Archivio mensile:Ottobre 2015

Come scegliere un’antenna TV

Scegliere un’antenna TV significa verificare la compatibilità con il televisore e scegliere un bene durevole, che resista ai temporali, ma anche al tempo. Comprare un’antenna tv, dunque, è un’operazione che non va fatta a cuor leggero. Quali sono le caratteristiche dell’antenna migliore e a cosa fare attenzione?

Antenne TV: criteri per scegliere bene

Le caratteristiche che fanno la differenza tra un’ottima antenna TV e una da evitare sono:

  • Guadagno. Indicato in db, mostra quanto l’antenna è capace di passare dal segnale elettromagnetico a quello magnetico, necessario per il corretto funzionamento della TV. Di partenza, si dovrebbero scegliere antenne che partono da 35 db. Naturalmente, più si sale, più costa l’antenna.
  • Avanti-dietro. Si tratta del rapporto tra guadagno verso la fonte di ricezione e nel senso opposto (angolo di riferimento 180°). Volgarmente, indica “quanto prende” l’antenna.
  • Carico del vento. Per le antenne TV esterne, indica quanto resistono al vento e alle intemperie.
  • Numero/dimensione. Sono caratteristiche a cui far riferimento quando c’è da vedere se l’antenna è ingombrante o meno e il numero degli elementi disponibili. Naturalmente, più elementi ci sono, più è difficile montarla.

Tipi di antenna TV: quale scegliere

antennaLe antenne non sono tutte uguali. Si possono scegliere tra:

  • Larga banda. Hanno una maggiore ricezione.
  • Direttive. Prendono molto bene gran parte dei canali, ma sono pensati per ricevere su una zona specifica. Se sai che nella tua zona c’è poco campo, questa è la soluzione migliore.
  • A pannello. Il punto di forza delle antenne a pannello è l’avanti-dietro. Garantiscono un’ottima ricezione anche per le fonti più lontane.
  • Logaritmiche. Sono costituite da due antenne a banda larga e si usano dove non c’è bisogno di un grande guadagno per ottenere la ricezione dei diversi canali. Per l’installazione, soprattutto per queste antenne, conviene chiamare uno specialista che eviti interferenze tra le due antenne.

Antenne da interno: come funzionano

Una menzione meritano anche le antenne da interno, preamplificate, che hanno spesso ottima qualità di ricezione. Queste antenne, rispetto al passato, sono più efficienti per due motivi: il segnale del digitale terrestre è più potente rispetto a quello analogico e sono più adatte a ricevere le frequenze UHF del digitale.

Accanto all’antenna per il digitale terrestre, possiamo installare anche un impianto parabolico: il vantaggio dell’antenna parabolica sta nella capacità di ricevere il segnale su tutto il territorio italiano, anche là dove la ricezione del digitale terrestre è difficile.

Antenna digitale terrestre: caratteristiche

Con l’avvento del digitale terrestre e della tecnologia DVB-T2 presto in arrivo, le antenne per esterno vivono una vera e propria rivoluzione. La prima cosa da vedere è che l’antenna sia LTE free. In questo modo, si eliminano le interferenze sui canali UHF.

L’antenna dovrà quindi essere un amplificatore di segnale per il digitale terrestre. Si riduce anche la grandezza delle antenne. In più, nelle antenne più piccole e di design, non c’è bisogno nemmeno di sistemare l’antenna nel modo giusto.

Per scegliere l’antenna giusta, conviene verificare la grandezza del cavo e la sua resistenza, oltre alla qualità dei materiali. Molto utilizzato per ricezione e resistenza è l’alluminio. Queste antenne si caratterizzano anche per il montaggio semplice e per il minimo numero di pezzi.

Come scegliere l’antenna giusta

Il primo consiglio è cercare un’antenna di buona qualità, evitando i prodotti troppo economici, oppure di marchi sconosciuti. Scegliere il Made in Italy garantisce anche il rispetto delle normative. Il cavo è un segnale per vedere se l’antenna è quella giusta o no.

Trattandosi di cavo da esterno, deve essere con una guaina in polietilene resistente, una schermatura interna e con una sezione di almeno 6/7 millimetri.

Poi si potrà fare il pro e il contro sulle caratteristiche generali (guadagno, tipo di antenna, resistenza, ecc.). In generale, le antenne Yagi (fra le più comuni) sono abbastanza versatili: sono la scelta giusta se non si hanno troppe competenze tecniche.

Se il segnale è molto debole, possiamo decidere di acquistare un amplificatore, disponibile sul mercato ad uno, due o più ingressi, che portano un aumento sensibile del guadagno. Negli ultimi modelli, l’amplificatore è incluso nell’antenna, quindi si deve verificare sulla confezione prima di scegliere.

Infatti, gli amplificatori sono da usare con accortezza perché, pur aumentando il livello del segnale, non ne migliorano la qualità. Oltretutto, possono causare anche disturbi e distorsioni.

Se ci si trova in zone particolarmente isolate o vogliamo ampliare il ventaglio di canali visibile, una buona antenna parabolica può fare al caso nostro. Non è necessario un’antenna enorme: ne basta una da 80 cm di diametro.

Sul nostro shop, si troveranno le migliori soluzioni per antenna TV e antenna per il digitale terrestre. Così, ci si assicura il rispetto delle normative, garanzie di qualità dei prodotti e soprattutto materiali di ottima fattura per far installare l’antenna a un esperto qualificato.

Per scegliere l’antenna TV giusta, non resta che passare e vedere le soluzioni dei migliori marchi!

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Telefono cordless VEGA, semplice e funzionale

Praticità e comodità d’uso sono le caratteristiche più apprezzate dei telefoni senza fili, ormai diffusissimi in tutte le case.
I modelli in circolazione, però, non sono tutti uguali: quando si acquista un cordless, è importante scegliere un telefono che garantisca una buona qualità di chiamata. In questo post scopriremo il telefono Vega di Saiet, un cordless di buona fattura, semplice e con tante funzionalità.

Telefoni cordless Vega nero e bianco

telefono-nero-vegaIl modello Saiet Vega nero è un telefono dect gap dall’ampio schermo LCD retroilluminato e dai tasti e caratteri grandi, caratteristiche che lo rendono perfetto anche per le persone anziane. Il volume del vivavoce è regolabile, così come il volume in ricezione. L’identificativo del chiamante permette di sapere chi ci sta chiamando e scegliere se rispondere o no; se il numero è registrato in rubrica (50 nomi memorizzabili), sullo schermo appare il nome del chiamante.

Il Vega dà inoltre la possibilità di vedere e ripetere gli ultimi 10 numeri selezionati e la lista delle ultime 40 chiamate, per trovare e chiamare in fretta i numeri preferiti; ha ben dieci suonerie fra cui scegliere, 5 monofoniche e 5 polifoniche, il cui volume è regolabile (off + 5 livelli). Il tasto “Mute” spegne momentaneamente il microfono mentre con il tasto R si accede ai servizi telefonici dell’operatore. Completano il tutto un menu multilingua (ben 9 lingue), la possibilità di vedere data, ora e durata della chiamata, la sveglia e il blocco tastiera.

La funzione più interessante di questo modello dell’azienda nata a Bologna è la modalità Eco, che riduce le emissioni radio fino al 90%.

Il modello Vega bianco ha le stesse caratteristiche e funzioni della versione nera, cambia solo il colore.

Vega Twin nero e bianco: chiamate interne gratis

telefono-vegaLa versione Twin del cordless Vega, che comprende un modello nero e uno bianco, ha alcune funzioni aggiuntive davvero interessanti. La linea telefonica, collegata al telefono principale, non esclude la possibilità di chiamare anche dal telefono gemello. Il Twin consente conversazioni a tre e il trasferimento di chiamata, una bella comodità per chi ha la fortuna di vivere in case grandi, con ampi spazi. Ma la funzione più intelligente è la chiamata intercomunicante, che consente chiamate interne gratuite fra telefono principale e addizionale: una funzione molto utile soprattutto per chi convive con familiari con problemi di mobilità, persone anziane o malate.

Saiet, qualità italiana dal 1962

Saiet è un’azienda nata nel 1962 a Bologna. Nel corso degli anni, comincia a produrre dispositivi elettromeccanici ed elettronici. Nel 2003 stringe una partnership con Samsung per Telecom Italia e per il mercato privato, e dal 2007 entra anche nel mercato della videosorveglianza. Il telefono Shark, nel 2009, è il più venduto del mercato consumer.
I prodotti Saiet sono certificati UNI EN ISO 9001, un’ulteriore garanzia di qualità.

 

 

Come sospendere i lampadari

I lampadari a sospensione sono un oggetto di arredo di gran gusto e sono in tanti a preferirli ai faretti e alle plafoniere. Per sospendere un lampadario, però, bisogna sapere bene cosa fare e prestare attenzione a ogni fase: in questo post spiegheremo per filo e per segno come installare un lampadario a sospensione in tutta sicurezza.

Sospendere i lampadari: come fare

Prima di cominciare, procuriamoci un trapano, un tassello ad ancorina, forbici da elettricista o spellafili, morsetti elettrici e un cacciavite.

lampadarioIn primis facciamo un foro col trapano vicino a dove fuoriescono i fili elettrici. Un trapano a percussione è l’attrezzo più indicato per forare il soffitto, ma attenzione a non forare i cavi elettrici.
Nel foro, va inserito il tassello ad ancorina, a cui andrà agganciato il lampadario: assicuriamoci che sia ben agganciato prima di procedere oltre.

A questo punto, spelliamo i fili con la spellafili (o la forbice da elettricista) e prepariamo i collegamenti. I fili dello stesso colore vanno collegati fra loro con i morsetti: è il metodo più indicato per collegamenti affidabili. Se il lampadario ha un suo cavo di terra, va collegato anche quello: in caso contrario, bisogna fissare la messa a terra che esce dal muro con la vite apposita.

Ora dobbiamo fissare la coppa del lampadario al soffitto: avvitiamo la vite che la tiene in posizione con molta cura.

Il grosso è fatto: non ci resta che provare il funzionamento del nostro lampadario a sospensione. Se non si accende, probabilmente abbiamo fatto qualche errore nei collegamenti e dobbiamo ricontrollare tutte le connessioni.

Ricordiamoci di fare tutte queste operazioni in massima sicurezza: stacchiamo l’interruttore della corrente elettrica prima di cominciare, usiamo una scala a libro solida e sicura, procuriamoci materiale elettrico di qualità.

Come scegliere un lampadario a sospensione

Scegliere il giusto lampadario a sospensione è importante non solo per avere un’illuminazione adeguata alla stanza dove andremo a installarlo, ma anche per ragioni estetiche.
Per esempio, se la stanza è molto ampia, un lampadario a sospensione di grandi dimensioni arricchisce l’arredo della stanza; viceversa, se la stanza è piccola, comprare un lampadario troppo ingombrante è tutt’altro che una scelta felice.
Fra un lampadario a sospensione e un tavolo ci dovrebbero essere almeno 90 cm di distanza: in commercio esistono comunque lampadari a sospensione sono regolabili in altezza.

Quando compriamo un lampadario a sospensione, inoltre, dobbiamo fare attenzione sia al materiale che al colore. Scegliere un materiale sofisticato come la ceramica, la porcellana o il vetro di Murano per una casa in stile moderno potrebbe essere una azzardo, così come scegliere colori troppo vivaci per una casa in cui prevalgono tonalità cromatiche sobrie e naturali.

Qualunque siano i vostri gusti, ricordatevi di dare un’occhiata al nostro store, dove potrete trovare lampadari in porcellana a 5 luci, lampadari a ventaglio e tanti altri modelli per tutti gli stili abitativi.

condominio

Impianti elettrici condominiali: cosa dice la legge

I condomini devono avere impianti elettrici fatti a regola d’arte, per garantire la sicurezza di tutti. L’amministratore di condominio deve provvedere all’adeguamento dell’impianto elettrico se non a norma.
In questo post scopriremo cosa dicono le normative a proposito della conformità e sicurezza dell’impianto elettrico condominiale.

Legge 220 dell’11 dicembre 2012: cosa deve fare l’amministratore

Il 18 giugno 2013 è entrata in vigore la legge 220 dell’11 dicembre 2012, che racchiude nuove indicazioni per la conformità degli impianti elettrici condominiali.

Secondo l’articolo 10, l’amministratore di condominio deve tenere una sorta di registro anagrafico con i dati dei proprietari e “titolari di diritti reali e personali di godimento”, i dati catastali di ogni appartamento, ufficio o studio, e i dati relativi alle sicurezza dell’impianto elettrico.
L’amministratore, dunque, deve conservare i documenti degli impianti che forniscono l’elettricità ai condomini e nelle parti in comune.

Il registro deve contenere la DICO (dichiarazione di conformità) degli impianti installati dopo il 13 marzo 1990 oppure, in caso di assenza, la DIRI (dichiarazione di rispondenza), rilasciata da un professionista iscritto all’albo professionale c on cinque anni di esperienza nel settore impiantistico (lo prevede l’articolo 7 del Decreto Ministeriale 37/08). Devono essere presenti inoltre la documentazione relativa alla manutenzione degli impianti, quella degli interventi di adeguamento e il verbale di verifica periodica come previsto dal DPR 462/01.

DPR 462/01: le verifiche periodiche obbligatorie

Il DPR 462/01 è molto rigido sulle norme degli impianti elettrici nei luoghi di lavoro. La norma è valida (e obbligatoria) anche nei condomini quando è presente almeno un lavoratore: in questo caso l’amministratore di condominio ha il ruolo di “datore di lavoro” e deve rispettare i vincoli del DPR 462/01.

Secondo la norma, l’amministratore deve far verificare l’impianto condominiale ogni 5 anni oppure ogni 2 se ci sono locali adibiti a studio medico, cantieri o luoghi con un pericolo di incendio più alto.
La verifica dell’impianto elettrico condominiale va affidata a enti specializzati e autorizzati che non possono avere un “doppio ruolo”: per loro progettare, installare o fare consulenza sugli impianti elettrici è vietato, a garanzia di imparzialità dei risultati dei controlli.

Le verifiche prevedono l’esame della documentazione relativa all’impianto, quindi dichiarazione di conformità, ispezioni precedenti e il progetto di installazione, un accurato esame a vista degli impianti, prove di continuità e funzionamento dei conduttori di terra, di protezione e degli equipotenziali, misura della resistenza a terra, misura delle tensioni di contatto e di passo, misura dell’impedenza dell’anello di guasto.

Alla fine dei controlli, l’organo incaricato delle verifiche consegnerà un certificato di ispezione con l’esito della verifica e le prescrizioni per rendere sicuro e conforme l’impianto elettrico.

Se invece all’interno del condominio non ci sono lavoratori, l’amministratore è esentato dall’applicazione del DPR 462/01, ma in caso di incidente causato dall’impianto elettrico deve dimostrare di aver fatto controllare puntualmente lo stato di salute dell’impianto elettrico, come previsto anche dalla sesta parte del CEI 64/8 e dalla Legge n° 46 del ’90.

Impianto elettrico condominiale: verifiche, esami e prove

Come già accennato, se il condominio non ospita lavoratori, l’amministratore non è obbligato a rispettare il DPR 462/01, ma deve comunque garantire controlli periodici dell’impianto.
Le norme relative alla sicurezza degli impianti elettrici (CEI 64/8 e Legge 46/90) prevedono verifiche iniziali, straordinarie e periodiche, oltre a esami a vista e prove strumentali.

Se le verifiche iniziali sono obbligatorie per la dichiarazione di conformità, le verifiche periodiche hanno lo scopo di accertare il perfetto funzionamento dell’impianto, mentre le verifiche straordinarie si tengono quando si operano cambiamenti o modifiche all’impianto.

Gli esami a vista possono essere ordinari o approfonditi: nel primo caso si controlla che tutti i componenti dell’impianto siano a norma e in buono stato, nel secondo, grazie a strumenti appositi, si va più a fondo e si verificano condizioni ambientali, gravosità del servizio (cioè quanto l’impianto elettrico è sollecitato) e stato generale dell’impianto.

Ricordiamo infine che i condomini ha solitamente un alimentatore TT e che all’impianto di terra devono essere collegate anche le tubature di gas e acqua e, possibilmente, anche i ferri delle fondazioni in cemento armato. L’impianto di terra è unico per tutto lo stabile.

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Faretti PlayLed, la potenza a prezzi convenienti

Fra i tanti modi di illuminare una stanza, un giardino o una sala, i proiettori a LED sono fra i più interessanti: non solo la tecnologia LED permette di avere un’illuminazione potente e allo stesso tempo non troppo costosa, ma i proiettori consentono anche di indirizzare la luce dove vogliamo e creare effetti e giochi di luce davvero sorprendenti.

In questo post vi porteremo alla scoperta di due proiettori dell’azienda italiana PlayLed: il Pocket 25 e il Pocket 35.

Proiettore Playled Pocket 25

playled-proiettoreIl proiettore Playled Pocket 25 da 25 Watt sostituisce le lampade alogene da 200 Watt. Ha una struttura robusta adatta a resistere a lungo nel tempo: lo schermo è in vetro temperato, il corpo in alluminio pressofuso. Garantito due anni, il Pocket 25 ha una luminosità notevole (2265 lumen) e una durata di circa 40.000 ore. La classe energetica è la A (quindi il risparmio è notevole) e la gradazione del colore è 6000k  (luce bianca).

Il proiettore ha un grado di protezione IP65, cioè resiste sia ai getti d’acqua che alla polvere.

Proiettore Playled Pocket 35

Così come il suo gemello, il proiettore Pocket 35 è solido e affidabile grazie al corpo in alluminio e lo schermo in vetro temperato, molto resistente. Sostituisce le lampade alogene da 250 Watt, ha un lumen di 2450 e un gradazione di colore di circa 3000K, una luce tendente al bianco (ma più “calda” rispetto al Pocket 25). Anche questo modello ha un grado di protezione IP65 alla polvere e all’acqua, quindi può essere usato senza problemi anche all’esterno.

Il Pocket 35 ha una garanzia di due anni e una durata di 40.000.

Playled, ottima qualità grazie alla ricerca

Playled è un’azienda nata in Italia nel 2006 e attiva sul mercato dal 2007, quando lancia i suoi primi prodotti a LED. Played offre una vasta gamma di prodotti sia per il settore industriale che per quello civile: lampade, faretti, strisce a LED e ovviamente proiettori, tutti di ottima qualità grazie alla grande attenzione che Playled riserva alla ricerca.

I vantaggi del LED

In conclusione, ricordiamo i tanti vantaggi delle lampade a LED: in primis la grande efficienza energetica, dato che le lampade a LED durano fino a 50 volte di più rispetto alle altre lampade e consumano meno energia (ecco perché sono molto usate da alberghi e altre strutture ricettive), circa il 70% in meno rispetto alle fluorescenti e il 90% rispetto alle alogene. Il LED disperde pochissimo calore e si accende immediatamente; inoltre, non emette radiazioni ultraviolette o infrarossi.

Le lampade a LED funzionano a bassa tensione e rimangono fredde al tatto, non contengono mercurio e sono più resistenti rispetto alle altre lampade all’umidità e a sbalzi termici.

Infine, un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di avere le luci a LED in vari colori, così da poter creare effetti di luce di grande impatto.