, temperatura, ecc. Questi sistemi si possono anche regolare a comando.

Costi

I costi dipendono dall’estensione dell’impianto. Per i materiali, invece, i costi sono molto ridotti: si parla anche di meno di 100 Euro per il sistema di riconoscimento vocale. Per saperne di più, conviene chiedere un preventivo alla ditta che si occupa dei lavori, per ottenere una stima per la propria abitazione.

Campi di applicazione della domotica vocale

Di solito, questi sistemi  si trovano nelle case e nei piccoli uffici. In particolare, è possibile gestire con questo sistema:

  • Temperatura.
  • Umidità in casa.
  • Elettrodomestici grandi e piccoli.
  • Tecnologia che supporta la rete wi-Fi.

La prima cosa da fare per avere un sistema del genere è chiamare una ditta valida, che offra un progetto competitivo e sicuro di domotica vocale.

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Elettroinsetticida a carta collante Mo-El Mo-Plick, quale scegliere

Lelettroinsetticida a carta collante Mo-Plick è la soluzione contro le zanzare e gli insetti che infastidiscono durante la notte in estate. Si può trovare direttamente nel nostro shop. Come funziona e come usarlo?

Come funziona

Si tratta di una lampada a raggi UV che attira immediatamente mosche, zanzare e altri insetti direttamente alla carta adesiva posta all’interno della Plick. Naturalmente, la confezione include la carta adesiva, ma se dovesse servire, si sceglie a parte, dopo aver consumato i fogli presenti.

Copre una superficie di 3-5 metri quadri, quindi protegge tranquillamente una stanza della casa. Ha un consumo di 20 W, per 230 V di voltaggio e 50 Hertz. Si collega con una spina. A questo punto, la lampada presente all’interno della scatola in acciaio inox si illumina.

Quindi, gli insetti vengono attirati sulla carta collante. Il giorno dopo, si toglie la spina, si pulisce con un panno pulito e si cambia la carta collante.

Recensione Mo-Plick

L’elettroinsetticida a carta collante Mo-Plick è un sistema che permette di sostituire le vecchie e nocive piastrine. Anche l’elettroinsetticida dovrà essere lontano dalla portata dei bambini. Come per tutti i dispositivi elettrici, segue le normative: CE 93/43-96/3-DL 155/97, CEE 73/23, CEE 93/68 e, infine, CEE n. 89/336.

La confezione include un pratico manuale di istruzioni. L’azienda consiglia di non mettere l’apparecchio vicino a pareti chiare, per non ridurre l’efficacia. Questo modello rispetta l’ambiente dal punto di vista dei consumi. In più, rispetta l’ambiente di casa, visto che ha un design innovativo e si comporta come una piccola lampada, che non infastidisce durante la notte.

L’altezza consigliata è a 2-3 metri dal pavimento. In questo modo, la stanza è protetta e la posizione non permetterà ai più piccoli di avvicinarsi. Infine, si deve evitare di mettere l’elettroinsetticida vicino a fonti di luce.

L’elettroinsetticida a carta collante Mo-Plick è una soluzione conveniente ed ecologica per allontanare gli insetti e per eliminarli. Il consiglio è di provarla subito e di tenerla accesa anche tutte le notti d’estate se serve. La lampada fa il suo dovere ed è anche un bel complemento d’arredo.

L’azienda

La società nasce nel 1982, con le prime zanzariere elettrificate. Ne è nata una vera e propria linea di prodotti elettrici contro gli insetti: dall’elettroinsetticida di oggi, alle trappole, alle soluzioni per balconi e giardini.

L’azienda produce anche: asciugacapelli, riscaldatori a raggi infrarossi e persino asciugamani per alberghi. In più, fa della ricerca un punto di forza, perché collabora spesso con le università. La società ha sede in Italia e ha la certificazione ISO 9001.

Per venire incontro ai suoi clienti, la società ha messo a disposizione diversi centri di assistenza. Basta scoprire dove si trova il centro di assistenza più vicino, oppure contattare l’azienda dal sito ufficiale, per saperne di più.

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Come fare un impianto elettrico americano, informazioni utili

Un impianto elettrico americano non si basa sulle normative europee, ma rispetta solo quelle statunitensi. I materiali di qualità, però, di solito hanno entrambe le certificazioni (europee e americane). Per esserne certi, basta guardare le confezioni. Per i pezzi, si possono valutare le soluzioni presenti nel nostro shop.

Le differenze tra Paesi

Il mondo degli impianti elettrici si distingue in due categorie normative:

  1. IEC.
  2. NEC.

Entrambi sono gruppi di leggi, che indicano chiaramente:

  1. Come ottenere un impianto sicuro.
  2. Come evitare che ci sia autocombustione.
  3. Installare, monitorare, fare la manutenzione degli impianti elettrici.
  4. Differenze tra impianti residenziali e industriali.

La normativa IEC si sviluppa in Europa, con le varie leggi come le ISO. La normativa NEC, invece, è usata negli Stati Uniti. Il Canada, invece, ha preferito dotarsi di proprie normative.

Come fare un impianto americano a norma: leggi in merito

Per fare un impianto americano a norma, quindi, si segue la normativa NEC. Per gli impianti industriali c’è il codice Industrial Machinery NFPA 79. Si parte dalle normative di isolamento IEC 60204-1 e si applica la normativa seguendo anche vie dettate dal buon senso.

Per esempio, si spiega la necessità di inserire un’indicazione per i quadri elettrici esterni (= sezionatore generale esterno) e l’obbligo di interbloccare le porte del quadro.

Per gli impianti residenziali, c’è la legge NFPA 70. Si tratta di una serie di accorgimenti pratici che si usano per un impianto elettrico americano. Si prende spunto dalla IEC 60364, dalle normative canadesi e da quelle europee, oltre alle soluzioni per gli impianti industriali. Viene aggiornato ogni 3 anni.

Chiamare un progettista

Un impianto di questo tipo ha bisogno di professionisti specializzati che lavorano anche negli Stati Uniti. Si tratta di personale qualificato e anche un po’ oneroso. In ogni caso, garantirà aderenza alle leggi e sicurezza dell’impianto, soprattutto nel gestire i sovraccarichi (ed evitarli!).

A quel punto, si potrà installare l’impianto, ricordando quali sono le normative corrispondenti EU. Infatti, alcune leggi tra nazioni diverse possono proporre gli stessi accorgimenti tecnici. Per esempio, la messa a terra viene fatta diversamente, ma ha lo stesso obiettivo.

A cosa serve: pro e contro dell’impianto americano

In realtà, non ci sono reali vantaggi nel fare un impianto americano rispetto a uno italiano/europeo. Il vantaggio è nella minore tensione. La nostra corrente viaggia a 230 V, quella americana a 120 V. Questo comporta prese diverse, per cui quando si viaggia si usa l’adattatore.

C’è chi, però, vorrebbe avere un impianto elettrico americano. Quindi, il progetto dovrà partire da queste norme.

Conclusione

Realizzare un impianto americano non è uno scherzo, ma si può ottenere con l’aiuto di esperti. Si potrà dare, però, una mano, per il reperimento dei materiali, assicurandosi di avere quelli migliori anche per il mercato americano (basta controllare le confezioni).