Archivio mensile:Aprile 2015

Fornetto elettrico Melchioni Ariosto 22 W-S: recensione

Un fornetto elettrico è l’ideale per cuocere o riscaldare pietanze in fretta, oppure per “fare le veci” del forno tradizionale nella cucina di una seconda casa, al mare o in montagna.

Può essere utile per le famiglie e per i single, e può essere facilmente trasportato grazie a peso e dimensioni ridotte. Insomma, parliamo di un elettrodomestico utile, da avere in cucina accanto al microonde
…o come alternativa allo stesso.
Andiamo alla scoperta del fornetto elettrico Ariosto 22 W-S, prodotto dall’azienda italiana Melchioni.
Parliamo di un prodotto economico, ma dal buon rapporto qualità-prezzo. Scopriamolo!

Caratteristiche tecniche e funzionalità

Il fornetto Ariosto 22 W-S di Melchioni è di dimensioni contenute, leggero e adatto a vari usi date le sue funzionalità, sufficienti per soddisfare tante esigenze in cucina. Può raggiungere i 230°, quindi è adatto anche a cotture prolungate, ed è dotato di un comodo timer, utilissimo per evitare di bruciare il cibo. Le tre manopole (temperatura, tipo di cottura, timer) permettono di avere sotto controllo ogni aspetto della cottura (per esempio, il riscaldamento della sola parte superiore, di quella inferiore o di entrambe).
Sono presenti quattro “guide” in cui inserire la leccarda. L’allegata guida infine, indica tempi e modi di cottura, aiutando così anche chi ha poca dimestichezza con la cucina, e riporta anche i dati tecnici dell’elettrodomestico.
Uniche “pecche” da segnalare l’assenza di una luce interna e del girarrosto, caratteristiche che comunque non pregiudicano la qualità del fornetto.

Ecco riassunte le caratteristiche tecniche del fornetto Ariosto:

  • Capacità: 22 litri
  • Timer: 60 minuti
  • Peso: 5,8Kg
  • Termostato: regolabile da 0 a 230 gradi
  • Cottura: selezionabile
  • Misure: 44 x 28,5 x 33cm (maniglia compresa)
  • Alimentazione: 220-240 V, 50 Hz
  • Consumo: 1380 W

Il fornetto ha una garanzia di due anni dalla data di acquisto; inoltre, è possibile scaricare il manuale d’uso direttamente dal sito ufficiale di Melchioni. Le opinioni che circolano sul web promuovono il prodotto: buona qualità e prezzo competitivo ne fanno un elettrodomestico apprezzato, soprattutto se non si hanno pretese eccessive.

Cosa puoi cucinare con il fornetto Ariosto 22 W-S di Melchioni?

Il fornetto dà la possibilità di scegliere il programma di cottura ventilata: ciò lo rende adatto a cuocere arrosti, pesci, patate, verdure grigliate e ripiene, persino biscotti. Il calore, infatti, viene distribuito in ogni angolo del forno, il modo ideale per avere una crosta croccante e un interno morbido.  Stiamo parlando quindi di un fornetto in grado di offrire tante soluzioni, ma che resta comunque un elettrodomestico di ridotte dimensioni, che non può sostituire il forno “tradizionale”. È l’ideale per cuocere qualcosa di sfizioso, per scongelare  il pranzo o la cena o per preparare porzioni ridotte senza sporcare il forno più grande: puoi anche decidere di spostarlo secondo le tue esigenze, dato che il peso non eccessivo lo rende facile da trasportare.

Per maggiori informazioni sul fornetto elettrico Ariosto 22 W-S vi rimandiamo allo shop di PuntoLuce.

La manutenzione dell’impianto elettrico: cosa fare e a chi affidarsi

Avere in casa un impianto elettrico sicuro è una necessità per la sicurezza delle persone che vi abitano e per il corretto funzionamento di elettrodomestici e illuminazione.

Per questo la manutenzione dell’impianto elettrico è importante e andrebbe fatta periodicamente per evitare qualsiasi rischio, fermo restando che il nostro impianto elettrico dev’essere a norma di legge e costruito in modo corretto con componenti di qualità.

Oltre alla questione relativa alla sicurezza, il buon funzionamento dell’impianto elettrico garantisce anche un risparmio energetico: evitare dispersioni di corrente è un buon modo per non trovare sorprese amare in bolletta.

La manutenzione è dunque fondamentale, sia sotto l’aspetto della sicurezza sia sotto quello del risparmio energetico: ma come si fa la manutenzione? E soprattutto: siamo in grado di farla da soli o è meglio rivolgersi a un tecnico esperto? Cerchiamo di capirne di più insieme.

Come fare la manutenzione dell’impianto elettrico?

Più che “fare” la manutenzione, il nostro compito sta nell’assicurarci che contatore, prese ed elettrodomestici siano integri. Se vediamo che qualcosa non va, dobbiamo chiamare immediatamente un professionista esperto e lasciar fare a lui, prima di combinare qualche pasticcio e mettere in pericolo la nostra salute.

In ogni caso, ci sono alcuni controlli che periodicamente possiamo fare per assicurarci che tutto vada bene:

  • Una volta al mese controlliamo il funzionamento dell’interruttore differenziale: premiamo la T e assicuriamoci che la leva dell’interruttore scatti e tolga la corrente a tutto l’impianto. Se ciò non dovesse accadere, chiamiamo subito un tecnico qualificato: ovviamente, se non abbiamo l’interruttore differenziale, facciamolo installare subito;
  • Controlliamo di non avere cavi elettrici a vista. Anche in questo caso, qualora avessimo bisogno di un intervento, dovremmo chiamare un professionista qualificato;
  • Assicuriamoci che le prese della corrente e gli interruttori siano integri e fissati bene alle pareti;
  • Accertiamoci che le prese abbiano  gli schermi di protezione;
  • Controlliamo che i cavi degli elettrodomestici non siano danneggiati o attorcigliati;
  • Stacchiamo le prolunghe dalle prese quando non le stiamo usando;
  • Non dimentichiamoci dell’impianto d’antenna, che va periodicamente controllato.

La manutenzione è dunque fondamentale, ma dovremmo fare attenzione anche al nostro comportamento quando usiamo l’elettricità. Spesso agiamo con leggerezza, ma ricordiamo che una scossa può rappresentare un pericolo per la nostra salute: un grave pericolo.
Utilizziamo con criterio multiple, ciabatte ed elettrodomestici (per esempio il phon), e facciamo attenzione anche quando cambiamo una lampadina: mettiamo la nostra sicurezza al di sopra di tutto.

Cosa dice la legge?

Se per la manutenzione degli impianti elettrici sui luoghi di lavoro vige il Decreto Legislativo 81/08, per gli impianti casalinghi dobbiamo rispettare le disposizioni del Decreto Ministeriale n° 37 del 22 gennaio 2008, basato sulle richiede del CEI (Centro Elettrotecnico Italiano)
In estrema sintesi e molto semplicemente, cosa dice questo decreto?

  • Gli impianti devono essere installati da imprese abilitate
  • Gli incaricati dei lavori essere in possesso di requisiti tecnico-professionali molto precisi
  • Il progetto per l’installazione, l’ampliamento e la trasformazione dell’impianto dev’essere redatto da un professionista iscritto all’albo
  • Le imprese devono “realizzare gli impianti secondo le regole dell’arte
  • Alla fine dei lavori, le imprese devono rilasciare un certificato di conformità alle norme
  • È obbligatorio affidare i lavori a imprese abilitate
  • Dopo aver ricevuto il certificato di conformità, è possibile ottenere dalle autorità competenti il certificato di agibilità

Questo è solo un sunto del decreto: è chiaro comunque che per l’installazione di un impianto elettrico esistono paletti molto rigidi in modo da evitare lavori improvvisati e pericolosi.
Insomma, prima di una buona manutenzione dell’impianto elettrico, abbiamo bisogno di un impianto elettrico sicuro, a norma di legge, realizzato con attenzione da professionisti capaci. Solo così la normale “manutenzione” dell’impianto elettrico acquisisce un senso.

In conclusione

Per una buona manutenzione dell’impianto elettrico, dobbiamo controllare periodicamente che prese ed elettrodomestici siano in buono stato e che l’interruttore differenziale funzioni alla perfezione. Qualora dovessimo scoprire un problema, chiamare un tecnico abilitato è la scelta migliore. È importante capire che un impianto elettrico ben tenuto è un impianto elettrico sicuro: non trascuriamolo! 

Lampade di emergenza, tra stile e sicurezza

Per evitare qualsiasi pericolo è fondamentale avere delle lampade di emergenza in modo da evitare problemi in caso vada via la corrente. È un accessorio necessario e non se ne può fare a meno: in qualsiasi ambiente, che sia in casa o in un ufficio, le luci di emergenza devono esserci sempre, anche per motivi normativi.

Si pensa spesso a dei componenti un po’ asettici, un male necessario all’interno di un arredamento, ma non è per forza così, ed infatti molte aziende propongono dei prodotti che riescono ad essere oltre che affidabili, anche molto interessanti sul piano estetico.

Illuminazione di emergenza, qualche informazione

emergenzaVa innanzitutto ricordato che quando si parla di illuminazione di emergenza, esiste una suddivisione da fare: c’è l’illuminazione di riserva che ha il compito di restare accesa anche in caso di black-out, in modo da poter terminare l’attività svolta; c’è l’illuminazione di sicurezza, cioè quella utilizzata per individuare sempre le vie di evacuazione.

Anche per quest’ultimo caso c’è una ulteriore suddivisione individuata dalla Normativa Europea in questione: si parla infatti di illuminazione di sicurezza per individuare le vie d’esodo, di illuminazione di sicurezza antipanico e di illuminazione di sicurezza per luoghi ad alto rischio.

Le lampade di emergenza vengono infatti solitamente inserite per illuminare le uscite di sicurezza, in modo da rendere possibile l’evacuazione da un edificio, segnalando tra l’altro anche i punti dove si trovano gli allarmi e le attrezzature antincendio. Sono necessarie anche per evitare il panico in caso di mancanza improvvisa di illuminazione, in zone piuttosto anguste.

Le lampade di emergenza, dove metterle

Quelle che solitamente abbiamo in casa sono le classiche lampade che utilizziamo per l’illuminazione di riserva. Queste infatti ci forniscono un’illuminazione importante quando la normale erogazione di energia viene a mancare a causa di un guasto improvviso della linea elettrica, per uno sgancio degli interruttori automatici o per fulmini, allagamenti ed incendi.

L’illuminazione di sicurezza e di emergenza deve essere installata obbligatoriamente seguendo le norme e i Decreti Ministeriali: queste vanno infatti messe in qualsiasi luogo affollato, come scuole e luoghi di lavoro, ma anche ospedali oppure locali per lo spettacolo (giusto per citarne alcuni).

L’ illuminazione di emergenza deve essere installata obbligatoriamente anche in casa.

Come scegliere

Come dicevamo già all’inizio, molto spesso si tende a pensare che le lampade di emergenza siano degli oggetti asettici: in realtà oggi non è del tutto così ed alcune grandi aziende hanno iniziato a creare dei prodotti che potessero abbinarsi bene all’arredamento di un ambiente. La lampada di emergenza deve infatti riuscire a mimetizzarsi ed essere il meno appariscente e il più possibile integrata con il resto dell’ambiente.

Altra questione importante è quella relativa ai consumi: oggi fortunatamente le aziende per tenere il consumo basso, hanno creato delle lampade di emergenza a LED, che richiedono molta meno energia per l’utilizzo continuo e per la ricarica (come già abbiamo visto qui).

Tra i marchi più importanti è molto difficile non citare la Beghelli, specializzata nella produzione di apparecchiature per la sicurezza e ormai diventata in un certo senso, un vero e proprio “cult”. Beghelli propone una serie di lampade di emergenza, che riescono ad offrire affidabilità, uno stile unico, ed ai prezzi più disparati. La lampada d’emergenza Stile in LED ha il vantaggio di essere ad un prezzo basso, ed a essere molto versatile per il design. Se si ha la possibilità di spendere invece qualcosa in più, è possibile provare Completa sempre a LED, dalle forme più sinuose: è una lampada che può essere anche sempre accesa e quindi particolarmente adatta anche ad ambienti come alberghi.

Plafoniere LED Prisma, ecco Zero 2 e Quasar 10

Illuminare l’esterno della nostra casa può essere davvero un’arte: lo sappiamo benissimo e ne abbiamo parlato già ampiamente in un precedente articolo su come illuminare il giardino. Ora continuiamo su questa scia, con qualche consiglio su qualche corpo illuminante interessante ed affascinante da installare.

Per poter avere un basso consumo il consiglio è quello di puntare su plafoniere LED, in modo da poter avere un’ illuminazione chiara e potente. In questi casi però la luce può essere fredda e calda, soddisfando il gusto di tutti. In questi casi utilizzare plafoniere da esterni come alcuni modelli Prisma può essere la scelta azzeccata per avere un effetto estetico originale.

Di seguito parleremo di due modelli molto affascinanti: la plafoniera a LED Zero 2 e la Quasar 10, presenti entrambe nel catalogo di Puntoluce.

Plafoniera Zero 2 LED, tutta la luce “a 180°”

zero2Abbiamo già parlato più in generale dei prodotti della Performance in Lighting e della sua linea per l’illuminazione residenziale, Prisma. La serie infatti offre molte opzioni, per le diverse esigenze: da plafoniere dal concetto più semplice ed essenziale, a modelli dal design più ricercato. Come linea comune hanno un’eleganza delle linee e delle forme, anche nei casi dei prodotti più economici.

Tra i prodotti dal design più originali c’è la plafoniera Zero 2 LED, uno di quelli probabilmente dal miglior fascino, ma anche dal miglior rapporto qualità/prezzo. Costituita da un corpo in tecnopolimero e viti in acciaio inox, questa plafoniera ha la forma perfetta di parallelepipedo con faccia quadrata, da 5,7 cm x 5,7 cm e larghezza da 2 cm.

Questa plafoniera permette un’illuminazione a 180°, con la luce che esce in due fasce in alto e in basso: ha uno schermo in pressofuso cromato ed è fornito anche di schermo blu, in modo da ottenere una luce colorata. Si tratta di una plafoniera da esterni, ma può essere benissimo usata anche per gli interni.

Plafoniera Quasar 10 1NB+1WB LED, eleganza e compattezza

Simile nel concetto, ma di tutt’altra tipologia è la plafoniera Quasar 10. Anche in questo caso il modello è a forma di parallelepipedo, ma dallo stile e dalla modalità di illuminazione del tutto diverso. Si tratta infatti di una plafoniera LED in corpo in pressofusione in alluminio verniciato in color antracite metallizzato opaco, 10 x 5 cm, dallo stile molto elegante.

Dal diffusore solidale in vetro piano trasparente esce un doppio fascio di luce, con ottica radente, sempre a 180°, la differenza sta nella forma del fascio stesso: più ampio, soprattutto in basso, con l’illuminazione che fuoriesce come un triangolo.

È dotato di dissipatore termico in alluminio, viti e grani di chiusura in acciaio inox; viene venduto completo di alimentatore. Anche in questo caso si tratta di un prodotto da parete per esterni, adattabile, vista l’eleganza, anche per gli interni. È infatti consigliato per giardini dallo stile moderno e raffinato.

Smaltimento lampadine a basso consumo: come fare

Può capitare spesso che si rompa una lampadina a basso consumo e per quanto possa sembrare una cosa insignificante, può creare in realtà qualche piccolo problema. All’interno delle lampadine, seppur in misura molto esigua, sono presenti quantità di mercurio, materiale come molti già sapranno, tossico.

Il mercurio si trova infatti all’interno delle lampadine a risparmio energetico e nei tubi fluorescenti, ed è fondamentale per il loro funzionamento. Con il tempo le aziende stanno cercando di ridurre sempre più drasticamente le quantità di questo elemento, per arrivare via via ad un azzeramento. Aspettando che questo avvenga, per il momento è meglio sapere come comportarsi e come fare per lo smaltimento di lampadine a basso consumo.

Lampadine rotte, una pulizia immediata

Prima di tutto va ricordato che una lampadina a risparmio energetico rotta emana mercurio nell’ambiente, per questo motivo è necessario smaltirne i resti in modo veloce e con attenzione seguendo alcune indicazioni importanti:

  • Come prima cosa è necessario che le persone e gli animali lascino l’ambiente.
  • Dopo si area il locale per almeno 15 minuti aprendo una finestra oppure una porta.
  • Nel caso ve ne fosse uno, si spegne il sistema di condizionamento o riscaldamento.
  • Si prende il materiale per la pulizia della lampadina, fogli di carta o cartone, del nastro adesivo, asciugamani di carta umidificati o salviettine monouso, un vaso di vetro con coperchio metallico.

Passare alla pulizia

A questo punto si passa alla pulizia vera e propria:

  • Si utilizza il materiale consigliato in precedenza per raccogliere i frammenti della lampadina. Bisogna farlo in maniera accurata, senza lasciare alcun frammento e residuo di polvere.
  • Si mettono tutti i frammenti e il materiale utilizzato per pulire all’interno di un contenitore sigillabile.

E dopo la pulizia?

Dopo la pulizia è necessario seguire altre indicazioni per smaltire la lampadina rotta:

  • Si portano velocemente fuori tutti i frammenti ed il materiale necessario alla pulizia in un contenitore dei rifiuti, e si tiene finché i materiali non potranno essere smaltiti correttamente.
  • In caso fosse possibile, continuare ad arieggiare il locale dove è avvenuta la rottura, con i sistemi di riscaldamento o di aria condizionata spenti.
  • Il materiale sigillato va consegnato nei luoghi di raccolta riservati allo smaltimento di lampadine che si trova nella vostra municipalità. Questo vale anche per lo smaltimento delle lampade a fine vita.

Cosa fare in caso polveri sui vestiti

Nel caso le polveri finiscano su tessuti oppure abiti è necessario fare la stessa operazione, mettendoli in un contenitore sigillato, dopodiché disfarsene.

Cosa non fare assolutamente

Naturalmente alcune operazioni sono sconsigliate e da evitare assolutamente:

  • Non usare scope o aspirapolvere in alcun modo.
  • Non gettare mai nulla nella spazzatura indifferenziata, né in scarichi o aree aperte.