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Come fare un impianto elettrico americano, informazioni utili

Un impianto elettrico americano non si basa sulle normative europee, ma rispetta solo quelle statunitensi. I materiali di qualità, però, di solito hanno entrambe le certificazioni (europee e americane). Per esserne certi, basta guardare le confezioni. Per i pezzi, si possono valutare le soluzioni presenti nel nostro shop.

Le differenze tra Paesi

Il mondo degli impianti elettrici si distingue in due categorie normative:

  1. IEC.
  2. NEC.

Entrambi sono gruppi di leggi, che indicano chiaramente:

  1. Come ottenere un impianto sicuro.
  2. Come evitare che ci sia autocombustione.
  3. Installare, monitorare, fare la manutenzione degli impianti elettrici.
  4. Differenze tra impianti residenziali e industriali.

La normativa IEC si sviluppa in Europa, con le varie leggi come le ISO. La normativa NEC, invece, è usata negli Stati Uniti. Il Canada, invece, ha preferito dotarsi di proprie normative.

Come fare un impianto americano a norma: leggi in merito

Per fare un impianto americano a norma, quindi, si segue la normativa NEC. Per gli impianti industriali c’è il codice Industrial Machinery NFPA 79. Si parte dalle normative di isolamento IEC 60204-1 e si applica la normativa seguendo anche vie dettate dal buon senso.

Per esempio, si spiega la necessità di inserire un’indicazione per i quadri elettrici esterni (= sezionatore generale esterno) e l’obbligo di interbloccare le porte del quadro.

Per gli impianti residenziali, c’è la legge NFPA 70. Si tratta di una serie di accorgimenti pratici che si usano per un impianto elettrico americano. Si prende spunto dalla IEC 60364, dalle normative canadesi e da quelle europee, oltre alle soluzioni per gli impianti industriali. Viene aggiornato ogni 3 anni.

Chiamare un progettista

Un impianto di questo tipo ha bisogno di professionisti specializzati che lavorano anche negli Stati Uniti. Si tratta di personale qualificato e anche un po’ oneroso. In ogni caso, garantirà aderenza alle leggi e sicurezza dell’impianto, soprattutto nel gestire i sovraccarichi (ed evitarli!).

A quel punto, si potrà installare l’impianto, ricordando quali sono le normative corrispondenti EU. Infatti, alcune leggi tra nazioni diverse possono proporre gli stessi accorgimenti tecnici. Per esempio, la messa a terra viene fatta diversamente, ma ha lo stesso obiettivo.

A cosa serve: pro e contro dell’impianto americano

In realtà, non ci sono reali vantaggi nel fare un impianto americano rispetto a uno italiano/europeo. Il vantaggio è nella minore tensione. La nostra corrente viaggia a 230 V, quella americana a 120 V. Questo comporta prese diverse, per cui quando si viaggia si usa l’adattatore.

C’è chi, però, vorrebbe avere un impianto elettrico americano. Quindi, il progetto dovrà partire da queste norme.

Conclusione

Realizzare un impianto americano non è uno scherzo, ma si può ottenere con l’aiuto di esperti. Si potrà dare, però, una mano, per il reperimento dei materiali, assicurandosi di avere quelli migliori anche per il mercato americano (basta controllare le confezioni).

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Come montare strisce LED, qualche consiglio

Per montare strisce LED, si deve capire dove posizionarle e come si usano. Altrimenti, si rischia di non poter tornare indietro. Infatti, queste componenti hanno il retro adesivo. Questo è un vantaggio, ma, una volta installate le strisce, non sarà possibile staccarle per riutilizzarle. Dove si trovano? Per questo, vale la pena dare un’occhiata al nostro shop.

Cosa sono

Si tratta di fasce dallo spessore di qualche millimetro. Si trovano in rotoli per due motivi:

  1. La fascia non si arrotola, causando cortocircuiti.
  2. Tagliare i punti giusti è più facile.

Infatti, le strisce LED non si possono tagliare dove si vuole. Si rischia di tagliare una parte importante del circuito! Invece, ci sono delle linee che indicano dove tagliare per ottenere la metratura giusta. I LED sono disposte in file, in modo tale che, ogni 3 LED, ci sia una linea per tagliare.

Infine, il sistema è dotato di uno strato adesivo, protetto con della carta. In questo modo, l’applicazione dei LED dove si vuole è più semplice.

Procedere al montaggio

Prima di procedere, controllare sempre se ci sono fili scoperti: se sì, è bene saldare la striscia per evitare cortocircuiti pericolosi. In qualche caso, può essere utile saldare con lo stagno.

Quando si tratta di montare strisce LED, il problema non è incollarle, ma trovare il collegamento elettrico per ottenere il corretto funzionamento della striscia. La prima cosa da fare è trovare un trasformatore da 220 a 12 V (= cioè che passi dal voltaggio della corrente elettrica di casa a quella della striscia).

Come per tutti i collegamenti elettrici, è bene agire non collegati al circuito e rispettare le polarità. In realtà, è molto facile: ci sono le indicazioni +/- di legge sia sulla striscia che sul trasformatore. Il sistema dovrà essere poi collegato a un interruttore e questo, infine, all’impianto elettrico principale.

In alternativa, si può creare un circuito con alimentatore a batteria, in modo che la striscia sia indipendente dall’impianto elettrico domestico. In questo caso, l’interruttore si posizionerà direttamente sull’alimentatore.

Consigli utili

Per evitare una luce più intensa in un punto e meno intensa in un altro, conviene tagliare la striscia in due prima di montarla. Così, i collegamenti andranno poi verso il trasformatore, quindi all’interruttore e all’impianto in modo sicuro.

Ci si assicurerà anche che la corrente illumini tutti i LED della striscia e non solo quelli più vicini. Questo vale anche nei circuiti autonomi, dove la batteria andrà collegata a entrambi i capi della striscia divisa. In caso di circuito autonomo, la batteria sarà da 12 V.

Dove trovare gli accessori

Per montare strisce LED servono anche un trasformatore, una batteria e un interruttore. Per trovare materiale elettrico sicuro, il consiglio è di dare un’occhiata al nostro shop, che mostra anche tutte le caratteristiche tecniche.

 

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Come montare un cancello automatico

Per montare un cancello automatico, gli strumenti giusti sono nel nostro shop. Invece, per capire come fare e tutti i passaggi, basta continuare a leggere!

Da dove iniziare

Prima di tutto, si deve capire se si tratta di un cancello scorrevole o battente. In questo modo, si terrà conto del movimento del cancello prima di passare alle manovre per montarlo. Di solito, oltre alle porte, c’è un kit di automazione, che è il cuore del cancello.

Serve, infatti, per passare la corrente elettrica e usare l’energia per muovere il cancello a comando. Questo kit di solito contiene:

  • Motore con centralina.
  • Piastra di fissaggio.
  • Telecomandi.
  • Fotocellule.
  • Selettore con chiave.
  • Luce con antenna.

Dopo aver inserito gli infissi e il binario necessario per far scorrere la cremagliera (= sistema con ingranaggio e asta dentata per consentire il movimento), è importante partire dalla centralina. Questa verrà posizionata da un esperto lontano da terra, in modo che non ci sia passaggio d’acqua. La centralina deve essere collegata alla rete elettrica, alla messa a terra e al motore, oltre a essere vicinissima al cancello.

In alternativa, questa potrà essere inserita vicino a un interruttore, in modo che il tutto si avvii solo dopo aver premuto il pulsante. Se non è possibile inserire la centralina direttamente sulla parete, si può inserire un tubo, al quale poi avvitarla.

Come collegare tutti gli elementi

In questo tipo di installazione, il cablaggio è già stato fatto. Naturalmente, si deve sempre lavorare non collegati alla corrente per motivi di sicurezza. A questo punto, si dovrà fissare molto bene il supporto per il motore elettrico, sempre incluso nel kit, assicurandosi che sia ben saldo una volta avvitato il tutto.

A questo punto, si dovrà fissare l’anta al motore elettrico tramite saldatura. Si dovrà poi fare una prova, aprendo l’anta per vedere se è tutto ben collegato.

Una volta fissato, si collega alla centralina. Si passa, quindi, al montaggio manuale degli altri elementi e alla prova finale con l’utilizzo della corrente.

La differenza con i cancelli a battente

I cancelli a battente pesano più di 350 chili. Di conseguenza, servono dei pistoni e un motore idraulico, che sfruttino sia la corrente elettrica che il movimento dell’acqua. Per un esperto installatore, tutto si risolve velocemente e bene, facendo delle prove tecniche al termine del lavoro.

Come funzionano i kit

Ogni kit, infatti, mostra i vari passaggi da eseguire modello per modello. Per evitare errori e fare sì che le normative siano rispettate, conviene contattare un elettricista esperto.

Una volta chiuso, il cancello non dovrebbe essere facile da aprire. Si tratta di una misura di sicurezza, in linea con le normative EN 12453 ed EN 12445.

I migliori kit sono a disposizione nel nostro store online, pronti per l’installazione!

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Come fare un impianto elettrico per bar

Per fare un impianto elettrico per bar a norma è necessario sapere quali saranno le fonti di consumo principali e disporre, successivamente, di tutte le certificazioni in caso di controlli. Per tutto il materiale necessario, ci si può rivolgere al nostro shop.

Da dove cominciare

Per l’impianto elettrico commerciale, è importante ricordare che questo dovrà alimentare:

  • L’illuminazione.
  • Il condizionatore o comunque il sistema di condizionamento.
  • Le macchine necessarie per l’attività.
  • La sorveglianza.

In genere, questo impianto ha un “costo” in termini di consumi di circa 3 kWh, ma la legge invita caldamente i gestori a creare un impianto che sostenga il doppio dei consumi, per sicurezza.

Per essere a norma, questo impianto complesso deve essere progettato in base alla planimetria del locale commerciale. In più, va verificato se l’impianto esistente è adeguato o se c’è da cambiare qualcosa.

Quindi, si dovrà chiedere all’esperto di fare un progetto valido, sicuro e rispettoso delle normative. Solo a quel punto, si potrà procedere con i lavori.

Come procedere ai lavori

La cosa importante è verificare la presenza di cavi fondamentali, come:

  • Quello per la fase di corrente. Colore: nero/marrone.
  • Il neutro. Colore: blu.
  • Messa a terra. Colore: giallo/verde.

In più, si dovranno valutare le posizioni di prese (massimo 30 centimetri da terra) e interruttori (un metro da terra minimo). Infine, si deve verificare che, per fare un impianto elettrico per bar, ci siano anche spazi per il contatore e il quadro elettrico, oltre alle scatole di derivazione e quelle di incasso necessarie per il corretto funzionamento dell’impianto stesso.

Per un sistema completo, è bene scegliere una classificazione di livello 3, che garantisca sicurezza anche in caso di installazione di apparecchi di sorveglianza e di condizionamento.

Documentazione e prezzi

Una volta terminato il lavoro, la ditta che si occupa di fare un impianto elettrico per bar deve consegnare un documento di conformità, in linea con la legge CEI 186/1968. In questo modo, in caso di controlli, il gestore potrà avere tutto a portata di mano.

I prezzi sono variabili dai 3000 ai 10mila Euro. Naturalmente, molto dipende dalla planimetria e da quante fonti di consumo ci sono. In ogni caso, un impianto a norma funziona bene per molti decenni, al netto di un’accurata manutenzione.

Nei costi, andranno valutate anche le relative tasse, oltre a eventuali consulenze necessarie per ottenere un impianto davvero in linea con la normativa vigente.

A chi rivolgersi

Per un impianto simile, è bene non procedere con il fai da te, ma scegliere una ditta di professionisti, che abbia magari anche un portfolio con lavori già eseguiti. Verificare i preventivi ricevuti è una sicurezza anche per capire quali sono i tempi di realizzazione e quando poter inaugurare dopo aver scelto il locale da dove cominciare con la propria attività.

Come si fa un impianto elettrico antideflagrante

Cos’è un impianto elettrico antideflagrante e come si fa? Ecco una guida pratica. Per tutti i materiali, si può dare un’occhiata al nostro shop.

Cos’è

Si tratta di un impianto elettrico che può incendiarsi ed esplodere facilmente. Per questo, si attuano delle strategie (in base alla normativa ATEX del 2003) per prevenire gli incidenti e rendere l’impianto sicuro al 100%. Cosa dice questa legge?

La normativa ATEX

Si tratta di una legge europea, che da ai proprietari di un appartamento o agli imprenditori i criteri per verificare che l’impianto elettrico antideflagrante sia in regola. La legge individua tre zone di rischio per tipo di materiale, più clausole speciali per industrie particolari e miniere.

  • Le zone 0, 1, 2 sono le zone degli impianti dove ci possono essere gas.
  • Le zone 20, 21, 22 indicano le zone dove ci possono essere polveri.

In base al materiale di contatto, si definisce se il rischio è: permanente, frequente, oppure occasionale.

A loro volta, i gasi sono divisi in gruppi.

  1. I Metano.
  2. IIA Propano.
  3. IIB Etilene.
  4. IIC Idrogeno/Acetilene.

Quando si costruisce un impianto del genere, si deve pensare anche alla temperatura. La normativa prevede 6 livelli di temperatura, divisi per pericolosità e per materiale.

Utilizzare l’impianto in tubo

Questo sistema è il più utilizzato per un impianto elettrico antideflagrante. Utilizzato soprattutto dalle industrie chimiche e petrolchimiche, questo impianto ha diversi vantaggi:

  • Ci sono tre livelli: i cavi, le custodie e i tubi.
  • Tra la custodia e i tubi, ci sono dei raccordi di bloccaggio.
  • Tutto viene sigillato, per fare in modo che, in caso di esplosione, questa non si propaghi.

Per un impianto domestico, invece, è importante che il professionista usi tutte le precauzioni del caso. In particolare, questo tipo di impianto potrebbe essere richiesto in cucina o dove c’è la possibilità che si accumulino polveri o gas.

Il professionista andrà a installare un sistema che prevede:

  • Il corretto smistamento dei cavi.
  • Il raccordo.
  • La tubazione di sostegno.

Naturalmente, rispetto a un impianto di tipo industriale, il rischio è più basso e la progettazione dell’impianto sarà più semplice.

Per gestire al meglio tutti gli aspetti del circuito elettrico, è fondamentale che sia un esperto qualificato a fare l’installazione e la manutenzione periodica dell’impianto. In questo modo, si ridurranno i rischi e tutto funzionerà a dovere.

In questo tipo di impianti, il fai da te non basta. Infatti, anche in una casa, il sistema elettrico è complesso e sarà necessario vedere quali sono i vari collegamenti e come è messa tutta la struttura.

Cosa fare

La cosa principale è verificare che tutto sia in regola. Per questo, è sempre bene affidarsi a ditte specializzate e valutare ogni aspetto del progetto prima di procedere ai lavori. La sicurezza e il rispetto delle normative servono a proteggere le persone, anche in casa!