Archivio mensile:Febbraio 2016

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Come montare un interruttore a filo

Gli interruttori sono molto comuni nelle nostre case e, può capitare a volte di doverne sostituire uno. In questi casi, soprattutto quando parliamo di lampade da tavolo o abatjour, tornano molto utili gli interruttori a filo.

Che cosa sono? A volte chiamato interruttore volante, si tratta di un tipo di interruttori in cui il cavo dell’alimentazione scorre al suo interno (in questa pagina puoi trovarne una grande scelta).

In questa guida vogliamo condividere con te la procedura completa per montarne uno in completa sicurezza. Tieni comunque in considerazione il fatto che un interruttore a filo, può essere usato anche in quegli apparecchi elettrici che non lo prevedono.

Per esempio può essere utile nei casi in cui l’interruttore originale si sia usurato e la diventa difficile accendere o spegnere la lampada. In quelle situazioni, invece di attaccare e staccare la spina della corrente, può essere un’ottima alternativa inserire un interruttore a filo.

Scegliere il giusto modello

interruttore-a-filoPrima dell’installazione è comunque importante scegliere il giusto modello e, oltre al gusto personale su cui possiamo dirti ben poco, esiste una differenza sostanziale nel funzionamento. Si tratta degli interruttori unipolari e bipolari.

Chi è pratico del fai da te conosce già questi termini ma, se sei estraneo ai piccoli lavori in casa ti è utile sapere che un interruttore unipolare interrompe il passaggio di corrente solamente nel cavo di fase, mentre un interruttore bipolare interrompe anche il flusso lungo il cavo del neutro. In parole semplici possiamo dire che l’interruttore bipolare funziona come un doppio interruttore.

In pratica significa che gli interruttori bipolari sono usati per grandi elettrodomestici (ad esempio condizionatori, lavatrici, piani cottura, ecc.) al contrario gli interruttori unipolari, quelli che vogliamo montare noi, vengono usati principalmente per lampade e abatjour.

In ogni caso per agevolarti nella scelta, ti può essere utile sapere che i modelli più diffusi sono principalmente 2: gli interruttori con pulsante a pressione (eccone un esempio) e gli interruttori con pulsante a scorrimento (come questo modello).

Ovviamente il nuovo interruttore può essere montato da nuovo, ma anche in sostituzione di uno che non funziona più. Nel nostro caso vedremo come montarne uno dove non è mai stato inserito un interruttore.

Come montare l’interruttore a filo

Innanzitutto preoccupati di staccare la spina elettrica della lampada, questo è importantissimo per non avere uno spiacevole incontro con l’elettricità che può causare gravi danni.

A questo punto assicurati di avere tutto quello che ti serve; in realtà gli attrezzi sono veramente pochi visto che parliamo di una procedura basilare. Hai bisogno semplicemente di un cacciavite, un paio di forbici e una pinza spellafili (o in alternativa puoi usare le forbici).

Appena sei pronto non ti resta che prendere il filo dell’alimentazione della tua lampada (o elettrodomestico) e rimuovere la guaina esterna per almeno 1 centimetro. La sezione deve trovarsi nel punto esatto in cui vorrai posizionare l’interruttore.

Dovresti quindi ritrovarti con 3 fili: uno blu, uno marrone e uno giallo-verde. Il filo giallo-verde non è sempre presente ma non preoccuparti perché, l’importante per te è sapere che il filo blu corrisponde al neutro mentre il filo marrone corrisponde alla fase. Sarà proprio quest’ultimo che dovrai tagliare.

Adesso non ti resta che scoprire il rame del filo marrone , aprire il nuovo interruttore che hai appena acquistato, allentare la fascetta di fissaggio del cavo, allentare i morsetti e inserire il filo della fase all’interno degli stessi. A questo punto hai bisogno solamente di tirare i morsetti, serrare la fascetta ed il gioco è fatto.

Unica cosa importante riguarda il rame che non dovrebbe mai essere in vista perché può scaldare l’interruttore, o peggio, causare un corto circuito, quindi fai attenzione che sia ben inserito nel morsetto. Se tutto è a posto e il cavo è stabile, puoi richiudere l’interruttore e ricollegare la spina della tua lampada.

Qual è la normativa per i cancelli automatici

I cancelli automatici si trovano nelle abitazioni private, nelle aziende e la loro comodità è fuori discussione. Azionati a volte da dei telecomandi a distanza, a volte da interruttori o ancora da chiavi, sono molto diffusi ma devono rispettare una normativa ben precisa. Soprattutto se non vuoi vuole incorrere in alcune sanzioni o, se non vuoi compromettere la salute delle persone.

Lo sanno molto bene le migliaia di persone che ogni anno in Italia sono vittime di incidenti legati ai cancelli automatici. È proprio per questo che sono state introdotte le normative EN 12453 ed EN 12445, che regolano sia i meccanismi fondamentali per preservare la sicurezza, che le procedure necessarie per assicurarsi che il cancello sia a norma.

In particolare gli incidenti più diffusi, che la norma vuole ridurre, sono infortuni dovuti allo schiacciamento (a volte di alcune parti del corpo come le dita), urti (soprattutto in cancelli ad ante), elettrici (incendi o corto circuiti) e cosi via.

Bisogna comunque considerare che anche se la norma interessa soprattutto l’installatore, alcune parti dovrebbero essere conosciute anche dal proprietario del cancello automatico. Ecco perché stiamo per condividere i consigli che possono esserti più utili, senza però scendere nei particolari della legge che può essere molto noiosa.

Sistemi di protezione

Prima di tutto è importante dire che le classiche fotocellule non sono più sufficienti per garantire la sicurezza, anzi, proprio grazie ai nuovi sistemi di sicurezza sono diventate solamente un’aggiunta per migliorare il sistema di controllo, dato che da sole non soddisfano più i requisiti di legge.

Ecco quindi che bisogna distinguere quei cancelli che si trovano in prossimità di una zona pubblica (ad esempio all’ingresso di un vialetto privato che si affaccia su una strada trafficata) e di un cancello che si trova interamente in una proprietà privata.

Nel primo caso la situazione è leggermente più complicata ed esistono 2 tipi di soluzioni. Il cancello può essere dotato di alcune fotocellule per riconoscere il passaggio di persone od oggetti ma, deve avere anche un dispositivo che riduce la forza di impatto. In alternativa puoi sostituire entrambi con un sistema di protezione in grado di rilevare la presenza di oggetti o persone all’interno di tutta l’area ritenuta pericolosa.

Nel caso di un cancello situato in una zona privata invece, puoi scegliere di inserire un sistema in grado di monitorare tutta l’area di pericolo oppure un sistema in grado di ridurre la forza del cancello. In questo caso le fotocellule non sono mai necessarie.

I punti più oscuri

Hai presente quei lampeggianti che a volte si vedono sopra qualche cancello automatico? A volte ci si chiede se siano obbligatori oppure no. Su questo punto la normativa non si esprime in maniera netta, infatti, lascia liberà all’installatore che deve valutare il rischio e la necessità o meno di un lampeggiante.

Queste normative valgono anche per i vecchi cancelli? In linea generale la legge dice che i vecchi cancelli in funzione da molto tempo, possono continuare a lavorare secondo le loro caratteristiche ma, alla prima occasione di manutenzione o modifica, è importante che l’installatore si assicuri della regolarità del cancello automatico.

Ovviamente questo vale anche nel caso in cui vuoi automatizzare un normale cancello, dovrai assicurarti che abbia tutte le caratteristiche necessarie richieste dalla norma. In particolare se scegli la strada del fai da te.

Automatizzare un cancello infatti non è nulla di complicato dal punto di vista tecnico (puoi seguire la procedura spiegata in questa guida), soprattutto se ti affidi ad uno dei sistemi pronti all’uso prodotto dalle più importanti aziende del settore.

Infine per quanto riguarda gli obblighi dell’installatore, tu dovresti assicurarti che una volta conclusi i lavori ti rilasci il manuale d’uso, la certificazione CE e le istruzioni per la manutenzione. Questi 3 documenti, secondo la legge, devono essere in possesso del titolare.

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Plafoniera Filigare, per uffici e luoghi di lavoro

Sappiamo benissimo che lavorare in un ufficio senza l’adeguata illuminazione può essere quasi una tortura, ecco perché dopo aver condiviso consigli e suggerimenti su come illuminare il tuo ufficio nella maniera migliore (puoi trovarli in questa guida pubblicata sul nostro blog), oggi vogliamo parlarti di una delle plafoniere più gettonate dai clienti del nostro shop. Una plafoniera versatile per un buon comfort visivo in qualsiasi ambiente.

In particolare stiamo parlando della plafoniera a sospensione Filigare prodotta 3F FIlippi, azienda nata fra i colli bolognesi, caratterizzata da un design tipico degli uffici e adatta per svariate situazioni.

Ottica parabolica versatile

Questo genere di plafoniere sono disponibili con un’ottica parabolica fatta di diversi materiali: allumino a specchio, alluminio semilucido, alluminio color argento opaco e metacrilato trasparente prismatizzato esternamente.

La plafoniera Filigare, che puoi trovare sul nostro shop, ha un’ottica parabolica in alluminio semilucido. Perché abbiamo deciso di parlarti proprio di questo modello? Semplice, perché si tratta di un’ottica con un ottimo compromesso che può essere montata in quasi tutti i luoghi di lavoro.

Ideale per uffici, scuole e zone di lavoro

filigareIn particolare l’alluminio semilucido è l’ideale per gli ambienti che hanno bisogno di una buona intensità e, devono ridurre l’abbagliamento in maniera importante per non complicare la visibilità di chi lavora per molte ore all’interno dell’ufficio.

Grazie infatti all’angolazione dell’ottica di circa 65°, che garantisce un’illuminazione diretta e simmetrica, questo modello di plafoniera riesce ad illuminare zone piuttosto ampie senza perdere però l’intensità luminosa necessaria per svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi. Non dobbiamo poi dimenticare che questo genere di ottica ottimizza il rendimento della plafoniera, quindi, permette anche di risparmiare sull’illuminazione.

Oltre agli uffici poi, la plafoniera Filigare è ideale per tutti gli ambienti con videoterminali, come ad esempio le scuole, ma vanno molto bene anche per negozi, centri commerciali e zone espositive. Parlando in generale, possiamo dire che questo modello è adatto a tutte le stanze con un arredamento chiaro che aiutano ad offrire una sensazione di grande illuminazione.

Il modello poi costituito da un corpo in acciaio rende tutta la plafoniera molto resistente, mentre la verniciatura bianca e la testata in metallo la rendono un modello perfetto da abbinare al tipico arredamento di un ufficio.

Prodotta da un’azienda con più di mezzo secolo di esperienza

L’azienda produttrice, 3F Filippi, è nata nel 1952 (ben 63 anni fa) e con il tempo, è diventata un’importante azienda nazionale e internazionale che crea prodotti seguendo le più rigide norme europee. 3F Filippi si impegna da sempre nel massimizzare l’efficienza energetica e cerca di offrire ai propri clienti dei prodotti in grado di illuminare sempre meglio gli ambienti, riducendo i consumi. Ovviamente la plafoniera Filigare rispetta perfettamente queste caratteristiche.

Come montare una plafoniera Filigare

Innanzitutto dovrai scegliere la dimensione adatta per la grandezza della stanza che devi illuminare; dal nostro shop puoi trovare entrambe le lunghezze 36 cm e 58 cm. A questo punto il montaggio è piuttosto semplice, anche se ti consigliamo comunque di staccare l’interruttore generale per salvaguardare la tua sicurezza.

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Come spostare un punto luce

A volte capita perché c’è la volontà di rinnovare l’arredamento, a volte perché si vogliono fare dei lavori in un nuovo appartamento, i motivi che possono spingerci a cambiare la posizione di un punto luce possono essere tantissimi. In certi casi anche dei piccoli restyling dell’arredamento, come ad esempio una libreria o lo spostamento di un tavolo, possono compromettere l’illuminazione o l’estetica della stanza.

Ecco allora che si presenta la necessità di spostare il punto luce, ma come ci si comporta in queste situazioni? Oggi, fra le nostre numerose guide sul tema, vogliamo aggiungerne una per questa particolare situazione che può diventare un problema difficile da risolvere.

Vediamo quindi come procedere se decidiamo di seguire la strada classica, e cioè attraverso dei lavori di muratura.

Come spostare un punto luce

Innanzitutto stacca l’interruttore generale per evitare rischi inutili, la sicurezza prima di tutto. Poi, una volta che ti sei accertato dell’assenza di corrente, è il momento per iniziare a svitare il lampadario. Unico consiglio che ci sentiamo di darti è: fai attenzione soprattutto con lampadari pesanti che potrebbero cadere all’improvviso.

Mentre stai reggendo il lampadario, magari con l’aiuto di qualcuno, scollega i morsetti cosi da avere dei cavi che fuoriescono dal soffitto (o dal muro) di alcuni centimetri. A questo punto dovresti creare una piccola traccia per far scorrere il cavo fino al nuovo punto luce.

Se il vecchio cavo dovesse essere troppo corto puoi tranquillamente aggiungere un nuovo cavo e fare una giunta con dei morsetti (o del nastro isolante).

A questo punto dovresti avere i collegamenti che fuoriescono dal nuovo punto luce e, ti basterà semplicemente collegare il nuovo lampadario (puoi trovare un’ampia scelta nel nostro shop sia per esterni che per interni). Una volta collegato e fissato è il momento di coprire la traccia con dell’intonaco fresco e il gioco è fatto.

Ovviamente se non hai conoscenze elettriche è molto meglio chiedere aiuto a qualcuno con più esperienza, sia per evitare di creare danni sia per tutelare la tua sicurezza.

I problemi più comuni

Se sei fortunato il nuovo punto luce sarà solamente un prolungamento dell’attacco del vecchio lampadario ma, in alcuni casi potrebbe succede di dover curvare rispetto alla direzione precedente (a volte anche di 90°). Questo può essere un problema spinoso perché potresti ad esempio incontrare dei travetti che servono per sostenere il soffitto.

Certe volte invece potresti non voler fare una traccia nel soffitto perché sarà comunque visibile e non si tratta certo di una soluzione molto elegante. Esistono allora delle soluzioni alternative?

Soluzioni alternative

La prima soluzione, piuttosto semplice da applicare, è quella di collegare la lampada attraverso un cavo in sospensione. A primo impatto potrebbe sembrare una soluzione orribile, in realtà apre la strada a molte soluzioni creative che possono diventare dei veri e propri punti di forza del tuo arredamento.

Un’altra soluzione molto semplice, e in grado di fare comunque una bella figura, consiste nel sostituire il lampadario con una lampada a terra ad arco o, le caso in cui non ti piacciano con una lampada a sospensione con bracci orientabili che, anche se collegati nel vecchio punto luce, ti permettono di scegliere l’effettiva posizione del lampadario.

Infine, se il tuo è un caso particolare e queste soluzioni non sono riescono a darti l’effetto che desideri, puoi sempre chiedere l’aiuto ad un interior designer che sarà sicuramente in grado di trovare la soluzione migliore per il tuo caso specifico.

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Come funziona un campanello senza fili?

Più facili da installare e posizionabili ovunque, i campanelli senza fili sono nati come dei semplici campanelli che, però, non prevedono tutta quella complessa struttura di fili a volte anche pericolosa. In realtà possono funzionare in diversi modi, per esempio anche all’interno di abitazioni come aiuto per malati e anziani che hanno bisogno di chiamare un sostegno.

In ogni caso questi apparecchi non sono solo funzionali ma, vengono curati sempre più dal punto vista estetico diventando cosi dei veri e propri componenti di design.

Componenti di un campanello senza fili

Questo nuovo tipo di campanelli sono piuttosto semplici, visto che sono costituiti da un trasmettitore e un ricevente. Il trasmettitore viene, di solito, posizionato all’esterno (es, vicino ad un portone o ad un cancello) ed è rigorosamente impermeabile oltre che resistente alle intemperie.Si tratta di un semplice dispositivo che può essere attaccato al supporto con delle viti o del semplice biadesivo (nel caso non si vogliano fare dei buchi) ed è alimentato da una batteria che si può sostituire facilmente.

Il ricevitore al contrario viene posizionato all’interno (per esempio al posto del classico citofono) ed è alimentato da corrente a 220 Volt, quindi deve essere installato vicino ad una presa di corrente. Il fatto che solo il ricevitore richiede un’alimentazione proveniente dalla rete elettrica, rende l’installazione molto più semplice rispetto all’installazione di un modello con i fili (come possiamo vedere qui), quindi, anche se il costo del dispositivo è leggermente superiore ad un normale campanello, con il risparmio dell’installazone questo divario si annulla.

Funzionalità dei modelli più avanzati

La caratteristica più importante riguarda la portata di questi dispositivi che, in alcuni casi possono arrivare fino a 300 metri, cosa che permette ai campanelli senza fili di andare bene nella maggior parte degli utilizzi.

Inoltre, molti modelli prevedono diverse melodie, in alcuni casi anche personalizzabili attraverso l’attacco di una porta USB. Se quindi hai una canzone preferita che vuoi ascoltare ogni volta che qualcuno suona al campanello, ti basterà collegarlo al tuo PC e trasferire la musica che desideri.

Parlando invece delle funzionalità di sicurezza, alcuni modelli hanno un sensore di movimento molto utile per rilevare la presenza di persone e, una volta riconosiute, inizia a suonare o ad illuminarsi. Questi modelli possono essere usati ad esempio per controllare che i bambini non vadano in zone pericolose.

Se poi hai intenzione di utilizzare un campanello con videocamera, ti farà piacere sapere che alcuni modelli dispongono di una visione notturna ad infrarossi.

Infine, i modelli più innovativi, possono essece controllati da remoto tramite uno smartphone o un Tablet sia IOS che Android. Questo ti permette di vedere direttamente sul tuo dispositivo il video e l’audio di chi ha suonato al tuo campanello, senza dover arrivare fino al citofono.

Come scegliere il modello adatto?

arteleta-campanelloLa prima caratteristica che devi controllare quando stai scegliendo un campanello elettrico è la portata che, è consigliabile essere leggermente superiore alla distanza effettiva per evitare che alcuni disturbi elettrici possano comprometterne il funzionamento.

Altra caratteristica fondamentale riguarda la pulsantiera esterna che deve prevedere abbastanza pulsanti, soprattutto se verrà installato in un condominio.

Infine controlla anche i ricevitori che possono essere associati, è importante che ce ne siano abbastanza in base all’uso che ne farai.

Qual campanello preferire?

Nello shop di Punto Luce la scelta è piuttosto interessante, in particolare il modello prodotto da Arteleta provvisto di targhetta segnanome e con una portata di 100 metri, sufficiente nella maggior parte delle situazioni. Perché abbiamo proposto proprio questo modello? Per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.