Archivio mensile:Giugno 2015

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Come fare un impianto elettrico vintage

Siamo nell’era della domotica, della casa intelligente, e giorno dopo giorno la tecnologia entra e rivoluziona la nostra vita, tanto da permetterci di controllare tutte le funzioni domestiche da un unico punto di controllo. Anche i materiali elettrici sono sempre più evoluti, dai punti luce ai lampadari.
Eppure, il materiale elettrico di una volta è tutt’altro che inutile: al contrario, è ancora garanzia di affidabilità e sicurezza, ed è sbagliato scartarlo a priori pensando che non siano più adeguati. Soprattutto in una casa al mare o in montagna, il materiale elettrico vintage può tornare molto utile, sia per ragioni estetiche (pensiamo a uno chalet di montagna), sia per questioni economiche (costa meno).

Punto Luce ha una sezione dedicata ai materiali elettrici di una volta: vediamo come usarli per fare un impianto elettrico vintage.

Fare un impianto elettrico vintage: consigli di stile (e sicurezza)

Innanzi tutto, è bene specificare una cosa: che sia fatto con materiale elettrico di una volta o con le più innovative trovate tecnologiche, un impianto elettrico dev’essere a norma di legge e a regola d’arte da un professionista. Su questo non si deve transigere.

Installare un impianto elettrico è un compito che va affidato a un elettricista, che valuterà la planimetria della casa e stilerà un progetto di massima in cui tutti gli elementi dell’impianto siano posti in una posizione accessibile e sicura. Il quadro elettrico deve essere dotato di salvavita e di linee sufficienti per coprire tutta la casa e le esigenze elettriche. Ogni elettrodomestico deve avere una presa ad hoc (soprattutto i grandi elettrodomestici), fili e cavi devono essere nascosti e le prese poste in punti ben precisi a seconda dell’ambiente e delle necessità.

Per una casa in montagna

gi-gambarelli-cottoDetto questo, i materiali elettrici vintage permettono soluzioni estetiche molto suggestive soprattutto per case al mare o in montagna.
Come già accennato in precedenza, proviamo a pensare agli chalet di montagna: accoglienti, rilassanti, in armonia con la natura, con colori caldi quali marrone, grigio, legno, avorio, beige.
Il legno è il materiale più usato, travi di legno, pareti di pietra e un bel camino il tocco in più: ecco che un impianto elettrico con articoli elettrici della linea Cotto, della linea Pietra o della linea Sasso di Le Prolunghe andrà a sposarsi armoniosamente con l’arredamento, integrandosi con esso e valorizzandolo allo stesso tempo.

Per mare o città

Lo stesso vale per una casa al mare: perché non scegliere un prodotto della serie Elite sempre di Le Prolunghe, in porcellana bianca, per intonarsi ai colori chiari e freschi tipici delle case in   città sul mare?
A seconda del tipo di arredamento e dello stile architettonico, possiamo scegliere i materiali elettrici vintage anche per la nostra abitazione in città: per esempio, la linea Europa in porcellana bianca è l’ideale se si cerca per la propria casa un’eleganza sobria, di classe, con un retrogusto d’altri tempi.

I materiali di una volta proposti da Punto Luce,  in porcellana, in cotto e pietra lavica, da un lato offrono le suggestioni degli impianti di qualche anno fa e dall’altro garantiscono sicurezza e affidabilità: dalla prese tv agli isolatori, dai rosoni alle scatole di derivazione, gli articoli offerti da Punto Luce sono belli a vedersi e assolutamente a norma.

Come funziona il salvavita

L’interruttore magnetico differenziale, o differenziale elettrico, altrimenti conosciuto come salvavita, è un dispositivo obbligatorio in un impianto elettrico a regola d’arte. Il salvavita, costituito da un relè differenziale (per sapere cosa sono i relè ne abbiamo parlato qui) e un interruttore magnetico, in caso di necessità interrompe il flusso della corrente elettrica e la dirige verso terra (la cosiddetta “messa a terra”, fondamentale).

Quando scegliamo un salvavita, dobbiamo valutare tre parametri: il potere di interruzione, proporzionale alla corrente di corto circuito, la corrente nominale, cioè il valore massimo della corrente del circuito elettrico e la corrente di intervento differenziale.

Entriamo nel dettaglio e proviamo a capire come funziona il salvavita, e perché è fondamentale che funzioni alla perfezione.

Come funziona il salvavita?

salvavitaIl salvavita è costituito da un relè differenziale e un interruttore magnetico. Il relè ha la funzione di controllare la tensione elettrica in entrata e in uscita nell’impianto: se supera un certo valore (molto basso: massimo 0,03 Ampere) e c’è dispersione il dispositivo “scatta” e interrompe il circuito. In altre parole, vale il principio della somma algebrica: la corrente in entrata dev’essere uguale a quella in uscita. È tollerata solo una piccolissima differenza, non nociva per l’uomo.

L’interruttore magnetico, invece, interviene in caso di cortocircuito, quando c’è un sovraccarico elettrico e se entriamo in contatto accidentale con parti in tensione.
Per esempio, se accendiamo più elettrodomestici (forno, lavatrice, lavastoviglie…), è facile che si abbia un sovraccarico pericoloso: in questo caso, il salvavita “interviene” evitando guai all’impianto elettrico.
Può capitare anche di entrare in contatto con un elettrodomestico (per esempio il frigo) in dispersione: una situazione di grave pericolo che il salvavita sventa in breve tempo dirigendo l’elettricità verso terra (quindi “chiudendo” il circuito”) e staccando la corrente.

Il funzionamento interruttore differenziale è molto semplice. All’interno ci sono dei fili che servono a rendere costante il flusso magnetico. Quando questo non lo è, una molla scatenata da questi fili fa scattare l’interruttore. Così, si dice che il salvavita sia “scattato”.

Perché scatta il salvavita

Se durante il normale uso della corrente elettrica il salvavita “scatta” e la corrente manca, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Prima va riattivato il differenziale elettrico e poi l’interruttore elettromagnetico. Se la corrente torna subito, può darsi che ci fosse un problema non troppo grave, magari un sovraccarico: a questo proposito è consigliabile non accendere più elettrodomestici “energivori” contemporaneamente. Se invece il salvavita continua a scattare, l’impianto elettrico o lo stesso dispositivo potrebbero essere guasti: chiamare un professionista esperto per trovare il problema e risolverlo è l’unica cosa saggia da fare.

Infatti, il funzionamento interruttore differenziale è automatico, quindi se non cambiano le condizioni di partenza, continuerà a scattare all’infinito, con conseguenti danni a tutto ciò che è attaccato alla presa di corrente.

Almeno una volta al mese va verificato il funzionamento del salvavita. Per fare la verifica basta premere il tasto del test (indicato con una “T”): se il salvavita funziona alla perfezione, la corrente dovrebbe mancare immediatamente. Se il test fallisce, il salvavita non è sicuro e va fatto controllare da un elettricista.

Cosa dicono le norme

La legge 46/90 obbliga tutti gli “ambienti abitativi”, cioè le case, gli uffici, le associazioni, i circoli etc. ad avere un impianto elettrico a regola d’arte. La legge prevede l’installazione obbligatoria del salvavita.
La variante V3 della norma Cei 64-8, introdotta nel 2011, stabilisce tre livelli riguardo agli impianti elettrici: il livello 1, di base, il livello 2, più elaborato e sicuro, e il livello 3, per chi vuole un sistema domotico. Già il livello 1 prevede la presenza di due interruttori differenziali per avere una buona sicurezza e continuità di servizio.

Concludiamo sottilineando che la legge 46/90 obbliga i professionisti che realizzano l’impianto elettrico di una casa a rilasciare una “dichiarazione di conformità” che attesti il rispetto delle norme della legge. Riguarda sia l’installazione che la manutenzione: non dimentichiamo che il salvavita dev’essere sempre perfettamente funzionante per avere una casa senza il minimo rischio legato all’elettricità.

Sul nostro store potrete trovare una buona selezione di salvavita e differenziali, adatti alle esigenze di ogni tipo di casa e di ogni impianto elettrico. Molte sono le aziende che propongono le loro soluzioni anche tra le diverse serie civili, basta pensare a BTicino che prevede alcuni modelli nella sua LivingLight (qui è presente in bianco) o in Matix (anche in questo caso è presente nella colorazione bianca).

LED Multicolor Cono, una soluzione colorata per la casa

Il LED è una tecnologia sempre più diffusa per qualità della luce e risparmio energetico: ecco perché stanno trovando sempre più posto nell’illuminazione di case, alberghi, uffici e anche luoghi all’aperto.
In questo post conosceremo meglio le lampade LED Multicolor Cono dell’azienda italiana Techly.

Lampade LED Multicolor Cono: fra design e risparmio energetico

Le lampadcono-gialloe a LED Cono della Techly sono innanzi tutto un bel pezzo d’arredamento, adatta sia per interni che per esterni. La lampada ha una forma a goccia che le danno un tocco di eleganza notevole e ne fanno un complemento d’arredo adatto alle abitazioni, ma anche hotel, ristoranti, locali pubblici, pub, centri benessere.
I materiali solidi la rendono adeguata all’uso in giardini, parchi, persino a contatto con l’acqua: la protezione IP 68 permette anche l’immersione prolungata.
Grazie a un telecomando le principali funzioni della lampada sono gestibili a distanza.
Ma l’aspetto più interessante della lampada è la tecnologia RGB (Red Green Blue), che la trasforma da semplice luce ad arredo fatto per stupire: da sola o distribuita in più punti, la lampada permette di creare effetti luminosi davvero suggestivi.

La lampada è dotata di una batteria che garantisce 20 ore continuative a bassa luminosità e 9 ore ad alta luminosità: le caratteristiche della lampada la rendono adatta per creare un’atmosfera soffusa e discreta, per cui la bassa luminosità, e il relativo risparmio energetico, è da preferire.
Insomma, se si ha bisogno di creare giochi di luce, le lampade LED Multicolor Cono della Techly sono la scelta più azzeccata.

LED RGB: cosa significa?

cono-bluAbbiamo detto che la lampada Cono Multicolor creata da Techly si basa sulla tecnologia LED ad alta efficienza RGB. Ma cosa significano queste due sigle?
LED è l’acronimo di Light Emitting Diode. In sostanza, a differenza delle altre lampadine, la luce viene emessa attraverso un diodo e non tramite gas o filamenti. Le lampade a LED mantengono il 70% della luminosità anche dopo 50.000 ore di uso e garantiscono un’ottima efficienza: due buoni motivi per scegliere questo tipo di lampade per la casa e sostituire adeguatamente le lampade a fluorescenza e alogene.

La particolarità dei LED RGB (Red, Green, Blue) è quella di avere tre led colorati (come suggerisce la sigla, rosso, verde e blu): con la variazione dell’intensità luminosa di ciascuno dei tre possiamo avere l’intera scala di colori.

Techly, l’azienda delle tecnologia amica

Techly è un’azienda nata in provincia di Pordenone con l’intento di dare ai suoi clienti una tecnologia “amica, utile, bella, facile, che sa porsi al servizio dell’utente, stimolarne la creatività”. Dall’illuminazione agli accessori per Pc, dai cavi al materiale per uffici, Techly vuole soddisfare al massimo le esigenze di chi la sceglie, e per riuscirci cura particolarmente la customer care: oltre a fornire assistenza tecnica, gli addetti sono pronti a dare utili consigli per trovare il prodotto più adatto al cliente.

Come individuare un cortocircuito

La corrente che “salta”, all’improvviso. La casa che resta al buio, computer ed elettrodomestici che smettono di funzionare. Il cortocircuito è un problema fastidioso, uno dei principali del sistema elettrico casalingo, che spesso ha origine in un elettrodomestico malfunzionante oppure, caso peggiore, in un impianto elettrico realizzato male e non a norma. Tecnicamente, avviene quando le due polarità (fase e neutra) vengono a contatto in modo improvviso.

I danni di un “corto” possono essere anche molto gravi: l’aumento improvviso della corrente porta la temperatura dei cavi a raggiungere anche i 1000 gradi: incendi e fusione dei cavi di rame sono le conseguenze più pericolose. Ecco perché quando si verifica un cortocircuito è importante trovare la causa che l’ha provocato e porre rimedio prima di riattivare la corrente. Ricordiamoci di rivolgerci SEMPRE a un elettricista esperto prima di mettere mano all’impianto, soprattutto se non abbiamo alcuna esperienza nel campo dell’elettricità: non bisogna mai, in nessun caso, improvvisarsi “professionisti”.

Come individuare un cortocircuito

Per prima cosa, bisogna dare un’occhiata al quadro elettrico e individuare l’interruttore che è saltato, che ci aiuterà a capire dov’è localizzato il guasto. È importante NON riattaccare in nessun caso la corrente prima di aver trovato il problema: si rischia di prendere la corrente, con tutto ciò che ne consegue. A questo punto dobbiamo capire qual è il circuito vittima del guasto: ogni interruttore è associato a un circuito.

circuitoOra dobbiamo scollegare tutti gli elettrodomestici e tutti gli apparecchi attaccati al circuito in cui è presente il guasto. Il problema potrebbe essere infatti uno degli elettrodomestici: se riattivando l’interruttore la corrente non salta più, dobbiamo capire quale elettrodomestico ha causato il guasto e sostituirlo (o portarlo ad aggiustare).

A questo punto, dobbiamo riattaccare uno alla volta tutti gli elettrodomestici e capire qual è quello che causa il corto. Il problema potrebbe essere anche di una particolare presa: provare ad collegare l’apparecchio a un’altra presa ci aiuta a capire se la causa è effettivamente l’elettrodomestico o la presa a cui è collegato. In quest’ultimo caso, possiamo rimuovere il coperchio, estrarre la presa dal muro, controllare se ci sono fili liberi e ricollegarli, se siamo in grado, oppure chiamare un elettricista e chiedergli di farlo per noi.

Se la corrente continua a saltare, allora il problema non è né degli elettrodomestici né delle prese, ma dell’impianto: l’unica cosa da fare è contattare un elettricista e chiedergli di revisionare l’impianto elettrico. Ricordiamoci che un impianto elettrico malfunzionante è pericoloso sia per la nostra salute che per tutti i nostri elettrodomestici: ecco perché è importante far controllare periodicamente il nostro impianto a professionisti capaci e seri.

Evitare i cortocircuiti: alcuni consigli

Come già più volte detto, l’impianto elettrico dev’essere realizzato a regola d’arte. La norma di riferimento è la CEI 64-8, nello specifico la variante V3: non ci sono scappatoie, il nostro impianto elettrico deve rispettare rigorosamente la legge. Avere un impianto a norma, però, non basta: è necessario, anzi indispensabile, adottare comportamenti sicuri ogni volta che si ha a che fare con la corrente. Per esempio, non bisogna sovraccaricare le prese: ridurre le spine multiple e usare le “ciabatte” è fortemente consigliato. Gli elettrodomestici devono essere tenuti bene e fatti controllare periodicamente da un tecnico: bisogna evitare di usare contemporaneamente due o più apparecchi che consumano tanta energia.

Staccare le prese prima di andare a letto o in caso di assenza da casa è un’altra buona abitudine, evitare di installare prese e fili elettrici in prossimità di tende e altro materiale infiammabile una scelta intelligente per ridurre i rischi.

Ricordiamoci sempre di tenere sotto controllo le condizioni dell’impianto elettrico: per qualsiasi dubbio, chiamare un elettricista è sempre la soluzione migliore.

Prese di corrente nel mondo: consigli per il viaggio

Finalmente è arrivato il momento per un po’ di relax, è il momento dell’estate e delle vacanze e moltissime persone approfittano del momento per andare a visitare qualche paese all’estero. Arrivati sul posto però si crea ogni volta lo stesso problema, trovandoci a non poter attaccare il phon o il carica-batterie del cellulare per esempio a causa di una presa non compatibile. Per questo motivo è necessario portarsi dietro l’adattatore adatto, in modo da non aver problemi o perdere il tempo. Ecco quindi quali utilizzare per i nostri viaggi.

Classificazione delle prese di corrente

Paese che vai, presa che trovi. E di conseguenza anche spina. Per questo motivo si è passati ad una catalogazione in modo che potesse esserci un riconoscimento convenzionale, che avviene attraverso l’attribuzione di una lettera. La classificazione va infatti dalla A alla L.

Naturalmente è necessario ricordare che in ogni paese se ne utilizzano diverse tipologie: in Italia per esempio quelle ufficiali, oltra alla C, sono la F e la L, per un voltaggio da 230V. Ecco di seguito tutti i tipi di prese.

Prese A e B

Sono caratterizzate da due contatti piatti nella A, mentre per la B, a questi si aggiunge un contatto cilindrico. Si tratta delle classiche prese in utilizzo negli USA, ma sono anche utilizzate in altri paesi come Arabia Saudita, Brasile, Corea, etc.presa Apb

 

Prese C

Si tratta delle prese più diffuse, ed utilizzate anche in Italia: si caratterizzano per due contatti cilindrici.presa cpresa c

Prese D ed M

Sono le cosiddette prese tripolari: sono identiche ma hanno un potenza sopportabile che cambia a seconda degli stati. La M viene utilizzata soltanto in Africa e più precisamente negli stati dello Swaziland, nel Lesotho e soprattutto in Sud Africa.presa dpresa m

Prese E, F ed E+F

La presa F è la classica presa Schuko, quella tedesca. La E è una semplice variazione e prevede che il terzo contatto sia direttamente installato direttamente alla presa. Esiste poi una variante che unisce entrambe le versioni che è la E + F.presa epresa fpresa e+f

Prese G

La presa G è quella utilizzata soprattutto nel Regno Unito, ed è caratterizzata da tre buchi disposti a triangolo, e con le prese che presentano i contatti piatti, il superiore verticale, i due inferiori in maniera orizzontale.presa g

Prese H

Si tratta di alcune prese molto rare. La si può trovare in alcune parti in Cina, accompagnata a C, D, G ed I, in Israele ed in pochi altri stati. La presa H simile alla presa G capovolta, ma i due contatti superiori sono messi in obliquo verso il terzo inferiore che è verticale.presa h

Prese I

Le prese I sono le uniche utilizzate in Australia e Nuova Zelanda: simile alla presa H, ma i due contatti superiori obliqui puntano verso l’alto.presa i

Presa J

Anche la presa J forma un triangolo ma i contatti sono posizionati in uno spazio leggermente diverso.presa j

Presa K

Viene utilizzata in paesi come la Danimarca e la Tunisia, ma anche il Bangladesh, le Maldive e il Senegal, ma si tratta di una tipologia di presa che sta cadendo in disuso.presa k

Prese L

È assieme alla C una delle più diffuse, ma la presa L è tripolare.presa l

Per non aver problemi in caso di viaggio è possibile utilizzare i nostri dispositivi acquistando un adattatore: sul nostro sito potrete trovarne di diversi tipi, per diverse nazioni.

Dopo avervi spiegato questo, se avete programmato un bel viaggio all’estero, vi auguriamo un bellissimo viaggio.

(le immagini sono tratte da https://francescoeri.wordpress.com/2013/04/26/quale-presa-di-corrente/)

Di seguito la lista completa delle prese, stato per stato.

STATI VOLTAGGIO TIPOLOGIA
Afghanistan 220V D
Albania 220V C
Algeria 127/220V C – F
Angola 220V C
Anguilla 240V G
Antigua & Barbuda 240 A – B
Antille Olandesi 127/220V A – B –  F
Arabia Saudita 127/220V A – B –  G
Argentina 220V C – I
Aruba 115V A – B – F
Austria 230V C- F- L
Australia 240V I
Azzorre 220V B – C – F
Bahamas 120V A – B
Bahrain 230V G
Baleari 220V C – F
Bangladesh 240V A – C – D – G – K
Barbados 115V A – B
Belgio 230V C – F – E – L
Belize 110/220V B – G
Benin 220V D
Bermuda 120V A – B
Bolivia 220/230V A – C
Botswana 231V D – G
Brasile 110/220V A – B – C- J
Brunei 230V G
Bulgaria 220V C- F
Burkina Faso 220V C – E
Burundi 220V C – E
Cambogia 220V A – C
Camerun 220V C – E
Canada 120V A – B
Canarie 230V C – E –  L
Capo Verde 220V C – F
Cayman 120V A – B
Centrale Rep.Africana 220V C – E
Ciad 220V D – E – F
Cieca Rep. 230V E
Cile 220V C – F – L
Cina 220V C – D – G – H – I
Cipro 240V C – G
Colombia 110V A – B
Comores 220V C – E
Congo 220V C – E
Congo, Rep.Dem. 220V C – D
Cook  (Isole) 240V I
Corea  (Sud, Nord) 110/220V A – B – C – D – G – I – K
Costa Rica 120V A – B
Costa d’Avorio 220V C – E
Croazia 220V F
Cuba 110/220V A – C
Danimarca 230V C – F – L – K
Djibouti 220V C – E
Domenicana Rep. 110V A
Dominica 230V D – G
Ecuador 120/127V A – B – C – D
Egitto 220V C
El Salvador 115V tutte
Equatoriale Guinea 220V C – E
Emirati Arabi Uniti 220V C – D – G
Eritrea 220V C
Etiopia 220V C – D – J – L
Isole Faeroe 220V C – K
Isole Falkland 240V G
Fiji 240V I
Filippine 110/220V A – B – C – E – F – I
Finlandia 230V C – F
Francia 230V C- E – F- L
Gabon 220V C
Gambia 220V G
Germania 230V F
Ghana 230V D – G
Giamaica 110V A – B
Giappone 110V A- B
Gibilterra 240V C – G
Giordania 220V C – D – F – G – J
Gran Bretagna 240V G
Grecia 230V C – D – E – F – L
Grenada 230V G
Groelandia 220V C – K
Guadalupe 220V C – D –  E
Guam 110V A – B
Guatemala 120V A – B – G – H – I
Guinea 220V C – F – K
Guinea-Bissau 220V C
Guyana 240V A – B – D – G
Guyana francese 220V C – D –  E
Haiti 110V A – B- H
Hong Kong 220V D – G
Islanda 220V C – F
India 230V C – D
Indonesia 127/220V C – E –  F
Iran 220V C
Iraq 220V C – D –  G
Irlanda 230V G
Isola di Man 240V C – G
Israele 230V C – H
Italia 230V C – F – L
Kenya 240V D – G
Kiribati 240V I
Kuwait 240V C – G
Laos 220V A – B – C – E – F
Lettonia 220V C – F
Lesotho 220V M
Libano 110/220V A – B – C – D – G
Liberia 120V A – G
Libia 127V D
Lussemburgo 230V C – F – L
Macao 220V C – D
Madagascar 110/220V C- D – E –  J – K
Madeira 220V C – F
Malawi 230V G
Malesia 240V G
Maldive 230V A – D – G – J – K – L
Mali 220V C – E
Malta 240V G
Martinica 220V C – D –  E
Mauritania 220V C
Mauritius 230V C – G
Messico 120V A
Micronesia 120V A – B
Monaco 127/220V C – D – E – F
Montserrat 230V A – B
Marocco 127/220V C – E
Mozambico 220V C – F
Myanmar 230V C – D –  F
Namibia 220V D
Nauru 240V I
Nepal 220V C – D
Nicaragua 120V A
Niger 220V A – B – C – D – E – F
Nigeria 230V D – G
Norvegia 230V C – F – L
Nuova Caledonia 220V F
Nuova Zelanda 240V I
Okinawa 100V A – B – I
Oman 240V C – G
Onduras 110V A – B
Paesi Bassi 230V C – F
Pakistan 220V C – D
Palau 110/230V A – B
Panama 110V A – B – I
Papua Nuova Guinea 240V I
Paraguay 220V C
Perù 220V A – C
Polinesia Francese 127/220V A – C
Polonia 220V C – E
Portogallo 230V C – F
Porto Rico 120V A – B
Qatar 240V D – G
Reunion 230V C – E – F – G – L
Romania 220V C – F – L
Russia/ex Urss 220V C – F
Rwanda 220V C – J
Isole Salomone 240V G – H
Samoa Americane 120/220V A – B – F – I
Samoa Occidentali 230V I
St. Kitts & Nevis 230V D – G
St. Lucia 240V G
St. Maarten 110V A
St. Martin 220V C
St. Vincent e Granadines 230V A – C – E – G – I – K
Senegal 127V C – D – E – K
Seychelles 240V G
Sierra Leone 230V D – G
Singapore 230V G
Siria 220V C – E –  L
Slovacchia 220V E
Slovenia 220V F
Somalia 220V C
Spagna 230V C – F – L
Sri Lanka 230V D
Sudafrica 230V M
Sudan 240V C – D
Suriname 127V C – F
Swaziland 230V M
Svezia 230V C – F
Svizzera 230V C – E – J
Taiwan 110V A – B-  I
Tanzania 230V D – G
Thailandia 220V A – C
Togo 220V C
Tonga 240V I
Trinidad & Tobago 115V B
Tunisia 220V C – E – F – K –  L
Turchia 220V C – F – L
Turks & Caicos 110V A – B
Tuvalu 240V G
Uganda 240V G
Ungheria 220V C – F – L
Uruguay 220V C – F – I – L
USA (Stati Uniti) 120V A – B
Vanuatu 120V A – B
Venezuela 120V A – B
Vergini (Isole GB/US) 110V A – B
Vietnam 220V A – C
Yemen 220/230V A – D – G
Yugoslavia (Ex) 220V C – F – L
Zambia 220V C – D – G
Zimbabwe 220V D – G